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Spetta al contribuente che contesta l'atto dimostrare che non aveva avuto conoscenza delle cartelle di pagamen


Vendi prima che arrivi il Fisco? La furbata non permetterà di evitare il sequestro dell'immobile

Fonte: nuovofiscooggi.it 
28 settembre 2009

Spetta al contribuente che contesta l'atto dimostrare che non aveva avuto conoscenza delle cartelle di pagamento

E' legittimo il ricorso al sequestro dell'immobile "apparentemente" trasferito dal contribuente a sua moglie; trasferimento posto in essere per rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva delle imposte.

Così la Cassazione, con la sentenza n. 36838/2009.

La vicenda

La controversia, approdata dinanzi alla sezione penale della Suprema corte, ha origine dal sequestro preventivo effettuato su un immobile donato dal contribuente alla moglie, ex articolo 11 del Dlgs 74/2000, per sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte.

La citata norma sancisce, difatti, che "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore a lire cento milioni, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva".

L'istanza di riesame del provvedimento di sequestro era stato già rigettato dal tribunale, sulla base della considerazione che in precedenza, al coniuge donante, erano state notificate cartelle esattoriali relative al mancato pagamento di Iva, Irpef e Irap e che, successivamente (pressoché contestualmente) il contribuente aveva donato l'immobile alla moglie.

Contribuente che, in Cassazione, contestava la natura fraudolenta dell'atto dispositivo, lamentando, altresì, l'irregolarità della procedura di notifica delle cartelle esattoriali relative al mancato pagamento delle imposte.

La Suprema corte oltre che ribadire la legittimità del sequestro, ha anche precisato che spetta al debitore tributario l'onere probatorio circa la mancata conoscenza delle cartelle esattoriali; in mancanza di tale prova, può ritenersi sussistente il fumus del reato contestato.



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