A febbraio, il tasso d'inflazione nella media dei Paesi dell’Area Euro è stata uguale al 2,4%, in aumento rispetto al 2,3% di gennaio.
Il differenziale inflazionistico con l’Area dell’Euro, è uguale + 0,3 punti percentuali a nostro favore.
Si osserva che nell’ultimo biennio, in una fase di forti tensioni nei mercati petroliferi, l’energia è divenuta relativamente più conveniente in Italia rispetto agli altri principali Paesi europei: a partire dalla seconda metà del 2009 il differenziale inflazionistico con l’Area Euro è a favore dell’Italia.
Guardando e analizzando i dati Istat relativi all’indice NIC di febbraio, i beni in maggiore aumento sono stati GPL e gasolio per auto.
Al contrario i beni in maggior flessione sono l’olio d’oliva, gli omogeneizzati di carne, la pasta di grano duro e i surgelati.
Nel quarto trimestre del 2010 i consumi delle famiglie, secondo le stime di contabilità nazionale dell’Istat, sono aumentati dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.
A marzo il barile di petrolio “Brent” raggiunge (in media parziale al 22 del mese) 82 euro, un aumento di 9 euro rispetto a febbraio; quotato in dollari, il greggio di riferimento in Europa vale 114$/barile.
Il tasso di cambio euro/dollaro sale a 1,39 dollari per euro, tornando ai livelli di ottobre 2010.
In aumento i prezzi industriali dei carburanti: la benzina costa 0,709 €/lt, mentre il diesel 0,762€/lt. Qui una utile tabella
Scende il differenziale di prezzo della benzina con l’area Euro, mentre sale quello del diesel.
Il prezzo della benzina alla colonnina è 1,528€/lt., il diesel costa 1,422€/lt. Un aumento del 12 e del 19%, rispetto ai valori di marzo 2010.
La tassazione italiana di entrambi i carburanti risulta allineata o, spesso, inferiore a quella imposta nei principali Paesi europei, ad accezione della Spagna.