Sintesi inflazione Gennaio 2009A dicembre il tasso di inflazione in Italia (NIC) si attestato al 2,2% su base annua, in flessione rispetto al mese precedente (2,7%). I prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,1% rispetto a novembre. Sul dato dellultimo mese incidono in misura prevalente il riassorbimento delle tensioni sui prezzi dei beni energetici e la debolezza della domanda delle famiglie. L'inflazione italiana a dicembre, come nel mese precedente, è superiore a quella dei Paesi dell'Area Euro. I prezzi al consumo misurati dall'indice armonizzato (IPCA)2, sono cresciuti in Italia del 2,4%, in flessione rispetto al 2,7% di novembre; nei paesi dell'Unione Monetaria, i prezzi hanno registrato una variazione del +1,6%, in flessione rispetto al +2,1% di novembre. L'inflazione continua a rallentare in tutti i principali paesi, in particolare, in Spagna, Germania e Francia. I primi tre gruppi di prodotto per cui l'inflazione cresce di meno in Italia, rispetto alla media dell'Area Euro, sono i viaggi tutto compreso (10 punti percentuali), le attrezzature telefoniche e di telefax (4,3 punti percentuali) e i servizi di riparazione di mezzi audiovisivi e di apparecchiature fotografiche e per l'elaborazione delle informazioni (2,4 punti percentuali). In Italia, in dicembre, si registra un aumento sensibile dei prezzi su base annua dell'olio di semi, della pasta, dei trasporti aerei, dei cereali, del gas, del riso, dell'energia elettrica. Significative sono le riduzioni di prezzo di numerosi beni hi-tech, delle benzine e degli altri combustibili, dei pacchetti vacanze. La discesa delle quotazioni delle materie prime combustibili sta raffreddando la componente energetica dell'inflazione. Più lento ed incerto è, invece, il trasferimento ai consumatori del calo delle quotazioni delle materie prime alimentari. Negli ultimi mesi, i tassi di crescita dei prezzi dei diversi tipi di carne sono tornati all'interno di un intervallo abbastanza ristretto intorno al tasso di inflazione generale. In particolare, a partire da metà 2007, mentre i rincari del pollame e delle altre carni sono divenuti più moderati, quelli delle carni bovine e suine sono accelerati lievemente, portando i tassi di crescita dei prezzi delle tre tipologie su ritmi molto simili. I sondaggi congiunturali della Commissione europea hanno registrato un deciso miglioramento dei giudizi di famiglie e imprese sull'andamento dei prezzi nei prossimi mesi. Secondo l'inchiesta trimestrale condotta in dicembre dalla Banca d'Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, il deterioramento delle prospettive sulla domanda indurrebbe le imprese a praticare politiche di prezzo assai più caute rispetto a quanto prefigurato lo scorso settembre, con attese di una loro sostanziale stabilità nell'anno in corso. Dal lato dei consumatori, secondo l'indagine mensile dell'Isae di dicembre, continuano a ridimensionarsi le aspettative sulla crescita dei prezzi: le attese per i successivi 12 mesi si confermano negative per il terzo mese consecutivo. A livello internazionale e nazionale si è ormai consolidato uno stato di criticità sul versante della domanda delle famiglie. Secondo i dati più recenti di fonte Eurostat, a novembre 2008 il volume delle vendite al dettaglio, escluse le vendite di autoveicoli e motocicli, rispetto a novembre 2007, è sensibilmente diminuito, confermando la flessione della domanda a livello continentale. Malgrado il periodo particolarmente critico, le famiglie non avrebbero tagliato in modo drastico i consumi di base. Nel complesso, il 2008 è stato un anno particolarmente negativo per il settore auto in Europa. Le immatricolazioni di nuove auto nell'Area Euro sono scese del 7,8% rispetto al 2007 toccando il dato più basso dal 1993. Il prezzo del petrolio Brent sembra essersi assestato su un livello lievemente superiore ai 40 dollari al barile; si tratta, dunque, di un calo di circa 100 dollari rispetto alle quotazioni di metà luglio. Sul mercato dei cambi, si assiste ad un recupero del dollaro rispetto all'euro, con un cambio che, dal 31 dicembre 2008 al 19 gennaio 2009 passato da 1,39 a 1,32. In Italia, a gennaio, i prezzi industriali di benzina e gasolio sono, rispettivamente, 0,351 e 0,441 € al litro, mantenendo un differenziale positivo rispetto ai principali paesi europei di circa 3 centesimi al litro. La media parziale di metà gennaio presenta un prezzo alla pompa della benzina in Italia di 1,098 € al litro, con un calo del 20% rispetto a gennaio 2008, in linea con quello registrato per Eurolandia. Il gasolio in Italia costa 1,037 € al litro, con un calo del 19% rispetto ad un anno fa; permane, tuttavia, un differenziale positivo di 6 centesimi rispetto alla Francia ed alla media di europea. Home page Inflazione
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