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I dati relativi agli incidenti stradali nell'anno 2008

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Incidenti stradali. Nel 2008 le vittime calano del 7,8% rispetto al 2007

Ogni giorno in Italia si verificano in media 598 incidenti stradali, che provocano la morte di 13 persone e il ferimento di altre 849

Nel complesso, nell’anno 2008 gli incidenti stradali rilevati sono stati 218.963. Essi hanno causato il decesso di 4.731 persone, mentre altre 310.739 hanno subito lesioni di diversa gravità .

Rispetto al 2007, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-5,2%) e dei feriti (-4,6%) e un calo più consistente del numero dei morti (-7,8%).

La diminuzione dell’incidentalità è comune agli incidenti verbalizzati da tutte le forze dell’ordine deputate alla rilevazione; tuttavia, in percentuale, è meno consistente per gli incidenti rilevati dalla Polizia municipale (-3,5%) rispetto a quelli rilevati dalla Polizia stradale (-8,1%) e dai Carabinieri (-8,1%). Gli incidenti verbalizzati dalle altre forze dell’ordine (Pubblica sicurezza, Polizia provinciale,
altri) registrano un calo pari allo 0,7%.

La verbalizzazione degli incidenti stradali assume il valore massimo per gli incidenti rilevati dalla Polizia municipale, che opera fondamentalmente all’interno delle città; tale valore rappresenta il 64,9% del totale degli incidenti, mentre le verbalizzazioni rilevate dalla Polizia stradale e dai Carabinieri rappresentano, rispettivamente, il 19,4% e il 15,4% degli incidenti.

 

Tabella degli Incidenti stradali, morti e feriti - Anni 2000-2008 (valori assoluti)

Anno
Incidenti
Morti
feriti
(b)
Indice di Mortalità
(c)
Indice di Gravità
2000 256.546 7.061 360.013 2,75% 1,9%
2001 263.100 7.096 373.286 2,70% 1,9%
2002 265.402 6.980 378.492 2,63% 1,8%
2003 252.271 6.563 356.475 2,60% 1,8%
2004 243.490 6.122 343.179 2,51% 1,8%
2005 240.011 5.818 334.858 2,42% 1,7%
2006 238.124 5.669 332.955 2,38% 1,7%
2007 230.871 5.131 325.850 2,22% 1,6%
2008 218.963 4.731 310.739 2,16% 1,5%
           

(b) L’indice di mortalità si calcola come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti, moltiplicato 100.

(c) L’indice di gravità si calcola come rapporto tra il numero dei morti e il numero totale dei morti e dei feriti, moltiplicato 100.

Dove avvengono gli incidenti?

Nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati 168.088 incidenti (76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (pari al 73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%). Sulle autostrade si sono verificati 12.372 incidenti (pari al 5,7% del totale) con 20.631 feriti (6,6% del totale) e 452 decessi (9,6%)

Rispetto all’anno 2007, come già evidenziato, si osserva mediamente una riduzione dell’incidentalità su tutti gli ambiti stradali (-5,2%), mentre sulla rete autostradale la diminuzione degli incidenti è più marcata (-9,3%), anche a seguito dell’implementazione del sistema “Tutor” di controllo elettronico sulla velocità media già introdotto nel 2006 e diffuso su un numero crescente di tratte.

Quali sono i mesi, giorni della settimana e ore del giorno più a rischio?

Nel 2008 il maggior numero di incidenti si è verificato a luglio (21.369 in valore assoluto), che è anche il mese con la media giornaliera più alta (689). All’opposto, a dicembre si registra il numero più basso di incidenti in valore assoluto (16.105) con la più bassa media giornaliera (520). Anche per quanto riguarda il numero di morti luglio è il mese in cui il valore risulta massimo: 487 in termini assoluti e 16 in media giornaliera. Il valore più basso si colloca, invece, in corrispondenza del mese di febbraio, in cui si registrano 341 morti per incidente stradale, mentre novembre presenta la media giornaliera più contenuta (11).

L’indice di mortalità, analogamente a quanto registrato per l’anno 2007, risulta più elevato in corrispondenza del mese di agosto (2,7 morti ogni 100 incidenti), probabilmente a causa del maggior tasso di utilizzo dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione sulle autostrade.

L’indice di mortalità per giorno della settimana presenta il valore massimo (3,4 morti ogni 100 incidenti) la domenica mentre scende all’1,8% il lunedì e il mercoledì. Complessivamente nel weekend (ossia, tra sabato e domenica) si concentra un quarto degli incidenti e oltre un terzo dei decessi.

L’indice di mortalità nel fine settimana risulta pari al 3,0% (3 morti ogni 100 incidenti).

Analizziamo le ore

I picchi tra le ore 8 e le ore 9 e tra le ore 12 e le 13

Analizzando la distribuzione degli incidenti durante l’arco della giornata, si confermano gli andamenti già noti: un primo picco si riscontra tra le ore 8 e le ore 9 del mattino, probabilmente a causa degli spostamenti casa-ufficio e casa-scuola; un secondo picco si osserva tra le ore 12 e le 13 in corrispondenza dell’uscita dalle scuole e in relazione alla mobilità di alcune categorie di lavoratori (professionisti, commercianti, ecc.) che usufruiscono dell’orario spezzato.

La punta massima di incidentalità si registra infine intorno alle ore 18, quando si cumulano gli effetti dell’incremento della circolazione dovuto agli spostamenti dal luogo del lavoro verso l’abitazione, con l’aggiunta di fattori psico-sociali quali lo stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva dovuta alla riduzione della luce naturale non ancora sostituita da quella artificiale.

E’ da sottolineare che l’indice di mortalità si mantiene superiore alla media nell’arco di tempo che va dalle 21 alle 7 del mattino raggiungendo il valore massimo intorno alle ore 5 (6,0 decessi ogni 100 incidenti).

Tra le 21 e le 7 del mattino, l’indice di mortalità è mediamente pari a 4,2 morti ogni 100 incidenti, a fronte di un valore medio sulle 24 ore di 2,2 morti per 100 incidenti.

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