Reati, vittime e percezione della sicurezza - Anni 2008-2009
22 novembre 2010
Tra i reati subiti dagli individui si possono considerare i reati contro la proprietà (scippi, borseggi e furti di oggetti personali di altro tipo) e quelli violenti (minacce, aggressioni, rapine).
Nel corso dei 12 mesi precedenti l’intervista, nel biennio 2008-2009 i cittadini rimasti vittime sono stati il 5,7 per cento del totale.
Per quanto riguarda i reati contro la proprietà si è trattato in primo luogo di furti di oggetti personali (2,2 per cento), seguiti dai borseggi (1,6 per cento) e dagli scippi (0,5 per cento). Tra i reati violenti al primo posto si collocano le
minacce (0,9 per cento), seguite dalle aggressioni (0,6 per cento) e dalle rapine (0,4 per cento).
Tra i reati subiti dalle famiglie si rilevano:
- quelli che riguardano l’abitazione,
- i mezzi di trasporto o gli animali.
Il 16,2 per cento delle famiglie sono state vittime di questi reati: i reati relativi ai veicoli (furti, tentati furti, atti vandalici ecc.) sono al primo posto (12,6 per cento), seguiti da quelli che riguardano l’abitazione (4,8 per cento).
Si evidenzia in primo luogo il vandalismo sui veicoli (7,8 per cento), poi il furto di biciclette (3,8 per cento), di parti di auto o camion (2,9 per cento), il furto di motorino (2,8 per cento), delle sue parti (2,1
per cento), di oggetti nei veicoli (2,1 per cento), di moto (1,8 per cento) e di automobili (1,7 per cento).
Per quanto riguarda l’abitazione emerge con maggiore frequenza il furto in abitazione principale (1,1 per cento) e il furto di oggetti esterni all’abitazione (0,9 per cento), nonché gli atti di vandalismo contro
l’abitazione (1,4 per cento), mentre più basso è il dato sulle abitazioni secondarie (sia in termini di furto che di ingresso abusivo).
La persecuzione degli animali, maltrattati, feriti, o uccisi, ha riguardato il 2,6 per cento delle famiglie che li posseggono.
Stima reato della clonazione e del phishing
Per la prima volta l’Istat ha anche tentato di stimare alcuni reati non convenzionali, come la clonazione di carte bancarie, il phishing (ossia il prelievo non autorizzato di denaro dal proprio conto corrente
bancario a seguito del rilascio dei propri dati personali via internet a falsi istituti di credito o assicurativi) e le frodi su internet.
Tali reati hanno coinvolto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, 1 milione 125 mila cittadini di 14 anni e più.
Si tratta dell’1,4 per cento di coloro che usano la carta di credito o il bancomat o gli assegni bancari e dell’8,3 per cento di coloro che hanno acquistato merci o servizi in rete.
In particolare, il 3,4 per cento non ha ricevuto le merci o i servizi acquistati, il 5,5 per cento ha ricevuto prodotti diversi per qualità e quantità da quelli descritti sul sito e allo 0,3 per cento
sono stati prelevati più soldi del dovuto.
Lo 0,6 per cento delle famiglie ha dichiarato di essere stato vittima di truffa, in quanto qualcuno si è spacciato per un’altra persona per ottenere con l’inganno denaro o donazioni, mentre la quota di quelle
che hanno subito frodi in seguito a contratti di acquisto di merci, beni o servizi o che hanno stipulato contratti con società poi risultate inesistenti sono state l’1,6 per cento.
La mappa del rischio di subire i differenti tipi di reati varia nelle diverse zone del Paese.
Il rischio è maggiore nel Sud per le rapine, gli scippi, le minacce, i furti dei veicoli e delle parti di veicoli, ma è superiore nel Centro-Nord per i furti di oggetti personali senza contatto, i borseggi e i furti nella prima casa, nonché per i furti di biciclette (Tavola 2). Emergono come particolarmente colpite la Campania ed
il Lazio, per tutti i tipi di reati; segue il Piemonte per quanto riguarda i borseggi, gli scippi e i furti di oggetti personali, la Puglia per i reati contro l’abitazione, la Toscana e l’Emilia per i furti di bicicletta.
Nelle aree metropolitane è maggiore la probabilità di subire i reati individuali: in particolare, scippi e borseggi caratterizzano i grandi centri, mentre le minacce sono diffuse in misura maggiore nelle periferie
delle stesse aree. I grandi comuni metropolitani vedono anche un maggior numero di furti dei veicoli e delle loro parti, di atti di vandalismo contro i veicoli e contro l’abitazione. I furti di oggetti personali e le
minacce, infine, sono elevati anche nei comuni con più di 50.000 abitanti, così come lo sono le minacce e le aggressioni nei comuni che hanno un’ampiezza demografica di 10.001-50.000 abitanti.
La percentuale di denuncia varia per tipo di reato.
Generalmente i reati consumati vengono denunciati di più rispetto ai tentati, così come i reati relativi ai veicoli per i quali la denuncia è necessaria ai fini del
risarcimento assicurativo e per cautela personale, le rapine, che sono le più efferate e presuppongono anche la presenza di violenza e i furti in abitazione.
Nel 2008-2009 i furti di automobile, moto, motorini, rapine e furto in abitazione principale sono i reati maggiormente denunciati (oltre il 70 per cento);
aggressioni, furti di biciclette, tentate rapine, tentati furti di moto o motorini, furti di oggetti esterni all’abitazione, furto di parti di auto, di moto e motorini, tentati scippi, tentati borseggi, tentati furti di
biciclette sono denunciati in meno del 20 per cento dei casi.
Quando vengono commessi i furti?
Il 60 per cento delle aggressioni e il 48,5 per cento delle rapine vengono commessi di sera, dopo le 18 o nelle prime ore della mattina.
Una quota altissima dei furti senza contatto, dei borseggi e degli scippi (dal 64 al 75 per cento) avviene invece di giorno.
Per quanto riguarda i furti in casa, il 32,4 per cento avviene di giorno, il 18,7 per cento dalle 18 alle 24 ed il 32,7 per cento di notte.
Nei reati contro gli individui la multivittimizzazione (ovvero l’esperienza ripetuta di diventare delle vittime) è più frequente, quasi il doppio, nel caso dei reati violenti (il 30,1 per cento di queste vittime ha
subito due o più reati) rispetto ai reati contro la proprietà (17,3 per cento). In particolare, le minacce e le aggressioni si verificano con maggiore frequenza: le prime sono state subite più volte nel 42,3 per cento
dei casi, le seconde nel 19,5 per cento; una percentuale di queste vittime, inoltre, ne ha subite cinque o più (6,3 per cento per le aggressioni, 6,8 per le minacce).
Caratteristiche degli autori e delle vittime dei reati
In poco più della metà dei casi l’aggressore agisce da solo, le percentuali sono più basse per lo scippo e la rapina dove è maggiore la presenza di più autori. Soprattutto per quest’ultima la probabilità di trovarsi
di fronte più persone raggiunge il 51,7 per cento dei casi. La complicità è uno degli elementi che favorisce il successo degli autori (il 60,7 per cento dei tentati scippi e il 48,1 per cento delle tentate
rapine è stata opera di un autore contro rispettivamente il 31,7 per cento e il 18,3 per cento degli scippi e delle rapine consumate), così come il mezzo di locomozione utilizzato per compiere il furto e la
presenza di armi nelle rapine.
Gli autori di scippi, rapine, aggressioni il più delle volte sono maschi e in circa l’80 per cento dei casi hanno meno di 40 anni; secondo le vittime circa il 30 per cento delle rapine e degli scippi sono effettuati da ragazzi al di sotto dei 20 anni.
Nella maggior parte delle aggressioni e nella metà delle rapine, secondo la vittima l’autore è un italiano, mentre per gli scippi tale percentuale scende al 37,5 per cento.
Tuttavia, la velocità che caratterizza la dinamica degli scippi impedisce alla vittima di capire le caratteristiche dell’autore, come dimostrato dall’elevata quota dei non so tra le risposte fornite (29,2 per cento). Elevata, intorno al 30 per cento, è
comunque, la percentuale degli scippi, rapine e aggressioni in cui l’autore è secondo la vittima uno straniero
Chi è l'autore delle rapine e degli scippi?
Nella maggior parte delle rapine e degli scippi l’autore è uno sconosciuto; per le aggressioni invece l’autore è conosciuto nel 27,1 per cento dei casi, percentuale che sale al 53,5 per cento per gli autori delle minacce.
Tra gli autori delle aggressioni vengono segnalati i vicini di casa e i compagni di scuola; per le minacce oltre ai vicini di casa, i fidanzati, gli amici e i compagni, i colleghi.
Fonte ISTAT