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Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società


Dati riferiti al II trimestre 2010

Nel secondo trimestre del 2010 la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile entrambi depurati della componente stagionale) è risultata pari al 12,7 per cento, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie nel secondo trimestre 2010 ha registrato una crescita dello 0,9 per cento in termini congiunturali, mentre la spesa delle famiglie per consumi finali ha segnato un aumento dello 0,6 per cento.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato dello 0,8 per cento, a fronte di un incremento del 2,3 per cento della spesa delle famiglie per consumi finali.

Il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è aumentato dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre ha registrato una riduzione dello 0,7 per cento rispetto al secondo trimestre del 2009.

Il tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il loro reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre 2010 si è attestato all’8,7 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Gli investimenti delle Famiglie

Gli investimenti delle famiglie sono cresciuti del 2,7 per cento, in misura superiore alla variazione positiva registrata dal reddito disponibile

In termini tendenziali, gli investimenti fissi lordi delle famiglie hanno registrato una crescita (+1,8 per cento) più sostenuta di quella segnata dal reddito disponibile, determinando un aumento del tasso di investimento del settore di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente.

Fonte ISTAT

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