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-17,3% di erogazione dei mutui alle famiglie nei primi sei mesi di quest'anno; ne risente il mercato delle compravendite12 novembre 2009 E' crollo dei mutui nel 2009. Con un -17,3% di erogazione alle famiglie nei primi sei mesi di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2008 ne sta risentendo il mercato delle compravendite delle case, in calo per il terzo anno consecutivoE a soffrire è soprattutto il Mezzogiorno. E nonostante fin dall'inizio della crisi le famiglie italiane siano state considerate meno a rischio di quelle di altri Paesi, in Italia i mutui sono più cari: a settembre quelli a tasso fisso sono risultati più costosi dello 0,61% rispetto a quelli europei, tanto che in Italia è come se si pagasse un mutuo per 18 mesi in più rispetto all'Europa. E' uno degli aspetti che rallentano il motore dell'edilizia, messo in risalto oggi dall'Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che ha presentato l'ultima indagine dell'Osservatorio congiunturale 2009, secondo cui nella prima metà del 2009 i mutui alle imprese hanno visto un calo del 17,7% e, per la prima volta, tutte le regioni hanno fatto registrare flussi negativi per investimenti in edilizia residenziale. Tornando ai mutui alle famiglie, è la Sicilia ad aver visto la maggiore riduzione dell'erogazione di finanziamenti, con un -42,7%, seguita dalla Calabria con un -28,7%, mentre l'unica regione in positivo è risultata l'Umbria (+1,3%). L'Ance ha spiegato che a pesare sulla possibilità delle famiglie di comprare una casa c'é "soprattutto l'aumento degli spread (cioé il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base come proprio ricavo) sia per i mutui a tasso variabile sia per quelli a tasso fisso". Per spiegarne gli effetti, l'Ance ha fatto una simulazione, prendendo come base di riferimento i tassi sui mutui alle famiglie per l'acquisto dell'abitazione della Bce (Banca centrale europea). Per un finanziamento da 150.000 euro per 25 anni per l'acquisto della casa le famiglie italiane sono costrette a pagare 15.758 euro in più rispetto all'Europa. "E' come se in Italia si pagasse il mutuo per 18 mesi in più rispetto all'Europa", ha osservato l'Ance. La flessione delle transazioni (595.000) nei primi sei mesi del 2009 è stata del 17% più alta nei comuni minori rispetto ai comuni capoluogo di provincia (-12,1%). Nei grandi centri urbani la frenata risulta più contenuta e città come Milano e Bologna, nel secondo trimestre dell'anno, hanno fatto registrare segnali positivi. Secondo una stima Nomisma, i prezzi delle abitazioni nel primo semestre vedono una riduzione del 3,5% nelle aree metropolitane e nel 2010 potrebbero subire una ulteriore flessione, del 2-3%. Dal sito dell'ANCE la documentazione utile: Home page Mutui e prestiti
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