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La BCE aumenta di 0,25 punti i tassi d’interesse

Politica monetaria

La BCE aumenta i tassi: il tasso sui depositi sale al 2,50%

Aumento di 25 punti base dopo l’accelerazione dell’inflazione dell’Area euro al 3,3%. L’energia è la principale responsabile della nuova pressione sui prezzi.

La Banca centrale europea ha deciso di aumentare i tassi di interesse, portando il tasso sui depositi presso la banca centrale dal 2,25% al 2,50%.

La decisione rappresenta un nuovo irrigidimento della politica monetaria europea e arriva dopo l’accelerazione dell’inflazione dell’Area euro, salita al 3,3% ad agosto 2026, rispetto al 2,9% di luglio.

Il nuovo valore e la serie storica possono essere consultati nella tabella aggiornata dei tassi BCE di Rivaluta.it.

Inflazione dell’Area euro al 3,3%

Secondo la stima flash pubblicata da Eurostat, ad agosto 2026 l’inflazione annua dell’Area euro è salita al 3,3%.

Inflazione annua
3,3%
Agosto 2026, stima flash
Variazione mensile
+0,4%
Agosto rispetto a luglio
Media gennaio-agosto
2,7%
Media provvisoria 2026

L’inflazione si trova quindi 1,3 punti percentuali
sopra l’obiettivo del 2% perseguito dalla BCE nel medio periodo.

Inflazione annua dell’Area euro nel 2026
Mese Inflazione annua
Gennaio 1,7%
Febbraio 1,9%
Marzo 2,6%
Aprile 3,0%
Maggio 3,2%
Giugno 2,8%
Luglio 2,9%
Agosto (stima) 3,3%

Dopo essere scesa sotto il 2% all’inizio dell’anno, l’inflazione è tornata
sopra l’obiettivo BCE da marzo ed è rimasta oltre tale soglia nei cinque
mesi successivi.

La media provvisoria del 2026 sale al 2,7%

Con l’inserimento della stima di agosto, la media delle variazioni annue
mensili passa dal 2,6% al 2,7%.

Calcolo:

(1,7 + 1,9 + 2,6 + 3,0 + 3,2 + 2,8 + 2,9 + 3,3) ÷ 8 =
2,675%, arrotondato al 2,7%.

La media provvisoria è superiore sia alla media del 2025, pari al 2,1%,
sia a quella del 2024, pari al 2,4%.

Consulta i dati e la serie storica nella pagina dedicata all’ inflazione media nell’Area euro .

È soprattutto l’energia a spingere i prezzi

L’accelerazione dell’inflazione non è distribuita uniformemente tra tutte
le componenti. Il principale impulso arriva dall’energia, i cui prezzi
sono aumentati del 14,3% annuo, contro il 10,3% di luglio.

Componente Luglio 2026 Agosto 2026
Energia 10,3% 14,3%
Servizi 3,3% 3,0%
Beni industriali non energetici 0,9% 1,2%
Alimentari, alcol e tabacchi 1,2% 1,2%
Inflazione esclusa l’energia 2,2% 2,2%

Il dato richiede quindi una lettura equilibrata: l’inflazione complessiva
accelera sensibilmente, mentre quella esclusa l’energia rimane stabile.

Un rincaro energetico prolungato può comunque trasferirsi ai costi di
produzione, ai trasporti e successivamente ai prezzi di beni e servizi,
alimentando le aspettative d’inflazione.

Perché la BCE ha aumentato i tassi

Nelle proiezioni dell’Eurosistema pubblicate a giugno, la BCE prevedeva un’inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,3% nel 2027 e del 2,0% nel 2028.

La decisione può essere letta alla luce di tre elementi:

  1. l’inflazione complessiva è salita al 3,3%;
  2. la media provvisoria del 2026 è aumentata al 2,7%;
  3. lo shock energetico potrebbe trasferirsi progressivamente al resto
    dell’economia.

La BCE non reagisce automaticamente a un singolo dato mensile, ma valuta
le prospettive dell’inflazione nel medio periodo, l’inflazione di fondo,
i rischi energetici, la dinamica salariale e la trasmissione della politica
monetaria all’economia.

Il confronto con la previsione di Rivaluta.it

Il calcolatore delle previsioni sull’inflazione di Rivaluta.it
indicava per agosto uno scenario centrale vicino al 3,0%, ipotizzando una variazione mensile del +0,2%, uguale a quella di luglio.

La stima Eurostat del 3,3% è risultata superiore perché la variazione mensile è stata del +0,4%, il doppio rispetto all’ipotesi dello scenario centrale.

I tre tassi ufficiali della BCE

Prima della decisione, i tre tassi ufficiali erano rispettivamente pari al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%.

Tasso ufficiale Precedente Nuovo
Depositi presso la BCE 2,25% 2,50%
Rifinanziamento principale 2,40% 2,65%
Rifinanziamento marginale 2,65% 2,90%

Cosa cambia per famiglie e imprese

  • I nuovi prestiti potrebbero diventare più costosi.
  • I mutui a tasso variabile potrebbero risentire dell’andamento
    dell’Euribor.
  • I rendimenti dei depositi potrebbero aumentare gradualmente.
  • Potrebbero salire i rendimenti richiesti sui titoli di Stato e sulle
    obbligazioni.
  • I titoli a tasso fisso già emessi potrebbero subire pressioni sui prezzi.

L’Euribor non deve però necessariamente aumentare di 25 punti base dopo l’annuncio. I tassi di mercato incorporano in anticipo le aspettative sulle decisioni della BCE e potrebbero avere già scontato il rialzo.

Quali saranno le prossime decisioni?

L’aumento non implica automaticamente l’avvio di una lunga serie di rialzi.
La BCE continuerà a decidere riunione per riunione sulla base dei dati disponibili.

Saranno determinanti l’evoluzione dei prezzi energetici, l’inflazione di fondo, i salari, le aspettative d’inflazione e gli effetti della stretta monetaria sulla crescita.

La prossima riunione di politica monetaria è prevista per il 29 ottobre 2026, secondo il calendario delle riunioni BCE pubblicato da Rivaluta.it .

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