Le medie mensili dell’Euribor aumentano rispetto a luglio, con la spinta maggiore sul 12 mesi. Il tasso a 1 mese resta quasi stabile.

Euribor agosto 2026, rialzo diffuso sulle scadenze medio-lunghe

Aggiornato il 31 agosto 2026. Dati Euribor al 31 agosto 2026.

Agosto 2026 conferma un movimento di rialzo dell’Euribor, ma con intensità diverse tra le scadenze. La media del 12 mesi sale a 2,954%, quella del 3 mesi a 2,513% e quella del 6 mesi a 2,713%. Il tasso a 1 mese cresce solo a 2,221%. La curva resta crescente, mentre non è disponibile un dato BCE utilizzabile per il confronto.

Euribor questo mese in breve

1 mese
2,257%
Media mese: 2,221%
Vs mese prec.: +0,007
3 mesi
2,593%
Media mese: 2,513%
Vs mese prec.: +0,088
6 mesi
2,770%
Media mese: 2,713%
Vs mese prec.: +0,067
12 mesi
3,003%
Media mese: 2,954%
Vs mese prec.: +0,099
  • Trend mensile Euribor: forte rialzo.
  • Curva Euribor: crescente.
  • Ultima rilevazione Euribor: 31 agosto 2026.

Medie Euribor mensili a confronto

Media del mese corrente rispetto al mese precedente e a due mesi prima.

I dati Euribor del mese

Scadenza Ultimo Da inizio mese Media mese Media mese prec. Differenza medie Min/Max mese
1 mese2,257%+0,0482,221%2,214%+0,0072,152% / 2,291%
3 mesi2,593%+0,1092,513%2,425%+0,0882,461% / 2,593%
6 mesi2,770%+0,0642,713%2,647%+0,0672,637% / 2,772%
12 mesi3,003%+0,0392,954%2,855%+0,0992,884% / 3,007%

Ad agosto 2026 l’Euribor mostra un rialzo generalizzato delle medie mensili rispetto a luglio, con una dinamica più evidente sulle scadenze a 3, 6 e 12 mesi. Il movimento complessivo è classificato come forte rialzo dagli indicatori del mese, ma la lettura dei singoli tassi evidenzia intensità differenti.

L’Euribor nel mese: aumenti più marcati sulle scadenze lunghe

La media dell’Euribor a 1 mese è salita a 2,221%, da 2,214% di luglio: l’incremento è quindi contenuto, pari a 0,007 punti percentuali. Il confronto con la media di due mesi prima, pari a 2,146%, mostra comunque un aumento complessivo di 0,068 punti percentuali.

Più consistente la variazione sulle altre scadenze. La media del 3 mesi è passata da 2,425% a 2,513%, con un aumento di 0,088 punti percentuali. Il 6 mesi è salito da 2,647% a 2,713%, mentre il 12 mesi è passato da 2,855% a 2,954%, segnando l’incremento mensile più ampio, pari a 0,099 punti percentuali.

Il confronto con il mese precedente

Il rialzo di agosto è più intenso sulle scadenze medio-lunghe rispetto a quella a 1 mese. Anche il confronto con due mesi prima conferma questa configurazione: il 3 mesi aumenta di 0,086 punti percentuali, il 6 mesi di 0,117 punti e il 12 mesi di 0,156 punti, mentre l’1 mese cresce di 0,068 punti.

Questi dati descrivono una accelerazione delle medie soprattutto sulle scadenze da 3 a 12 mesi. Non si tratta però di un movimento uniforme in termini assoluti: il 12 mesi presenta l’aumento mensile maggiore, mentre l’1 mese rimane quasi stabile rispetto a luglio.

La chiusura del mese e la curva Euribor

L’ultimo dato disponibile, del 31 agosto, mostra un andamento misto rispetto alla rilevazione precedente. L’1 mese è sceso da 2,291% a 2,257%, mentre il 3 mesi è salito a 2,593%, il 6 mesi a 2,770% e il 12 mesi a 3,003%.

Il dato di fine mese conferma quindi la distanza tra le scadenze: il 12 mesi è sopra il 3%, mentre l’1 mese resta al 2,257%. La curva è classificata come crescente, senza inversione. Il differenziale tra 12 mesi e 3 mesi è di 0,410 punti percentuali; quello tra 6 mesi e 3 mesi è di 0,177 punti.

Implicazioni per mutui e mercato

Per i mutui a tasso variabile, il rialzo delle medie può tradursi in un parametro di riferimento più elevato rispetto al mese precedente, con effetti da valutare in base alla scadenza utilizzata nel contratto e alle modalità di rilevazione. L’aumento più contenuto dell’1 mese e quello più ampio del 12 mesi indicano che l’impatto non è necessariamente uguale per tutti i finanziamenti.

La curva crescente segnala inoltre che, nei dati di agosto, i tassi sulle scadenze più lunghe sono superiori a quelli sulle scadenze brevi. Il dataset non include però un dato BCE disponibile e comparabile: non è quindi possibile collegare numericamente il movimento del mese a un tasso ufficiale.

Note di lettura
  • Il dato BCE non è disponibile o è troppo vecchio rispetto alla data Euribor; non viene quindi effettuato un confronto con il tasso BCE.
  • L’ultimo dato giornaliero del mese è misto: l’1 mese diminuisce, mentre 3, 6 e 12 mesi aumentano.
  • Le implicazioni per i mutui sono generali e non costituiscono una previsione né una simulazione di rata.