Ad agosto 2026 l’Euribor mostra un rialzo generalizzato delle medie mensili rispetto a luglio, con una dinamica più evidente sulle scadenze a 3, 6 e 12 mesi. Il movimento complessivo è classificato come forte rialzo dagli indicatori del mese, ma la lettura dei singoli tassi evidenzia intensità differenti.
L’Euribor nel mese: aumenti più marcati sulle scadenze lunghe
La media dell’Euribor a 1 mese è salita a 2,221%, da 2,214% di luglio: l’incremento è quindi contenuto, pari a 0,007 punti percentuali. Il confronto con la media di due mesi prima, pari a 2,146%, mostra comunque un aumento complessivo di 0,068 punti percentuali.
Più consistente la variazione sulle altre scadenze. La media del 3 mesi è passata da 2,425% a 2,513%, con un aumento di 0,088 punti percentuali. Il 6 mesi è salito da 2,647% a 2,713%, mentre il 12 mesi è passato da 2,855% a 2,954%, segnando l’incremento mensile più ampio, pari a 0,099 punti percentuali.
Il confronto con il mese precedente
Il rialzo di agosto è più intenso sulle scadenze medio-lunghe rispetto a quella a 1 mese. Anche il confronto con due mesi prima conferma questa configurazione: il 3 mesi aumenta di 0,086 punti percentuali, il 6 mesi di 0,117 punti e il 12 mesi di 0,156 punti, mentre l’1 mese cresce di 0,068 punti.
Questi dati descrivono una accelerazione delle medie soprattutto sulle scadenze da 3 a 12 mesi. Non si tratta però di un movimento uniforme in termini assoluti: il 12 mesi presenta l’aumento mensile maggiore, mentre l’1 mese rimane quasi stabile rispetto a luglio.
La chiusura del mese e la curva Euribor
L’ultimo dato disponibile, del 31 agosto, mostra un andamento misto rispetto alla rilevazione precedente. L’1 mese è sceso da 2,291% a 2,257%, mentre il 3 mesi è salito a 2,593%, il 6 mesi a 2,770% e il 12 mesi a 3,003%.
Il dato di fine mese conferma quindi la distanza tra le scadenze: il 12 mesi è sopra il 3%, mentre l’1 mese resta al 2,257%. La curva è classificata come crescente, senza inversione. Il differenziale tra 12 mesi e 3 mesi è di 0,410 punti percentuali; quello tra 6 mesi e 3 mesi è di 0,177 punti.
Implicazioni per mutui e mercato
Per i mutui a tasso variabile, il rialzo delle medie può tradursi in un parametro di riferimento più elevato rispetto al mese precedente, con effetti da valutare in base alla scadenza utilizzata nel contratto e alle modalità di rilevazione. L’aumento più contenuto dell’1 mese e quello più ampio del 12 mesi indicano che l’impatto non è necessariamente uguale per tutti i finanziamenti.
La curva crescente segnala inoltre che, nei dati di agosto, i tassi sulle scadenze più lunghe sono superiori a quelli sulle scadenze brevi. Il dataset non include però un dato BCE disponibile e comparabile: non è quindi possibile collegare numericamente il movimento del mese a un tasso ufficiale.