BTP valore marzo 2026: quanto renderanno?

Il Tesoro annuncerà i tassi minimi garantiti il 27 febbraio. Collocamento dal 2 al 6 marzo. Ecco cosa aspettarsi sulla base dei precedenti e dell’andamento dei BTp.

Manca poco più di una settimana al via del nuovo BTP Valore, primo del 2026, in emissione da lunedì 2 a venerdì 6 marzo. Il Tesoro ufficializzerà i tassi minimi garantiti venerdì 27 febbraio, ma intanto ci si muove per ipotesi incrociando i precedenti (l’ultimo BTP Valore di ottobre 2025) e l’attuale curva dei rendimenti dei titoli di stato con scadenza intorno ai sei anni.

La nuova emissione avrà una durata di 6 anni (invece dei 7 dell’ottobre scorso), con cedole pagate trimestralmente e il classico meccanismo step-up a tre scatti (2+2+2 anni). Confermato il premio fedeltà finale dello 0,8% per chi acquista in collocamento e tiene il titolo fino a scadenza.

🔍 Ipotesi di rendimento (lordo annuo)

Gli esperti interpellati da We Wealth (Luigi Pedone, Rocco Probo, Matteo Cadei) concordano su una forbice tra il 2,90% e il 3% comprensiva del premio fedeltà.

Il benchmark è il BTP 1,65% marzo 2032 che viaggia attorno al 2,80%: su questa base il Tesoro potrebbe aggiungere un extra di 10-20 punti base per rendere il BTP Valore interessante. Rocco Probo (Consultique) ipotizza: “Livelli di tassi cedolari pari al 2,5% nei primi due anni, 3% nel terzo e quarto anno e 3,5% nell’ultimo biennio”.

Confronto con il BTP Valore di ottobre 2025

L’ultima emissione (scadenza 7 anni) aveva una struttura molto aggressiva nella parte finale, che aveva trainato la raccolta oltre 16,5 miliardi. Il nuovo titolo, più breve di un anno, difficilmente replicherà il 4% finale. Secondo le prime analisi, l’atterraggio dell’ultimo biennio sarà più probabile tra il 3,7% e il 3,9%, mentre il primo biennio potrebbe viaggiare sotto il 3% (tra il 2,4% e il 2,6%).

Periodo BTP Valore ottobre 2025 (7 anni) BTP Valore marzo 2026 * (stima)
Anni 1-2 2,60% 2,4% – 2,6%
Anni 3-4 3,10% 2,9% – 3,1%
Anni 5-6 4,00% (anni 6-7) 3,5% – 3,8%
Premio fedeltà 0,8% 0,8%

*ipotesi basate su curva BTP e dichiarazioni analisti. I tassi ufficiali saranno comunicati il 27 febbraio.

Il parere degli esperti: rischio, duration e rendimento reale

Luigi Pedone (Banca Finint) sottolinea che “al di sotto del 2,9% il nuovo BTP non sarebbe particolarmente appetibile rispetto ai BTP in circolazione”. Attenzione però al premio fedeltà: viene erogato solo se si detiene il titolo fino a scadenza; in caso di vendita anticipata il rendimento effettivo scende. Matteo Cadei (Aegis/Plannix) avverte: “Comprare BTP significa concentrare il patrimonio sullo Stato italiano. Il rischio-Italia è cambiato nella percezione ma non è scomparso. Lo spread si è ridotto, ma resta un rischio sovrano”.

Sul fronte duration, la struttura step-up riduce la sensibilità ai tassi rispetto a un classico BTP a tasso fisso, ma il rischio rimane: un rialzo dei rendimenti di mercato dopo l’acquisto produrrebbe una perdita teorica in caso di vendita anticipata. Rocco Probo ricorda che “un incremento dei rendimenti danneggia il valore del titolo, ma il meccanismo a cedole crescenti attenua questo effetto”.

💡 RENDIMENTO REALE: Con un’inflazione attesa tra il 2% e il 2,5% nei prossimi anni, il guadagno reale del BTP Valore si attesterebbe tra lo 0,5% e l’1% annuo. “Un rendimento da protezione del capitale, non da accumulo” (Matteo Cadei).

Alternative e scenari di mercato

Guardando all’Europa, l’OAT francese a sei anni rende attualmente il 2,84% lordo, livello simile ai BTP ma con rating migliore. Per il debito italiano, tuttavia, il 2026 potrebbe essere favorevole: secondo Pedone “le nuove emissioni nette potrebbero essere negative, sostenendo i prezzi dei BTP”. Resta da monitorare la crescita dopo il Pnrr. L’emissione di marzo arriva in una fase di relativa stabilità politica e di spread moderato.

“Un compromesso ragionevole? Un decollo del titolo sul 2,4/2,5% per un atterraggio a 3,8%” – Carlo Terzano, analista.

Profilo dell’investitore e consigli operativi

Il BTP Valore è pensato per il piccolo risparmiatore che ha un orizzonte temporale di medio termine (almeno 6 anni), non necessita di liquidità immediata e vuole integrare il reddito con cedole trimestrali note in partenza (step-up). È meno adatto a chi prevede di vendere prima dei tre anni o non tollera oscillazioni di prezzo legate allo spread. La tassazione rimane agevolata al 12,5% (senza imposte di successione e con esenzione da bollo su titoli di Stato per piccole giacenze).

L’appuntamento con i tassi ufficiali è per venerdì 27 febbraio. Il collocamento si chiuderà il 6 marzo salvo chiusura anticipata. Le richieste potranno essere effettuate presso la propria banca o ufficio postale, senza commissioni. Per importi superiori a 100.000 euro il Cof (costo collocamento) non è previsto, mentre rimangono le regole di gradualità per le eventuali limitazioni di acquisto.

Ipotesi elaborate con il simulatore di rivaluta.it per un importo investito di 10.000,00 Euro