In Area Euro a Marzo scende l’inflazione: 2,4%

L’inflazione annuale dell’Area Euro scende al 2,4% a marzo 2024,  rispetto al 2,6% di febbraio scorso confermando le stime

In Area Euro a Marzo scende l'inflazione: 2,4% 1
Grafico inflazione Area Euro da Giugno 2023 a Marzo 2024

Segnali positivi per la discesa dell’inflazione in Area Euro

Lo scorso anno, nello stesso mese (marzo 2023) il tasso dell’inflazione era del 6,9%. L’inflazione media per l’anno 2024 è uguale a 2,6%. Nello stesso periodo dello scorso anno (Gennaio-Marzo) la media dell’inflazione era stata uguale a 9% mentre la media annuale per l’anno 2023 risultò uguale a 5,5%.

I tassi annuali più bassi sono stati registrati in Lituania (0,4%), Finlandia (0,6%) e Danimarca (0,8%). I tassi annuali più alti sono stati registrati in Romania (6,7%), Croazia (4,9%), Estonia e Austria (entrambi 4,1%).

In Area Euro a Marzo scende l'inflazione: 2,4% 2
Inflazione nei paesi dell’Area Euro a Marzo 2024

Eurostat comunica che rispetto a febbraio, l’inflazione annua è diminuita in tredici Stati membri, è rimasta stabile in quattro ed è aumentata in dieci.

A marzo, il contributo più elevato al tasso annuo di inflazione dell’area euro è venuto dai servizi (+1,76 %), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (+0,53 %), beni industriali non energetici (+0,30 %) ed energia. (-0,16 %).

Inflazione nell’Unione

L’inflazione annuale dell’Unione Europea è stata del 2,6% a marzo 2024, in calo rispetto al 2,8% di febbraio. Un anno prima il tasso era dell’8,3%. 

Per tutte le statistiche relative all’inflazione per l’Area Euro utilizza la nostra utilità

 

A marzo 2024 lieve accelerazione dell’inflazione in Italia:+1,2%

A marzo 2024  in Italia  l’inflazione risale leggermente, portandosi all’1,2% dallo 0,8% di febbraio scorso.

L’inflazione media annua fino al mese di Marzo risulta uguale a 0,9 lo scorso anno la media era stata nello stesso periodo 9%. Qui la tabella con tutti i dati relativi all’inflazione per l’anno 2024

Grafico inflazione Italia dal 2019 a Marzo 2024
Grafico inflazione Italia dal 2019 a Marzo 2024

 

Il dato definitivo è inferiore alla stima Istat del 29 marzo scorso quando fu stimata all’1,3 per cento con un aumento mensile dello 0,1%. 

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Marzo 2024 0% 1,2%
2 Febbraio 2024 0,1% 0,8%
3 Gennaio 2024 0,3% 0,8%
4 Dicembre 2023 0,2% 0,6%
5 Novembre 2023 -0,5% 0,7%
6 Ottobre 2023 -0,2% 1,7%
7 Settembre 2023 0,2% 5,3%
8 Agosto 2023 0,3% 5,4%
9 Luglio 2023 0% 5,9%
10 Giugno 2023 0% 6,4%
11 Maggio 2023 0,3% 7,6%
12 Aprile 2023 0,4% 8,2%
13 Marzo 2023 -0,4% 7,6%
14 Febbraio 2023 0,2% 9,1%

La lieve accelerazione riflette l’attenuarsi della flessione su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici (-10,8% da -17,3% di febbraio), sia per la componente regolamentata che non regolamentata.

Un sostegno all’inflazione si deve inoltre all’accelerazione dei prezzi dei servizi relativi al trasporto (+4,5% da +3,8%). Di contro, i prezzi dei prodotti alimentari non lavorati mostrano anche a marzo un rallentamento (+2,6% da +4,4%). Frena la dinamica su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+2,6%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,3% (stabile rispetto al mese precedente).

Inflazione a Febbraio 2024 è stabile: 0,8% in un anno

Aumento mensile rispetto a gennaio 2024 è dello 0,1 per cento

Inflazione a Febbraio 2024 è stabile: 0,8% in un anno 3
Grafico inflazione Italia da Gennaio 2019 a Febbraio 2024

La stabilizzazione del ritmo di crescita dei prezzi al consumo si deve principalmente all’affievolirsi delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari, non lavorati e lavorati.

I beni energetici  attenuano la flessione su base tendenziale che a febbraio risale al -17,3% (dal -20,5% di gennaio).

Si riduce il tasso di crescita in ragione d’anno dei prezzi del “carrello della spesa” (+3,7%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +2,4% (da +2,7% del mese precedente).

 

La serie storica ufficiale delle stime Istat sull’inflazione

L’inflazione media in Italia

Calcolatore dell’inflazione

A gennaio lieve rimbalzo dell’inflazione in Italia:+0,8%

A gennaio l’inflazione evidenzia un lieve rimbalzo, sale a 0,8% da 0,6% di dicembre 2023

A gennaio lieve rimbalzo dell'inflazione in Italia:+0,8% 4

La moderata accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi riflette l’andamento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati, la cui flessione su base tendenziale risulta, a gennaio, attenuata a causa dell’effetto statistico dovuto allo sfavorevole confronto con gennaio 2023. Un contributo alla risalita dell’inflazione si deve inoltre al permanere di tensioni sui prezzi dei beni alimentari non lavorati, mentre il cosiddetto “carrello della spesa” continua a decelerare (+5,1%). Infine, l’inflazione di fondo si attesta a gennaio al +2,7% (da +3,1% del mese precedente).

Previsioni dell’inflazione in Italia  per il prossimo mese di Febbraio 2024

A Febbraio 2024 con un aumento mensile uguale a quello ottenuto nel mese di Gennaio 2024 uguale a 0,3%, il valore dell’inflazione potrebbe salire dallo 0,8% all’ 1%.

La tabella completa con la previsione annuale dell’inflazione e il tool per prevedere l’inflazione.

Tabella dati inflazione Italia da ottobre 2021 ad oggi

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Gennaio 2024 0,3% 0,8%
2 Dicembre 2023 0,2% 0,6%
3 Novembre 2023 -0,5% 0,7%
4 Ottobre 2023 -0,2% 1,7%
5 Settembre 2023 0,2% 5,3%
6 Agosto 2023 0,3% 5,4%
7 Luglio 2023 0% 5,9%
8 Giugno 2023 0% 6,4%
9 Maggio 2023 0,3% 7,6%
10 Aprile 2023 0,4% 8,2%
11 Marzo 2023 -0,4% 7,6%
12 Febbraio 2023 0,2% 9,1%
13 Gennaio 2023 0,1% 10%
14 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
15 Novembre 2022 0,5% 11,8%
16 Settembre 2022 8,9% 0,3%
17 Agosto 2022 0,8% 8,4%
18 Luglio 2022 0,4% 7,9%
19 Giugno 2022 1,2% 8%
20 Maggio 2022 0,8% 6,8%
21 Maggio 2022 0,8% 6,8%
22 Aprile 2022 -0,1% 6%
23 Marzo 2022 1% 6,5%
24 Febbraio 2022 0,9% 5,7%
25 Gennaio 2022 1,6% 4,8%
26 Dicembre 2021 0,4% 3,9%
27 Novembre 2021 0,6% 3,7%
28 Ottobre 2021 0,7% 3%

 

La serie storica dell’inflazione in Italia

Inflazione Area Euro a gennaio 2024: 2,8% rispetto al 2,9% di dicembre 2023

Stima EUROSTAT sull’inflazione per Gennaio: un sospiro di sollievo per Lagarde

Con una variazione mensile negativa del -0,4% da dicembre 2023 a gennaio 2024 l’inflazione nell’Area dell’Euro fa registrare un aumento annuo uguale a 2,8% in diminuzione rispetto a dicembre scorso quando era del 2,9%.

Inflazione Area Euro a gennaio 2024: 2,8% rispetto al 2,9% di dicembre 2023 5
Inflazione annua e mensile Euro Area da Gennaio 2018 a Gennaio 2024 (stima)

Negli ultimi 5 anni(72 rilevazioni), da Gennaio 2018 a dicembre 2023, l’inflazione mensile nell’Area euro con un valore negativo si è registrato 17 volte, 10 di queste negli ultimi 3 anni (dal 2020 ad oggi). Dei valori negativi solo 2 valori sono stati superiori allo 0,4%.

Facciamo questa riflessione affinché si apprezzi questa diminuzione mensile che sicuramente ci porterà verso una diminuzione futura dell’inflazione annua da qui in avanti.

Entrando nel dettagli del dato dell’inflazione EUROSTAT sottolinea che considerando le principali componenti dell’inflazione dell’area euro, si prevede che alimentari, alcol e tabacco registreranno il tasso annuo più elevato a gennaio (5,7%, rispetto al 6,1% di dicembre), seguiti dai servizi (4,0%, stabile rispetto a dicembre), i beni industriali non energetici (2,0%, contro 2,5% a dicembre) e l’energia (-6,3%, contro -6,7% a dicembre).
Inflazione Area Euro a gennaio 2024: 2,8% rispetto al 2,9% di dicembre 2023 6

L’ultimo dato dell’inflazione AREA EURO

Il comunicato EUROSTAT

email PEC: il file DatiCertXML

Allegato DatiCertXML

Le Regole tecniche del servizio di trasmissione di documenti informatici mediante posta elettronica certificata descrivono in maniera chiara il contenuto e l’uso del file DatiCertXML.

Nelle paragrafo 7.3 Specifiche degli allegati nelle regole tecniche (7.3 Specifiche degli allegati) vengono dettagliati tutti gli allegati alla PEC che viene trasmessa:

  • Corpo del messaggio
  • Messaggio originale: nome allegato postacert.eml
  • Dati di certificazione: nome allegato daticert.xml

Ecco una copia di un file daticert.xml

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<postacert tipo="posta-certificata" errore="nessuno">
<intestazione>
<mittente>emailchenonesistesupec@pec.it</mittente>
<destinatari tipo="certificato">destinatariofinto.legalmail.it</destinatari>
<risposte>emailchenonesistesupec@pec.it</risposte>
<oggetto>BANDO PID ANNO 2023</oggetto>
</intestazione>
<dati>
<gestore-emittente>ARUBA PEC S.p.A.</gestore-emittente>
<data zona="+0200">
<giorno>12/09/2023</giorno>
<ora>09:59:56</ora>
</data>
<identificativo>jpec88888.20211112195055.16767.53.1.1@pec.aruba.it</identificativo>
<msgid>&lt;hfskhfsdhfsdhfjkshdfsjkhd8449857934757547357@pec.it&gt;</msgid>
<ricevuta tipo="completa"/>
</dati>
</postacert>

Potrebbe interessarti sullo stesso argomento PEC: Ricevuta di Accettazione e ricevuta di consegna

Istat: come cambia il paniere dei prezzi al consumo nel 2024

L’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato il comunicato stampa relativo agli aggiornamenti del paniere, della struttura di ponderazione e dell’indagine degli indici dei prezzi al consumo per l’anno 2024. Si tratta di un’operazione annuale che mira a rendere più accurata e rappresentativa la misura dell’inflazione, tenendo conto delle variazioni dei consumi delle famiglie, delle normative e delle classificazioni.

Istat: come cambia il paniere dei prezzi al consumo nel 2024 7

Il paniere dei prezzi al consumo è l’insieme dei beni e servizi che le famiglie acquistano abitualmente e che costituiscono la base per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale), FOI (per le famiglie di operai e impiegati) e IPCA (armonizzato a livello europeo). Nel 2024 il paniere comprende quasi 2.000 prodotti elementari, raggruppati in oltre 1.000 prodotti e circa 400 aggregati.

Novità più rilevanti del paniere 2024

Tra le novità più rilevanti del paniere 2024 vi sono l’introduzione di alcuni prodotti che riflettono le nuove abitudini di spesa delle famiglie, come:

  • l’apparecchio per deumidificazione e purificazione aria
  • la lampadina smart 
  • il pasto all you can eat
  • la piastra per capelli
  • il rasoio elettrico
  • scaldaletto elettrico 
  • corsi ricreativi e sportivi

Escono dal paniere

  • E-book reader
  • Dispositivo per il tracking delle funzioni vitali
  • Tagliacapelli elettrico
  • Regolabarba elettrico

Per questi, l’uscita dal paniere è stata determinata da criteri connessi o al calo delle spese sostenute dalle famiglie o alla ridotta rappresentatività, rispetto ad altri prodotti.

Inoltre, vi è una novità di natura metodologica che riguarda l’impiego della banca dati di IVASS per l’assicurazione r.c. auto, che permette di migliorare la stima dell’indice per questo servizio.

L’Istat acquisisce più di 157mila quotazioni al mese dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico e circa un milione e mezzo di osservazioni al mese dalla base dati delle locazioni immobiliari dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

L’Istat ha anche adeguato la modalità di calcolo dell’indice dei beni energetici, per tenere conto delle dinamiche dei prezzi dei prodotti energetici delle famiglie in transizione dal mercato tutelato al mercato libero. 

Stima inflazione Italia: gennaio 2024 +0,8% rispetto a gennaio 2023

L’ISTAT ha comunicato la stima dell’inflazione per Gennaio 2024

In Italia i prezzi al consumo a gennaio 2024 (NIC) aumentano dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua, con un’accelerazione rispetto a dicembre 2023 (+0,6%)

Inflazione Italia Gennaio 2022-Gennaio 2024(stima)
Inflazione Italia Gennaio 2022-Gennaio 2024(stima)

 

Fattori di accelerazione

L’aumento dell’inflazione è dovuto principalmente alla riduzione della flessione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-21,4% da -41,6%), all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,3% da +3,7%) e dei Beni alimentari non lavorati (+7,5% da +7,0%)

Fattori di decelerazione

Si attenua l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (+2,9% da +4,2%) e dei Beni durevoli (+0,8% da +1,5%).

Inflazione di fondo

L’indice al netto degli energetici e degli alimentari freschi decelera da +3,1% a +2,8%, mentre quello al netto dei soli beni energetici da +3,4% a +3,1%.

Indice armonizzato (IPCA)

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo diminuisce dell’1,1% su base mensile e aumenta dello 0,9% su base annua, in aumento da +0,5% di dicembre 2023

Tabella con i dati dell’inflazione mensile ed annua da gennaio 2022 a gennaio 2024

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Gennaio 2024 0,3% 0,8%
1 Dicembre 2023 0,2% 0,6%
2 Novembre 2023 -0,5% 0,7%
3 Ottobre 2023 -0,2% 1,7%
4 Settembre 2023 0,2% 5,3%
5 Agosto 2023 0,3% 5,4%
6 Luglio 2023 0% 5,9%
7 Giugno 2023 0% 6,4%
8 Maggio 2023 0,3% 7,6%
9 Aprile 2023 0,4% 8,2%
10 Marzo 2023 -0,4% 7,6%
11 Febbraio 2023 0,2% 9,1%
12 Gennaio 2023 0,1% 10%
13 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
14 Novembre 2022 0,5% 11,8%
15 Settembre 2022 8,9% 0,3%
16 Agosto 2022 0,8% 8,4%
17 Luglio 2022 0,4% 7,9%
18 Giugno 2022 1,2% 8%
19 Maggio 2022 0,8% 6,8%
20 Maggio 2022 0,8% 6,8%
21 Aprile 2022 -0,1% 6%
22 Marzo 2022 1% 6,5%
23 Febbraio 2022 0,9% 5,7%
24 Gennaio 2022 1,6% 4,8%
25 Dicembre 2021 0,4% 3,9%
26 Novembre 2021 0,6% 3,7%
27 Ottobre 2021 0,7% 3%
28 Settembre 2021 -0,2% 2,5%

Per i dettagli sull’inflazione in Italia consulta L’inflazione in Italia

Stima inflazione zona euro: 2,9% a dicembre 2023

In Area Euro l’inflazione  in aumento rispetto al 2,4% di novembre 2023

Eurostat stima che in Area Euro l’aumento mensile da novembre a dicembre 2023 sarà del +0,1% che porterà l’aumento annuo  al 2,9% rispetto  al  2,4%  di  novembre.Stima inflazione zona euro: 2,9% a dicembre 2023 8

Lo scorso mese l’aumento mensile fu negativo, -0,6% che fece crollare il dato annuale. Se il Dato verrà confermato porterà l’aumento medio annuo in Area Euro al 5,5%, lo scorso anno la media fu 8,3%. Sicuramente un bel passo in avanti in termini di discesa dei prezzi.  Si spera che questi dati facciano frenare la salita dei tassi da parte della BCE.

L’ultimo dato ufficiale Area Euro

Inflazione dicembre 2023: la stima Istat a +0,6%

Prosegue a dicembre 2023 la flessione dell’inflazione

A dicembre 2023, in Italia,  prosegue la discesa dell’inflazione. Lo comunica l’Istat nella stima dell’inflazione comunicata in data 5 gennaio 2024. L’inflazione annua scende a 0,6% con una variazione rispetto a novembre scorso dello 0,2%. Lo scorso anno l’inflazione era all’11,6%.

 

Inflazione Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2023
Inflazione Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2023

 

La stima di dicembre consente anche di definire la media per il 2023 che risulta essere 5,7% rispetto all’anno precedente, in netto calo dall’8,1% del 2022.

Come già detto in altre occasioni e come confermato dai dati ufficiali che arrivano dai mercati i prezzi degli energetici in ribasso stanno aiutando la discesa dei prezzi.

L’Istat specifica che – I prezzi nel comparto alimentare evidenziano invece un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale, evidenziata nella seconda metà dell’anno – .

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente su base tendenziale da +5,4% a +5,3%, come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,6% di novembre a +4,4%).

Il dato definitivo per dicembre 2023 sarà comunicato il 16 gennaio 2024. Chissa se lo vedremo ancora in discesa come successo lo scorso mese quando la stima fu ribassata.

In Italia,  l’inflazione a novembre 2023 in picchiata: + 0,7%

Discesa importante dell’inflazione in Italia, si torna a valori del 2021

Inflazione 2015 novembre 2023 ITALIA
Inflazione annua e mensile in Italia dal 2015 a novembre 2023

In Italia,  l’inflazione a novembre in picchiata a 0,7%;  torna leggermente superiore al dato  di febbraio 2021 quando era uguale a 0,6%.

Il dato scende anche al di sotto della stima Istat che aveva dato una variazione annua dello 0,8% e mensile 0,4 che era stata già comunicata dall’ISTAT

Cosa sta influenzando il dato del’inflazione?

La discesa del tasso di inflazione risente ancora del favorevole andamento dei prezzi dei Beni energetici, che a novembre hanno evidenziato una netta flessione. Leggendo i dati dei carburanti, che danno un trend  in leggera diminuzione, nei prossimi mesi potremmo avere ancora ulteriori discese dell’inflazione. Si pensi che il gasolio autotrazione a dicembre 2022 era quotato 1,7534 , mentre la rilevazione dell’11 dicembre 2023  si attesta a 1,7537 (elaborazione www.rivaluta.it su dati Ministero dei Trasporti)

Un contributo al rallentamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto) e alla nuova decelerazione dei prezzi degli Alimentari (+5,8%), in particolare della componente lavorata, che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+5,4%). 

Calcolo dei gradi di parentela

Elenco completo dei gradi di parentela

1* grado: genitori e figli;

2° grado: nonni-nipote;

3° grado: bisnonni – pronipoti e zii – nipoti;

4° grado: cugini, prozii (fratelli dei nonni) e pronipoti (i figli dei nipoti);

5° grado: figli di cugini e cugini dei genitori;

6° grado: figli di figli di cugini e figli dei cugini dei genitori;

L’art. 77 c.c. dispone che: La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati”

ChatGPT: perchè la cultura che l’uomo è forte e la donna debole?

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 novembre 2023
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 novembre 2023
 

Chiediamo a ChatGPT, da dove arriva la cultura che l’uomo è forte e la donna debole. Ma come è possibile questa violenza dell’uomo contro  la donna?

 
Risponde ChatGPT

La percezione che l’uomo sia forte e la donna debole è radicata in molte società e culture in tutto il mondo ed è il risultato di una lunga storia di costruzione sociale, influenze culturali, tradizioni e stereotipi di genere. Questa visione non è basata su differenze intrinseche di forza o debolezza tra uomini e donne, ma piuttosto su costruzioni sociali che sono state per lungo tempo perpetuate.

Ci sono diverse ragioni dietro questa percezione:

  1. Stereotipi di Genere:** Nel corso dei secoli, sono stati creati stereotipi di genere che attribuiscono certe caratteristiche agli uomini e alle donne. L’uomo è spesso associato alla forza, alla razionalità e all’aggressività, mentre la donna è vista come debole, emotiva e dipendente. Questi stereotipi influenzano la percezione delle persone e contribuiscono a mantenere ruoli di genere tradizionali.
  2. Tradizioni Culturali:** Molti sistemi di valori culturali hanno sottolineato la differenza di ruoli tra uomini e donne. Le tradizioni spesso attribuiscono agli uomini il ruolo di provider e protettore, mentre alle donne è assegnato il ruolo di prendersi cura della famiglia e dei figli. Queste divisioni possono portare a una percezione di superiorità o inferiorità basata sul genere.
  3. Strutture di Potere Patriarcali:** In molte società, le strutture di potere sono state storicamente patriarcali, con gli uomini che detengono il controllo e l’autorità. Questo può portare a dinamiche di potere sbilanciate e alla giustificazione della violenza o del controllo da parte degli uomini nei confronti delle donne.

La violenza di genere è un fenomeno complesso che non può essere spiegato da un singolo fattore. Coinvolge dinamiche culturali, economiche, sociali e politiche. La consapevolezza di queste questioni è un passo importante per affrontare e cambiare queste percezioni e comportamenti. Molti movimenti e organizzazioni si battono per l’uguaglianza di genere e per eliminare la violenza di genere, cercando di sensibilizzare le persone, cambiare le leggi e promuovere una cultura che rispetti e valorizzi tutti, indipendentemente dal genere.


Video

Guarda i video

 

A ottobre l’inflazione evidenzia un netto calo: +1,7%

In Italia un dato così basso non si registrava da luglio 2021 quando il dato fu +1,9%

L’aumento mensile rispetto a settembre 2023 è risultata uguale a -0,2%. da sotto lineare che il dato definitivo è stato inferiore alla stima dell’inflazione per il mese di Ottobre 2023 comunicata dall’Istat il 31 ottobre scorso  che era stata uguale a -0,1% e 1,8% rispettivamente come variazione mensile e annuale.

Inflazione Italia da Gennaio 2020 a Ottobre 2023
Inflazione Italia da Gennaio 2020 a Ottobre 2023

 

Con il dato di ottobre 2023 l’inflazione media attuale in Italia per l’anno  2023 si porta al 6,7%mentre l’inflazione media degli ultimi 12 mesi da Novembre 2022 a Ottobre 2023 è del 7,5%. L’inflazione media per il 2022 (da gennaio a dicembre) fu uguale a 8,1%.

A cosa è dovuta la drastica discesa a ottobre 2023?

La drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto.

Anche un ridimensionamento  dei prezzi dei beni alimentari a contribuito  far scendere l’inflazione, il cui tasso tendenziale scende al +6,3%, esercitando un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+6,1%).

L’inflazione di fondo si attesta al +4,2%, più contenuta rispetto al dato dell’inflazione; a settembre era stata del 4,6%.

Inflazione annua e mensile con dettaglio degli indici Istat
Gennaio 2023 – Ottobre 2023

Periodi Inflazione annua Inflazione mensile
Gennaio-2022 Gennaio-2023 10,0% 0,1%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,1% 0,2%
Marzo-2022 Marzo-2023 7,6% -0,4%
Aprile-2022 Aprile-2023 8,2% 0,4%
Maggio-2022 Maggio-2023 7,6% 0,3%
Giugno-2022 Giugno-2023 6,4% 0,0%
Luglio-2022 Luglio-2023 5,9% 0,0%
Agosto-2022 Agosto-2023 5,4% 0,3%
Settembre-2022 Settembre-2023 5,3% 0,2%
Ottobre-2022 Ottobre-2023 1,7% -0,2%

L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie (FOI), al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, è uguale a -0,1% come variazione rispetto al mese precedente e 1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Ipotesi inflazione Italia per Novembre 2023

Novembre 2023 con un aumento mensile identico a quello ottenuto nel mese di Ottobre 2023 uguale a -0,2%, il valore dell’inflazione potrebbe essere uguale a 1% mentre con una variazione mensile uguale a 0,2% sarà del 1,3%.

La tabella completa con la previsione annuale dell’inflazione.

Il tool per prevedere l’inflazione.

Drastico calo dell’inflazione a ottobre 2023: +1,8%

Si passa dal 5,3% di settembre all’ +1,8 per cento

Grafico inflazione Italia ottobre 2023(stima)
Grafico inflazione Italia ottobre 2023(stima)

A ottobre 2023, secondo le stime preliminari dell’ISTAT, l’inflazione scende in picchiata. Si passa dal 5,3% del mese scorso all’ +1,8 per cento.
Questo dato è il valore più basso mai registrato da luglio 2021 (+1,9%). L’Istat precisa nella nota odierna, che la drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto.

Un contributo al ridimensionamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari, il cui tasso tendenziale scende al +6,5%, esercitando un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+6,3%). Infine, più contenuta è la flessione dell’inflazione di fondo, che a ottobre si attesta al +4,2% (dal 4,6% di settembre).

Potrebbe essere utile

L’inflazione attuale in Italia 

Calcolatore per l’inflazione

La serie storica delle stime ISTAT.