Emergenza Covid: sospensione del pagamento delle rate del mutuo prima casa

Firmato il decreto per l’estensione dell’operatività del Fondo Solidarietà per i mutui sulla prima casa.

Il calcolo percentuale

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto a firma del Ministro Gualtieri che integra il regolamento del Fondo di Solidarietà (il cd fondo Gasparrini) per i mutui per l’acquisto della prima casa.

I titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento possono beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.

Possono accedervi anche i lavoratori dipendenti in cassa integrazione per un periodo di almeno 30 giorni e i lavoratori autonomi che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

Non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)

Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) ed è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Come ottenere la sospensione del mutuo

Per ottenere la sospensione del mutuo, il cittadino in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo deve presentare la domanda alla banca che ha concesso il mutuo e che è tenuta a sospenderlo dietro presentazione della documentazione necessaria.

Dove posso prendere la modulistica da presentare in banca per la sospensione del mutuo?

Per quest’ultima occorre fare riferimento alla modulistica che è stata aggiornata e semplificata rispetto alla precedente ed è disponibile da lunedì 30 marzo sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle finanze.


La Gazzetta Ufficiale

Qui puoi  scaricare il nuovo modello di domanda

Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate mutui prima casa

La stima ISTAT dell’inflazione annua a febbraio 2020 è +0,4%

La stima ISTAT nel mese di febbraio 2020 per l’inflazione in Italia  registra una variazione nulla su base mensile e un aumento dello 0,4% su base annua (da +0,5% del mese precedente).

Nel mese precedente il dato era stato uguale a 0,5% con un aumento mensile uguale a 0,1%. Sulla nostra pagina i dati con possibilità di effettuare la previsione dell’indice

La lieve decelerazione dell’inflazione è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (che passa da +3,2% a +1,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,6% a +1,5%) e, in misura minore, dei Tabacchi (da +2,9% a +1,5%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +0,8% a +0,2%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentati lavorati (da +0,6% a +1,1%) e dal ridursi dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -5,2% a -2,8%)

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono entrambe stabili a +0,8%.

La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è dovuta ad andamenti opposti: da un lato diminuiscono i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-1,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,8%), mentre dall’altro aumentano i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+0,6%).

L’inflazione decelera lievemente per i beni (da +0,1% a -0,1%), mentre rimane stabile per i servizi (+1,0%); il differenziale inflazionistico è positivo e pari a +1,1 punti percentuali (era +0,9 a gennaio).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in misura contenuta (da +0,6% di gennaio a +0,7%) mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +1,3% a +1,0%), registrando però in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,4% su base mensile, a causa principalmente delle ulteriori riduzioni di prezzo registrate per i saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. L’IPCA aumenta dello 0,3% su base annua, da +0,4% rispetto al mese precedente.

Inflazione a Gennaio 2020 allo 0,5% annuo e 0,1% mensile

A  gennaio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (come nel mese di dicembre); la stima preliminare era +0,6%. L’inflazione biennale è dell’1,4% .

Di seguito la serie dell’inflazione da Gennaio 2018 – Gennaio 2020.  La variazione media in questo periodo è stata uguale a 0.9% con un  minimo di -0,6% e un massimo uguale a 0,4%

Periodo Var%
Gennaio-2017 Gennaio-2018 0,9
Febbraio-2017 Febbraio-2018 0,5
Marzo-2017 Marzo-2018 0,8
Aprile-2017 Aprile-2018 0,5
Maggio-2017 Maggio-2018 1
Giugno-2017 Giugno-2018 1,3
Luglio-2017 Luglio-2018 1,5
Agosto-2017 Agosto-2018 1,6
Settembre-2017 Settembre-2018 1,4
Ottobre-2017 Ottobre-2018 1,6
Novembre-2017 Novembre-2018 1,6
Dicembre-2017 Dicembre-2018 1,1
Gennaio-2018 Gennaio-2019 0,9
Febbraio-2018 Febbraio-2019 1
Marzo-2018 Marzo-2019 1
Aprile-2018 Aprile-2019 1,1
Maggio-2018 Maggio-2019 0,8
Giugno-2018 Giugno-2019 0,7
Luglio-2018 Luglio-2019 0,4
Agosto-2018 Agosto-2019 0,4
Settembre-2018 Settembre-2019 0,3
Ottobre-2018 Ottobre-2019 0,2
Novembre-2018 Novembre-2019 0,2
Dicembre-2018 Dicembre-2019 0,5
Gennaio-2019 Gennaio-2020 0,5

La stabilità dell’inflazione è effetto di andamenti opposti: da un lato accelerano i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +1,6% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +2,6%); dall’altro si amplia la flessione dei Beni energetici regolamentati (da -7,8% a -9,6%) e rallentano la loro crescita i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,3% a +0,9%).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base annua (stabili rispetto al mese precedente) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto dell’1,3% (da +1,0% di dicembre), registrando in entrambi i casi una crescita maggiore di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,8% su base mensile, per effetto dei saldi invernali prevalentemente di Abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. L’IPCA aumenta dello 0,4% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al mese precedente. La stima preliminare era +0,5%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% rispetto a gennaio 2019.

Può essere utile

Panoramica sull’inflazione

Come aggiungere l’IVA su un importo con Excel

Aggiungere l’IVA su un importo con Excel

Esempio

Conosciamo il prezzo del prodotto che dobbiamo inserire in fattura senza IVA, nel nostro caso Euro 500 e abbiamo necessità di comunicare al cliente il prezzo comprensivo di IVA. 

Risolviamo il tutto con Excel?

  1. Aprire Excel
  2. Clic su Cartella di lavoro vuota per aprire una cartella di Excel vuota;
  3. Fare clic nella cella A1 e inserire l’importo dove deve essere aggiunta l’IVA. Nel nostro caso  500;
  4. Fare clic nella cella B1 e inserire il valore dell’IVA seguito dal segno %. In questo modo la cella si formatterà automaticamente come valore percentuale;
  5. Fare clic nella cella C1 e digitare =+A1*B1+A1 e premere Invio

Il risultato con l’importo con l’aggiunta dell’IVA comparirà nella cella C1

Tutto è ben visibile nell’immagine qui sotto e nel file di esempio che puoi scaricare.

Aggiungere IVA su un importo con Excel
Aggiungere IVA su un importo

Calcolare la differenza percentuale tra due numeri con Excel

Calcolare la differenza percentuale tra due numeri con Excel

Esempio: Un’azienda ha fatturato nell’anno 2018 EURO 1234000 e nell’anno 2019 EURO 1635000. Qual è la differenza percentuale tra i due anni?

  1. Aprire Excel
  2. Clic su Cartella di lavoro vuota per aprire una cartella di Excel vuota;
  3. Fare clic nella cella A1 e inserire l’importo del 2018 e premere Invio;
  4. Fare clic nella cella B1 e inserire l’importo del 2019 e premere Invio;
  5. Fare clic nella cella A2 per applicare il formato Percentuale alla cella;
  6. Vai sulla scheda Home clic sul pulsante Percentuale (indicato nell’immagine sotto);
  7. Nella cella A2, digitare =(B1/A1)-1 (Cosa abbiamo fatto? Abbiamo diviso il fatturato del secondo anno per il primo anno e abbiamo sottratto 1).

Il risultato della differenza percentuale tra il fatturato del 2019 rispetto al 2018 comparirà nella cella A2

Tutto è ben visibile nell’immagine qui sotto. Abbiamo predisposto anche il download del file Excel dell’esempio sopra.

Differenza percentuale due numeri con Excel

Calcolare la differenza percentuale (modalità avanzata) tra due numeri con Excel

 

La necessità è quella di calcolare la variazione percentuale tra due valori ma  si desidera che a fianco della cella con il valore percentuale calcolato compaia la scritta AUMENTO, DIMINUZIONE oppure STABILE a seconda se la variazione sia maggiore di zero, uguale a zero oppure minore di zero. Uso della funzione SE con EXCELPer ottenere che compaia una parola diversa abbiamo usato la funzione SE di Excel. Copia e incolla la tabella seguente  posizionandoti nella cella A1, su un foglio di EXCEL, per Calcolare la differenza percentuale (modalità avanzata) tra due numeri.

Valore Iniziale Valore finale Variazione percentuale TIPO
10 20 =(B2-A2)/A2 =SE(C2>0;”AUMENTO”;SE(C2=0;”STABLE”;”DIMINUZIONE”))

Calcolare online la variazione percentuale tra due valori

Strumenti per studiare l’inflazione

Utility e pagine per studiare l’inflazione

La prima pagina utile da visitare  è quella dell’ultimo dato ufficiale dell’inflazione in Italia.

Poi potrebbe essere necessario anche estrarre una serie storica dei dati dell’inflazione. Per questo abbiamo due possibilità:

  1. Dati  inflazione media INDICI NAZIONALI DEI PREZZI AL CONSUMO (NIC con tabacchi) dal 1955 alla data odierna
    Qui si può ottenere la Tabella con i dati dell’inflazione media in ITALIA con possibilità di estrarre il dettaglio mese per mese solo per l’anno selezionato. Oltre questo all’utente viene proposta la tabella completa dell’inflazione media anno per anno dal 1955 ad oggi.
  2. Elaborazione tabelle ISTAT dell’inflazione
    Qui in vece si ha la possibilità di estrarre i dati mensili e annuali con i relativi indici e grafico, tra due periodi selezionati. Ad esempio si può ottenere la tabella anno per anno dell’inflazione da Gennaio 2000 a Ottobre 2019.

Se si ha necessità di estrapolare grafici avanzati legati ad una serie storica dell’inflazione consigliamo di usare questa pagina I grafici dell’inflazione in Italia:Indici NIC, FOI e IPCA. Riteniamo di consigliarla perché qui l’utente può estrarre grafici e dati non solo per l’indice NIC ma anche per FOI e IPCA.

Confrontare valori tra vari indici

Per il confronto tra indici la pagina utile è Confronto delle variazioni indici NIC, FOI e IPCA


Previsione dei dati dell’inflazione

Per questa necessità ci vengono in aiuto due procedure:

  1. Previsione inflazione media annua e mensile per i prossimi mesi
    Qui, si può, utilizzando le precedenti rilevazioni, provare a prevedere il dato dell’inflazione. Lo si può fare introducendo un valore percentuale di incremento mensile e la procedura restituisce la variazione annuale, mensile e ovviamente l’indice.
  2. Questa invece Previsione per il prossimo Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC con tabacchi )  permette di prevedere in maniera empirica il prossimo Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC con tabacchi )  non ancora pubblicato e rivalutare un importo da introdotto tenendo conto delle variazioni probabili estratte. 

Utility per estrarre le Tabelle con le variazioni annuali o mensili relative ad un mese scelto per gli indici:FOI senza tabacchi, NIC con tabacchi, IPCA e Area Euro

Puoi estrarre una tabella con tutte le variazioni (annuali o mensili) relative ad un mese per una intera serie storica relativa ai seguenti indici:FOI senza tabacchi, NIC con tabacchi, IPCA e Area Euro. Questa procedura è utile quando si ha necessità di effettuare confronti (all’interno della serie storica selezionata) sulle variazioni avvenute nello stesso mese in anni diversi.


Non poteva mancare il Calcolatore dell’inflazione per l’Italia dal 1861 ad oggi.

Il calcolatore dell’inflazione utilizza i dati pubblicati dall’ISTAT dal 1861 ad oggi. I numeri indici utilizzati per i calcoli sono gli Indici prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) con BASE 1913=1. Tali indici, denominati indici del costo della vita fino all’anno 1967, sono al netto dei tabacchi a partire dal 1992.

Inflazione gennaio 2020: la stima ISTAT +0,2 mensile e 0,6 annuo

L’ISTAT stima che nel  mese di gennaio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta  dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua da +0,5% di dicembre 2019.

A cosa è imputabile l’accelerazione dell’inflazione?

L’accelerazione dell’inflazione è imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (la cui crescita tendenziale passa da +1,6% a +3,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +2,9%) e dei Beni alimentari lavorati (che passano da +0,4% a +1,0%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -7,8% a -9,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,3% a +0,8%).

Al contrario l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici si portano entrambe a +0,8%, rispettivamente da +0,6% e da +0,7%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni alimentari, sia nella componente lavorata (+1,4%) che non (+0,9%), in parte bilanciata dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,6%).

L’inflazione accelera lievemente per i beni (da una variazione tendenziale nulla di dicembre a +0,1%), mentre rimane stabile la crescita dei prezzi dei servizi (+1,0%); il differenziale inflazionistico rimane positivo e pari a +0,9 punti percentuali (era +1,0 a dicembre).

Il comunicato dell’ISTAT  e l’utility per le previsioni dell’inflazione .

Desideri conoscere qual è stata la variazione annua o mensile dal 1954 ad oggi delle variazioni per il mese di Gennaio?

L’utility Tabelle con le variazioni annuali o mensili relative ad un mese scelto per gli indici:FOI senza tabacchi, NIC con tabacchi, IPCA e Area Euro fa al caso tuo

Inflazione gennaio 2020 – Stima

Prima di dare il valore per gennaio 2020 vediamo qual è stata l’inflazione lo scorso anno  a Gennaio 2019.

L’inflazione registrò una variazione annuale rispetto a gennaio 2018 uguale allo 0,9% e un valore mensile dello 0,1% (rispetto a dicembre 2018).

Per cercare di stimare il valore per gennaio 2020 possiamo usare questa utility.

Un altro controllo che possiamo effettuare è quello di analizzare tutte le variazioni avvenute nel mese di gennaio per l’indice Nic con tabacchi.; per farlo possiamo usare questa utility.

Per comodità abbiamo estratto tutte le variazioni mensili del mese di Gennaio dal 2011 al 2019.

Si può osservare che la variazione non è mai stata superiore allo 0,4% e negli ultimi tre anni è stata sempre al di sotto dello 0,4%.

Gennaio Var%
Dic-2018 Gen-2019 0,1%
Dic-2017 Gen-2018 0,3%
Dic-2016 Gen-2017 0,3%
Dic-2015 Gen-2016 -0,2%
Dic-2014 Gen-2015 -0,4%
Dic-2013 Gen-2014 0,2%
Dic-2012 Gen-2013 0,2%
Dic-2011 Gen-2012 0,3%
Dic-2010 Gen-2011 0,4%

Volendo azzardare un aumento tra dicembre 2019 e gennaio 2020 uguale a 0,2% avremo un aumento annuale dello 0,5%.

Lasciamo al lettore il link utile per stimare e prevedere il dato dell’ inflazione per gennaio 2020.

Altri link utili per approfondire sull’inflazione

Serie storica Inflazione media in Italia

Ultimo dato inflazione

Estrazione dei valori dell’inflazione tra due periodi

Calcolo interessi legali con sviluppo annuale dal 1/1/2010 al 31/12/2020

Tabella con il calcolo degli interessi legali con sviluppo annuale dal 1/1/2010 al 31/12/2020

N. Dal Al Giorni Importo Dal Tasso % Interessi Totale
1 1/1/2010 31/12/2010 364 10000,00 1,00 99,73 10099,73
2 1/1/2011 31/12/2011 364 10000,00 1,50 149,59 10149,59
3 1/1/2012 1/1/2013 366 10000,00 2,50 250,68 10250,68
4 1/1/2013 31/12/2013 364 10000,00 2,50 249,32 10249,32
5 1/1/2014 31/12/2014 364 10000,00 1,00 99,73 10099,73
6 1/1/2015 31/12/2015 364 10000,00 0,50 49,86 10049,86
7 1/1/2016 31/12/2016 365 10000,00 0,20 20,00 10020,00
8 1/1/2017 31/12/2017 364 10000,00 0,10 9,97 10009,97
9 1/1/2018 31/12/2018 364 10000,00 0,30 29,92 10029,92
10 1/1/2019 31/12/2019 364 10000,00 0,80 79,78 10079,78
11 1/1/2020 31/12/2020 365 10000,00 0,05 5,00 10005,00

Il calcolo degli interessi legali e altri esempi di tabelle