Nel suo intervento del 20 aprile 2026 a Berlino, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha delineato uno scenario economico estremamente complesso, dominato da shock energetici, tensioni geopolitiche e forte incertezza.
Un nuovo shock energetico globale
Secondo la BCE, l’interruzione delle forniture di energia è enorme: si stima una perdita di circa il 13% della produzione globale di petrolio.
Tuttavia, i mercati stanno ancora scommettendo su una crisi temporanea, motivo per cui i prezzi non hanno ancora raggiunto scenari estremi.
Il punto chiave è che non esiste una strada semplice per tornare alla normalità. Più a lungo durerà il conflitto, maggiori saranno gli effetti sull’economia reale.
Inflazione e crescita: gli scenari possibili

La BCE ha elaborato diversi scenari, tutti caratterizzati da:
- inflazione più alta
- crescita economica più debole
Il rischio principale è duplice:
- Prezzi energetici elevati → aumento dell’inflazione
- Carente disponibilità di energia → riduzione della produzione
Se la crisi si prolunga, si potrebbe passare da un problema di prezzi a un problema di razionamento, con effetti molto più gravi sulla crescita.
Il ruolo della politica monetaria BCE
La BCE si trova in una posizione delicata. Come sottolineato da Lagarde, due fattori saranno decisivi:
- Durata dello shock energetico
- Trasmissione dell’aumento dei prezzi all’inflazione generale
A differenza del 2022, oggi il contesto è meno surriscaldato, ma resta il rischio che imprese e famiglie reagiscano rapidamente
agli aumenti dei costi, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.
Per monitorare l’evoluzione dei tassi ufficiali, è possibile consultare la tabella aggiornata dei tassi BCE.
Politica fiscale: errori da evitare
Un altro punto centrale del discorso riguarda il ruolo dei governi. Lagarde ha evidenziato come le misure adottate nel 2022 abbiano avuto effetti contrastanti:
- Tagli ai prezzi (es. tetti o sussidi): riducono l’inflazione nel breve periodo ma disincentivano il risparmio energetico
- Sostegni al reddito: proteggono le famiglie ma possono sostenere troppo la domanda, alimentando l’inflazione
La soluzione indicata è chiara: interventi temporanei, mirati e selettivi, evitando misure generalizzate che possano compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.
Inflazione futura: cosa aspettarsi
L’evoluzione dell’inflazione dipenderà da vari fattori:
- durata del conflitto
- andamento dei prezzi energetici
- comportamento di imprese e salari
- politiche fiscali adottate
Storicamente, shock simili hanno ridotto il PIL dell’area euro di circa lo 0,4% nel primo anno.
Per analizzare i dati storici e le tendenze, è utile consultare la serie dell’inflazione media dell’area euro. L’ultimo dato dell’inflazione in Area Euro lo trovi qui
La nostra utile per creare uno scenario futuro dell’inflazione
Conclusione
Il messaggio finale di Lagarde è pragmatico: la BCE agirà in base ai dati, mantenendo fermo l’obiettivo di riportare l’inflazione al
2% nel medio termine.
L’Europa si trova davanti a una fase storica complessa, ma ogni crisi – sottolinea la presidente della BCE – contribuisce a migliorare
la capacità di risposta delle istituzioni.
In sintesi, la direzione è chiara: prudenza, adattamento e interventi mirati saranno le chiavi per affrontare questo nuovo shock energetico.










