Stima Istat inflazione settembre 2022 +8,9%

La stima preliminare Istat per settembre 2022 è del +0,3% mensile e +8,9 annua

Oggi l’Istat ha diramato la stima dell’inflazione per settembre 2022. Ancora un record per l’inflazione. Si passa da 8,4% di agosto scorso a 8,9% di settembre 2022.

La media dell’inflazione per il 2022 tenendo contro dell’ultima stima è del 7% dal 6,8% di agosto scorso.

Il valore di 8,9% è il più alto mai registrato da 37 anni. A Settembre 1985 il  fu 8,8%.

Partendo dall’ultimo dato in archivio il primo valore annuale maggiore di 8,9% è stato registrato nel periodo Ago-1984 Ago-1985 e il suo valore fu 9,1%.

Grafico inflazione Italia ultimi 37 anni

 

Ultimi dati dell’inflazione in Italia

Periodo Var.% mese Var% anno
Settembre 2022 (stima) 0,3% 8,9%
Agosto 2022 0,8% 8,4%
Luglio 2022 0,4% 7,9%
Giugno 2022 1,2% 8%
Maggio 2022 0,8% 6,8%
Maggio 2022 0,8% 6,8%
Aprile 2022 -0,1% 6%
Marzo 2022 1% 6,5%
Febbraio 2022 0,9% 5,7%
Gennaio 2022 1,6% 4,8%
Dicembre 2021 0,4% 3,9%
Novembre 2021 0,6% 3,7%
Ottobre 2021 0,7% 3%
Settembre 2021 -0,2% 2,5%

Sintesi dei dati inflazione settembre 2022

Stima Inflazione annua
da +8,4 di agosto a +8,9% di settembre 2022

Beni alimentari
da +10,1% di agosto a +11,5% di settembre 2022

Beni energetici
da +44,9% di agosto a +44,5% di settembre 2022

Cosa scrive l’Istat nel comunicato stampa?

L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei Beni alimentari (la cui crescita passa da +10,1% di agosto a +11,5%) sia lavorati (da +10,4% a +11,7%) sia non lavorati (da +9,8% a +11,0%) e a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +5,7%).

Contribuiscono, in misura minore, anche i prezzi dei Beni non durevoli (da +3,8% a +4,7%) e dei Beni semidurevoli (da+2,3% a +2,8%). Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia, i prezzi dei Beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%).

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La serie storica dell’inflazione media in Italia

Cerca un valore mensile o annuale e il periodo in cui è stato rilevato

Puoi calcolare qui l’aumento del 0,3% e del 8,9% per un valore.

Previsione inflazione settembre 2022

Quanto sarà l’inflazione per settembre 2022?

L’Istat ha comunicato il 30 settembre 2022 la stima per settembre che diventerà definitivo il 17 ottobre 2022.

La previsione che è possibile fare è quella che proponiamo sulla pagina PREVISIONI dove viene effettuato un calcolo puramente matematico tenendo conto dell’indice relativo allo scorso anno, dell’ultimo indice in archivio, nel nostro caso Agosto 2022 e delle variazioni percentuali avute negli ultimi mesi.

In pratica il procedimento per la previsione del dato di settembre 2022 sarà quello di sommare all’ultimo indice  in archivio del mese di Agosto 2022 (113,9) l’aumento mensile registrato negli ultimi 12 mesi.

In questo modo si otterrà un possibile indice (nella tabella sotto nella colonna Indice previsto per Settembre 2022) che ci permetterà di ottenere, tenendo conto dell’indice dello scorso anno (Settembre 2021), una previsione empirica del prossimo dato relativo all’inflazione per settembre 2022.

In definitiva quanto sarà l’inflazione a Settembre 2022?

Il valore dell’inflazione a Settembre 2022 potrebbe essere tra 8,4% e 10,3% con un aumento mensile tra -0,2% e 1,6%.

Ultimo Indice
in archivio
Agosto 2022
Ultime variazioni perc,
mensili
Indice scorso anno
(Settembre 2021)
Indice previsto
(Settembre 2022)
Inflazione annua
(prevista)

Inflazione
mensile
(prevista)

113,9 0,8% nel periodo Lug-2022 Ago-2022 104,9 114,8 9,4%
(114,8*100/104,9)-100
0,8% (114,8/113,9)
113,9 0,4% nel periodo Giu-2022 Lug-2022 104,9 114,4 9,1%
(114,4*100/104,9)-100
0,4% (114,4/113,9)
113,9 1,2% nel periodo Mag-2022 Giu-2022 104,9 115,3 9,9%
(115,3*100/104,9)-100
1,2% (115,3/113,9)
113,9 0,8% nel periodo Apr-2022 Mag-2022 104,9 114,8 9,4%
(114,8*100/104,9)-100
0,8% (114,8/113,9)
113,9 -0,1% nel periodo Mar-2022 Apr-2022 104,9 113,8 8,5%
(113,8*100/104,9)-100
-0,1% (113,8/113,9)
113,9 1,0% nel periodo Feb-2022 Mar-2022 104,9 115 9,6%
(115*100/104,9)-100
1% (115/113,9)
113,9 0,9% nel periodo Gen-2022 Feb-2022 104,9 114,9 9,5%
(114,9*100/104,9)-100
0,9% (114,9/113,9)
113,9 1,6% nel periodo Dic-2021 Gen-2022 104,9 115,7 10,3%
(115,7*100/104,9)-100
1,6% (115,7/113,9)
113,9 0,4% nel periodo Nov-2021 Dic-2021 104,9 114,4 9,1%
(114,4*100/104,9)-100
0,4% (114,4/113,9)
113,9 0,6% nel periodo Ott-2021 Nov-2021 104,9 114,6 9,2%
(114,6*100/104,9)-100
0,6% (114,6/113,9)
113,9 0,7% nel periodo Set-2021 Ott-2021 104,9 114,7 9,3%
(114,7*100/104,9)-100
0,7% (114,7/113,9)
113,9 -0,2% nel periodo Ago-2021 Set-2021 104,9 113,7 8,4%
(113,7*100/104,9)-100
-0,2% (113,7/113,9)
113,9 0,4% nel periodo Lug-2021 Ago-2021 104,9 114,4 9,1%
(114,4*100/104,9)-100
0,4% (114,4/113,9)

Il paniere dei prezzi al consumo dal 1928 al 2011

Evoluzione economica italiana con il paniere dei prezzi dal 1928 al 2011

 Le indagini svolte dall’Istat per rilevare i prezzi al consumo e calcolare i relativi numeri indici per la misura dell’inflazione, si basano su un paniere di beni e servizi che rappresentano quelli prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie. 

Il paniere è stato interessato, nel corso degli anni, da profonde modificazioni, dettate dalla necessità di adeguare le rilevazioni statistiche dei prezzi al consumo ai mutamenti avvenuti nelle abitudini e necessità di spesa degli italiani. 

Tra 1939 al 1953  veniva rilevato il prezzo della Soda Solvay e la Tintura di Iodio

Cos’era e perché si usava la Soda Solvay? Qui la risposta

E la Tintura di Iodio? Wikipidia ci aiuta a conoscere la Tintura di Iodio

CAPITOLI del Paniere ISTAT per gli anni dal 1939 al 1953

ALIMENTAZIONE VESTIARIO ABITAZIONE RISCALDAMENTO E LUCE VARIE
Pane Abito invernale uomo Affitto Energia elettrica Giornale quotidiano
Pasta Abito invernale donna   Gas Libro 5^ classe elementare
Riso Abito estivo uomo   Legna da ardere Carta bianca protocollo
Patate Abito estivo donna   Carbone di legna Matite nere
Fagiuoli Camicia uomo     Sapone bucato
Carne bovina Tovagliato     Sapone toletta
Pesce Tela per lenzuola     Soda Solvay
Formaggio da condimento Filati cucirini     Cotone idrofilo
Olio Filati lana     Tintura di iodio
Burro Calze uomo     Olio di ricino
Lardo Calze donna     Dentifricio
Uova Calze ragazzo     Bicchieri di vetro bianco
Latte Calze ragazza     Piatti tondi piani
Zucchero Calze bambino     Pentola alluminio
Conserva Scarpe uomo     Lamette barba
Vino Scarpe donna     Crema calzature
Ortaggi Scarpe ragazzo     Sigarette
Frutta fresca Scarpe ragazza     Visite mediche
Frutta secca Scarpe bambino     Taglio capelli
Sale       Tram o filobus o autobus

 Download file zip dal sito Istat con tutti panieri dal 1928 al 2011

Altri dati sui Panieri Istat

Consumi energetici delle famiglie italiane per l’anno 2021

Il riscaldamento e l’acqua calda quasi per tutti gli Italiani

I condizionatori in Italia accesi sei ore al giorno.

I dati ISTAT ci dicono che nel 2021, il 98,6% delle famiglie vive in abitazioni dotate di sistema di riscaldamento e il 99,6% dispone di acqua calda sanitaria.

L’impianto autonomo è indicato come prevalente dal 65,7% delle famiglie per riscaldare l’abitazione e dal 72,6% per l’acqua calda.

Qual è la fonte di alimentazione più diffusa in Italia?

La fonte di alimentazione più diffusa in Italia  è il metano. In particolare nel 68% dei casi per i sistemi prevalenti di riscaldamento e nel 69,2% per l’acqua.

Frigoriferi e lavatrici sono presenti in quasi tutte le famiglie (99,5% e 97,3%).

La lavastoviglie è presente solo nel 50% delle famiglie Italiane

La metà delle famiglie (50,2%) possiede la lavastoviglie e solo il 15,2% l’asciugatrice e il 27,3% il congelatore esterno al frigorifero.

Per quanto tempo le famiglie italiane tengono acceso il riscaldamento?

Il report Istat ci dice che le abitazioni degli italiani sono riscaldate in media per otto ore e mezza al giorno.

La durata di accensione giornaliera supera anche le 10 ore (10 ore e 25 minuti) al Nord-est, mentre è più bassa nelle regioni del Centro (sette ore e 18 minuti) e del Mezzogiorno (sei ore e 34 minuti).

La durata dell’accensione è abbastanza uniforme per tipologia di comune e raggiunge il massimo (nove ore e otto minuti) nei comuni di montagna di piccole dimensioni (fino a 50mila abitanti).

Vi sono alcune differenze significative tra le tipologie familiari: la persona anziana che vive da sola ha
l’orario medio di accensione massimo (nove ore e nove minuti) rispetto agli altri tipi di famiglie (otto ore
e 26 minuti).

Come è distribuito il tempo di accensione del riscaldamento nella giornata?

La fascia oraria in cui l’utilizzo è maggiore è quella pomeridiana (dalle 13 alle 21), con una media nazionale di quattro ore e 13 minuti;

la mattina (dalle 5 alle 13) il riscaldamento è acceso in media due ore e 41 minuti, la notte (dalle 21 alle 5) un’ora e 38 minuti.

L’impianto centralizzato è quello acceso più a lungo (nove ore e 58 minuti) rispetto agli altri tipi di riscaldamento:

l’impianto autonomo viene acceso quasi due ore in meno (otto ore e 19 minuti) e gli apparecchi singoli vengono utilizzati ancora meno nell’arco della giornata (sette ore e 58).

CONSUMI ENERGETICI DELLE FAMIGLIE | ANNO 2021
CONSUMI ENERGETICI DELLE FAMIGLIE | ANNO 2021

Report Istat completo 

Stima inflazione a febbraio 2022 da record:+5,7%

Inflazione impazzita a febbraio 2022 in Italia con +5,7% rispetto allo scorso anno e un +0,9% rispetto a gennaio scorso.

L’ultimo dato ufficiale dell’inflazione era quello di gennaio 2022 con 4,8%.

Se la stima verrà confermata con il dato definitivo, quello di febbraio 2022 sarà il valore più alto mai registrato dal periodo Dicembre-1994 Dicembre-1995 quando l’inflazione fu uguale a 5,6%.

Un valore maggiore di 5,7% lo troviamo dal periodo  Gen-1991 Gen-1992 e il suo valore fu 5,9%. Dall’anno 1992 sono trascorsi 30 anni.

Il Grafico sotto mostra l’andamento dell’inflazione in Italia dal 1991 ad oggi.

L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +38,6% di gennaio a +45,9%), in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +22,9% a +31,3%), e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2,2% a +3,2%) sia non lavorati (da +5,3% a +6,9%); i prezzi dei Beni energetici regolamentati, anche nel mese di febbraio, risultano quasi raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2021 (+94,4%; era +94,6% a gennaio).

I beni energetici impennano l’inflazione

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,5% a +1,7% e quella al netto dei soli beni energetici da +1,8% a +2,1%.

Anche la stima dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 6,2% su base annua (da +5,1% di gennaio).

Per consultare la serie storica dell’inflazione in ITALIA puoi consultare Dati aggiornati, grafici e notizie sull’inflazione in Italia.

Per la serie storica dell’inflazione media in Italia Inflazione media Italia dal 1956.

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La stima dell’inflazione a dicembre 2021 uguale a 3,9%

La stima dell’inflazione per Dicembre 2021 comunicata dall’Istat il  è uguale a 0,4% come variazione mensile e 3,9% come variazione annuale.

La stima dell’inflazione per il periodo precedente (Novembre 2021) fu 0,7% come variazione mensile e 3,8% come variazione annuale.

Gli ultimi dati ufficiali dell’inflazione sono quelli di novembre 2021 con un valore annuo di  3,7% e 0,6% per la variazione mensile.

Tabella ultime stime Istat e valori ufficiali dell’inflazione

Nella tabella seguente sono riportate nelle prime due colonne i valori delle stime Istat del dato dell’inflazione per il periodo indicato e nelle successive i valori definitivi per lo stesso periodo

Periodo Var%
Stima Inf. mese
Var%
Stima Inf. anno
Inflazione mese Inflazione anno
Gennaio 2021 0,5% 0,2% 0,7% 0,4%
Febbraio 2021 0,1% 0,6% 0,1% 0,6%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Aprile 2021 0,4% 1,1% 0,4% 1,1%
Maggio 2021 0% 1,3% 0% 1,3%
Giugno 2021 0,1% 1,3% 0,1% 1,3%
Luglio 2021 0,3% 1,8% 0,5% 1,9%
Agosto 2021 0,5% 2,1% 0,4% 2%
Settembre 2021 -0,1% 2,6% -0,2% 2,5%
Settembre 2021 -0,1% 2,6% -0,2% 2,5%
Ottobre 2021 0,6% 2,9% 0,7% 3%
Novembre 2021 0,7% 3,8% 0,6% 3,7%
Dicembre 2021 0,4% 3,9% ND ND

In media, nel 2021 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +1,9% tenendo conto delle stime del mese di dicembre  2021. Nella tabella sotto il dettaglio con la stima.

La media nel 2020 dell’inflazione in Italia  fu del -0,2%.

N Periodi Inflazione annua Indice Dal Indice Al
1 Gennaio-2020 Gennaio-2021 0,40% 102,9 103,3
2 Febbraio-2020 Febbraio-2021 0,60% 102,8 103,4
3 Marzo-2020 Marzo-2021 0,80% 102,9 103,7
4 Aprile-2020 Aprile-2021 1,10% 103 104,1
5 Maggio-2020 Maggio-2021 1,30% 102,8 104,1
6 Giugno-2020 Giugno-2021 1,30% 102,9 104,2
7 Luglio-2020 Luglio-2021 1,90% 102,7 104,7
8 Agosto-2020 Agosto-2021 2,00% 103 105,1
9 Settembre-2020 Settembre-2021 2,50% 102,3 104,9
10 Ottobre-2020 Ottobre-2021 3,00% 102,5 105,6
11 Novembre-2020 Novembre-2021 3,70% 102,4 106,2
12 Dicembre-2020 Dicembre-2021(STIMA) 3,90% 102,6 106,6(STIMA)
  Variazione Media 1,9% (STIMA) 102,7 104,7

Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’inflazione di fondo), i prezzi al consumo crescono dello 0,8% (+0,5% nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (come nel 2020). L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), ai prezzi dei beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%); i prezzi dei beni energetici, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, rallentano (da +30,7% a +29,1%), a causa di quelli della componente non regolamentata (da +24,3% a +22,0%), mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata rimane pressoché stabile (da +41,8% a +41,9%).

 

Tabella ultimi dati inflazione

Periodo Inflazione
annua
Dicembre 2021
Novembre 2021 3,7%
Ottobre 2021 3,0%
Settembre 2021 2,5%
Agosto 2021 2,0%
Luglio 2021 1,9%
Giugno 2021 1,3%
Maggio 2021 1,3%
Aprile 2021 1,1%
Marzo 2021 0,8%
Febbraio 2021 0,6%
Gennaio 2021 0,4%
Dicembre 2020 -0,2%
Inflazione Media 1,5%

L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, registra una variazione tendenziale su base mensile uguale a 0,6% e 3,6% su base annua.

Raccolta degli indici ISTAT FOI,NIC e IPCA pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

 


Comunicato Istat per Dicembre 2021 del 05/01/2022

Stima inflazione ottobre 2021. Schizza a 2,9% in un anno

La stima dell’inflazione per Ottobre 2021 uguale a 2,9%

La stima dell’inflazione per Ottobre 2021 comunicata dall’Istat il 29/10/2021 è uguale a 0,6% come variazione mensile e 2,9% come variazione annuale.

La stima dell’inflazione per il periodo precedente (Settembre 2021) fu -0,1% come variazione mensile e 2,6% come variazione annuale.

Il dato ufficiale dell’inflazione annua a settembre 2021  è stato uguale a 2,5% e -0,2% quello mensile.

La stima annua del dato di ottobre 2021 è la più alta registrata  da circa 9 anni. Era da settembre 2012 (3,2% inflazione annua) che non si registrava un valore  così alto.

 

Tabella ultime stime Istat e valori ufficiali dell’inflazione

Nella tabella seguente sono riportate nelle prime due colonne i valori delle stime Istat del dato dell’inflazione per il periodo indicato e nelle successive i valori definitivi per lo stesso periodo

Periodo Var%
Stima Inf. mese
Var%
Stima Inf. anno
Inflazione mese Inflazione anno
Gennaio 2021 0,5% 0,2% 0,7% 0,4%
Febbraio 2021 0,1% 0,6% 0,1% 0,6%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Aprile 2021 0,4% 1,1% 0,4% 1,1%
Maggio 2021 0% 1,3% 0% 1,3%
Giugno 2021 0,1% 1,3% 0,1% 1,3%
Luglio 2021 0,3% 1,8% 0,5% 1,9%
Agosto 2021 0,5% 2,1% 0,4% 2%
Settembre 2021 -0,1% 2,6% -0,2% 2,5%
Ottobre 2021 0,6% 2,9% ND ND

L’ISTAT comunicata che l’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei Beni energetici (da +20,2% di settembre a +22,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +37,0%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%).

In aumento anche gli alimentari

Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +1,0% a +1,4%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%). 

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale da +1,0% a +1,2%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+12,6%) e solo in misura minore a quella dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+1,0%) e degli Alimentari non lavorati (+0,7%). Diminuiscono, invece, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali, i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,3%).

Tabella ultimi dati inflazione

Periodo Inflazione
annua
Ottobre 2021 2,9% STIMA
Settembre 2021 2,5%
Agosto 2021 2,0%
Luglio 2021 1,9%
Giugno 2021 1,3%
Maggio 2021 1,3%
Aprile 2021 1,1%
Marzo 2021 0,8%
Febbraio 2021 0,6%
Gennaio 2021 0,4%
Dicembre 2020 -0,2%
Novembre 2020 -0,2%
Ottobre 2020 -0,3%
Inflazione Media 0,9%

L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, registra una variazione tendenziale su base mensile uguale a -0,2% e 2,6% su base annua.

Raccolta degli indici ISTAT FOI,NIC e IPCA pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale


Comunicato Istat per Ottobre 2021 del 29/10/2021

Stima inflazione mese di maggio 2021 +1,3%.

La stima dell’inflazione per Maggio 2021 uguale a 1,3%

La stima dell’inflazione per Maggio 2021 comunicata dall’Istat il 31/5/2021 è uguale a 0% come variazione mensile e 1,3% come variazione annuale.

La stima dell’inflazione per il periodo precedente (Aprile 2021) fu 0,4% come variazione mensile e 1,1% come variazione annuale.

Il dato ufficiale dell’inflazione annua ad aprile 2021 è stato uguale a 1,1% e 0,4% quello mensile.

Tabella ultime stime Istat e valori ufficiali dell’inflazione

Nella tabella seguente sono riportate nelle prime due colonne i valori delle stime Istat del dato dell’inflazione per il periodo indicato e nelle successive i valori definitivi per lo stesso periodo

Periodo Var%
Stima Inf. mese
Var%
Stima Inf. anno
Inflazione mese Inflazione anno
Gennaio 2021 0,5% 0,2% 0,7% 0,4%
Febbraio 2021 0,1% 0,6% 0,1% 0,6%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Marzo 2021 0,3% 0,8% 0,3% 0,8%
Aprile 2021 0,4% 1,1% 0,4% 1,1%
Maggio 2021 0% 1,3% ND ND
Gennaio 2020 0,2% 0,6% 0,1% 0,5%
Febbraio 2020 0% 0,4% -0,1% 0,3%
Marzo 2020 0,1% 0,1% 0,1% 0,1%
Aprile 2020 0,1% 0% 0,1% 0%
Maggio 2020 -0,1% -0,1% -0,2% -0,2%
Giugno 2020 0,1% -0,2% 0,1% -0,2%
Luglio 2020 -0,1% -0,3% -0,2% -0,4%
Agosto 2020 0,3% -0,5% 0,3% -0,5%
Settembre 2020 -0,6% -0,5% -0,7% -0,6%
Ottobre 2020 0,2% -0,3% 0,2% -0,3%
Novembre 2020 -0,1% -0,2% -0,1% -0,2%
Dicembre 2020 0,3% -0,1% 0,2% -0,2%

L’accelerazione dell’inflazione si deve principalmente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita sale da +9,8% di aprile a +13,8% a causa dei prezzi della componente non regolamentata (che accelerano da +6,6% a +12,6%) mentre quelli della componente regolamentata continuano a registrare un forte incremento ma stabile (+16,8% come ad aprile). Tale dinamica è compensata in misura limitata dall’inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,7% a -0,1%).

 

Tabella ultimi dati inflazione

Periodo Inflazione
annua
Maggio 2021 1,3% (STIMA)
Aprile 2021 1,1%
Marzo 2021 0,8%
Febbraio 2021 0,6%
Gennaio 2021 0,4%
Dicembre 2020 -0,2%
Novembre 2020 -0,2%
Ottobre 2020 -0,3%
Settembre 2020 -0,6%
Agosto 2020 -0,5%
Luglio 2020 -0,4%
Giugno 2020 -0,2%
Maggio 2020 -0,2%
Inflazione Media 0,0%

L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, registra una variazione tendenziale su base mensile uguale a 0,4% e 1,2% su base annua.

Raccolta degli indici ISTAT FOI,NIC e IPCA pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

 


Comunicato Istat per Maggio 2021 del 31/5/2021

 

Paniere dei prezzi al consumo per l’anno 2021

Le novità del paniere Istat 2021

Nel nuovo paniere 2021  ci sono 1731 prodotti elementari (1681 nel 2020), raggruppati in 1014 prodotti, a loro volta raccolti in 418 aggregati

Il paniere Istat per il 2021
Il paniere Istat per il 2021

Entrano nel paniere 2021

  • integratori alimentari,
  • caschi per veicoli a due ruote,
  • mascherine chirurgiche, mascherine FFP2, gel igienizzante mani
  • ricarica elettrica per auto,
  • monopattino elettrico sharing,
  • servizio di posta elettronica certificata
  • dispositivo anti abbandono.
  • la macchina impastatrice (tra gli apparecchi per la lavorazione degli alimenti)
  • la bottiglia termica (tra gli utensili da cucina non elettrici e articoli domestici non elettrici).
  • Interiora o frattaglie, nuovo aggregato nella classe delle Carni, che permette anche di coprire la relativa sottoclasse prevista dalla classificazione ECOICOP;
  • Pomodori da insalata cuore di bue che si affiancano agli altri prodotti dell’aggregato Pomodori da insalata;
  • Scalogni, nuovo aggregato del segmento Radici, bulbi non amidacei, funghi e altri vegetali;
  • T-shirt bambini, nuovo aggregato del segmento Altri indumenti per bambini (3-13 anni);
  • Scarpe da ginnastica e Scarpe da trekking, per uomo e per donna, all’interno degli aggregati Scarpe sportive uomo e Scarpe sportive donna; il consumo di questi prodotti già presenti nelle scelte di acquisto delle famiglie è stato molto più sostenuto a causa dei vincoli introdotti nello svolgimento delle attività sportive in ambienti chiusi (palestre in primis);
  • Calzature da casa uomo e Calzature da casa donna negli aggregati Altre scarpe uomo e Altre scarpe donna; anche in questo caso questi prodotti erano già presenti nelle scelte di acquisto delle famiglie, ma il loro consumo è stato fortemente rilanciato dal maggior tempo passato nella propria abitazione a seguito delle restrizioni introdotte alla mobilità personale per contrastare la pandemia;

Non esce nessuno prodotto che era compreso nel paniere 2020 poiché tutti quelli già presenti non mostrano segnali di obsolescenza tali da motivarne l’esclusione.

Per cosa è utilizzato il  paniere?

Il paniere è  utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati).

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si utilizza invece un paniere di 1751 prodotti elementari (1700 nel 2020), raggruppati in 1033 prodotti e 422 aggregati.

Pesi nel paniere 2021 per divisione di spesa degli indici dei prezzi al consumo NIC, IPCA e FOI

Anno 2021, valori percentuali

Prodotti NIC IPCA FOI
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 19,2041 20,4681 18,0557
Bevande alcoliche e tabacchi 3,5981 3,8382 3,6668
Abbigliamento e calzature 6,6983 7,6852 7,4717
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili 11,2085 11,9599 11,0729
Mobili, articoli e servizi per la casa 7,5882 8,117 6,1806
Servizi sanitari e spese per la salute 9,6716 4,8145 8,4339
Trasporti 12,5286 13,3462 14,4767
Comunicazioni 2,6595 2,8376 3,0599
Ricreazione, spettacoli e cultura 6,9831 5,7264 7,3346
Istruzione 1,0524 1,123 1,3203
Servizi ricettivi e di ristorazione 8,9412 9,5379 9,4874
Altri beni e servizi 9,8664 10,546 9,4395
Indice generale 100 100 100

Quali furono le novità nel paniere del 2020

Nel paniere del 2020 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figuravano 1.681 prodotti elementari (1.507 nel 2019), raggruppati in 993 prodotti, a loro volta raccolti in 410 aggregati.

Classificazione paniere ISTAT 2020
Classificazione paniere ISTAT 2020

L’inflazione media in Italia

Il comunicato ufficiale ISTAT

Interessi legali 2021. Tasso uguale a 0,01%

Aggiornamento del tasso degli interessi legali per l’anno 2021

La misura del saggio degli interessi legali è stato fissato allo 0,01%, con decorrenza 01/01/2021.

Il tasso legale scende dallo 0,05% del 2020 allo 0,01%. L’ultimo  valore è il più basso mai registrato dal 19/04/1942.

Il Ministero ha pubblicato con decreto l’11 dicembre 2020 e  pubblicato nella G.U. 15/12/2020, n. 310. ai sensi dell’art. 1284 del codice Civile il tasso degli interessi legali per l’anno 2021.

L’art. 1284 : Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi (tabella di seguito) e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno.

L’articolo prevede che il Ministro dell’Economia e delle Finanze può modificare detta misura sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi (tabella di seguito) e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno

Periodo Tasso lordo di aggiudicazione – BOT a 12 mesi Inflazione annua
31/01/2020 -0,2421% 0,50%
29/02/2020 -0,3191% 0,30%
31/03/2020 0,072% 0,10%
30/04/2020 0,534% 0,00%
31/05/2020 0,248% -0,20%
30/06/2020 0,014% -0,20%
31/07/2020 -0,1241% -0,40%
31/08/2020 -0,1921% -0,50%
30/09/2020 -0,2251% -0,60%
31/10/2020 -0,4361% -0,30%
30/11/2020 -0,4781% -0,20%
MEDIA -0,104% -0,1%

La serie storica degli interessi legali

Calcolo interessi legali online

Stima Istat inflazione agosto 2020

Ad agosto 2020 l’inflazione stimata dall’ISTAT  registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,5% su base annua

In un quadro che vede l’inflazione negativa ancora determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (stabili a -13,6%) e di quelli non regolamentati (da -9,0% a -8,6%), l’ampliarsi della flessione dell’indice generale si deve prevalentemente al calo più netto dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -0,9% a -2,3%).

Si confermano invece in crescita i prezzi sia dei beni alimentari lavorati (in lieve accelerazione da +0,6% a +0,8%) sia di quelli non lavorati (che rallentano da +2,5% a +2,0%).

Mesi Indici anno
Dal
Indici anno
Al
Var%
annua
Var%
mensile
Var% media
parziale
Gennaio 2020 102,4 102,9 0,5% 0,1% 0,5%
Febbraio 2020 102,5 102,8 0,3% -0,1% 0,4%
Marzo 2020 102,8 102,9 0,1% 0,1% 0,3%
Aprile 2020 103 103 0,0% 0,1% 0,2%
Maggio 2020 103 102,8 -0,2% -0,2% 0,1%
Giugno 2020 103,1 102,9 -0,2% 0,1% 0,1%
Luglio 2020 103,1 102,7 -0,4% -0,2% 0%
Agosto 2020 103,5 (*)103,0 -0,5% 0,3%

0%

*Stima 

Anche la stima dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,3% su base mensile, a causa principalmente dell’avvio dei saldi estivi di abbigliamento e calzature (di cui il NIC non tiene conto) e dello 0,5% su base annua (da +0,8% di luglio).

L’IPCA, si allinea così all’indice NIC, la causa è dovuta ai prezzi di abbigliamento e calzature che registrano infatti un forte rallentamento tendenziale causato dall’avvio ritardato rispetto allo scorso anno dei saldi estivi nella maggior parte delle regioni.

Ciò produce un calo congiunturale dei prezzi di questo comparto merceologico (-18,6%) molto più ampio di quello di agosto 2019 quando fu pari a -6,6%, poiché i saldi iniziarono nel mese di luglio in tutte le regioni e il calo congiunturale maggiore fu registrato in quel mese.

Il comunicato Ufficiale dell’Istat

Inflazione in Italia

Stima Istat inflazione luglio 2020

Stima Istat inflazione luglio 2020: -0,1% mensile e -0,3% annuale

Secondo le stime preliminari comunicate dall’ISTAT, nel mese di luglio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% su base annua (da -0,2% del mese precedente).

Qui sotto la tabella degli ultimi mesi del 2020 con l’indice stimato per il mese di luglio.

Mesi Indici anno
Dal
Indici anno
Al
Var%
annua
Var%
mensile
Var% media
parziale
Gennaio 2020 102,4 102,9 0,5% 0,1% 0,5%
Febbraio 2020 102,5 102,8 0,3% -0,1% 0,4%
Marzo 2020 102,8 102,9 0,1% 0,1% 0,3%
Aprile 2020 103 103 0,0% 0,1% 0,2%
Maggio 2020 103 102,8 -0,2% -0,2% 0,1%
Giugno 2020 103,1 102,9 -0,2% 0,1% 0,1%
Luglio 2020 103,1 (*)102,8 (indice stimato) -0,3% -0,1% 0%

Per approfondire sulla stima visita Previsione inflazione per i prossimi mesi

Perchè l’inflazione negativa a luglio 2020?

L’inflazione negativa continua a essere determinata per lo più dagli andamenti dei prezzi dei Beni energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -9,7%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -12,0%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%). L’ulteriore decimo di punto in meno registrato a luglio si deve quindi sia al rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari (da +2,3% a +1,5%, a causa prevalentemente di quelli degli Alimentari non lavorati, che passano da +4,1% a +2,5%) sia all’ampliarsi della flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,1% a -0,9%).

Indice IPCA

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una diminuzione congiunturale di -0,6% e una crescita dello 0,9% su base annua (da -0,4% del mese precedente).

L’ISTAT precisa che l’inversione di tendenza dell’IPCA si deve ai prezzi di Abbigliamento e calzature la cui crescita su base annua accelera nettamente da +0,4% a +18,7%. È una dinamica dovuta all’avvio posticipato dei saldi estivi (dei quali il NIC non tiene conto) rispetto allo scorso anno (primo agosto nel 2020 nella maggior parte delle regioni; primo luglio nel 2019), che causa un calo congiunturale dei prezzi di Abbigliamento e calzature molto meno ampio (-6,4%) di quello di luglio 2019 (-20,9%) e un confronto tra un luglio 2020 con i ribassi stagionali solo in poche regioni e un luglio 2019 con i saldi diffusi su tutto il territorio nazionale.

Il comunicato dell’ISTAT

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Inflazione: prezzi al consumo stima provvisoria per Giugno 2020 -0,2% in un anno

0,1 per cento e -0,2% solo rispettivamente il valore mensile e annuale della stima ISTAT per Giugno 2020 

L’Istat precisa che la causa dell’inflazione negativa per il secondo mese consecutivo sono stati i prezzi dei Beni energetici (-12,1%) che sia nella componente regolamentata (-14,1%) sia in quella non regolamentata (-11,2%) confermano flessioni molto ampie.

Aumento dei beni alimentari

I prezzi dei Beni alimentari continuano invece a crescere (+2,5%), con un’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% di maggio a +4,1%) e un lieve rallentamento dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +1,7% a +1,5%). A registrare tassi di crescita sopra il punto percentuale sono anche i prezzi dei Tabacchi (+3,0%) e dei Servizi vari (+1,4%) che contrastano, insieme a quelli dei Beni alimentari, le spinte deflazionistiche dei Beni energetici.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione congiunturale nulla e una diminuzione dello 0,4% su base annua (da -0,3% del mese precedente).

Le ultime 12 rilevazioni hanno visto un minimo di -0,6 nel periodo AGOSTO e Settembre 2019 e un massimo di 0,4% da Luglio ad agosto 2019.

Di seguito le ultime rilevazioni mensili dell’inflazione. Dall’inizio dell’anno il valore mensile si è mosso tra -0,2% a 0,1%

N Periodi Inflazione
mensile
1 Aprile-2019 Maggio-2019 0.0%
2 Maggio-2019 Giugno-2019 0.1%
3 Giugno-2019 Luglio-2019 0.0%
4 Luglio-2019 Agosto-2019 0.4%
5 Agosto-2019 Settembre-2019 -0.6%
6 Settembre-2019 Ottobre-2019 -0.1%
7 Ottobre-2019 Novembre-2019 -0.2%
8 Novembre-2019 Dicembre-2019 0.2%
9 Dicembre-2019 Gennaio-2020 0.1%
10 Gennaio-2020 Febbraio-2020 -0.1%
11 Febbraio-2020 Marzo-2020 0.1%
12 Marzo-2020 Aprile-2020 0.1%
13 Aprile-2020 Maggio-2020 -0.2%
Variazione Media -0.1%

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La stima ISTAT dell’inflazione annua a febbraio 2020 è +0,4%

La stima ISTAT nel mese di febbraio 2020 per l’inflazione in Italia  registra una variazione nulla su base mensile e un aumento dello 0,4% su base annua (da +0,5% del mese precedente).

Nel mese precedente il dato era stato uguale a 0,5% con un aumento mensile uguale a 0,1%. Sulla nostra pagina i dati con possibilità di effettuare la previsione dell’indice

La lieve decelerazione dell’inflazione è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (che passa da +3,2% a +1,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,6% a +1,5%) e, in misura minore, dei Tabacchi (da +2,9% a +1,5%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +0,8% a +0,2%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentati lavorati (da +0,6% a +1,1%) e dal ridursi dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -5,2% a -2,8%)

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono entrambe stabili a +0,8%.

La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è dovuta ad andamenti opposti: da un lato diminuiscono i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-1,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-0,8%), mentre dall’altro aumentano i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+0,6%).

L’inflazione decelera lievemente per i beni (da +0,1% a -0,1%), mentre rimane stabile per i servizi (+1,0%); il differenziale inflazionistico è positivo e pari a +1,1 punti percentuali (era +0,9 a gennaio).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in misura contenuta (da +0,6% di gennaio a +0,7%) mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +1,3% a +1,0%), registrando però in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,4% su base mensile, a causa principalmente delle ulteriori riduzioni di prezzo registrate per i saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. L’IPCA aumenta dello 0,3% su base annua, da +0,4% rispetto al mese precedente.

Rivalutazione di un assegno di mantenimento pagato e mai rivalutato

Rivalutazione monetaria e calcolo degli interessi legali per un assegno di mantenimento pagato e mai rivalutato

Il caso

Il coniuge deve alla moglie dal 1/10/2003 un assegno di mantenimento di EURO 500,00 al mese, da rivalutare annualmente secondo gli indici Istat. Il marito paga regolarmente EURO 500,00 al mese fino al 31/12/2007, omettendo di rivalutare  annualmente, tramite l’indice Istat, la somma in base a quanto previsto nell’atto di separazione.

Come devono essere calcolati gli arretrati e gli interessi sugli importi omessi dal marito?

Prendiamo per esempio il primo anno: 1/10/2003 – 1/10/2004. Di seguito la tabella con il pagamento anticipato e regolare per i primi 12 mesi.

N. Rata Data
Scadenza
Rata da pagare per l’assegno di mantenimento Totale
parziale
1 01/10/2003 500 500
2 01/11/2003 500 1000
3 01/12/2003 500 1500
4 01/01/2004 500 2000
5 01/02/2004 500 2500
6 01/03/2004 500 3000
7 01/04/2004 500 3500
8 01/05/2004 500 4000
9 01/06/2004 500 4500
10 01/07/2004 500 5000
11 01/08/2004 500 5500
12 01/09/2004 500 6000

Dopo le prime dodici rate da € 500,00 l’ importo della 13° rata (la 1° dell’anno successivo) doveva essere aumentato della rivalutazione monetaria pari a 1,7% (aumento Istat da 1/10/2003 – 1/10/2004) e quindi € 8,65  per un importo aggiornato di € 508,65. Il marito ha omesso l’aumento di € 8,65.

Tabella con sviluppo del pagamento regolare comprensivo delle rivalutazioni Istat per tutti i periodi

N. Dal Al Giorni Coeff. (ISTAT) Var. %(ISTAT) Capitale iniziale Capitale rivalutato Diff. Importo PERIODI Importo Dal x PERIODI TOTALE PERIODI
1 01/10/2003 01/10/2004 366 1,0173 1,7 500 508,65 8,65 12 6000 6.000,00
2 01/10/2004 01/10/2005 365 1,0202 2 508,65 518,92 10,27 12 6103,8 12.103,80
3 01/10/2005 01/10/2006 365 1,0167 1,7 518,92 527,59 8,67 12 6227,04 18.330,84
4 01/10/2006 01/10/2007 365 1,0203 2 527,59 538,3 10,71 12 6331,08 24.661,92
5 01/10/2007 31/12/2007 91 1,0076 0,8 538,3 542,39 4,09 2 1076,6 25.738,52

Nei calcoli degli arretrati si dovrà quindi tener conto della differenza non pagata:

508,65-500,00=8,65 che  moltiplicata per le 12 mensilità sarà uguale a 103,80. Questo importo è quello non pagato nel periodo 1/10/2004-1/10/2005.

Il calcolo può essere analizzato nella tabella arretrati di seguito, dove si noterà la rivalutazione monetaria di 103,8 (fino al momento del soddisfo 31/12/207) con  l’aggiunta degli interessi legali sulla somma di 103,80 dal 1/10/2004 al 31/12/2007 uguali a 8,99 € per un totale di 119,67 €.
Il procedimento sopra esposto dovrà essere ripetuto per tutti gli anni perché l’errore è stato reiterato  fino al 31/12/2007.

La tabella del calcolo degli arretrati da pagare comprendente la rivalutazione monetaria e gli interessi legali

Dal Al Importo
non pagato
Num. mensilità Importo non pagato
x
Num. mensilità
Dal
(per calcolo arretrati)
Al
(per calcolo arretrati)
Var% ISTAT Totale Importo
non pagato
rivalutato
Interessi legali
sul Totale Importo
non pagato
rivalutato
Totali parziali
(Rivalutazione Istat+Interessi legali)
01/10/2004 01/10/2005 8,65 12 103,8 01/10/2004 31/12/2007 6,6 110,68 8,99 119,67
01/10/2005 01/10/2006 18,92 12 227,04 01/10/2005 31/12/2007 4,5 237,3 13,34 250,64
01/10/2006 01/10/2007 27,59 12 331,08 01/10/2006 31/12/2007 2,8 340,38 10,63 351,01
01/10/2007 31/12/2007 38,30 2 76,6 01/10/2007 31/12/2007 0,8 77,18 0,48 77,66
TOTALE 798,98

Come effettuare in automatico il calcolo degli arretrati?

Tramite il  calcolatore avanzato di RIVALUTA.it si otterrà la tabella con tutti i conteggi.


Crea tabella dei pagamenti con l’aumento istat

Partendo dalla rata definita in sede di separazione si ottiene lo sviluppo mensile. Utilizza l’utility