Euribor in aumento: cosa sta succedendo con la nuova crisi geopolitica

Le tensioni internazionali e l’escalation militare nelle aree strategiche del Medio Oriente stanno iniziando a riflettersi anche sui mercati finanziari europei.

Tra gli indicatori più sensibili alle aspettative economiche c’è l’Euribor, il tasso di riferimento utilizzato da milioni di mutui variabili in Europa.

I dati aggiornati al 10 marzo 2026 mostrano un movimento rialzista su quasi tutte le scadenze, un segnale che il mercato sta iniziando a scontare possibili effetti economici derivanti dalla nuova crisi
geopolitica e dalle sue conseguenze su inflazione, energia e politica monetaria della BCE.Euribor in aumento: cosa sta succedendo con la nuova crisi geopolitica 1


Gli ultimi dati Euribor (10 marzo 2026)

Scadenza Fixing 10/03/2026 Fixing 09/03/2026 Variazione giornaliera Andamento 10/03/2025 Variazione annua
Euribor 1 settimana 1,888% 1,888% 0% Stabile 2,562% -26,3%
Euribor 1 mese 1,951% 1,941% +0,515% In aumento 2,471% -21,0%
Euribor 3 mesi 2,138% 2,078% +2,887% In aumento 2,547% -16,1%
Euribor 6 mesi 2,295% 2,178% +5,372% In aumento 2,39% -3,98%
Euribor 12 mesi 2,552% 2,367% +7,816% In aumento 2,461% +3,7%

Il dato più osservato dai mercati è l’Euribor a 3 mesi, che rappresenta il riferimento principale
per molti mutui variabili e strumenti finanziari europei.


Perché l’Euribor sta risalendo

L’aumento registrato negli ultimi giorni è legato soprattutto alle nuove incertezze geopolitiche. I conflitti internazionali tendono infatti ad avere effetti immediati su tre variabili fondamentali dell’economia europea:

  • Prezzo del petrolio e del gas
  • Inflazione importata
  • aspettative sui tassi della BCE

Quando aumenta il rischio di inflazione dovuto all’energia o alla logistica internazionale, i mercati finanziari iniziano a ipotizzare che la Banca Centrale Europea possa rallentare o interrompere il
percorso di riduzione dei tassi di interesse.

Questo meccanismo si riflette immediatamente sull’Euribor, che rappresenta il costo del denaro tra le banche dell’area euro.


Il collegamento tra guerra, inflazione ed Euribor

Le crisi militari nelle regioni strategiche per l’approvvigionamento energetico hanno spesso effetti a catena sull’economia globale.

Quando i mercati temono un aumento dei prezzi dell’energia:

  • sale il costo dei trasporti
  • aumentano i costi industriali
  • cresce la pressione inflazionistica

In questo contesto le banche centrali tendono a mantenere i tassi più alti più a lungo per evitare una nuova accelerazione dei prezzi.

Gli operatori finanziari anticipano queste mosse e lo fanno attraverso i tassi interbancari come l’Euribor.


Cosa può succedere nei prossimi mesi

Se le tensioni internazionali dovessero intensificarsi, potrebbero verificarsi tre scenari principali.

1. Inflazione energetica

Un forte aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbe riportare pressione
sull’inflazione europea, rallentando la discesa dei prezzi che si era
osservata nel 2024 e nel 2025.

2. Stop ai tagli dei tassi BCE

La BCE potrebbe decidere di sospendere eventuali riduzioni dei tassi di interesse per evitare una nuova fiammata inflazionistica legata alla crisi in Medio Oriente e al possibile aumento dei prezzi dell’energia.

Sul tema è intervenuto anche il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la riunione dei ministri delle Finanze del G7 sulla crisi mediorientale, svoltasi il 9 marzo a Bruxelles.

Riferendosi al caro energia, il Ministro ha dichiarato che «la stretta monetaria non è la soluzione». Qui il comunicato ufficiale del MEF.

Qui la tabella aggiornata dei tassi BCE

3. Euribor più stabile o in risalita

In questo scenario l’Euribor potrebbe interrompere la fase di calo osservata negli ultimi dodici mesi e stabilizzarsi intorno ai livelli attuali o addirittura tornare a salire.


Impatto su mutui e famiglie

Per chi ha un mutuo variabile, l’andamento dell’Euribor è fondamentale.

Un aumento dell’Euribor si traduce infatti direttamente in una crescita della rata del mutuo, mentre una riduzione del tasso interbancario porta ad un alleggerimento delle rate.

In Italia milioni di mutui sono indicizzati all’Euribor 3 mesi o all’Euribor 6 mesi, rendendo questo indicatore uno dei più osservati dalle famiglie e dagli analisti finanziari.


Monitorare l’Euribor

Per comprendere l’evoluzione dei tassi è importante seguire l’andamento quotidiano dell’Euribor e confrontarlo con l’inflazione e con le decisioni della Banca Centrale Europea.

In un contesto internazionale instabile, questi indicatori diventano uno strumento fondamentale per capire la direzione dell’economia europea.

Riepilogo giornaliero dei tassi Euribor per mese ed anno