Inflazione Area Euro Dicembre 2025: +1,9%, in discesa rispetto a novembre

Inflazione Area Euro 2025: andamento, componenti e ruolo della BCE

Inflazione Area Euro Dicembre 2025: +1,9%, in discesa rispetto a novembre 1
Grafico inflazione Area Euro anno 2025

Il 2025 si è chiuso con un quadro inflattivo dell’Area Euro in progressivo rientro:+1,9% rispetto al 2,1% di novembre.

Secondo i dati Eurostat, l’inflazione annua armonizzata (HICP) ha raggiunto l’1,9% a dicembre 2025, in calo rispetto al 2,1% di novembre e nettamente inferiore ai valori di inizio anno.
La media per il 2025 si attesta, con l’ultimo dato di dicembre, al 2,1%. Nel 2024 la media era stata 2,4 per cento. Qui il dettaglio

Andamento dell’inflazione nel corso del 2025

Osservando l’evoluzione mensile dell’inflazione nel 2025 emerge una dinamica di graduale disinflazione. L’anno si è aperto con un tasso annuo del 2,5% a gennaio, per poi scendere progressivamente fino all’1,9% di dicembre. Le variazioni mensili mostrano invece una maggiore volatilità: mesi con incrementi significativi (marzo e aprile, +0,6%) si alternano a fasi di stagnazione o calo dei prezzi (gennaio e novembre, -0,3%). Questo comportamento è coerente con il normale effetto base e con la diversa stagionalità delle componenti inflattive.

Le componenti dell’inflazione: cosa ha guidato i prezzi

A dicembre 2025, l’analisi delle componenti principali dell’inflazione dell’Area Euro
evidenzia forti differenze settoriali:

  • Servizi: 3,4% (in lieve calo dal 3,5% di novembre)
  • Alimentari, alcol e tabacchi: 2,5% (in aumento dal 2,4%)
  • Beni industriali non energetici: 0,4%
  • Energia: -1,9%

I servizi continuano a rappresentare la componente più inflattiva, riflettendo
la crescita dei salari e dei costi interni. Al contrario, il comparto energetico
esercita una forte pressione disinflazionistica, contribuendo
in modo determinante al rientro dell’indice generale.

Pesi delle componenti nel paniere HICP 2025

In termini di struttura dei consumi, i pesi del paniere HICP per il 2025 mostrano
chiaramente perché alcune componenti incidano più di altre sull’inflazione complessiva:

  • Servizi: circa 45,7%
  • Beni industriali non energetici: circa 25,6%
  • Alimentari, alcol e tabacchi: 19,3%
  • Energia: 9,4%

Sebbene energia e alimentari rappresentino meno di un terzo della spesa complessiva,
la loro elevata volatilità rende queste componenti particolarmente rilevanti
per le oscillazioni dell’inflazione headline.

Inflazione e politica monetaria: il ruolo della BCE

Il rientro dell’inflazione verso valori prossimi al target del 2% rappresenta un segnale centrale per la Banca Centrale Europea.
La BCE utilizza l’HICP come principale indicatore per valutare la stabilità dei prezzi nel medio termine.

Nel corso del 2025, la discesa dell’inflazione annua è stata coerente con una politica monetaria restrittiva adottata negli anni precedenti, caratterizzata
da tassi di interesse elevati e condizioni finanziarie più rigide.
Tuttavia, la persistenza di un’inflazione elevata nei servizi suggerisce alla BCE un approccio prudente, evitando allentamenti prematuri.

Qui i tassi d’interesse della BCE

Considerazioni finali

Il 2025 conferma un contesto di normalizzazione inflattiva
nell’Area Euro, con un indice generale ormai vicino all’obiettivo della BCE,
ma con forti divergenze tra le componenti.

Per il 2026, l’attenzione resterà focalizzata sull’evoluzione dei servizi,
sui salari e sulle politiche monetarie, elementi chiave per comprendere
se la stabilità dei prezzi potrà dirsi definitivamente raggiunta.

Fonte dati: Eurostat Elaborazione dati: rivaluta.it