Tassi Area Euro al palo. Il 2026 parte con tassi fermi

Conferenza stampa BCE – Sintesi ufficiale (5 febbraio 2026)

La Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, insieme al Vicepresidente Luis de Guindos, ha illustrato a Francoforte gli esiti della riunione del 5 febbraio 2025.

Decisioni di politica monetaria

Consiglio Generale BCE

Il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimentoQui la tabella dei tassi BCE

Le valutazioni aggiornate confermano che l’inflazione è in linea con una stabilizzazione attorno all’obiettivo del 2% nel medio termine.

L’approccio della BCE resta guidato dai dati: le decisioni sui tassi saranno assunte riunione per riunione, sulla base delle prospettive di inflazione, dei rischi associati, dell’andamento dell’inflazione di fondo e dell’efficacia della trasmissione della politica monetaria,
senza predefinire un percorso dei tassi.

Andamento dell’economia dell’area euro

Secondo la stima preliminare Eurostat, l’economia dell’area euro è cresciuta dello 0,3% nel quarto trimestre 2025, trainata soprattutto dai servizi,
in particolare informazione e comunicazione. Il settore manifatturiero ha mostrato una buona tenuta, mentre le costruzioni beneficiano del rafforzamento degli investimenti pubblici.

Il mercato del lavoro resta solido: la disoccupazione è scesa al 6,2% a dicembre.

L’aumento dei redditi da lavoro e la riduzione del risparmio delle famiglie dovrebbero sostenere
i consumi, mentre gli investimenti delle imprese sono sempre più orientati verso
le tecnologie digitali.

Inflazione

A gennaio 2026 l’inflazione complessiva è scesa all’1,7%, dal 2,0% di dicembre. Il calo è dovuto principalmente alla forte diminuzione
dei prezzi dell’energia (-4,1%).

L’inflazione al netto di energia e alimentari si attesta al 2,2%, mentre l’inflazione dei servizi rallenta al 3,2%.

Gli indicatori di inflazione di fondo restano coerenti con l’obiettivo del 2% nel medio periodo.

Le dinamiche salariali mostrano segnali di moderazione, anche se permangono incertezze legate alla componente retributiva eccedente i minimi contrattuali.

Le aspettative di inflazione di lungo periodo rimangono ancorate attorno al 2%.

Valutazione dei rischi

Le prospettive economiche e inflazionistiche restano condizionate da un contesto globale incerto: tensioni geopolitiche, politiche commerciali instabili e possibili frizioni nelle catene di approvvigionamento.

Al ribasso, l’inflazione potrebbe risentire di un rallentamento della domanda estera  di un rafforzamento dell’euro. Al rialzo, pesano i rischi legati ai prezzi dell’energia, alle tensioni sulle materie prime, alla dinamica salariale e all’aumento della spesa per difesa e infrastrutture.

Condizioni finanziarie e credito

I tassi di mercato sono diminuiti rispetto alla precedente riunione, nonostante una temporanea maggiore volatilità finanziaria.
Il costo del credito alle imprese si colloca al 3,6%, mentre i nuovi mutui ipotecari restano stabili attorno al 3,3%.

I prestiti alle imprese crescono del 3,0% su base annua, mentre i mutui alle famiglie aumentano del 3,0%, sostenuti da una domanda in ripresa e da criteri di concessione più favorevoli.

Conclusioni

La BCE conferma la propria determinazione a mantenere l’inflazione stabilmente al 2% nel medio termine. Tutti gli strumenti disponibili resteranno pronti a essere utilizzati, se necessario, per garantire un’efficace trasmissione della politica monetaria e la stabilità dei prezzi nell’area euro.