Due radici reali
L'equazione ha due soluzioni reali e distinte.
Inserisci i coefficienti a, b e c: il calcolatore mostra il discriminante, tutti i passaggi e le soluzioni reali o complesse.
La formula delta, indicata con il simbolo Δ, è uno strumento fondamentale per risolvere le equazioni di secondo grado. In questa guida scoprirai cos'è il delta, come si calcola e a cosa serve nei diversi casi.
In matematica la formula del Δ è anche conosciuta come formula del discriminante.
La formula del delta si utilizza per determinare le soluzioni delle equazioni di secondo grado in forma normale:
Δ = b² − 4ac
Consideriamo l’equazione di secondo grado generica:
ax² + bx + c = 0
Il calcolo del delta consiste nel fare il quadrato del coefficiente b (quello di primo grado) meno il quadruplo del prodotto tra il coefficiente a (di secondo grado) e il termine noto c:
Δ = b² − 4ac
Il valore di Δ ci dice quante e quali soluzioni ha l'equazione:
L'equazione ha due soluzioni reali e distinte.
Le due soluzioni reali coincidono.
Non esistono soluzioni reali, ma due soluzioni complesse coniugate.
Una volta calcolato il discriminante, le radici si trovano con la formula risolutiva:
x₁,₂ = (−b ± √Δ) / 2a
Porta l'equazione nella forma ax² + bx + c = 0 e conserva i segni dei coefficienti.
Eleva al quadrato tutto il coefficiente b. Per esempio, se b = −3, allora b² = 9.
Moltiplica 4 per a e per c, facendo attenzione agli eventuali segni negativi.
Sottrai 4ac da b²: il valore ottenuto è Δ e determina il tipo di soluzioni.
Immagina di lanciare una palla verso l’alto da un’altezza di 2 metri. Vogliamo sapere dopo quanti secondi la palla toccherà terra.
Dati:
Il modello generale del moto verticale, trascurando la resistenza dell’aria, è:
h(t) = h₀ + v₀t + ½gt²
| Simbolo | Nome | Significato nell’esempio | Unità |
|---|---|---|---|
| h(t) | Altezza al tempo t | Posizione verticale della palla rispetto al terreno; varia durante il moto. | metri (m) |
| t | Tempo trascorso | Secondi contati dal lancio. Per convenzione il lancio avviene a t = 0. | secondi (s) |
| h₀ | Altezza iniziale | Altezza della palla a t = 0. In questo caso h₀ = 2 m. | metri (m) |
| v₀ | Velocità iniziale | Velocità al lancio. Qui v₀ = +6 m/s; il segno positivo indica il verso verso l’alto. | metri al secondo (m/s) |
| g | Accelerazione di gravità | Variazione della velocità dovuta alla gravità. Scelto positivo il verso verso l’alto, g = −9,8 m/s². | metri al secondo quadrato (m/s²) |
| ½ | Fattore cinematico | Compare perché, con accelerazione costante, lo spostamento prodotto dall’accelerazione è ½gt². | senza unità |
| t² | Tempo al quadrato | È t × t. Le unità confermano il risultato: (m/s²) × s² = m. | secondi quadrati (s²) |
Sostituendo i dati:
h(t) = 2 + 6t + ½(−9,8)t² = −4,9t² + 6t + 2
Nel punto più alto la palla smette per un istante di salire: la sua velocità verticale è uguale a zero. La velocità varia secondo la formula:
v(t) = v₀ + gt = 6 − 9,8t
Dove v(t) è la velocità verticale all’istante t, v₀ è la velocità iniziale e g è l’accelerazione di gravità. Ponendo v(t) = 0:
0 = 6 − 9,8t → t = 6 / 9,8 ≈ 0,61 s
Inseriamo t ≈ 0,61 s nella formula dell’altezza:
h(0,61) = −4,9(0,61)² + 6(0,61) + 2 ≈ 3,84 m
La palla sale quindi di circa 1,84 m rispetto alla mano: 3,84 − 2 = 1,84 m.
Verifica tramite il vertice: il punto più alto coincide con il vertice della parabola h(t). Il suo istante si trova direttamente con t = −b/(2a) = −6/[2(−4,9)] ≈ 0,612 s.
La palla tocca il terreno quando la sua altezza è zero. Impostiamo quindi h(t) = 0:
−4,9t² + 6t + 2 = 0
Confrontando l’equazione con la forma generale at² + bt + c = 0, otteniamo:
Attenzione: qui a è il coefficiente algebrico dell’equazione; l’accelerazione fisica è invece indicata con g.
Δ è il discriminante, b² significa b × b e 4ac significa 4 × a × c:
Δ = b² − 4ac = 6² − 4 × (−4,9) × 2 = 75,2
Poiché Δ > 0, esistono due soluzioni reali distinte. √Δ è la radice quadrata positiva del delta: √75,2 ≈ 8,67. Il simbolo ± richiede un calcolo con il più e uno con il meno.
La formula risolutiva è:
t₁,₂ = (−b ± √Δ) / (2a) = (−6 ± √75,2) / (2 × −4,9)
Nel numeratore, −b cambia il segno di b; al denominatore, 2a significa 2 × a. Il pedice 1,2 indica le due soluzioni.
È reale matematicamente, ma descrive un istante precedente al lancio e non appartiene al fenomeno osservato da t = 0.
È l’istante successivo al lancio in cui h(t) torna a zero: la palla raggiunge il terreno.
Risposta: la palla tocca terra dopo circa 1,5 secondi.
Il calcolo assume gravità costante, terreno a quota zero, moto verticale e assenza di resistenza dell’aria. Nella realtà forma della palla, vento e attrito possono modificare il risultato. La massa non compare perché, nel modello ideale senza aria, tutti i corpi hanno la stessa accelerazione gravitazionale.
Video: sulla Luna, anche una piuma cade come un martello. La gravità agisce ugualmente su tutto!
Il termine discriminante si riferisce al fatto che il valore del delta discrimina (cioè distingue) tra i vari casi possibili di soluzioni.
Se il coefficiente b è pari, si può semplificare il calcolo usando il delta quarti. Ponendo b = 2b′ si ottiene:
Δ/4 = b′² − ac
Le soluzioni diventano x₁,₂ = (−b′ ± √(Δ/4)) / a. Non è una formula diversa: è la stessa formula risolutiva semplificata.
Se ti interessa approfondire, ti consiglio questo articolo su amicoprof.it ricco di curiosità sulla formula del delta.
Scopri il significato pratico e geometrico della formula delta con questo simpatico video di Schooltoon:
E se vuoi esercizi guidati sulla formula Δ e varianti come il "delta quarti", ecco un’altra risorsa utile:
Lezioni di matematica – La Fisica che ci piace