Se il papà non ha contatti con i figli pagherà i danni

Il papà pagherà i danni morali con la rivalutazione monetaria

Il tribunale di Milano con la  sent. n. 2938/17 del 13 luglio 2017 (Ex art. 2043 cod. civ. –  Art. 570 cod. pen.) ha condannato un padre che è stato  indifferente ovvero perchè rifiuta i contatti coi figli e per questo paga loro i danni morali.

Se non partecipa alle attività dei figli, non si presenta agli incontri settimanali ben descritti sulla sentenza di separazione e non partecipa alla loro crescita il papà verrà definito «Indifferente»

Per questo quindi la mamma dei figli potrà chiedere il pagamento dei danni per conto dei figli o anche questi ultimi, una volta raggiunta la maggiore età, possono intentare contro di lui una causa per averli lasciati senza una componente necessaria per la crescita: la figura e l’amore paterno, imprescindibile per una sano equilibrio.

Quanto allora dovrà pagare? Anche in questo caso ci sarà una soluzione  per quantificare i danni.

Si prendono a riferimento le tabelle del danno biologico del tribunale di Milano

Se  il padre, oltre che moralmente, è stato assente anche materialmente perché non ha pagato il mantenimento, allora dovrà versare tutti gli arretrati con la rivalutazione monetaria assegno di mantenimento

Riguardo alla domanda di risarcimento dei danni non patrimoniali, il giudice ha affermato che «ai fini di una corretta, sana ed equilibrata maturazione del bambino soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo umano», la presenza di «entrambe le figure parentali» è un elemento «imprescindibile». E ciò vale sia per le coppie sposate che per quelle di fatto tra conviventi.

Ma la legge può imporre a un padre di amare il proprio figlio? No, dice il tribunale di Milano. Non si può riconoscere certo l’esistenza di un obbligo giuridicamente coercibile del padre ad amare un figlio, ma la violazione degli obblighi di assistenza morale, di educazione di cura dei figli «rappresenta un illecito civile [2].

Infatti, al di là del reato previsto dal codice penale di violazione degli obblighi di assistenza familiare [3], il comportamento paterno in questione espone il minore ad una situazione … che indubbiamente influisce negativamente sul suo sviluppo psichico già duramente messo alla prova dalla separazione dei genitori. Il rifiuto di ogni approccio e contatto con il figlio disabile, che risulta «particolarmente odioso in quanto motivato proprio dalla sua disabilità», «configura un illecito e rappresenta certamente una perdita per il figlio». Del resto la famiglia è tutelata dalla nostra Costituzione che la descrive come «l’ambiente primario in cui i singoli si costruiscono come adulti e come persone»: chi lede la famiglia quindi compie una grave lesione.

Il Tasso di Inattività: spiegazione ed esempio

Cos’è il tasso di inattività?

Il tasso di inattività è dato dal rapporto tra gli inattivi e la corrispondente popolazione di riferimento.

Come si calcola? 

Tasso di inattività=Numero degli inattivi / Popolazione di riferimento

Si fa notare che la somma del tasso di attività e del tasso di inattività è pari a 1.

Esempio

  • Numero degli Occupati( 15-64 anni) = 23063
  • Numero dei Disoccupati = 2950
  • Inattivi (15-64 anni) = 13317
  • Popolazione di riferimento ( 15-64 anni) = 23063 + 2950+13317  = 39330

Tasso di inattività

( 15-64 anni) = 13317 / 39330=0,34 

Il Tasso di inattività in percentuale è uguale a 34%


Sullo stesso argomento potrebbe interessare:

Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione

Differenza tra Disoccupati e Inattivi

Il Tasso di Disoccupazione: spiegazione ed esempio

Il Tasso di disoccupazione è ottenuto dal  rapporto tra i disoccupati e le corrispondenti forze di lavoro.

Il Tasso di Disoccupazione: spiegazione ed esempio 1

Tasso di disoccupazione=Numero dei disoccupati / Totale forze di lavoro

Calcolo del tasso di disoccupazione

  • Numero degli Occupati( 15-64 anni) = 23063
  • Numero dei Disoccupati = 2950
  • Inattivi (15-64 anni) = 13317
  • Popolazione di riferimento ( 15-64 anni) = 23063 + 2950  = 26013
  • Il Tasso di Disoccupazione: spiegazione ed esempio 2
    Inattivi in Italia dal 2018 al 2023

Tasso di disoccupazione (15-64 anni) = (2950 / 26013)=0,1134 

Tasso di disoccupazione (15-64 anni) in percentuale = 0,1134 x 100 = 11,34%

Si veda anche il Tasso di occupazione


I dati ufficiali sull’occupazione in Italia sono consultabili sul sito dell’ISTAT

Il Tasso di occupazione: spiegazione ed esempio

Cos’è il Tasso di occupazione?

Il Tasso di occupazione: spiegazione ed esempio 3
Tasso di occupazione in Italia dal 2018 al 2023

Il tasso di occupazione è il rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento.

FORMULA per il calcolo del tasso di occupazione

Numero degli occupati / Popolazione di riferimento (tutti i possibili occupati)

Esempio sul calcolo del tasso di occupazione

  • Numero degli Occupati( 15-64 ann) = 23063
  • Numero dei Disoccupati = 2950
  • Inattivi (15-64 anni) = 13317
  • Popolazione di riferimento ( 15-64 anni) = 23063 + 2950 + 13317 = 39330

Tasso di occupazione ( 15-64 ann1) = 23063 / 39330=0,5863

Tasso di occupazione in percentuale = 0,5863 x 100 = 58.63%


Banca dati ISTAT per Tasso di occupazione

Sempre più imprese parlano straniero – A giugno 2017 superata quota 580mila, +6.700 nel secondo trimestre

Le imprese straniere rappresentano il 10% del totale Italia, 1 su 5 opera in Lombardia.

Continuano ad aumentare le imprese straniere in Italia.

Pur mostrando ritmi di crescita inferiori rispetto al passato, nel II trimestre 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia fa segnare ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7mila unità.

Leggi tutto

Calcolo consumo calorico

Calcolo del consumo calorico in chilocalorie (Kcal) e chilojoule (KJ)

Calcolare la quantità di calorie che si consumano durante un’attività sportiva e non è utile per bilanciare in maniera corretta la propria alimentazione.

Calcolo consumo calorico 4
Carboidrati grassi e proteine

Attualmente i cardiofrequenzimetri permettono la lettura del consumo calorico dell’atleta durante un’attività di corsa o durante una corsa in bici.

Calcolo del consumo calorico con misuratore di potenza (power meter)

Usiamo la formula sotto per calcolare il consumo calorico

kCal = (pW × t) / (1000 × 1,11631)

Nota: la formula assume un rendimento muscolare medio del 23–24%. Il valore reale può variare in base a efficienza biomeccanica e intensità dello sforzo.

Calcolo del consumo calorico di un ciclista con misuratore di potenza

Un ciclista che ha pedalato per 3 ore (secondi=3x60x60=10800)  sviluppando una potenza media pari a 175 Watt quante Kcal avrà consumato?

Applicando la formula troviamo che il  consumo calorico del nostro ciclista sarà pari uguale a:

(175 * 10800) / (1000 * 1,11631) =  1693,08  kCal

Qual è la differenza tra kcal e kJ?

La caloria è un’unità di misura dell’energia definita in ambito termodinamico.
Rappresenta la quantità di calore necessaria ad aumentare da 14,5°C a 15,5°C
la temperatura di un grammo d’acqua alla pressione di 760 mmHg.

In ambito nutrizionale si utilizza quasi sempre la chilocaloria (kcal),
che equivale a 1000 calorie.
Nel Sistema Internazionale l’unità ufficiale dell’energia è invece il
joule (J), e per questo motivo sulle etichette alimentari
l’energia viene indicata sia in kcal sia in kilojoule (kJ).

La conversione è la seguente:

1 kcal = 4,186 kJ

Applicando la conversione al nostro esempio:

1693,08 kcal ≈ 7084 kJ

Approfondimenti

Come calcolo coefficiente e variazione tra indici Istat?

Impariamo il calcolo del coefficiente e della variazione percentuale

Il coefficiente ISTAT di rivalutazione monetaria  si ottiene dividendo gli indici comunicati mensilmente dall’ISTAT.

Calcolo coefficiente Istat

In che modo e con quale criterio? Facciamo un esempio.

A gennaio 2017 l’indice ISTAT è risultato pari a:100,6

A ottobre 2016 l’indice ISTAT è risultato pari a:100

Per ottenere il coefficiente di rivalutazione si divide l’indice del periodo più attuale (100,6) per quello meno attuale (100).

coefficiente=100,6/100

il coefficiente sarà uguale a 1,0060

Per la variazione percentuale invece si moltiplica per 100 il coefficiente  e si sottrae 100.

Var% = (1,0060 * 100) – 100 

Nel nostro esempio quindi la var% sarà uguale a 0,6%.

L’approssimazione numerica per la variazione percentuale è per regola ad una cifra.

Nel caso gli indici non dovessero appartenere  alla stessa base (un esempio potrebbe essere il periodo 01/01/1980 al 31/12/2005) l’indice relativo al periodo “maggiore” dovrà essere moltiplicato per il coefficiente di raccordo che l’Istat comunica e indicato ove necessario nei calcoli.

Per il calcolo di variazioni tra indici su basi diverse è necessario l’utilizzo di coefficienti di raccordo tra
basi.

Ma come si calcola l’indice di raccordo?

Il coefficiente di raccordo  è calcolato dividendo l’indice medio annuo dell’anno di cambio di base per 100 ed è espresso con 3 decimali.

I coefficienti di raccordo da utilizzare per il calcolo di variazioni sono tanti quanti sono i cambiamenti di base verificatisi nell’intervallo di tempo considerato.

Consigliamo di leggere la nota metodologica ISTAT per il calcolo delle variazioni tra indici espressi sulla medesima base e su basi diverse)

Per un aiuto sui calcoli visita anche l’help.

Potrebbe interessarti

Calcola variazione percentuale tra due valori