Stima inflazione Agosto 2019 +0,5 mensile

Continua la stagnazione in Italia

Secondo le stime preliminari dell’ISTAT, nel mese di agosto 2019 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività  al lordo dei tabacchi, registra un aumento mensile dello 0,5% e dello 0,5% su base annua in leggero aumento rispetto a luglio 2019.

Le ultime 13 rilevazioni sull’inflazione

Periodo Var%
Luglio-2017 Luglio-2018 1.5
Agosto-2017 Agosto-2018 1.6
Settembre-2017 Settembre-2018 1.4
Ottobre-2017 Ottobre-2018 1.6
Novembre-2017 Novembre-2018 1.6
Dicembre-2017 Dicembre-2018 1.1
Gennaio-2018 Gennaio-2019 0.9
Febbraio-2018 Febbraio-2019 1
Marzo-2018 Marzo-2019 1
Aprile-2018 Aprile-2019 1.1
Maggio-2018 Maggio-2019 0.8
Giugno-2018 Giugno-2019 0.7
Luglio-2018 Luglio-2019 0.4

L’andamento dell’inflazione è il risultato di un quadro con pochi scostamenti rispetto al mese di luglio.

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha una variazione nulla su base mensile e dello 0,5% su base annua (in accelerazione da +0,3% registrato nel mese precedente).

Panoramica sull’inflazione in ITALIA

Inflazione a Luglio 2019 in caduta libera

In Italia l’inflazione registra il valore più basso  da Novembre-2016 quando l‘inflazione fu uguale a 0,1%.

Ultimi 24 mesi dell’inflazione in Italia

Periodo Luglio 2017 – Luglio 2019

Periodo Var%
Luglio-2016 Luglio-2017 1,1
Agosto-2016 Agosto-2017 1,2
Settembre-2016 Settembre-2017 1,1
Ottobre-2016 Ottobre-2017 1
Novembre-2016 Novembre-2017 0,9
Dicembre-2016 Dicembre-2017 0,9
Gennaio-2017 Gennaio-2018 0,9
Febbraio-2017 Febbraio-2018 0,5
Marzo-2017 Marzo-2018 0,8
Aprile-2017 Aprile-2018 0,5
Maggio-2017 Maggio-2018 1
Giugno-2017 Giugno-2018 1,3
Luglio-2017 Luglio-2018 1,5
Agosto-2017 Agosto-2018 1,6
Settembre-2017 Settembre-2018 1,4
Ottobre-2017 Ottobre-2018 1,6
Novembre-2017 Novembre-2018 1,6
Dicembre-2017 Dicembre-2018 1,1
Gennaio-2018 Gennaio-2019 0,9
Febbraio-2018 Febbraio-2019 1
Marzo-2018 Marzo-2019 1
Aprile-2018 Aprile-2019 1,1
Maggio-2018 Maggio-2019 0,8
Giugno-2018 Giugno-2019 0,7
Luglio-2018 Luglio-2019 0,4

L’ISTAT stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,4% su
base annua (era +0,7% a giugno); la stima preliminare era +0,5%.
 La decelerazione dell’inflazione è dovuta quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -5,2%), solo in parte bilanciata dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,5%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%) e dal ridursi dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -1,9% a -1,4%).

Tutti i dati dell’inflazione in Italia

Stima inflazione luglio 2019: in diminuzione rispetto a giugno 2019

La stima dell’inflazione comunicata dall’ISTAT per il mese di luglio 2019 registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua in diminuzione rispetto al mese di giugno 2019 che dove il dato era uguale a +0,7%.

Di seguito la tabella con le ultime variazioni per l’anno 2019

Mesi Var%
annua
Var%
mensile
Var% media
parziale
Gennaio 2019 0,9% 0,1% 0,9%
Febbraio 2019 1,0% 0,1% 0,9%
Marzo 2019 1,0% 0,3% 1%
Aprile 2019 1,1% 0,2% 1%
Maggio 2019 0,8% 0% 0,9%
Giugno 2019 0,7% 0,1% 0,9%
Luglio 2019 0,5% 0,1% 0,8%

La decelerazione, specifica l’ISTAT, è dovuta quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -3,1%), bilanciata solo marginalmente dall’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,6%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%).

Per le simulazioni sulla stima dell’inflazione in Italia consigliamo l’uso di questa utility 

Tutti i dati sull’inflazione corrente in Italia

Prezzi abitazioni I trimestre 2019 -0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2018

Vendesi abitazioniI dati delle stime provvisorie dell’ISTAT ci dicono che nel primo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, scendono  dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,5% nel quarto trimestre 2018).
La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dell’1,7% mostrando un’accelerazione rispetto al +0,6% del quarto trimestre del 2018.

Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita (+8,8% l’incremento tendenziale registrato per il primo trimestre del 2019 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

Su base congiunturale la lieve diminuzione dell’IPAB (-0,5%) è dovuta sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle abitazioni esistenti che diminuiscono rispettivamente dello 0,5% e dello 0,6%.

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel primo trimestre 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 17,2%, a causa esclusivamente delle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 23,7% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur debole (+0,8%).

Con i dati del primo trimestre 2019 sono stati aggiornati, come di consueto, i pesi utilizzati per la sintesi degli indici delle abitazioni nuove e di quelle esistenti. In particolare, il peso delle abitazioni nuove continua a diminuire ed è pari a 16,6% (era quasi il 35% nel 2010) contro l’83,4% delle abitazioni esistenti.

Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2019 è negativo e pari a -0,8%.

Fonte: ISTAT

Inflazione aprile 2019 +1,1 per cento

Ad aprile 2019, l’inflazione aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su rispetto ad aprile 2018 (era +1,0% a marzo), confermando la stima preliminare

L’Istat conferma le stime precedenti e spiega che la lieve accelerazione dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%). Leggi tutto

Euribor non più pubblicato su base 365

Dal 31 marzo Euribor 365 si calcolerà partendo da base 360

Dal prossimo 31 marzo 2019 l’EMMI (European Money Markets Institute) cesserà di pubblicare il parametro di indicizzazione Euribor calcolato su base 365.

Tale dato quindi non sarà più rinvenibile sui siti specializzati e sui quotidiani specializzati come “Il Sole 24 Ore” -, mentre si continuerà a pubblicare l’ Euribor su base 360.

L’EMMI ha però indicato alle banche la modalità con cui convertire l’Euribor su base 360 nell’ Euribor su base 365.

Come si passa da base 360 a base 365?

Euribor base 365 = Euribor base 360 x (365/360)

con arrotondamento fissato a tre decimali dopo la virgola.

Le Banche continueranno pertanto a calcolare l’Euribor su base 365 eseguendo la predetta operazione al fine di mantenere invariato il tasso di interesse applicato, senza conseguenze economiche a carico dei clienti.

Anche RIVALUTA.it  si adeguerà a tale disposizioni.

Calcolo tassi Euribor medi mensili anno. Tabelle medie mensili tassi Euribor 360 e 365 per l’anno

 

Rimborsi IVA: aumentata la velocità del rimborso nel 2018

Il Ministero delle Finanze attraverso il suo Dipartimento comunica che i rimborsi IVA nel 2018 sono stati più veloci

Il Dipartimento precisa che – ai fini di rafforzare il rapporto con i cittadini e le imprese, negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria ha fortemente accelerato la tempistica di erogazione dei rimborsi fiscali. Tale accelerazione è stata favorita sia dall’ introduzione di una sistematica valutazione del livello di rischio dei contribuenti, sia dalle nuove modalità di pagamento che, a partire dal 1° gennaio 2018, viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle entrate.

Il Ministero precisa che nell’ultimo biennio non è stato necessario richiedere documentazione aggiuntiva alla maggior parte dei contribuenti (il 51,9%) in quanto automaticamente classificati a “basso rischio”. Leggi tutto