Confronta due ipotesi: lasciare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) nella gestione ordinaria oppure destinarlo, in tutto o in parte, a un fondo pensione. Il risultato è una simulazione indicativa basata sui dati che inserisci.
Il TFR è una parte della tua retribuzione che viene accantonata ogni anno. Puoi mantenerlo nel regime ordinario oppure utilizzarlo per costruire una pensione complementare, aggiuntiva rispetto alla pensione pubblica. La scelta incide per molti anni: prima la comprendi, più consapevolmente puoi sfruttare contributi, agevolazioni fiscali e tempo a disposizione.
Entro 60 giorni dalla prima assunzione puoi rinunciare all'adesione automatica, mantenere il TFR nel regime ordinario oppure indicare un'altra forma pensionistica. Se non presenti una scelta, TFR e contributi previsti confluiscono automaticamente nella forma collettiva individuata dal contratto o dall'azienda. Chiedi al datore l'informativa, il nome del fondo, le percentuali contributive e la linea di investimento assegnata.
| Scelta | Che cosa succede | Possibili vantaggi | Che cosa rischi di perdere o devi valutare |
|---|---|---|---|
| Aderire al fondo collettivo | Versi il TFR futuro e, se previsto, un tuo contributo. Il datore aggiunge il contributo stabilito dal contratto. | Contributo aziendale, deduzione fiscale, tassazione agevolata e molti anni per accumulare una pensione integrativa. | Rendimenti non garantiti, costi del fondo, vincoli e oscillazioni legati alla linea di investimento scelta. |
| Mantenere il TFR nel regime ordinario | Il TFR continua a rivalutarsi con la formula di legge: 1,5% + 75% dell'inflazione. | Meccanismo semplice e rendimento stabilito dalla legge, senza rischio dei mercati finanziari. | Potresti rinunciare al contributo del datore, alla deduzione sui contributi personali e a una pensione aggiuntiva costruita nel tempo. |
| Non comunicare alcuna scelta | Per le prime assunzioni interessate dalla riforma 2026 opera l'adesione automatica al fondo individuato dalle regole applicabili. | Inizi comunque ad accumulare previdenza complementare. | Subisci una scelta automatica senza aver confrontato fondo, linea di investimento, costi e alternative disponibili. |
Con una RAL di 30.000 €, un contributo contrattuale dell'1% del datore vale 300 € all'anno. Se per mantenere il TFR ordinario rinunci anche a quel contributo, in 20 anni non entrano nel fondo 6.000 €, prima ancora di considerare gli eventuali rendimenti. Versando anche tu l'1%, aggiungeresti 300 € l'anno e, con aliquota IRPEF marginale del 35%, il beneficio fiscale indicativo sarebbe di circa 105 € l'anno. Per questo non basta confrontare il rendimento del TFR con quello del fondo: bisogna includere contributo aziendale, fisco, costi e durata.
La scelta di mantenere il TFR nel regime ordinario può essere revocata in seguito per destinare il TFR futuro a un fondo; quanto già maturato segue invece le regole applicabili. Approfondimento: novità sulla previdenza complementare dal 1° luglio 2026.
La risposta cambia completamente in base alla scelta fatta sul TFR.
Il Trattamento di Fine Rapporto viene normalmente pagato per intero quando termina il rapporto di lavoro, anche se la cessazione non coincide con il pensionamento. Ricevi il montante maturato, ma non tutto il lordo: si applica la tassazione separata e l'Agenzia delle Entrate può ricalcolarla in base all'aliquota media dei cinque anni precedenti.
Il denaro alimenta una posizione destinata a integrare la pensione pubblica. Al raggiungimento dei requisiti pensionistici e, normalmente, con almeno cinque anni di partecipazione, puoi ottenere una combinazione di capitale e rendita oppure utilizzare le ulteriori modalità previste dalla normativa.
In generale non automaticamente. Per i dipendenti privati, dal 1° luglio 2026 la quota massima ordinariamente liquidabile subito come capitale è salita al 60% del montante; la parte restante finanzia la prestazione pensionistica. Per i dipendenti pubblici aderenti ai fondi negoziali di categoria il limite ordinario resta invece al 50% in capitale, con il restante 50% in rendita vitalizia. Il 100% può essere liquidato in capitale quando ricorrono le specifiche condizioni previste dalla legge.
Sì, ma non si tassa nuovamente tutto ciò che è già stato tassato. La parte formata da contributi dedotti e TFR beneficia della fiscalità previdenziale; rendimenti già tassati e contributi non dedotti non vengono tassati una seconda volta. Per le prestazioni tradizionali legate alla vita attesa, l'aliquota sulla parte imponibile parte dal 15% e può scendere fino al 9% con l'anzianità di partecipazione. Per le nuove erogazioni frazionate introdotte nel 2026, l'aliquota parte dal 20% e può ridursi fino al 15%.
Ipotizziamo un montante di 50.000 €, di cui 4.000 € di rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva. La base sottoposta a tassazione separata è quindi, nell'esempio, 46.000 €.
Ipotizziamo che al pensionamento il fondo valga 100.000 €. Per capire le tasse dobbiamo prima dividere il montante in due parti:
Nell'esempio, quindi, il 70% del fondo è imponibile e il 30% non deve essere tassato una seconda volta. Se chiedi subito il 60% del fondo, ricevi una quota di entrambe le componenti:
Nel fondo restano 40.000 €, destinati alla prestazione pensionistica: nell'ipotesi adottata, 28.000 € imponibili e 12.000 € già tassati.
Se l'aliquota fosse scesa al 9%, l'imposta sarebbe 42.000 × 9% = 3.780 € e il capitale netto subito sarebbe 56.220 €. La composizione 70/30 è solo un'ipotesi didattica: quella reale risulta dalla storia dei versamenti e dei rendimenti.Usiamo lo stesso fondo di 100.000 €, con una componente imponibile complessiva di 70.000 €, e ipotizziamo per semplicità dieci quote annuali uguali.
| Quando chiedi i soldi | Quanto puoi chiedere | Motivo |
|---|---|---|
| Al pensionamento | Per il privato, una percentuale scelta dal lavoratore fino al 60% ordinario; per il pubblico negoziale, fino al 50%. | Non devi comprare casa o documentare una spesa: stai scegliendo come ricevere la prestazione pensionistica. |
| Prima del pensionamento: spese sanitarie gravi | Fino al 75%, richiedibile in qualsiasi momento. | Terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche, per te, coniuge o figli. |
| Prima del pensionamento: prima casa | Fino al 75%, dopo otto anni di partecipazione. | Acquisto o ristrutturazione della prima casa per te o per i figli. |
| Prima del pensionamento: altre esigenze | Fino al 30%, dopo otto anni di partecipazione. | Non occorre una causale specifica: può comprendere anche l'acquisto di un'auto. Si applicano regole fiscali meno favorevoli rispetto alle spese sanitarie. |
Le anticipazioni riducono il capitale che rimarrà investito e, di conseguenza, la futura pensione complementare. Più richieste sono possibili, ma complessivamente non possono superare i limiti previsti sulla posizione.
Nel pubblico impiego bisogna prima verificare se il lavoratore è in regime di TFS (Trattamento di Fine Servizio) oppure di TFR. In via generale, gli assunti a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000 sono in TFR; molti assunti precedentemente restano in TFS, salvo il passaggio al TFR collegato all'adesione alla previdenza complementare.
Con retribuzione utile di 30.000 €, il TFR annuo indicativo è circa 2.073 €. Se aderisce al fondo di categoria, l'intero TFR maturando può alimentare la posizione previdenziale secondo le regole applicabili.
Nell'esempio con retribuzione utile di 30.000 €, una quota del 2% destinata al fondo vale 600 € l'anno. Il residuo indicativo del TFR, circa 1.473 € l'anno, resta in gestione INPS; si aggiunge il TFS maturato fino all'adesione, secondo le regole del comparto.
Il capitale ordinariamente richiedibile è al massimo 50.000 €; gli altri 50.000 € finanziano la rendita vitalizia. Se il 70% del capitale richiesto fosse imponibile:
Scegliere tra TFR ordinario e fondo pensione non significa confrontare soltanto due rendimenti. Nel fondo possono entrare anche il contributo del datore di lavoro e il risparmio fiscale; allo stesso tempo bisogna considerare spese, rendimento non garantito e tassazione finale. Il simulatore riunisce questi elementi e mostra come possono incidere, anno dopo anno, sul capitale finale.
Con una RAL di 30.000 €, il TFR annuo stimato è il 6,91%: 30.000 × 6,91%.
Con l'1% del lavoratore e l'1% del datore entrano nel fondo altri 300 € + 300 €.
Su 300 € versati dal lavoratore, con aliquota IRPEF marginale del 35%: 300 × 35%.
Attenzione: questi numeri servono soltanto a spiegare il funzionamento. Rendimenti futuri, retribuzione, inflazione e trattamento fiscale possono cambiare; il risultato non è una garanzia né una consulenza previdenziale.
Mario, dipendente privato, ha una RAL di 30.000 € e vuole confrontare le alternative per 20 anni. Versa l'1% al fondo e il datore aggiunge l'1%. Ipotizza un rendimento medio del 3%, inflazione del 2%, aliquota IRPEF del 35% e spese annue di 30 €.
Sono valori dimostrativi: per una simulazione personale usa quelli previsti dal tuo fondo pensione.