Stima inflazione zona euro: 2,9% a dicembre 2023

In Area Euro l’inflazione  in aumento rispetto al 2,4% di novembre 2023

Eurostat stima che in Area Euro l’aumento mensile da novembre a dicembre 2023 sarà del +0,1% che porterà l’aumento annuo  al 2,9% rispetto  al  2,4%  di  novembre.Stima inflazione zona euro: 2,9% a dicembre 2023 1

Lo scorso mese l’aumento mensile fu negativo, -0,6% che fece crollare il dato annuale. Se il Dato verrà confermato porterà l’aumento medio annuo in Area Euro al 5,5%, lo scorso anno la media fu 8,3%. Sicuramente un bel passo in avanti in termini di discesa dei prezzi.  Si spera che questi dati facciano frenare la salita dei tassi da parte della BCE.

L’ultimo dato ufficiale Area Euro

Inflazione dicembre 2023: la stima Istat a +0,6%

Prosegue a dicembre 2023 la flessione dell’inflazione

A dicembre 2023, in Italia,  prosegue la discesa dell’inflazione. Lo comunica l’Istat nella stima dell’inflazione comunicata in data 5 gennaio 2024. L’inflazione annua scende a 0,6% con una variazione rispetto a novembre scorso dello 0,2%. Lo scorso anno l’inflazione era all’11,6%.

 

Inflazione Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2023
Inflazione Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2023

 

La stima di dicembre consente anche di definire la media per il 2023 che risulta essere 5,7% rispetto all’anno precedente, in netto calo dall’8,1% del 2022.

Come già detto in altre occasioni e come confermato dai dati ufficiali che arrivano dai mercati i prezzi degli energetici in ribasso stanno aiutando la discesa dei prezzi.

L’Istat specifica che – I prezzi nel comparto alimentare evidenziano invece un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale, evidenziata nella seconda metà dell’anno – .

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente su base tendenziale da +5,4% a +5,3%, come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,6% di novembre a +4,4%).

Il dato definitivo per dicembre 2023 sarà comunicato il 16 gennaio 2024. Chissa se lo vedremo ancora in discesa come successo lo scorso mese quando la stima fu ribassata.

Area Euro: inflazione a Novembre 2,4% dal 2,9% di Ottobre 2023

Nell’Area Euro inflazione in picchiata libera a novembre 2023:-0,6% in un mese

Per trovare un valore minore di 2,4%, bisogna andare indietro fino al periodo Luglio 2021 quando l’inflazione era 2,2%. Sono trascorsi 27 mesi. Il dato conferma la stima di Eurostat.

Anche la variazione mensile uguale a –0,6% ci riporta indietro fino a Gennaio 2020, quando segno una variazione rispetto a dicembre 2019 uguale a  -1,0%, da Allora  Sono trascorsi 46 mesi.

 

13 mesi di Inflazione in Area Euro(Novembre 2022 - Novembre 2023)
13 mesi di Inflazione in Area Euro (Novembre 2022 – Novembre 2023)

Nel dettaglio le variazioni le principali componenti dell’inflazione dell’area euro

Il gruppo Cibo alcol e tabacco passa a 6,9 %, rispetto al 7,4 % di ottobre , seguito dai servizi 4,0 %, rispetto al 4,6 % di ottobre, dai beni industriali non energetici 2,9 %, rispetto al 3,5 % di ottobre ) ed energia -11,5 %, rispetto al -11,2 % di ottobre.

La cosa interessante è che il gruppo energia che a Novembre 2022 era a aumentata, rispetto all’anno precedente del 34,9%, a novembre 2023 scende dopo un anno  a -11,5%!

La tabella sotto pubblicata da Eurostat riporta nel dettaglio tutti le variazioni percentuali per  gruppo.

Euro area annual inflation and its main components, 2023, November 2022 and June 2023 November 2023
Euro area annual inflation and its main components, 2023, November 2022 and June 2023 November 2023

 

Approfondisci su Ultimo dato Euro Area con altri dati e grafici

In Italia,  l’inflazione a novembre 2023 in picchiata: + 0,7%

Discesa importante dell’inflazione in Italia, si torna a valori del 2021

Inflazione 2015 novembre 2023 ITALIA
Inflazione annua e mensile in Italia dal 2015 a novembre 2023

In Italia,  l’inflazione a novembre in picchiata a 0,7%;  torna leggermente superiore al dato  di febbraio 2021 quando era uguale a 0,6%.

Il dato scende anche al di sotto della stima Istat che aveva dato una variazione annua dello 0,8% e mensile 0,4 che era stata già comunicata dall’ISTAT

Cosa sta influenzando il dato del’inflazione?

La discesa del tasso di inflazione risente ancora del favorevole andamento dei prezzi dei Beni energetici, che a novembre hanno evidenziato una netta flessione. Leggendo i dati dei carburanti, che danno un trend  in leggera diminuzione, nei prossimi mesi potremmo avere ancora ulteriori discese dell’inflazione. Si pensi che il gasolio autotrazione a dicembre 2022 era quotato 1,7534 , mentre la rilevazione dell’11 dicembre 2023  si attesta a 1,7537 (elaborazione www.rivaluta.it su dati Ministero dei Trasporti)

Un contributo al rallentamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto) e alla nuova decelerazione dei prezzi degli Alimentari (+5,8%), in particolare della componente lavorata, che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+5,4%). 

L’inflazione negli USA scende al 3,1% a novembre

Terza discesa consecutiva per la variazione mensile: tra novembre e ottobre  -0,2%

La variazione mensile registrata  a novembre è la più bassa da Gennaio 2023. Solo il dato di dicembre 2023 registra un valore più basso con -0,3%.

La discesa dell’inflazione negli US è iniziata da Gennaio 2022 quando  tocco il picco di 9,1% valore più alto da dicembre 1981. Ora toccherà alla FED dare un segnale forte sui tassi di interesse.

Inflazione USA Novembre 1981 Novembre 2023
Inflazione USA Novembre 1981 Novembre 2023

Il commento sui dati US di novembre 2023

Dopo che i prezzi come già detto sopra hanno raggiunto il massimo dopo quattro decenni, l’inflazione negli US, per tutti i tipi di beni e servizi è diminuita in maniera considerevole.

L’indice relativo agli alloggi ha continuato a salire a novembre, controbilanciando il calo dell’indice della benzina. L’indice energetico è sceso del 2,3% nel corso del mese poiché un calo del 6,0% dell’indice della benzina ha più che compensato gli aumenti degli altri indici delle componenti energetiche. L’indice alimentare è aumentato dello 0,2% a novembre, dopo essere aumentato dello 0,3% a ottobre. L’indice relativo al cibo da asporto è aumentato dello 0,1% nel corso del mese mentre l’indice relativo al cibo consumato fuori casa è cresciuto dello 0,4%.

L’indice relativo a tutte le voci, esclusi cibo ed energia, è aumentato dello 0,3% a novembre, dopo essere aumentato dello 0,2% a ottobre. Gli indici che sono aumentati a novembre includono l’affitto, l’affitto equivalente ai proprietari, l’assistenza medica e assicurazione dei veicoli a motore. 

Gli indici relativi all’abbigliamento, all’arredamento e alle attività domestiche, alla comunicazione e alle attività ricreative sono stati tra quelli in calo nel corso del mese.

Tutte le statistiche sull’inflazione US

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Previsione inflazione Italia 2024

Quanto sarà l’inflazione in Italia nel 2024?

Prima di addentraci nella stima dell’inflazione in Italia per l’anno 2024 diamo uno sguardo a quella dell’anno 2023 che si sta concludendo.  L’ultimo dato Istat a nostra disposizione è la stima Istat per il dato di Novembre 2023 uguale a 0,8% come variazione annua e -0,4 come variazione mensile

La stima di novembre 2023 fa scendere l’inflazione media per l’anno 2023 dal 6,7% di ottobre al 6,1%. Ipotizzando lo stesso calo per dicembre, quindi un calo mensile uguale a -0,4%, la variazione annua per dicembre 2023 rispetto a dicembre 2022 scenderebbe a 0,1% e la media annua per il 2023 al 5,7%.

Da notare che per trovare una variazione annua maggiore di  0,1% bisogna tornare  indietro fino a Gennaio 2021, quando il dato fu uguale a 0,4%.

Tabella con gli indici dell’inflazione stimati per novembre e dicembre 2023

Periodo Var% annua Var% mese Indice Dal Indice Al Media
Gennaio-2022 Gennaio-2023 10,0% 0,1% 108,3 119,1 10,0%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,1% 0,2% 109,3 119,3 9,6%
Marzo-2022 Marzo-2023 7,6% -0,4% 110,4 118,8 8,9%
Aprile-2022 Aprile-2023 8,2% 0,4% 110,3 119,3 8,7%
Maggio-2022 Maggio-2023 7,6% 0,3% 111,2 119,7 7,6%
Giugno-2022 Giugno-2023 6,4% 0,0% 112,5 119,7 8,1%
Luglio-2022 Luglio-2023 5,9% 0,0% 113 119,7 7,8%
Agosto-2022 Agosto-2023 5,4% 0,3% 113,9 120,1 7,5%
Settembre-2022 Settembre-2023 5,3% 0,2% 114,2 120,3 7,3%
Ottobre-2022 Ottobre-2023 1,7% -0,2% 118,1 120,1 6,7%
Novembre-2022 Novembre-2023  (stima) 0,8% -0,4% 118,7 119,6 6,1%
Dicembre-2022 Dicembre-2023 (stima) 0,1% -0,4% 119 119,1 5,6%

Previsione inflazione 2024

Leggiamo le  previsioni ufficiali per il 2024 dal Dipartimento del Tesoro che pubblica periodicamente il tasso d’inflazione programmata, che viene riportato nei documenti programmatici e in particolare nel Documento di economia e finanza (Def) e, se necessario, aggiornato nella successiva nota di aggiornamento (Nadef). Nell’ultima nota del Tesoro, il tasso per il 2024 dell’inflazione è dato a 2,4%.

Le Previsioni Prometia pubblicate sul Rapporto di Previsione di settembre 2023 danno un 2,4% mentre le previsioni del Centro Studi Confindustria pubblicate su Rapporto di Previsione sull’economia italiana – a marzo 2023, valutavano l’inflazione per il 2024 al 2,3%

In definitiva  i dati delle tre fonti citate, per il 2024 danno un dato inflattivo medio in Italia tra il 2,3% e il 2,4%

Fonte Inflazione 2024
Dipartimento del Tesoro 2,4%
Prometia 2,4%
Centro studi confindustria 2,3%

Cerchiamo di capire, usando semplici procedimenti matematici e gli indici passati, come si potrebbe arrivare ad una inflazione media del 2,4%.

Abbiamo ipotizzato, sovrastimando l’ultima stima ISTAT,  un aumento mensile medio per quattordici mesi, da novembre 2023 e dicembre 2024 dello  0,2%. Tramite questa ipotesi possiamo ottenere gli indici futuri (vedi tabella) che porterebbero l’inflazione media per il  2024 all’1,8%.

Periodo Indice Dal Indice Al Var% annua
gen-23 108,3 119,1 10%
feb-23 109,3 119,3 9,10%
mar-23 110,4 118,8 7,60%
apr-23 110,3 119,3 8,20%
mag-23 111,2 119,7 7,60%
giu-23 112,5 119,7 6,40%
lug-23 113 119,7 5,90%
ago-23 113,9 120,1 5,40%
set-23 114,2 120,3 5,30%
ott-23 118,1 120,1 1,70%
nov-23 118,7 120,3 1,30%
dic-23 119 120,5 1,30%
Media 2023 113,2 119,7 5,70%
gen-24 119,1 120,7 1,30%
feb-24 119,3 120,9 1,30%
mar-24 118,8 121,1 1,90%
apr-24 119,3 121,3 1,70%
mag-24 119,7 121,5 1,50%
giu-24 119,7 121,7 1,70%
lug-24 119,7 121,9 1,80%
ago-24 120,1 122,1 1,70%
set-24 120,3 122,3 1,70%
ott-24 120,1 122,5 2%
nov-24 120,3 122,7 2%
dic-24 120,5 122,9 2%
Media 2024 119,7 121,8 1,80%

Desideriamo sottolineare che le nostre previsioni sono basate su ipotesi di incrementi mensili e non tengono in considerazione le variabili economiche che potrebbero influenzare i dati dell’inflazione.

Tra quattordici mesi chissà se  potremmo confermare la precisione della nostra proiezione dell’1,8% per l’inflazione, notevolmente al di sotto del 2,4% “stimato dagli altri”.

Inflazione annua Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2024 (valori stimati da novembre 2023 a dicembre 2024)
Inflazione annua Italia da Gennaio 2023 a Dicembre 2024 (valori stimati da novembre 2023 a dicembre 2024)

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Nel 2008, l’Euribor a 12 mesi raggiunse il suo massimo il 2 ottobre con il 5,526%, mentre l’inflazione nell’Area Euro era già in diminuzione dal 4,1% di luglio scese a 3,2% nell’ottobre 2008. Il tasso BCE, a luglio 2008, era del 4,25%, diminuendo a ottobre al 3,75%, un calo di  0,5 punti percentuali in risposta alla discesa dell’inflazione.

Cosa accadde l’anno successivo al picco dell’Euribor?

L’Euribor a 12 mesi il 2 ottobre 2009 era quotato all’1,235%, mostrando una drastica discesa dal 5,526% dello scorso anno. Nel frattempo, il tasso BCE subì variazioni significative, scendendo dal 3,75% di ottobre 2008 all’1% a maggio 2009. Interessante notare che durante lo stesso periodo l’inflazione diminuì notevolmente, passando dal 3,2% di ottobre 2008 a -0,1% di ottobre 2009.

Periodi Inflazione annua
Gennaio-2007  Gennaio-2008 3,20%
Febbraio-2007  Febbraio-2008 3,30%
Marzo-2007  Marzo-2008 3,60%
Aprile-2007  Aprile-2008 3,30%
Maggio-2007  Maggio-2008 3,70%
Giugno-2007  Giugno-2008 3,90%
Luglio-2007  Luglio-2008 4,10%
Agosto-2007  Agosto-2008 3,80%
Settembre-2007  Settembre-2008 3,60%
Ottobre-2007  Ottobre-2008 3,20%
Novembre-2007  Novembre-2008 2,10%
Dicembre-2007  Dicembre-2008 1,60%
Gennaio-2008  Gennaio-2009 1,10%
Febbraio-2008  Febbraio-2009 1,20%
Marzo-2008  Marzo-2009 0,60%
Aprile-2008  Aprile-2009 0,60%
Maggio-2008  Maggio-2009 0,00%
Giugno-2008  Giugno-2009 -0,10%
Luglio-2008  Luglio-2009 -0,60%
Agosto-2008  Agosto-2009 -0,20%
Settembre-2008  Settembre-2009 -0,30%
Ottobre-2008  Ottobre-2009 -0,10%
Novembre-2008  Novembre-2009 0,50%
Dicembre-2008  Dicembre-2009 0,90%
Quanto sarà il tasso Euribor nel 2024? 2
Grafico medie mensili tasso Euribor 12 mesi dal 2008 al 2009

Pertanto, possiamo dedurre che l’inflazione ha avuto un impatto significativo sui cambiamenti nei tassi di interesse e sull’Euribor nel periodo considerato. La BCE potrebbe aver adottato politiche monetarie più accomodanti, abbassando i tassi di interesse per stimolare l’economia in risposta alla discesa dell’inflazione.

Tasso BCE, Inflazione Area euro e Euribor 12 mesi

Data Tasso BCE Inflazione
Area Euro
Tasso Euribor
12 mesi
13 Maggio 2009 1% 0% Dettaglio 1,636%
8 Aprile 2009 1,25% 0,6% Dettaglio 1,785%
11 Marzo 2009 1,5% 0,6% Dettaglio 1,932%
21 Gennaio 2009 2% 1,1% Dettaglio 2,474%
10 Dicembre 2008 2,5% 1,6% Dettaglio 3,563%
12 Novembre 2008 3,25% 2,1% Dettaglio 4,412%
15 Ottobre 2008 3,75% 3,2% Dettaglio 5,312%

Quale futuro per l'Euribor?

Ipotizzando che si ripeta quanto accaduto tra il 2008 e il 2009 e considerando l'attuale discesa dell'inflazione nell'Area Euro (da 10,6% a ottobre 2021 al 2,4% a novembre 2023, secondo stime di novembre 2023), ci aspettiamo nel 2024 una discesa dei tassi da parte della BCE e, di conseguenza, un Euribor a 12 mesi nettamente al di sotto dell'attuale valore del 3,902% del 1 dicembre 2023.

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Qual è la lettera accentata più utilizzata in Italiano?

La lettera accentata più utilizzata è la “è” (e accentata) con l’accento grave

Tuttavia, la “é” (e accentata) con l’accento acuto è comunque utilizzata, sebbene meno frequentemente.

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La e grave e la E grave

Se stai chiedendo dove si trova fisicamente la lettera “é” sulla tastiera, dipende dal layout della tastiera che stai utilizzando. In molti layout di tastiera italiani, la lettera “é” si trova generalmente vicino alla lettera “è” e alla lettera “ì”.

La lettera “è” minuscola con l’accento grave può essere ottenuta con le seguenti combinazioni di tasti sui vari sistemi operativi:

  1. Su Windows:

    • Puoi semplicemente premere il tasto “è” sulla tastiera italiana. Se hai una tastiera diversa, potresti dover cambiare il layout della tastiera nelle impostazioni.
      Oppure
    • Assicurati che il tastierino numerico sia attivo.
    • Mantieni premuto il tasto “Alt” sulla tastiera.
    • Mentre tieni premuto “Alt”, digita il codice numerico 138 sul tastierino numerico.
    • Rilascia il tasto “Alt”, e apparirà la lettera “è” minuscola con l’accento grave.
  2. Su Mac:

    • Puoi digitare la lettera “è” tenendo premuto il tasto “Option” (o “Alt”) e premendo contemporaneamente la lettera “e”. Rilascia entrambi i tasti, e apparirà la lettera “è”.
  3. Su Linux:

    • Puoi ottenere la lettera “è” premendo il tasto “è” sulla tastiera italiana. Se hai una tastiera diversa, potrebbe essere necessario configurare il layout della tastiera nelle impostazioni.

Ricorda che la facilità di digitazione delle lettere accentate dipende dal layout della tastiera che stai utilizzando. Se il tuo sistema operativo o il tuo editor di testo supporta la composizione di caratteri (come su macOS), puoi anche provare a digitare l’accento grave seguito dalla lettera “e” per ottenere “è”.

Per scrivere la lettera “è” maiuscola “È” con l’accento grave su Windows, Mac o Linux

Per scrivere la lettera “è” maiuscola “È” con l’accento grave su Windows, Mac o Linux, puoi utilizzare le combinazioni dei tasti seguenti:

  1. Su Windows:

    • Mantieni premuto il tasto “Alt” sulla tastiera.
    • Mentre tieni premuto “Alt”, digita il codice numerico 0200 sul tastierino numerico (assicurati che il tastierino numerico sia attivato).
    • Rilascia il tasto “Alt”, e apparirà la lettera “È” maiuscola con l’accento grave.
  2. Su Mac:

    • Mantieni premuto il tasto “Option” (o “Alt”).
    • Mentre tieni premuto “Option”, digita la lettera “e”.
    • Rilascia entrambi i tasti, e apparirà la lettera “È” maiuscola con l’accento grave.
  3. Su Linux:

    • Mantieni premuto il tasto “Ctrl” e “Shift” contemporaneamente.
    • Mentre tieni premuti “Ctrl” e “Shift”, digita la lettera “u” seguita da “c8” (il codice esadecimale per “è”).
    • Rilascia tutti i tasti, e apparirà la lettera “È” maiuscola con l’accento grave.

In HTML come faccio ad inserire la “è” e la “È” ?

In HTML, puoi utilizzare le entità HTML per inserire caratteri speciali come “è” e “È”. Le entità HTML sono sequenze di testo che rappresentano caratteri speciali e simboli. Ecco come puoi inserire “è” e “È” in HTML:

  1. Per “è” minuscola con l’accento grave puoi utilizzare l’entità HTML è o è per rappresentare la lettera “è” minuscola con l’accento grave.

  2. Per “È” maiuscola con l’accento grave puoi utilizzare l’entità HTML È o È per rappresentare la lettera “È” maiuscola con l’accento grave.

Link utili sull’argomento

Caratteri speciali HTML e lettere accentate: la guida completa

Statistiche curiose su QUORA sulle statistiche delle lettere in Italiano

Inflazione  annua in Area Euro è prevista al 2,4% a novembre 2023

Inflazione in ribasso in Area Euro  rispetto al 2,9% di ottobre 2023

In area Euro la variazione mensile rispetto ad ottobre è stimata al -0,5% e l’inflazione annua sui dodici mesi al 2,4%.

Inflazione Euro Area Novembre 2013-Novembre 2023
Inflazione Euro Area Novembre 2013-Novembre 2023

Per trovare un valore minore di 2,4% si deve andare indietro di 26 mesi fino a Luglio 2021, quando l’inflazione era del 2,2%.

 

Guardando ai principali componenti dell’inflazione nella zona euro, ci si aspetta che il settore alimentare, alcol e tabacco abbia il tasso annuale più alto a novembre (6,9%, rispetto al 7,4% di ottobre), seguito dai servizi (4,0%, rispetto al 4,6% di ottobre), dai beni industriali non energetici (2,9%, rispetto al 3,5% di ottobre) e dall’energia (-11,5%, in ribasso rispetto al -11,2% di ottobre).

Le Principali componenti dell’inflazione in Area Euro

Ciascuno dei principali componenti contribuisce in misura variabile all’inflazione complessiva nella zona euro. In termini di ponderazioni per il 2023, considerando il 100% per l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), i servizi sono il componente più significativo, rappresentando circa il 43,5% della spesa monetaria finale delle famiglie nella zona euro. Seguono i beni industriali non energetici, con circa il 26,3%.

Alimentari, alcol e tabacco e energia rappresentano rispettivamente circa il 20,0% e il 10,2%. Insieme, costituiscono meno di un terzo della spesa totale nella zona euro, ma possono avere impatti significativi sull’inflazione complessiva poiché i loro prezzi tendono a fluttuare in modo significativo rispetto agli altri componenti.

La serie storica dell’inflazione in Area Euro

Confronto dell’inflazione tra US e Area Euro

A novembre 2023 inflazione in picchiata libera: 0,8%

Inflazione a novembre 2023 stimata dall’ISTAT è uguale a 0,8%, valore che non si registrava da marzo 2021. La variazione rispetto a ottobre scorso è  meno 0,4%.

Stima inflazione Italia Novembre 2023
Stima inflazione Italia Novembre 2023

Per trovare un valore minore di 0,8%, bisogna andare indietro fino al periodo Febbraio 2021 quando fu registrato un valore di 0,6%. Da allora sono sono trascorsi 32 mesi.

 

L’ulteriore calo del tasso di inflazione risente ancora del favorevole andamento dei prezzi dei Beni energetici, che a novembre evidenziano una netta flessione sul piano congiunturale. Un contributo al rallentamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto) e alla nuova decelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei beni alimentari (+6,1%), in particolare della componente lavorata, che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+5,8%).
Continuano a rallentare in termini tendenziali i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +6,1% a +5,8%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,6% a +4,8%).

Infine, l’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi continua anch’essa a rallentare (da +4,2% a +3,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +4,2%, registrato a ottobre, a +3,7%).

Comunicato ufficiale ISTAT

La serie storica dell’inflazione in Italia

Calcolo dei gradi di parentela

Elenco completo dei gradi di parentela

1* grado: genitori e figli;

2° grado: nonni-nipote;

3° grado: bisnonni – pronipoti e zii – nipoti;

4° grado: cugini, prozii (fratelli dei nonni) e pronipoti (i figli dei nipoti);

5° grado: figli di cugini e cugini dei genitori;

6° grado: figli di figli di cugini e figli dei cugini dei genitori;

L’art. 77 c.c. dispone che: La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati”

MES: FAQ sul Meccanismo Europeo di Stabilità

Tutto ciò che devi sapere sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

1. Cos’è il Meccanismo europeo di stabilità (MES)?

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES) è stato istituito mediante un trattato intergovernativo, al di fuori del quadro giuridico dell’UE, nel 2012. La sua funzione fondamentale è concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri che, pur avendo un debito pubblico sostenibile, trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sul mercato.

2. Quali sono le condizioni per ottenere assistenza finanziaria dal MES?

e condizioni per ottenere assistenza finanziaria dal MES variano a seconda della natura dello strumento utilizzato. Per i prestiti, le condizioni assumono la forma di un programma di aggiustamento macroeconomico specificato in un apposito memorandum. Le linee di credito precauzionali sono destinate a paesi in condizioni economiche e finanziarie fondamentalmente sane ma colpiti da shock avversi, quindi le condizioni sono meno stringenti.

 

3. Come è composto il Consiglio dei Governatori del MES?

Il Consiglio dei Governatori del MES è composto dai 19 Ministri delle finanze dell’area dell’euro. Questo Consiglio assume all’unanimità tutte le principali decisioni, inclusa quella relativa alla concessione di assistenza finanziaria e all’approvazione dei protocolli d’intesa con i paesi che la ricevono.

 

4.  Qual è il capitale sottoscritto e versato del MES?

Il capitale sottoscritto del MES è pari a 704,8 miliardi, di cui 80,5 miliardi sono stati versati. La sua capacità di prestito ammonta a 500 miliardi.

 

5.Quali sono i diritti di voto dei membri del Consiglio dei Governatori del MES?

I diritti di voto dei membri del Consiglio dei Governatori del MES sono proporzionali al capitale sottoscritto dai rispettivi paesi. Germania, Francia e Italia hanno diritti di voto superiori al 15 per cento e possono quindi porre il loro veto anche sulle decisioni prese in condizioni di urgenza.

 

6.Qual è la funzione principale del MES?

La funzione principale del MES è concedere assistenza finanziaria ai paesi membri che, pur avendo un debito pubblico sostenibile, trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sul mercato. Inoltre, con la riforma proposta, il MES potrebbe fornire una rete di sicurezza finanziaria al Fondo di risoluzione unico nell’ambito del sistema di gestione delle crisi bancarie.

 

7.Qual è il ruolo del MES nel sistema decisionale per l’erogazione di aiuti ai paesi?

Il MES ha un ruolo attivo nella gestione delle crisi e nel processo che porta all’erogazione dell’assistenza finanziaria. Tuttavia, non accresce i suoi poteri rispetto alla Commissione europea, ma affianca la Commissione nell’attività decisionale. Le modalità di cooperazione tra le due istituzioni saranno definite in un accordo che verrà sottoscritto quando le modifiche al Trattato entreranno in vigore.

 

8.Qual è il ruolo dell’Italia nel MES?

L’Italia ha sottoscritto il capitale del MES per 125,3 miliardi e ne ha versati oltre 14 miliardi. I diritti di voto dell’Italia sono proporzionali al capitale sottoscritto. L’Italia è il terzo principale finanziatore del MES.

 

9.Qual è l’obiettivo della riforma del MES?

La proposta di riforma del Trattato istitutivo del MES interviene sulle condizioni necessarie per la concessione di assistenza finanziaria e sui compiti svolti dal MES in tale ambito, introducendo modifiche di portata complessivamente limitata. La riforma non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani e non affida al MES compiti di sorveglianza macroeconomica.

 

10.Qual è l’effetto della presenza del MES sulla probabilità di un default sovrano?

La presenza del MES riduce la probabilità di un default sovrano, almeno per i paesi le cui difficoltà sono temporanee e possono essere risolte con prestiti o linee di credito. Con la riforma proposta, che consente al MES di fungere da backstop del Fondo di risoluzione unico, il MES contribuirebbe anche a contenere i rischi di contagio connessi con eventuali crisi bancarie di rilievo sistemico.

 

11.Qual è la posizione del Governatore Visco sulla riforma del MES?

Il Governatore Visco ha sostenuto che l’introduzione di un meccanismo di ristrutturazione del debito sovrano comporterebbe un rischio enorme. Tuttavia, la riforma del MES non prevede né annuncia un tale meccanismo.

 

12.Quali sono le condizioni per l’accesso ai finanziamenti del MES?

Le condizioni per l’accesso ai finanziamenti del MES rimarrebbero sostanzialmente inalterate a seguito della riforma. Per i prestiti, sarebbe richiesta la preliminare verifica della sostenibilità del debito e della capacità di ripagare il prestito. Per le linee di credito precauzionali, la differenza tra la condizionalità semplice e quella a condizionalità rafforzata verrebbe confermata.

 

13.Qual è l’effetto della riforma del MES sulla probabilità di un default sovrano?

La riforma non aumenta la probabilità di un default sovrano. La riforma chiarisce che la ristrutturazione del debito sovrano con il coinvolgimento del settore privato rimane strettamente circoscritta a casi eccezionali. La modifica delle clausole di azione collettiva (CACs) mira a rendere più ordinata un’eventuale ristrutturazione del debito, riducendo i costi connessi all’incertezza sulle modalità e sui tempi della sua realizzazione.

 

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Altre notizie sul MES sul sito dell’Unione Europea

ChatGPT: perchè la cultura che l’uomo è forte e la donna debole?

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 novembre 2023
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 25 novembre 2023
 

Chiediamo a ChatGPT, da dove arriva la cultura che l’uomo è forte e la donna debole. Ma come è possibile questa violenza dell’uomo contro  la donna?

 
Risponde ChatGPT

La percezione che l’uomo sia forte e la donna debole è radicata in molte società e culture in tutto il mondo ed è il risultato di una lunga storia di costruzione sociale, influenze culturali, tradizioni e stereotipi di genere. Questa visione non è basata su differenze intrinseche di forza o debolezza tra uomini e donne, ma piuttosto su costruzioni sociali che sono state per lungo tempo perpetuate.

Ci sono diverse ragioni dietro questa percezione:

  1. Stereotipi di Genere:** Nel corso dei secoli, sono stati creati stereotipi di genere che attribuiscono certe caratteristiche agli uomini e alle donne. L’uomo è spesso associato alla forza, alla razionalità e all’aggressività, mentre la donna è vista come debole, emotiva e dipendente. Questi stereotipi influenzano la percezione delle persone e contribuiscono a mantenere ruoli di genere tradizionali.
  2. Tradizioni Culturali:** Molti sistemi di valori culturali hanno sottolineato la differenza di ruoli tra uomini e donne. Le tradizioni spesso attribuiscono agli uomini il ruolo di provider e protettore, mentre alle donne è assegnato il ruolo di prendersi cura della famiglia e dei figli. Queste divisioni possono portare a una percezione di superiorità o inferiorità basata sul genere.
  3. Strutture di Potere Patriarcali:** In molte società, le strutture di potere sono state storicamente patriarcali, con gli uomini che detengono il controllo e l’autorità. Questo può portare a dinamiche di potere sbilanciate e alla giustificazione della violenza o del controllo da parte degli uomini nei confronti delle donne.

La violenza di genere è un fenomeno complesso che non può essere spiegato da un singolo fattore. Coinvolge dinamiche culturali, economiche, sociali e politiche. La consapevolezza di queste questioni è un passo importante per affrontare e cambiare queste percezioni e comportamenti. Molti movimenti e organizzazioni si battono per l’uguaglianza di genere e per eliminare la violenza di genere, cercando di sensibilizzare le persone, cambiare le leggi e promuovere una cultura che rispetti e valorizzi tutti, indipendentemente dal genere.


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Inflazione Area Euro in picchiata ad ottobre 2023: 2,9%

A ottobre  2023 l’inflazione annua dell’area euro è stata del 2,9%, in netto calo rispetto al 4,3% di settembre 2023 con un aumento mensile rispetto a settembre scorso uguale a 0,1 per cento.

Per trovare un valore minore di 2,9%, bisogna andare indietro fino al periodo Luglio 2021 quando l’inflazione faceva segnare il 2,2%; da allora sono trascorsi 27 mesi.

 

Grafico inflazione Euro Area ottobre 2023

Considerando le principali componenti dell’inflazione dell’area euro, alimentari, alcol e tabacco hanno registrato il tasso annuo più elevato in ottobre (7,4 %, rispetto all’8,8 % di settembre), seguiti dai servizi (4,6 %, rispetto al 4,7 % di settembre), non -beni industriali energetici (3,5%, rispetto al 4,1% di settembre) ed energia (-11,2%, rispetto al -4,6% di settembre). Impressionante il calo dell’energia dal picco raggiunto a febbraio 2022 fino al minimo di ottobre 2023.

Grafico componenti inflazione Euro Area ottobre 2023
Grafico componenti inflazione Euro Area ottobre 2023

Ultimi dati Area euro

Periodo Var%
Ottobre-2021 Ottobre-2022 10,6%
Novembre-2021 Novembre-2022 10,1%
Dicembre-2021 Dicembre-2022 9,2%
Gennaio-2022 Gennaio-2023 8,6%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 8,5%
Marzo-2022 Marzo-2023 6,9%
Aprile-2022 Aprile-2023 7%
Maggio-2022 Maggio-2023 6,1%
Giugno-2022 Giugno-2023 5,5%
Luglio-2022 Luglio-2023 5,3%
Agosto-2022 Agosto-2023 5,2%
Settembre-2022 Settembre-2023 4,3%
Ottobre-2022 Ottobre-2023 2,9%

Estrai e scarica su file CSV la serie storica dell’inflazione (Area euro) tra due periodi

Cerca un valore mensile o annuale dell’inflazione

L’inflazione media attuale in Area Euro con il dato di ottobre per l’anno 2023 (Gennaio 2023 – Ottobre 2023) è uguale a 6%. La media ultimi dodici mesi (Novembre 2022 a Ottobre 2023):6,5%. Nel  2022 fu  8,3%. Per i dettagli visita

Potrebbe interessarti guardare Confronto grafico inflazione: Italia,USA, Unione Europea, IPCA e EURO Area

 

 

A ottobre l’inflazione evidenzia un netto calo: +1,7%

In Italia un dato così basso non si registrava da luglio 2021 quando il dato fu +1,9%

L’aumento mensile rispetto a settembre 2023 è risultata uguale a -0,2%. da sotto lineare che il dato definitivo è stato inferiore alla stima dell’inflazione per il mese di Ottobre 2023 comunicata dall’Istat il 31 ottobre scorso  che era stata uguale a -0,1% e 1,8% rispettivamente come variazione mensile e annuale.

Inflazione Italia da Gennaio 2020 a Ottobre 2023
Inflazione Italia da Gennaio 2020 a Ottobre 2023

 

Con il dato di ottobre 2023 l’inflazione media attuale in Italia per l’anno  2023 si porta al 6,7%mentre l’inflazione media degli ultimi 12 mesi da Novembre 2022 a Ottobre 2023 è del 7,5%. L’inflazione media per il 2022 (da gennaio a dicembre) fu uguale a 8,1%.

A cosa è dovuta la drastica discesa a ottobre 2023?

La drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto.

Anche un ridimensionamento  dei prezzi dei beni alimentari a contribuito  far scendere l’inflazione, il cui tasso tendenziale scende al +6,3%, esercitando un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+6,1%).

L’inflazione di fondo si attesta al +4,2%, più contenuta rispetto al dato dell’inflazione; a settembre era stata del 4,6%.

Inflazione annua e mensile con dettaglio degli indici Istat
Gennaio 2023 – Ottobre 2023

Periodi Inflazione annua Inflazione mensile
Gennaio-2022 Gennaio-2023 10,0% 0,1%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,1% 0,2%
Marzo-2022 Marzo-2023 7,6% -0,4%
Aprile-2022 Aprile-2023 8,2% 0,4%
Maggio-2022 Maggio-2023 7,6% 0,3%
Giugno-2022 Giugno-2023 6,4% 0,0%
Luglio-2022 Luglio-2023 5,9% 0,0%
Agosto-2022 Agosto-2023 5,4% 0,3%
Settembre-2022 Settembre-2023 5,3% 0,2%
Ottobre-2022 Ottobre-2023 1,7% -0,2%

L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie (FOI), al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, è uguale a -0,1% come variazione rispetto al mese precedente e 1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Ipotesi inflazione Italia per Novembre 2023

Novembre 2023 con un aumento mensile identico a quello ottenuto nel mese di Ottobre 2023 uguale a -0,2%, il valore dell’inflazione potrebbe essere uguale a 1% mentre con una variazione mensile uguale a 0,2% sarà del 1,3%.

La tabella completa con la previsione annuale dell’inflazione.

Il tool per prevedere l’inflazione.