Inflazione aprile 2019 +1,1 per cento

Ad aprile 2019, l’inflazione aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% su rispetto ad aprile 2018 (era +1,0% a marzo), confermando la stima preliminare

L’Istat conferma le stime precedenti e spiega che la lieve accelerazione dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%). Leggi tutto

Calcolo date di scadenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale

Casi specifici sul calcolo delle scadenze

Calcolo date di scadenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale relative ai bandi di concorso

Se nel bando di concorso è scritto “30 giorni dalla data di pubblicazione” oppure è scritto “30 giorni dal giorno successivo alla data di pubblicazione“, il termine decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando.

Quindi in pratica se il bando è stato pubblicato in data  1 gennaio 2019 il termine dei 30 giorni  decorre dal 2 gennaio 2019. In definitiva se è stato specificato 30 giorni dalla data di pubblicazione i 30 giorni partiranno dal 2 gennaio 2019 fino al  31 gennaio 2019.

Dies a quo non computatur in termino

Questa locuzione latina si traduce approssimativamente in italiano come “giorno da cui non si computa nel termine”. Questa espressione viene utilizzata nel contesto giuridico per indicare un giorno da cui non si inizia a calcolare un determinato periodo di tempo. In altre parole, è un giorno che non viene incluso nel conteggio del termine o del periodo di tempo stabilito per una determinata azione legale o un obbligo.

Questa espressione è spesso utilizzata per chiarire quando inizia a decorrere un termine e per evitare confusione nel calcolo dei giorni previsti per l’adempimento di obblighi contrattuali o di altre disposizioni giuridiche.

Un altro caso 

Se nel bando è scritto “entro 30 giorni“, il termine decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando.

In pratica se il bando è stato pubblicato in data  1 gennaio 2019 il termine dei 30 giorni  decorre dal 2 gennaio 2019.

In definitiva  i 30 giorni partiranno dal 2 gennaio 2019 fino al  31 gennaio 2019.

Per aiutarti abbiamo pubblicato sotto una tabella con il numero del giorno e data, questa tabella torna utile per capire. Spesso un errore che viene commesso è quello di sommare (per esempio con Excel) 30 giorni al 2 gennaio. Questo porterebbe il limite superiore al 1 febbraio 2019 e non al 31 gennaio 2019.

Data di Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 01/01/2019
1 02/01/2019
2 03/01/2019
3 04/01/2019
4 05/01/2019
5 06/01/2019
6 07/01/2019
7 08/01/2019
8 09/01/2019
9 10/01/2019
10 11/01/2019
11 12/01/2019
12 13/01/2019
13 14/01/2019
14 15/01/2019
15 16/01/2019
16 17/01/2019
17 18/01/2019
18 19/01/2019
19 20/01/2019
20 21/01/2019
21 22/01/2019
22 23/01/2019
23 24/01/2019
24 25/01/2019
25 26/01/2019
26 27/01/2019
27 28/01/2019
28 29/01/2019
29 30/01/2019
30 31/01/2019

Quindi se una domanda per un presunto Bando di concorso dovesse arrivare presso l’amministrazione in data 1 febbraio 2019 sarebbe scartata perché arrivata oltre i termini.

Dalla Gazzetta Ufficiale viene anche specificato che se nel bando non ci sono indicazioni, la scadenza è di n. 30 gg a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando (D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, art. 4);
nel caso in cui le Amministrazioni intendano derogare all’art. 4 D.P.R. 487/1994 riportando esattamente la data di scadenza nel testo dell’avviso, verranno adottate le indicazioni dell’autorità emanante;

Caso in cui la scadenza del bando coincide con i giorni festivi

Se la data di scadenza coincide con un giorno festivo, è indicata tale data lasciando al lettore l’applicazione del principio della posticipazione ‘ipso iure’ ex art. 2963 c.c. e 155 c.p.c.;

Caso in cui la Pubblicazione bando è sul “sito internet” dell’amministrazione

Se nel bando si fa riferimento alla pubblicazione sul “sito internet”, la data di scadenza non è riportata; per chiarimenti si legga la FAQ  su Gazzetta Ufficiale

Attenzione!
L’unica data ufficiale è quella ricavabile dal testo del Bando


Potrebbe interessarti sullo stesso argomento aggiungere giorni ad una data 

Privacy – Come rimuovere un’immagine dai risultati di ricerca di Google?

Rimuovere un’immagine dai risultati di ricerca di Google

Questa domanda ci è stata posta da un utente che desiderava togliere una immagine che lo riguardava dai risultati di ricerca del sito  images.google.com ovvero da Google.

Questo è un problema serissimo e Google molto attento alla privacy, ha provveduto ad aiutarci con un help online molto semplice da seguire.

Di seguito abbiamo noi sintetizzato il tutto per te mentre in fondo trovi il link ufficiale sul supporto di  Google agli utenti.

Vediamo come fare seguendo gli step consigliati da Google

Per rimuovere le immagini dai risultati di ricerca, bisogna procedere seguendo questi step:

  1. Cerca l’immagine desiderata sul sito images.google.com.
  2. Seleziona il link all’immagine cliccando  sulla miniatura  con il pulsante destro del mouse e selezionando Copia indirizzo link.
  3. A questo punto Visita la pagina https://www.google.com/webmasters/tools/removals?pli=1  (Rimuovi contenuti obsoleti).
  4. Incolla l’URL nella casella accanto a “Richiedi rimozione“.
  5. Fai clic su Richiedi rimozione.
    • Se ricevi il messaggio “Riteniamo che l’immagine o la pagina web oggetto della richiesta non sia stata rimossa dal proprietario del sito”, segui i passaggi sullo schermo per fornirci ulteriori informazioni.
    • Se ricevi il messaggio “Questi contenuti non sono più presenti sul sito web“, fai clic su Richiedi rimozione.

Ma non è finita qui. Se tutto andrà per il verso giusto l’immagine verrà tolta dal repository di Google ma non verrà cancellata sul sito dove l’immagine risiede e su tutti gli altri motori di ricerca.

Google precisa che non può rimuovere le immagini dal Web perché non è proprietaria dei siti in cui sono pubblicate.

Quindi anche se  l’immagine verrà eliminata dai risultati di ricerca di Google, l’immagine esiste ancora e può essere trovata, come detto sopra, su altri motori di ricerca o visitando direttamente l’URL.

Pertanto, la soluzione migliore è contattare direttamente il webmaster di quel sito per rimuovere per sempre l’immagine dal WEB

L’Help di Google

Richieste di blocco dei risultati delle ricerche in Yahoo Search: Risorse per i residenti in Europa

Euribor non più pubblicato su base 365

Dal 31 marzo Euribor 365 si calcolerà partendo da base 360

Dal prossimo 31 marzo 2019 l’EMMI (European Money Markets Institute) cesserà di pubblicare il parametro di indicizzazione Euribor calcolato su base 365.

Tale dato quindi non sarà più rinvenibile sui siti specializzati e sui quotidiani specializzati come “Il Sole 24 Ore” -, mentre si continuerà a pubblicare l’ Euribor su base 360.

L’EMMI ha però indicato alle banche la modalità con cui convertire l’Euribor su base 360 nell’ Euribor su base 365.

Come si passa da base 360 a base 365?

Euribor base 365 = Euribor base 360 x (365/360)

con arrotondamento fissato a tre decimali dopo la virgola.

Le Banche continueranno pertanto a calcolare l’Euribor su base 365 eseguendo la predetta operazione al fine di mantenere invariato il tasso di interesse applicato, senza conseguenze economiche a carico dei clienti.

Anche RIVALUTA.it  si adeguerà a tale disposizioni.

Calcolo tassi Euribor medi mensili anno. Tabelle medie mensili tassi Euribor 360 e 365 per l’anno

 

Calcolo rivalutazione e interessi legali su una somma pagata e mai rivalutata

Calcolo degli arretrati sul pagamento di un assegno di mantenimento

Il marito paga regolarmente ogni mese dal 10 ottobre 2017 l’assegno mensile al coniuge  di €700,00 ma omette di rivalutarlo ogni anno fino al 10 ottobre 2022.

Il giudice impone al marito, con sentenza,  il pagamento degli arretrati (rivalutazione ISTAT ed interessi legali) dall’anno successivo al primo pagamento (ottobre 2018) e fino alla data della sentenza 4/9/2023 (data soddisfo ovvero momento in cui il coniuge riceverà il denaro)

Calcolare gli arretrati per un importo pagato e mai rivalutato su rivaluta.it

  1. Effettuare il log-in cliccando su Accedi
  2. Clic sul pulsante Calcolo rivalutazione monetaria e interessi legali
  3. Nel calcolatore inserire i periodi nel campo Dal (10/10/2017) e nel campo Al (10/10/2022)
  4. Inserire l’importo dell’assegno mensile nel campo Importo (700)
  5. Selezionare nel blocco Calcolo Arretrati Importi pagati ma mai rivalutati.
  6. Clic su Calcola
    Screen shot Calcolo degli arretrati sul pagamento di un assegno di mantenimento
    Screen shot Calcolo degli arretrati sul pagamento di un assegno di mantenimento

 

Tutti i conteggi verranno proposti in una nuova finestra nel browser. 

Nella nuova finestra, i calcoli  sono elencati in due tabelle distinte:

la prima mostra  la rivalutazione dell’importo introdotto dal periodo Dal al periodo Al con l’elenco di tutte le rivalutazioni e la somma degli importi che dovevano essere pagati;

la seconda contiene il conteggio degli arretrati ovvero tutti gli importi non pagati comprensivi di rivalutazione monetaria e interessi legali.

La tabella, potrà essere scarica su file csv per essere rielaborato con Excel.

Di seguito la tabella che  relativa al caso preso in esame sopra.

Dal Al Importo
non pagato
Num. mensilità Importo non pagato
x
Num. mensilità
Dal
(per calcolo arretrati)
Al
(per calcolo arretrati)
Var% ISTAT Totale Importo
non pagato
rivalutato
Interessi legali
sul Totale Importo
non pagato
rivalutato
Totali parziali
(Rivalutazione Istat+Interessi legali)
10/10/2018 10/09/2019 10,5 12 126 14,50% 10/10/2022 18,27 144,27 2,72 146,99
10/10/2019 10/09/2020 10,5 12 126 14,50% 10/10/2022 18,27 144,27 1,73 146
10/10/2020 10/09/2021 10,5 12 126 14,90% 10/10/2022 18,77 144,77 1,43 146,2
10/10/2021 10/09/2022 31,82 12 381,84 11,50% 10/10/2022 43,91 425,75 4,12 429,87
10/10/2022 10/10/2022 115,97 1 115,97 0,00% 10/10/2022 0 115,97 0 115,97

Procedimento e soluzione di un caso classico

Leggi  il caso risolto sul calcolo degli arretrati per la  Rivalutazione di un assegno di mantenimento pagato e mai rivalutato.

Consigliamo di leggere anche Simulazione di un pagamento mensile di un importo pagato ma mai rivalutato

Per aggiornare un assegno di mantenimento visita Aggiorna assegno di mantenimento

Rimborsi IVA: aumentata la velocità del rimborso nel 2018

Il Ministero delle Finanze attraverso il suo Dipartimento comunica che i rimborsi IVA nel 2018 sono stati più veloci

Il Dipartimento precisa che – ai fini di rafforzare il rapporto con i cittadini e le imprese, negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria ha fortemente accelerato la tempistica di erogazione dei rimborsi fiscali. Tale accelerazione è stata favorita sia dall’ introduzione di una sistematica valutazione del livello di rischio dei contribuenti, sia dalle nuove modalità di pagamento che, a partire dal 1° gennaio 2018, viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle entrate.

Il Ministero precisa che nell’ultimo biennio non è stato necessario richiedere documentazione aggiuntiva alla maggior parte dei contribuenti (il 51,9%) in quanto automaticamente classificati a “basso rischio”. Leggi tutto

Caso di un pagamento mensile pagato e mai aggiornato con l’indice Istat

Simulazione di un pagamento mensile di un importo pagato ma mai rivalutato

La tabella sotto riporta lo sviluppo mensile di un pagamento di un assegno mensile di un importo che non è mai stato rivalutato.

Il caso risolto

Il caso è quello di un pagamento di un assegno mensile al coniuge  pari a 1500 euro al mese che il marito doveva pagare ogni mese e rivalutare ogni anno.

La data di inizio di pagamento dell’importo di 1500 euro era il 1/9/2007. La sentenza del giudice che ha imposto il pagamento degli arretrati (rivalutazione ISTAT ed interessi legali) ha fissato la data dell’ultimo pagamento alla rata del 1/2/2017.

Il giudice impone che il marito non dovrà pagare solo la differenza non pagata ma  la rivalutazione del non pagato comprensivo degli interessi legali. 

In che modo si dovranno calcolare la rivalutazione monetaria e gli interessi legali?

Un errore comune per esempio è quello di prendere il valore della differenza dell’importo che doveva essere pagato e il pagato  e calcolare rivalutazione monetaria e interessi legali dal 1/9/2007 al 1/2/2017.

Si capisce facilmente che non potrà essere questa la soluzione perché l’importo è variato negli anni.
Analizziamo il  dettaglio dei conteggi.

La tabella dello sviluppo del pagamento

Il totale che dovrà essere pagato dal marito, dovrà comprendere la rivalutazione monetaria e gli interessi legali.
Il totale da pagare sarà pari a € 15166,4

Alcune considerazioni sono necessarie:

Nella tabella non compare il periodo 2007 – 2008 perché era l’inizio del pagamento dell’assegno; la rivalutazione parte dal 2008 periodo in cui il marito doveva corrispondere l’assegno del 2007 più la rivalutazione monetaria (dal 1/9/2007 al 1/9/2008 uguale  al 3,7%) che produceva un aumento di € 55,50

 
Dal Al Importo non pagato Num. mensilità Importo non pagato X Nu. Mensilità Dal (per calcolo arretrati) Al (per calcolo arretrati) Var% ISTAT Totale Importo non pagato rivalutato Interessi legali sul Totale Importo Totali parziali (Rivalutazione Istat+Interessi legali)
01/09/2008 01/09/2009 55,5 12 666 01/09/2008 01/02/2017 9,9 731,6 96,51 828,11
01/09/2009 01/09/2010 57,06 12 684,72 01/09/2009 01/02/2017 9,7 751,07 76,55 827,62
01/09/2010 01/09/2011 81,97 12 983,64 01/09/2010 01/02/2017 8 1062,43 90,64 1153,07
01/09/2011 01/09/2012 129,43 12 1553,16 01/09/2011 01/02/2017 4,8 1628,02 117,26 1745,28
01/09/2012 01/09/2013 179,94 12 2159,28 01/09/2012 01/02/2017 1,7 2195,12 110,49 2305,61
01/09/2013 01/09/2014 193,38 12 2320,56 01/09/2013 01/02/2017 0,9 2341,68 59,32 2401
01/09/2014 01/09/2015 193,38 12 2320,56 01/09/2014 01/02/2017 1 2343,77 24,35 2368,12
01/09/2015 01/09/2016 193,38 12 2320,56 01/09/2015 01/02/2017 1,1 2345,85 8,78 2354,63
01/09/2016 01/02/2017 195,07 6 1170,42 01/09/2016 01/02/2017 1 1182,12 0,88 1183
                14581,7 584,78 15166,4

Il dettaglio di tutti i calcoli come nella tabella si potrà ottenere in automatico utilizzando il calcolatore di RIVALUTA.it seguendo le nostre  indicazioni .

Il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza

Dal  6 Marzo 2019 sarà possibile richiedere il Reddito di Cittadinanza o la Pensione di Cittadinanza

Come si richiede il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza si può richiedere rivolgendosi ai Caf o patronati, agli sportelli degli Uffici Postali con apposito modulo scaricabile dal sito INPS, oppure on line collegandosi al sito del Ministero del  Lavoro e delle Politiche Sociali  www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID (informazioni per SPID). Leggi tutto