L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile che fa salire il valore annuale dell’1,4% in accelerazione, come si vede in tabella, rispetto al +1,0% di maggio 2018.
Grafico inflazione Gennaio 2016 Maggio 2018
Nella tabella sotto abbiamo azzardato una ipotesi di un aumento mensile sempre uguale allo 0,3 per cento. Ebbene con questo aumento alla fine dell’anno 2018, l’inflazione annua potrebbe schizzare fino al 3,1 per cento! Leggi tutto
L’inflazione mensile negli Stati Uniti è stata pari a 0,5% a gennaio su base destagionalizzata mentre quella annuale è stata pari a 2,1 percento. Leggi tutto
Novità del paniere Istat 2018 per misurare l’inflazione
Prezzi al consumo: tutte le novità del 2018
Anche per il 2018 l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo finalizzata alla misura dell’inflazione.
Perché il paniere viene aggiornato ogni anno?
L’aggiornamento è necessario perché bisogna tener conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie italiane e in alcuni casi viene arricchita la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.
Lo scorso anno ovvero nel 2017 entrarono nel paniere 12 nuovi beni e servizi:
i Preparati di carne da cuocere,
i Preparati vegetariani e/o vegani,
i Centrifugati di frutta e/o verdura al bar,
la Birra artigianale,
gli Smartwatch,
i Dispositivi da polso per attività sportive,
le Soundbar (barre amplificatrici di suoni),
l’Action camera,
le Cartucce a getto d’inchiostro,
le Asciugatrici,
le Centrifughe
i Servizi assicurativi connessi all’abitazione.
Ad uscire dal paniere furono le Videocamere tradizionali (sostituite dall’Action camera).
Quanti sono e quali sono i prodotti che entrano nel paniere e quali quelli che escono per il 2018?
La principale novità del 2018 è l’utilizzo dei prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) dei beni per la cura della casa e della persona, provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) del commercio al dettaglio (ipermercati e supermercati).
Nel paniere utilizzato nel 2018 per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1489 prodotti elementari (1481 nel 2017), raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 404 aggregati.
Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) viene impiegato un paniere di 1506 prodotti elementari (1.498 nel 2017), raggruppati in 923 prodotti e 408 aggregati.
L’aggiornamento del paniere tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.
Chi entra e chi esce nel paniere ISTAT 2018
Nel 2018 entrano nel paniere cinque nuovi prodotti: l’Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga e il Robot aspirapolvere. Escono dal paniere la Telefonia pubblica, il Canone Rai e il Lettore Mp4.
L’indice dei prezzi al consumo negli US sono aumentati su base mensile dello 0,1% a dicembre su base destagionalizzata. Negli ultimi 12 mesi, l’indice è aumentato del 2,1 per cento in discesa rispetto a novembre 2017.
Lo ha comunicato oggi “the U.S. Bureau of Labor Statistics“
Tabella inflazione annua Dicembre 2016 – Dicembre 2017
L’inflazione annua dell’area dell’euro dovrebbe essere secondo le stime odierne dell’ufficio statistico dell’Unione europea dell’1,4% a dicembre 2017, in calo rispetto all’1,5% di novembre 2017.Leggi tutto
L’inflazione in Italia per il 2018 sarà in salita o in discesa?
Intanto vediamo cosa succederà per il 2017. Siamo al termine del 2017 e i dati ci dicono che l’anno che sta arrivando al capolinea avrà quasi certamente un’inflazione media tra 1,1 e 1,3 per cento. Vediamo in dettaglio e con i numeri ipotizzati degli aumenti mensili.
Se l’aumento da novembre 2017 a dicembre 2017 sarà uguale allo +0,2 avremo una inflazione annuale pari a 0,7 per cento (indice NIC con tabacchi) e una inflazione media per il 2017 uguale a 1,2%. Il valore definitivo per il 2017 lo trovi qui. Per provare la previsione dell’inflazione usa la nostra utility.
Il dato definitivo dell’inflazione media in Italia è stato del 1,2%.
I dati reali ci dicono che da Gennaio 2017 a Novembre 2017 il tasso medio annuo è pari a 1,3 mentre da Novembre 2016 a Novembre 2017 il valore è stato 1,1 per cento.
C’è da dire che il valore medio per il 2017 che si andrà a consolidare (questo sarà possibile saperlo solo dopo il 15° giorno del mese di Gennaio 2018 quando l’ISTAT diffonderà il valore per dicembre 2017) potrebbe essere il più alto registrato dal 2013 (si veda la tabella sotto).
Per il 2018 gli economisti cosa si aspettano relativamente all’inflazione?
Intanto abbiamo una comunicazione ufficiale dell’ISTAT del 30 maggio 2017, dove l’Istituto comunica per gli anni 2013-2016 gli scostamenti tra realizzazione e previsione
dell’inflazione misurata dall’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, nonché la previsione di questo stesso indicatore per gli anni 2017-2020. Per il 2018 viene ben scritto che l’indice IPCA passerà dall’1,1 % del 2017 all’1,3 per cento per il 2018 quindi 0,2 punti in più!
C’è da dire però che le loro previsioni non sono mai state rispettate. questo è ben visibile sulla loro comunicazione.
Il 2018 sarà un anno di “inflazione vivace” visto che i costi di benzina, gasolio auto, elettricità e del metano sono pervasivi e si scaricano sui prezzi finali di quasi tutti i prodotti e i servizi comprati e venduti; si parla poi di rincari del 5% sulle bollette del gas dal mese di gennaio e di 3,5% su quelle della luce. Non si dimentica che molte tariffe sono regolate dal tasso di inflazione programmatoattualmente fissato dal Ministero al 1,7 per cento
In generale il costo di tutta l’energia sarà in crescita – Questo è quello che affermano l’Adusbef e Nomisma Energia – elettricità e metano costeranno 68 euro in più, e l’acqua 45 euro in più.
L’inflazione 2018 aiuterà la rivalutazioni delle pensioni
Per il 2018 l’inflazione darà una mano ai pensionati? Si è così. Dal prossimo gennaio 2018 le pensioni si rivalutano dell’1,1 per cento. Dopo due anni a inflazione zero dove le pensioni erano ferme, per il 2018 si vedrà un leggero aumento annuo.
La circolare INPS stabilisce i valori provvisori per l’IMPORTO DELLE PENSIONI PER L’ANNO 2018
relativamente a Trattamenti minimi, Assegni vitalizi e assegni sociali.
La rivalutazione delle pensioni verrà effettuata sulla base dell’indice di rivalutazione calcolato sui dati Istat definitivi del 2017 e sull’indice di rivalutazione provvisorio per il 2018, con una percentuale di variazione per il calcolo della perequazione sulle pensioni dell’1,1% a partire dal 1° gennaio 2018.
Nei calcoli bancari il conto o il calcolo dei giorni tra due periodi può avvenire con l’inclusione del giorno iniziale, con l’esclusione del giorno iniziale oppure con l’esclusione di quello finale.
Precisiamo che i giorni effettivi nelle formule per l’anno civile sono 365 mentre per quello commerciale sono 360 giorni.
Qui sotto un esempio di conto Scalare interessi con il relativo calcolo degli interessi.
Si noti la differenza dei giorni tra la prima riga (20/11/2015) e la seconda (1/12/2015). La differenza come specificato in tabella è 11 giorni.
Esempio conto scalare interessi
Valuta
Giorni
Causale
Movimenti
Saldo
Numeri debitori
Numeri creditori
20/11/2015
11
Apertura conto
8000
8000
88000
01/12/2015
4
Prelevamento
-5000
3000
12000
05/12/2015
19
Versamento
3500
6500
123500
24/12/2015
7
Versamento
4500
11000
77000
Totale numeri
300500
Una volta calcolati i NUMERI è possibile procedere alla determinazione degli interessi e al riepilogo delle competenze e delle spese.
A questo scopo è necessario considerare che i “numeri” precedentemente calcolati non sono altro che la somma dei diversi capitali a disposizione moltiplicati per il numero dei giorni in cui sono stati a disposizione.
Pertanto
C è il capitale
r è il tasso
g è il tempo espresso in giorni
365giorni in un anno
interessi = C x r/100 x g/ 365
Che possiamo scrivere anche come
interessi = C x r x g/ 36500
Quindi è possibile calcolare gli interessi nel seguente modo: 300500 ∙ 0,25 / 36500
Gli interessi attivi sono pari a: 2,06 euro
Altro esempio con l’esclusione del giorno iniziale
Esempio di calcolo
Data iniziale: 21/3/2017
Data finale: 31/8/2017
Differenza giorni tra Data finale e Data iniziale = 163
Prestito di EURO 6.000,00 tasso = 15%
Sotto i calcoli per l’anno civile e per l’anno commerciale
Calcolo con anno civile = 6.000 x 15 x 163/36500=401,92
Calcolo con anno commerciale = 6.000 x 15 x 163/36000=397,50
Inclusione del giorno iniziale nei calcoli degli interessi
Per un esempio con l’inclusione del giorno iniziale facciamo riferimento ad una tabella (immagine originale sotto) dal sito della Banca D’Italia su Dati sui tassi di interesse per la riserva obbligatoria pubblicata in data 19/12/2017. Si osservi come il conteggio del numero dei giorni sia effettuato con l’inclusione del giorno iniziale.
Nella prima riga la differenza tra la data iniziale 01/11/2017 e quella finale 19/12/2017 riporta 49 giorni. Se avessimo applicato il metodo precedente avremmo ottenuto 48 come differenza giorni.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto il 13 dicembre 2017 il nuovo saggio di interesse legale. Il nuovo valore del saggio degli interessi è stato fissato (Art.1 del Decreto) a 0,3 per cento in ragione d’anno, con decorrenza 1 gennaio 2018.
Il precedente valore, quello in vigore dal 1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2017 era pari allo 0,1 per cento; un aumento pari a 0,2 punti percentuali.
Quando è nato il Bitcoin? Chi ha inventato il Bitcoin? Cosa è il Bitcoin? Dove comprare Bitcoin? Come acquistare Bitcoin? Avrà futuro il Bitcoin? Conviene investire in Bitcoin? È legale il Bitcoin?
Alle domande sul BitCoin abbiamo cercato di dare risposte raccogliendo i siti più importanti selezionati da Google.
La BCE acquista direttamente i titoli di stato emessi dai paesi membri e così facendo tiene bassi i costi per la restituzione di questi debiti, agevolando quindi gli stati e spostando gli investitori, che cercano un rendimento dignitoso verso il mercato finanziario.
Gli acquisti della BCE vengono fatti con denaro “nuovo”, creato appunto per l’occasione. LA BCE stampa quindi denaro fresco.
Quantitative Easing ovvero Alleggerimento Quantitativo
Questa politica è chiamata Quantitative Easing ovvero Alleggerimento Quantitativo
In parole povere la BCE non fa altro che aumentare la quantità di liquidità presente nel sistema che, così facendo, riesce a soddisfare la domanda di denaro ad un costo minore.
Tutto questo, unito alla fissazione del tasso base allo 0%, dovrebbe spingere le banche a prestare denaro all’economia invece che tenerlo immobilizzato a rendimento zero o negativo.
Gli effetti di questa politica monetaria della BCE non sarà immediata ed è per questo che la BCE continua a spingere su questo punto.
Ma ci sarà un punto di svolta?
Se la politica della BCE avrà successo, gli impieghi di liquidità inizieranno a crescere e così faranno anche i tassi, l’economia e l’inflazione.
Come sempre in economia non ci sono certezze a riguardo, tranne una: il mandato alla BCE di Mario Draghi terminerà nel 2019 e la sua politica di tassi bassi, non gradita a tutti i paesi dell’Unione, forse non sarà perpetuata.