Uno studio crossover è un tipo di disegno di studio utilizzato nella ricerca medica e scientifica.
In uno studio crossover, i partecipanti allo studio ricevono due o più trattamenti o interventi in sequenza, seguendo un ordine specifico. Ogni partecipante funge da proprio controllo, ricevendo tutti i trattamenti in modo da confrontare l’efficacia o la risposta ai diversi trattamenti all’interno del medesimo individuo.
Nello studio crossover, i partecipanti vengono assegnati casualmente a un gruppo di trattamento e a un gruppo di controllo. Il gruppo di trattamento inizia con un trattamento specifico, mentre il gruppo di controllo può ricevere un placebo o un altro trattamento di controllo. Dopo un periodo di tempo prestabilito, i gruppi si scambiano, e il gruppo di trattamento passa al trattamento di controllo mentre il gruppo di controllo riceve il trattamento iniziale.
Schema studio crossover Fonte: https://roche-focus-persona.ch/studi-clinici/
Quando è utile lo studio crossover
Lo studio crossover è particolarmente utile quando l’effetto del trattamento può variare da individuo a individuo o quando è importante confrontare l’efficacia dei trattamenti nello stesso individuo. Poiché ogni partecipante serve come proprio controllo, gli effetti individuali, come la variabilità interindividuale, vengono ridotti al minimo, migliorando la precisione dei risultati.
Quando è utilizzato lo studio crossover
Questo tipo di studio è spesso utilizzato per valutare l’efficacia dei farmaci, ma può essere applicato anche ad altre modalità di trattamento, come terapie fisiche, interventi dietetici, cambiamenti nello stile di vita oppure nello sport per valutare l’efficacia di diversi trattamenti, strategie o interventi sull’atletismo o sulla performance sportiva.
Problematiche legate allo studio crossover
Tuttavia, è importante considerare che gli studi crossover possono comportare sfide logistiche, come il washout (periodo di sospensione tra i trattamenti per eliminare l’effetto del trattamento precedente) e la possibilità di effetti di carryover (effetti residui del trattamento precedente che influenzano il trattamento successivo). Pertanto, il disegno dello studio crossover richiede una pianificazione e un’implementazione attente per garantire la validità e l’affidabilità dei risultati.
Puoi consultare questa risorsa per approfondire sullo studio crossover: Disegni dello studio clinico (https://eupati.eu/)
Dopo la sesta discesa consecutiva partita a novembre 2022, l’inflazione nell’Area Euro ad aprile 2023 interrompe la discesa e si riporta al 7,0% dal 6,9% di marzo scorso.
L’aumento mensile rispetto a marzo 2023 è stato dello 0,7% mentre lo scorso mese era 0,9%. Di seguito la tabella con gli ultimi dati.
Ultimi dati inflazione Area euro
Periodo
Var%
Aprile-2021 Aprile-2022
7,4%
Maggio-2021 Maggio-2022
8,1%
Giugno-2021 Giugno-2022
8,6%
Luglio-2021 Luglio-2022
8,9%
Agosto-2021 Agosto-2022
9,1%
Settembre-2021 Settembre-2022
9,9%
Ottobre-2021 Ottobre-2022
10,6%
Novembre-2021 Novembre-2022
10,1%
Dicembre-2021 Dicembre-2022
9,2%
Gennaio-2022 Gennaio-2023
8,6%
Febbraio-2022 Febbraio-2023
8,5%
Marzo-2022 Marzo-2023
6,9%
Aprile-2022 Aprile-2023
7%
Analizzando i principali componenti dell’inflazione nell’area dell’euro, il settore alimentare, alcol e tabacco ha registrato il tasso annuale più alto ad aprile (13,5%, rispetto al 15,5% di marzo), seguito dai beni industriali non energetici (6,2%, rispetto al 6,6% di marzo), dai servizi (5,2%, rispetto al 5,1% di marzo) e dall’energia (2,4%, rispetto a -0,9% di marzo).
I principali componenti dell’inflazione
Ciascuno dei principali componenti contribuisce in misura variabile all’inflazione complessiva nell’area dell’euro. In termini di ponderazioni per il 2023, considerando il 100% per l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), i servizi sono il componente più importante, rappresentando circa il 43,5% della spesa monetaria finale delle famiglie nell’area dell’euro. Seguono i beni industriali non energetici con circa il 26,3%.
Il settore alimentare, alcol e tabacco e l’energia rappresentano rispettivamente circa il 20,0% e il 10,2%. Insieme, costituiscono meno di un terzo della spesa nell’area dell’euro, ma possono avere un impatto significativo sull’inflazione complessiva poiché i loro prezzi tendono a fluttuare in misura significativamente maggiore rispetto agli altri componenti.
Le ponderazioni dei principali componenti dell’area dell’euro per il 2023 sono presentate nella Figura 3. La Tabella 2 mostra le loro ponderazioni relative per il 2023.
FONTE:EUROSTAT Inflazione annua Area Euro e andamento dei principali componenti da Aprile 2021 a Aprile 2023Peso percentuale dei principali componenti HICP componenti per l’Area Euro anno 2023
Ad aprile 2023, l’indice dell’inflazione è aumentato principalmente a causa di un nuovo rialzo dei prezzi dei Beni Energetici non regolamentati, i quali hanno seguito un andamento in crescita mensile del 2,3% rispetto al calo del -3,9% registrato ad aprile 2022. Questo evidenzia una forte correlazione tra l’aumento dei prezzi e quello degli energetici, che rappresentano una voce di costo fondamentale per molte attività.
Tuttavia, nel settore alimentare, si è registrato un rallentamento della crescita dei prezzi dei prodotti lavorati e non lavorati, contribuendo a moderare l’inflazione di fondo, che si attesta attualmente al +6,2%. Inoltre, si nota una decelerazione sulla tendenza annuale dei prezzi del “carrello della spesa”, scesi al +11,6%.
In sintesi, l’aumento dei prezzi dei Beni Energetici non regolamentati rappresenta la principale causa dell’attuale inflazione, mentre nel settore alimentare si registra un rallentamento della crescita dei prezzi, il che contribuisce a moderare l’indice di inflazione.
Aumenta il tasso di interesse di rateazione dei debiti per premi assicurativi e sanzioni civili
L’INAIL con la circolare n. 16 del 10 maggio 2023 ha comunicato la variazione del tasso di interesse per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori nonché quello per la determinazione delle sanzioni civili.
Palazzo INAIL
Considerato che la Banca centrale europea, con la decisione di politica monetaria del 4 maggio 2023 ha fissato al 3,75% il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ORP) a decorrere dal 10 maggio 2023 il tasso di interesse per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori di cui all’articolo 2, comma 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e quello per la determinazione delle sanzioni civili di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 sono i seguenti:
9,75% interesse dovuto per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori;
L’indice dei prezzi al consumo negli US (CPI-U) è aumentato dello 0,4% ad aprile 2023 su base destagionalizzata, dopo l’aumento dello 0,1% a marzo. L’inflazione annua è aumentata del 4,9% rispetto ad aprile dello scorso anno.
Il prezzo di beni e servizi negli Stati Uniti è rimasto ostinatamente alto nel mese di aprile, aumentando del 4,9% rispetto a un anno fa. Il tasso annuo di inflazione è diminuito drasticamente da quando ha toccato il massimo degli ultimi 40 anni del 9,1% lo scorso giugno.
L’aumento di aprile ha quasi eguagliato l’aumento del 5% registrato a marzo.
Ultimi dati Inflazione USA
Periodi
Inflazione
annua
Inflazione
mensile
Gennaio-2019 Gennaio-2020
2,5%
0,4%
Febbraio-2019 Febbraio-2020
2,3%
0,3%
Marzo-2019 Marzo-2020
1,5%
-0,2%
Gennaio-2020 Gennaio-2021
1,4%
0,4%
Febbraio-2020 Febbraio-2021
1,7%
0,5%
Marzo-2020 Marzo-2021
2,6%
0,7%
Aprile-2020 Aprile-2021
4,2%
0,8%
Maggio-2020 Maggio-2021
5,0%
0,8%
Giugno-2020 Giugno-2021
5,4%
0,9%
Luglio-2020 Luglio-2021
5,4%
0,5%
Agosto-2020 Agosto-2021
5,3%
0,2%
Settembre-2020 Settembre-2021
5,4%
0,3%
Ottobre-2020 Ottobre-2021
6,2%
0,8%
Novembre-2020 Novembre-2021
6,8%
0,5%
Dicembre-2020 Dicembre-2021
7,0%
0,3%
Gennaio-2021 Gennaio-2022
7,5%
0,8%
Febbraio-2021 Febbraio-2022
7,9%
0,9%
Marzo-2021 Marzo-2022
8,5%
1,3%
Aprile-2021 Aprile-2022
8,3%
0,6%
Maggio-2021 Maggio-2022
8,6%
1,1%
Giugno-2021 Giugno-2022
9,1%
1,4%
Luglio-2021 Luglio-2022
8,5%
-0,0%
Agosto-2021 Agosto-2022
8,3%
-0,0%
Settembre-2021 Settembre-2022
8,2%
0,2%
Ottobre-2021 Ottobre-2022
7,7%
0,4%
Novembre-2021 Novembre-2022
7,1%
-0,1%
Dicembre-2021 Dicembre-2022
6,5%
-0,3%
Gennaio-2022 Gennaio-2023
6,4%
0,8%
Febbraio-2022 Febbraio-2023
6,0%
0,6%
Marzo-2022 Marzo-2023
5,0%
0,3%
Aprile-2022 Aprile-2023
4,9%
0,5%
Il dato di aprile 2023 è il decimo dato consecutivo in ribasso ma i prezzi continuano a salire a un tasso che è più del doppio del tasso obiettivo della Federal Reserve del 2% annuo.
L’ultimo indice dei prezzi al consumo (CPI) – una misura ampiamente seguita dei costi di beni e servizi nell’economia statunitense – ha mostrato che i prezzi sono aumentati dello 0,4% nel mese, rispetto all’aumento dello 0,1% di marzo.
Le prospettive di inflazione in Area euro continuano a essere troppo elevate e da troppo tempo quindi su i tassi di interesse.
Alla luce delle perduranti alte pressioni inflazionistiche, il Consiglio direttivo ha deciso in data 4 maggio 2023 di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. La decorrenza sarà il 10 maggio pv.
L’inflazione complessiva ha registrato una riduzione negli ultimi mesi, sebbene le pressioni di fondo sui prezzi restino intense. La stima per Aprile 2023 è al 7% a marzo era 6,9%
Al tempo stesso, i passati incrementi dei tassi di interesse si stanno trasmettendo con vigore alle condizioni monetarie e di finanziamento nell’area dell’euro, mentre il ritardo e l’intensità della trasmissione all’economia reale rimangono incerti.
Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine e siano mantenuti su tali livelli finché necessario. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati per determinare livello e durata adeguati della restrizione.
In parallelo, il Consiglio direttivo continuerà a ridurre il portafoglio del Programma di acquisto di attività (PAA) dell’Eurosistema a un ritmo misurato e prevedibile. Alla luce di tali principi, il Consiglio direttivo prevede di porre fine ai reinvestimenti nell’ambito del PAA a partire da luglio 2023. Il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,75%, al 4,00% e al 3,25%, con effetto dal 10 maggio 2023.
Stima inflazione Aprile 2023: 8,3% dal 7,6% di marzo scorso
L’Istat comunica che ad aprile 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’8,3% su base annua, da +7,6% del mese precedente. Il mese scorso il dato era stato -0,4% e 7,6% come dato mensile e annuo.
L’accelerazione dell’inflazione ad aprile si deve principalmente all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,7%) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,7%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%).
Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,4%) e dal rallentamento di quelli degli Alimentari lavorati (da +15,3% a +14,7%), degli Alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).
Quali sono i Beni energetici regolamentati e non regolamentati?
Beni energetici (Energia): includono i beni energetici regolamentati e quelli non regolamentati;
Beni energetici regolamentati: includono le tariffe per l’energia elettrica mercato tutelato e il gas di rete per uso domestico;
Beni energetici non regolamentati: comprendono i carburanti per gli autoveicoli, i lubrificanti, i combustibili per uso domestico non regolamentati e l’energia elettrica mercato libero;
Confronto giornaliero dei tassi di interesse e dell’inflazione in Italia dal 1958 a marzo 2023
In questo breve post abbiamo messo a confronto i dati giornalieri dell’inflazione e i tassi di interesse della Banca D’Italia (ex TUS) e BCE (Tasso BCE) da gennaio 1959 a marzo 2023.
Cosa intendiamo per dato giornaliero? Per chiarire facciamo un esempio:
l’inflazione dal 01/01/1957 al 1/1/1958 è stata del 2,10%. Questo dato ovviamente è stato uguale fino al periodo 31/1/1957 – 31/1/1958. Quindi per i 31 giorni di gennaio abbiamo confermato il dato dell’inflazione (2,10%). Stesso identico procedimento discorso per i tassi di interesse.
In questo modo abbiamo ottenuto un confronto puntuale che offre una lettura chiara del fenomeno.
Abbiamo messo a disposizione la serie storica, che troverete di seguito, con i dati sia dell’inflazione che dei tassi di interesse.
Tassi di Interesse(Tasso ufficiale di sconto e Tasso BCE) e inflazione Italia da gennaio 1958 a marzo 2023
Qual è la differenza tra inflazione e tassi di interesse?
L’inflazione e il tasso d’interesse sono due indicatori chiave che gli economisti e gli investitori osservano attentamente per valutare la salute dell’economia.
L’inflazione si riferisce all’aumento generale dei prezzi dei beni e dei servizi nel tempo, mentre i tassi di interesse sono il costo del denaro per prestiti o investimenti.
La relazione tra l’inflazione e i tassi di interesse è complessa e spesso controversa, poiché può essere influenzata da molteplici fattori, come la politica monetaria, la politica fiscale, l’offerta e la domanda di beni e servizi e la situazione economica globale.
Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga.
In sostanza, è la somma delle imposte dirette, indirette e previdenziali a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore.
Quando si dice che lo stato italiano sta lavorando sul cuneo fiscale, cosa significa?
Significa che sta cercando di ridurre la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga. In Italia, il peso del cuneo fiscale è del 46,5%, uno dei dati più alti tra i Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) secondo il Taxing Wages. Quindi, per ogni 100 euro pagati dall’azienda per il dipendente 46,50 euro sono impiegati per tasse e contributi.
QUALI SONO I VANTAGGI DELLA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE?
Aumentare il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga
Ridurre il costo del lavoro per il datore di lavoro
Busta paga
In pratica il cuneo fiscale
Supponiamo che il costo totale sostenuto dal datore di lavoro per un lavoratore sia di 3000€ al mese. Questo include lo stipendio lordo del lavoratore, i contributi previdenziali e le tasse. Supponiamo che il lavoratore riceva in busta paga 2000€ netti al mese. In questo caso, il cuneo fiscale sarebbe di 1000€ al mese (3000€ – 2000€).
Questo ovviamente è solo un esempio per illustrare come si calcola il cuneo fiscale. Le cifre reali possono variare a seconda delle circostanze specifiche.
Il prezzo del gasolio dal 1996 al 2023 confrontato con l’inflazione
L’aumento dei prezzi dei carburanti causa l’inflazione?
Confronto prezzo gasolio e inflazione Italia gennaio 1996-marzo 2023
Il grafico e i dati del prezzo del gasolio e dell’inflazione in Italia affiancati evidenziano un andamento più o meno simile tra prezzo del gasolio e inflazione. Si nota come l’aumento dell’inflazione si verifichi con un ritardo di circa un mese dall’aumento del gasolio.
Solo nel periodo che va da aprile 2004 a aprile 2006 c’è una divergenza dei dati: il gasolio sale e l’inflazione, al contrario, è in netta discesa.
Dal 2006 al 2023 si evidenzia tra le due serie di dati una forte e decisa correlazione, e ciò fa pensare che il prezzo del gasolio sia molto influente sull’inflazione.
Questa potrebbe sembrare una riflessione ovvia, ma a volte l’ovvietà sfugge.
Al lettore lasciamo le dovute osservazioni.
Potrebbe essere utile sullo stesso argomento consultare:
Inflazione Area euro a marzo 2023 scende al 6,9% , lo scorso mese era stato 8,5%
L’inflazione annua nell’Area euro nel mese di Marzo 2023 è risultata pari a 6,9% confermando la stima e in calo rispetto all’8,5% dello scorso mese di Febbraio.
Sempre a Marzo 2023 l’inflazione mensile rispetto al mese precedente (Febbraio 2023 ) registra una variazione uguale a 0,9%; a Febbraio 2023 era stata del 0,8%.
L’inflazione media per l’anno 2023 è uguale a 8%. Lo scorso anno fu del 8,3%
L’inflazione biennale rispetto a Marzo 2021 è risultata uguale a 14,8%, un anno fa a Marzo 2022 il dato era 7,4%.
I tassi annuali più bassi nell’Area euro sono stati rilevati in Lussemburgo (2,9%), Spagna (3,1%) e Paesi Bassi (4,5%). I tassi annuali più elevati sono stati registrati in Ungheria (25,6%), Lettonia (17,2%) e Cechia (16,5%). Paragonato a febbraio, l’inflazione annua è scesa in venticinque Stati membri ed è aumentata in due.
A marzo, il contributo maggiore al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro è venuto da generi alimentari, alcolici e tabacco , seguiti da servizi , beni industriali non energetici (+1,71 pp) ed energia.
Il trend dell’inflazione nell’Area Euro conferma il trend generale in quasi in tutti i paesi dell’Area, come specificato sopra ma in particolare si inizia a vedere il peso del cambio di passo sugli interessi imposti nei mesi scorso dalla BCE.
In definitiva la strategia di politica monetaria della BCE sta avendo i suoi frutti
Confronto dell’inflazione tra AREA Euro e US
Abbiamo confrontato i dati dell’inflazione tra Area Euro e US e ne è venuto fuori un grafico molto interessante. Quello che si evidenzia è che viene all’occhio è l’anticipo sia dell’innalzamento dell’inflazione negli USA e sia della diminuzione rispetto all’Area Euro. Verrebbe da pensare che forse sarebbe il caso di “guardare gli States” per capire cosa succederà da noi in Europa.
A marzo 2023 si registra la quarta discesa consecutiva dell’inflazione
Inflazione marzo 2023
In Italia il dato dell’inflazione scende per la quarta volta consecutiva. A marzo 2023 +7,6% in un anno e una diminuzione mensile uguale a -0,4%. La variazione mensile registrata a marzo con -0,4% rispetto a febbraio, è la discesa maggiore rispetto al mese precedente mai registrata da ottobre 2020, a settembre 2020 si arrivò a -0,7%.
Il rientro dell’inflazione, come precisano dall’Istat è spinto dalla dinamica dei prezzi dei Beni Energetici in netto calo: -8,9% rispetto a febbraio scorso e +5,5% rispetto all’anno precedente. I Beni alimentari ancora su; rispetto a febbraio +0,9% e 12,9% rispetto a marzo dello scorso anno.
Di seguito il prospetto (fonte ISTAT) per tipologia di prodotto con tutte le variazioni percentuali.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
Dalla tabella emerge nonostante il permanere delle tensioni al rialzo nel comparto dei Beni alimentari non lavorati e dei Servizi, segnali di esaurimento della fase di accelerazione che, nei mesi scorsi, aveva caratterizzato la dinamica dei prezzi di ampi settori del paniere. Dopo la progressione che ha caratterizzato il 2022, l’inflazione di fondo si stabilizza al +6,3%.
Il carrello della spesa?
I prezzi del “carrello della spesa” rallentano su base tendenziale, scendendo a +12,6%.
Indice FOI per le rivalutazioni monetarie a Marzo 2023
L’indice FOI utile per adeguare periodicamente i valori monetari come per esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato a Marzo 2023 segna un aumento annuo del 7,4% e una diminuzione rispetto a febbraio scorso uguale a -0,4%. Rispetto allo stesso periodo di due anni precedenti +14,2%.
Com’è variata la rata del mutuo casa dal 2018 al 2023: un caso reale
Per i possessori di un mutuo casa a tasso variabile il periodo economico che stiamo attraversando non è sicuramente consigliato per dormire sonni tranquilli.
Gli articoli sul web, i post sui social, la TV e i media in generale, nella maggior parte dei casi su questo argomento sono poco chiari.
Poco chiari nel senso che non ci sono mai numeri oggettivi da valutare. Gli autori oltre che a buttare benzina sul fuoco con articoli allarmanti del tipo: “Tassi alle stelle”, “Le rate raddoppiano” e così via non propongono casi reali e pratici da valutare ed analizzare.
Con questo articolo mettiamo a disposizione dei lettori un caso vero relativo al pagamento della rata del mutuo e l’analisi del suo trend dal 2018 al 203. Ecco di seguito la documentazione tecnica del mutuo.
Caratteristiche del mutuo
Banca erogatrice: UNICREDIT
Data di erogazione: 30 gennaio 2018
Capitale erogato: € 114.268,28
Periodicità rate: mensile
N. rate: 204
Data termine: 31 gennaio 2035
Tipo di tasso: Variabile
Parametro di indicizzazione: Euribor 365 a tre mesi; il tasso di interesse sarà pari alla somma algebrica dell’Euribor 365 a tre mesi arrotondato allo 0,05 superiore con uno spread di 1,250 e qualora il tasso fosse negativo il tasso applicato sarà sempre uguale a zero.
Storia e riepilogo del mutuo casa
La I rata del mutuo fu pagata il 28 febbraio 2018 per un importo di € 612,76 di cui capitale € 516,35 € e interessi € 96,41.
Di seguito la tabella e relativo grafico dove è possibile valutare la differenza tra l’importo della prima rata e l’ultima, pagata a marzo 2023.
La differenza percentuale tra la prima e l’ultima rata è stata del 16,74%; l’importo della rata passa in circa 5 anni da € 612,76 iniziale a € 715,35 finale. In definitiva l’aumento della rata è stato di € 102,59 al mese che moltiplicato per 12 mesi (aumento annuo) restituisce un totale di € 1231,08.
Nella tabella di seguito tutti i dettagli.
Data pagamento
rata
Importo rata
Tasso applicato
(Euribor 3M + spread 1,25)
Euribor tre mesi(356)
Tasso arrotondato allo 0,05 superiore
Differenza tra
ultima rata e prima rata
(*)Totale
anno 2018 e 2023
* Differenza annua tra pagamento
12 rate primo anno con ultimo anno.
Variazione percentuale
tra ultima rata e prima rata
Variazione percentuale
tra totale 2023
e totale 2018
28/02/2018
€ 612,76
1,25%
-0,3%
–
€ 7.293,57
–
–
–
31/03/2023
€715,35
4,25%
3%
€ 102,59
€8.550,81
€ 1231,08
16,74%
17,1%
* Per il primo anno abbiamo, ipotizzato il pagamento della rata a gennaio 2018 uguale a febbraio 2018;
Per l’anno 2023 abbiamo ipotizzato che la rata di marzo 715,35 fosse costante fino a dicembre 2023
Andamento rata mutuo tra la prima l’ultima nel periodo febbraio 2018-marzo 2023
Ad ogni punto percentuale di aumento del tasso Euribor quanto è stato l’aumento percentuale della rata?
Questa è una domanda necessaria per avere contezza del futuro della rata valutando il valore presente dei tassi di interesse.
Per calcolare l’aumento percentuale reale della rata per ogni punto percentuale di aumento del tasso, possiamo usare la seguente formula:
Aumento percentuale reale della rata = (Rata finale - Rata iniziale) / Rata iniziale / (Tasso finale - Tasso iniziale) * 100
Sostituendo i valori della tabella nella formula otteniamo:
Aumento percentuale reale della rata = (715,35 - 612,76) / 612,76 / (4,25 - 1,25) * 100 = 5,56
Quindi nel caso specifico l’aumento percentuale reale della rata per ogni punto percentuale di aumento del tasso è stato circa il 5.56%.
L’impatto degli aumenti dei tassi sulle rate del mutuo casa dal 2018 al 2023
Si nota dai dati generali elencati in tabella che le rate pagate negli anni fino a maggio 2022 ovviamente hanno mantenuto il trend dei tassi e non sono variate. Un aumento consistente si evidenzia dalla rata del 31 agosto 2022 quando l’importo passa da € 601,74 a € 628,12. Considerato che stiamo parlando di un tasso Euribor a 3 mesi l’aumento del tasso iniziava la sua salita a maggio 2022 quando era quotato -0,045% per “svalicare” lo zero a luglio 2022 con 0,653% che arrotondato diventerà 0,7%. Questo periodo va evidenziato come l’inizio in cui i tassi in generale e quindi anche l’Euribor iniziano la loro repentina salita.
RATA
SCADENZA
QUOTA CAPITALE
QUOTA INTERESSI
RATA
RESIDUO
MESI MANCANTI
EURIBOR 3 MESI(365)
TASSO ARROTONDATO ALLO 0,05 SUPERIORE
EURIBOR + SPREAD
1
28/02/2018
516,35€
96,41€
612,76€
113.751,93€
203
-0,27
-0,3
1,25
2
31/03/2018
516,75€
90,05€
606,80€
113.235,18€
202
-0,271
-0,3
1,25
3
30/04/2018
517,16€
89,64€
606,80€
112.718,02€
201
-0,269
-0,3
1,25
4
31/05/2018
517,57€
89,24€
606,81€
112.200,45€
200
-0,269
-0,3
1,25
5
30/06/2018
517,98€
88,83€
606,81€
111.682,47€
199
-0,27
-0,3
1,25
6
31/07/2018
518,39€
88,42€
606,81€
111.164,08€
198
-0,268
-0,3
1,25
7
31/08/2018
518,80€
88,00€
606,80€
110.645,28€
197
-0,268
-0,3
1,25
8
30/09/2018
519,21€
87,59€
606,80€
110.126,07€
196
-0,268
-0,3
1,25
9
31/10/2018
519,62€
87,18€
606,80€
109.606,45€
195
-0,259
-0,3
1,25
10
30/11/2018
520,04€
86,77€
606,81€
109.086,41€
194
-0,251
-0,3
1,25
11
31/12/2018
520,45€
86,36€
606,81€
108.565,96€
193
-0,237
-0,2
1,25
12
31/01/2019
520,86€
85,95€
606,81€
108.045,10€
192
-0,236
-0,2
1,25
13
28/02/2019
521,27€
85,54€
606,81€
107.523,83€
191
-0,229
-0,2
1,25
14
31/03/2019
521,69€
85,12€
606,81€
107.002,14€
190
-0,228
-0,2
1,25
15
30/04/2019
522,10€
84,71€
606,81€
106.480,04€
189
-0,231
-0,2
1,25
16
31/05/2019
522,51€
84,30€
606,81€
105.957,53€
188
-0,25
-0,3
1,25
17
30/06/2019
522,93€
83,88€
606,81€
105.434,60€
187
-0,311
-0,3
1,25
18
31/07/2019
523,34€
83,47€
606,81€
104.911,26€
186
-0,362
-0,4
1,25
19
31/08/2019
525,82€
78,68€
604,50€
104.385,44€
185
-0,428
-0,4
1,25
20
30/09/2019
526,22€
78,29€
604,51€
103.859,22€
184
-0,386
-0,4
1,25
21
31/10/2019
526,61€
77,89€
604,50€
103.332,61€
183
-0,337
-0,3
1,25
22
30/11/2019
529,05€
73,19€
602,24€
102.803,56€
182
-0,343
-0,3
1,25
23
31/12/2019
529,43€
72,82€
602,25€
102.274,13€
181
-0,324
-0,3
1,25
24
31/01/2020
529,80€
72,44€
602,24€
101.744,33€
180
-0,338
-0,3
1,25
25
29/02/2020
530,18€
72,07€
602,25€
101.214,15€
179
-0,386
-0,4
1,25
26
31/03/2020
530,55€
71,69€
602,24€
100.683,60€
178
-0,287
-0,3
1,25
27
30/04/2020
530,93€
71,32€
602,25€
100.152,67€
177
-0,17
-0,2
1,25
28
31/05/2020
525,36€
83,46€
608,82€
99.627,31€
176
-0,158
-0,2
1,25
29
30/06/2020
525,80€
83,02€
608,82€
99.101,51€
175
-0,308
-0,3
1,25
30
31/07/2020
526,24€
82,58€
608,82€
98.575,27€
174
-0,407
-0,4
1,25
31
31/08/2020
534,49€
65,72€
600,21€
98.040,78€
173
-0,448
-0,5
1,25
32
30/09/2020
534,85€
65,36€
600,21€
97.505,93€
172
-0,48
-0,5
1,25
33
31/10/2020
535,20€
65,00€
600,20€
96.970,73€
171
-0,521
-0,5
1,25
34
30/11/2020
537,49€
60,61€
598,10€
96.433,24€
170
-0,508
-0,5
1,25
35
31/12/2020
537,83€
60,27€
598,10€
95.895,41€
169
-0,526
-0,5
1,25
36
31/01/2021
538,17€
59,93€
598,10€
95.357,24€
168
-0,531
-0,5
1,25
37
28/02/2021
540,41€
55,63€
596,04€
94.816,83€
167
-0,516
-0,5
1,25
38
31/03/2021
540,72€
55,31€
596,03€
94.276,11€
166
-0,509
-0,5
1,25
39
30/04/2021
541,04€
54,99€
596,03€
93.735,07€
165
-0,521
-0,5
1,25
40
31/05/2021
539,48€
58,58€
598,06€
93.195,59€
164
-0,513
-0,5
1,25
41
30/06/2021
539,82€
58,25€
598,07€
92.655,77€
163
-0,515
-0,5
1,25
42
31/07/2021
540,15€
57,91€
598,06€
92.115,62€
162
-0,523
-0,5
1,25
43
31/08/2021
542,34€
53,73€
596,07€
91.573,28€
161
-0,522
-0,5
1,25
44
30/09/2021
542,65€
53,42€
596,07€
91.030,63€
160
-0,528
-0,5
1,25
45
31/10/2021
542,97€
53,10€
596,07€
90.487,66€
159
-0,527
-0,5
1,25
46
30/11/2021
543,29€
52,78€
596,07€
89.944,37€
158
-0,538
-0,5
1,25
47
31/12/2021
543,60€
52,47€
596,07€
89.400,77€
157
-0,546
-0,5
1,25
48
31/01/2022
543,92€
52,15€
596,07€
88.856,85€
156
-0,514
-0,5
1,25
49
28/02/2022
544,24€
51,83€
596,07€
88.312,61€
155
-0,493
-0,5
1,25
50
31/03/2022
544,56€
51,52€
596,08€
87.768,05€
154
-0,367
-0,4
1,25
51
30/04/2022
544,87€
51,20€
596,07€
87.223,18€
153
-0,226
-0,2
1,25
52
31/05/2022
539,95€
61,78€
601,73€
86.683,23€
152
-0,045
0
1,25
53
30/06/2022
540,34€
61,40€
601,74€
86.142,89€
151
0,263
0,3
1,55
54
31/07/2022
540,72€
61,02€
601,74€
85.602,17€
150
0,653
0,7
1,95
55
31/08/2022
517,55€
110,57€
628,12€
85.084,62€
149
1,203
1,2
2,45
56
30/09/2022
518,22€
109,90€
628,12€
84.566,40€
148
1,809
1,8
3,05
57
31/10/2022
518,89€
109,23€
628,12€
84.047,51€
147
2,13
2,1
3,35
58
30/11/2022
475,35€
206,62€
681,97€
83.572,16€
146
2,414
2,4
3,65
59
31/12/2022
476,52€
205,45€
681,97€
83.095,64€
145
2,693
2,7
3,95
60
31/01/2023
477,69€
204,28€
681,97€
82.617,95€
144
2,988
3
4,25
61
28/02/2023
453,72€
261,62€
715,34€
82.164,23€
143
3,29
3,3
4,55
62
31/03/2023
455,16€
260,19€
715,35€
81.709,07€
142
3,341
3,3
4,55
Relazione inflazione Area euro con tassi di interesse
Nel grafico sotto abbiamo messo in relazione i dati mensili dal 2018 a marzo 2023 relativi a: inflazione in Area euro, Euribor 3 mesi, importo rata mutuo casa, tasso applicato sulla rata e tasso BCE . Da notare come il tasso BCE ha iniziato la stretta e quindi la salita con un ritardo rispetto all’inflazione di 18 mesi. L’inflazione inizia la sua risalita da gennaio 2021 e la BCE inizia ad alzare i tassi a luglio 2022 mentre l’Euribor anticipa di un mese la BCE.
Grafico inflazione Area euro, tasso BCE, Euribor, rata e tasso mutuo
Relazione Inflazione Area euro, Euribor 3 mesi, tasso BCE, rata mutuo casa e tasso rata dal 2018 al 2023
il mutuo è ovviamente legato al tasso Euribor che a sua volta è influenzato dal tasso BCE. Ma chi influenza il tasso BCE? Sappiamo bene che è l’inflazione la causa e lo sa bene anche la BCE ed è per questo che, anche se in ritardo la Banca centrale ha spinto i tassi verso l’alto.
I dati evidenziano un chiaro segnale di discesa dell’inflazione che conferma la politica monetaria della BCE. Quindi non nell’immediato ma entro il 2024 assisteremo ad una lenta discesa dei tassi. Quindi occhio all’inflazione!
Spesso nei contratti di mutuo, nel calcolo del tasso di interesse variabile (ad esempio con tasso Euribor), viene specificato nelle clausole che il tasso applicato sarà pari alla somma dell’Euribor (365 giorni, a tre mesi) **arrotondato allo 0,05 superiore**. Questa clausola è più comune di quanto si pensi, e può incidere sensibilmente sull’importo finale delle rate.
Ma cosa significa davvero “arrotondato allo 0,05 superiore”? E come si calcola?
Clausola tassi di interessi e altri costi muto casa
🔍 Cos’è l’arrotondamento allo 0,05 superiore?
Significa che, una volta calcolato il tasso (es. Euribor + spread), se il risultato non è già un multiplo esatto di 0,05, esso verrà **portato al multiplo di 0,05 più vicino per eccesso**.
È una forma di arrotondamento che penalizza il mutuatario, poiché comporta un piccolo incremento del tasso, sistematicamente a favore della banca.
📐 Metodo di calcolo – Formula generale
Matematicamente, si utilizza la seguente formula:
Tasso arrotondato = ceil(N / P) × P
Dove:
N è il tasso da arrotondare (es. 3,09)
P è il passo di arrotondamento (nel nostro caso 0,05)
ceil() è la funzione “ceiling”, cioè arrotondamento per eccesso
🧮 Esempio pratico
Supponiamo che il valore dell’Euribor a tre mesi sia 3,09% (come accaduto il 4 aprile 2023). Applicando il metodo:
3,09 ÷ 0,05 = 61,8
ceil(61,8) = 62
62 × 0,05 = 3,10%
👉 Quindi 3,09% viene arrotondato a 3,10%.
📌 Perché moltiplicare per 20?
Moltiplicare per 20 (ovvero 1 / 0,05) è una tecnica utile quando si lavora senza funzioni matematiche avanzate. Trasforma il passo di 0,05 in un’unità intera:
3,09 × 20 = 61,8
ceil(61,8) = 62
62 ÷ 20 = 3,10
È lo stesso risultato, ottenuto con una scorciatoia pratica, usabile anche in strumenti come Excel o una calcolatrice semplice.
📊 Arrotondare in Excel
In Excel, puoi utilizzare la funzione:
=ARROTONDA.MULTIPLO(numero; multiplo)
Ad esempio:
=ARROTONDA.MULTIPLO(3,09; 0,05)
Il risultato sarà **3,10**, esattamente come nel nostro esempio.
La funzione ARROTONDA.MULTIPLO arrotonda il numero al multiplo più vicino, ma se vuoi solo l’arrotondamento per eccesso (come nei mutui), puoi usare:
L’arrotondamento allo 0,05 superiore, anche se apparentemente innocuo, può portare nel lungo periodo a pagare interessi leggermente più alti. È importante conoscere questa clausola, capirne l’effetto e, se possibile, valutarla attentamente in fase di firma o rinegoziazione del mutuo.
Conoscere come si calcola non solo ti rende più consapevole, ma ti aiuta anche a fare valutazioni più trasparenti e consapevoli del costo reale del tuo mutuo.