Tassi di interesse e inflazione Italia dal 1958 al 2023

Confronto giornaliero dei tassi di interesse e dell’inflazione in Italia dal 1958 a marzo 2023

In questo breve post abbiamo messo a confronto i dati giornalieri dell’inflazione e i tassi di interesse della Banca D’Italia (ex TUS) e BCE (Tasso BCE) da gennaio 1959 a marzo 2023.

Cosa intendiamo per dato giornaliero? Per chiarire facciamo un esempio:

l’inflazione dal 01/01/1957  al 1/1/1958 è stata del 2,10%. Questo dato ovviamente è stato uguale fino al periodo 31/1/1957 – 31/1/1958. Quindi per i 31 giorni di gennaio  abbiamo confermato il dato dell’inflazione (2,10%). Stesso identico procedimento discorso per i tassi di interesse.

In questo modo abbiamo ottenuto un  confronto puntuale  che offre una lettura chiara del fenomeno.

Abbiamo messo a disposizione la serie storica, che troverete di seguito, con i dati sia dell’inflazione che dei tassi di interesse.

 

Tassi di Interesse(Tasso ufficiale di sconto e Tasso BCE) e inflazione Italia da gennaio 1958 a marzo 2023
Tassi di Interesse(Tasso ufficiale di sconto e Tasso BCE) e inflazione Italia da gennaio 1958 a marzo 2023

Qual è la differenza tra inflazione e tassi di interesse?

L’inflazione e il tasso d’interesse sono due indicatori chiave che gli economisti e gli investitori osservano attentamente per valutare la salute dell’economia.

L’inflazione si riferisce all’aumento generale dei prezzi dei beni e dei servizi nel tempo, mentre i tassi di interesse sono il costo del denaro per prestiti o investimenti.

La relazione tra l’inflazione e i tassi di interesse è complessa e spesso controversa, poiché può essere influenzata da molteplici fattori, come la politica monetaria, la politica fiscale, l’offerta e la domanda di beni e servizi e la situazione economica globale.

La BCE spiega in maniera chiara ed  esaustiva qual è il suo obiettivo: Il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi e il riesame della strategia

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Cos’è Il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale in dettaglio

Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga.

In sostanza, è la somma delle imposte dirette, indirette e previdenziali a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore.

Quando si dice che lo stato italiano sta lavorando sul cuneo fiscale, cosa significa?

Significa che sta cercando di ridurre la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga. In Italia, il peso del cuneo fiscale è del 46,5%, uno dei dati più alti tra i Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) secondo il Taxing Wages. Quindi, per ogni 100 euro pagati dall’azienda per il dipendente 46,50 euro sono impiegati per tasse e contributi.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE?

  1. Aumentare il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga
  2. Ridurre il costo del lavoro per il datore di lavoro
Busta paga
Busta paga

In pratica il  cuneo fiscale

Supponiamo che il costo totale sostenuto dal datore di lavoro per un lavoratore sia di 3000€ al mese. Questo include lo stipendio lordo del lavoratore, i contributi previdenziali e le tasse. Supponiamo che il lavoratore riceva in busta paga 2000€ netti al mese. In questo caso, il cuneo fiscale sarebbe di 1000€ al mese (3000€ – 2000€).

Questo ovviamente è solo un esempio per illustrare come si calcola il cuneo fiscale. Le cifre reali possono variare a seconda delle circostanze specifiche.

Per approfondire sul cuneo fiscale

Confronto inflazione e prezzo del gasolio autotrazione

Il prezzo del gasolio dal 1996 al 2023 confrontato con l’inflazione

L’aumento dei prezzi dei carburanti causa l’inflazione?

Confronto prezzo gasolio e inflazione Italia gennaio 1996-marzo 2023
Confronto prezzo gasolio e inflazione Italia gennaio 1996-marzo 2023

Il grafico e i dati del prezzo del gasolio e dell’inflazione in Italia affiancati evidenziano un andamento più o meno simile tra prezzo del gasolio e inflazione. Si nota come l’aumento dell’inflazione si verifichi con un ritardo di circa un mese dall’aumento del gasolio.

Solo nel periodo che va da aprile 2004 a aprile 2006 c’è una divergenza dei dati: il gasolio sale e l’inflazione, al contrario, è in netta discesa.

Dal 2006 al 2023 si evidenzia tra le due serie di dati una forte e decisa correlazione, e ciò fa pensare che il prezzo del gasolio sia molto influente sull’inflazione.

Questa potrebbe sembrare una riflessione ovvia, ma a volte l’ovvietà sfugge.

Al lettore lasciamo le dovute osservazioni.

 

Potrebbe essere utile sullo stesso argomento consultare:

La crisi energetica nel 1973

Sotto il grafico dell’inflazione in Italia dal 1965 al 1975. Si noti il picco raggiunto a novembre 1974 con 25,2%. Nello stesso periodo il Tasso ufficiale di sconto fissato dalla Banca d’Italia era dell’8% e raggiunse il massimo del 19% nel 1981.

Grafico inflazione Italia 1965-1975
Grafico inflazione Italia 1965-1975

Leggi wikipedia.org 

Inflazione Area Euro: a marzo 2023 calo deciso con +6,9%

Inflazione Area euro a marzo 2023 scende al 6,9% , lo scorso mese era stato 8,5%

L’inflazione annua nell’Area euro nel mese di Marzo 2023 è risultata pari a 6,9% confermando la stima e in calo rispetto all’8,5% dello scorso mese di Febbraio.

Sempre a Marzo 2023 l’inflazione mensile rispetto al mese precedente (Febbraio 2023 ) registra una variazione uguale a 0,9%; a Febbraio 2023 era stata del 0,8%.

 


L’inflazione media per l’anno 2023 è uguale a 8%. Lo scorso anno fu del 8,3%

L’inflazione biennale rispetto a Marzo 2021 è risultata uguale a 14,8%, un anno fa a Marzo 2022 il dato era 7,4%.

I tassi annuali più bassi nell’Area euro sono stati rilevati in Lussemburgo (2,9%), Spagna (3,1%) e Paesi Bassi (4,5%). I tassi annuali più elevati sono stati registrati in Ungheria (25,6%), Lettonia (17,2%) e Cechia (16,5%). Paragonato a febbraio, l’inflazione annua è scesa in venticinque Stati membri ed è aumentata in due.

A marzo, il contributo maggiore al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro è venuto da generi alimentari, alcolici e tabacco , seguiti da servizi , beni industriali non energetici (+1,71 pp) ed energia.

Il trend dell’inflazione nell’Area Euro conferma il trend generale in quasi  in tutti i paesi dell’Area, come specificato sopra ma in particolare si inizia a vedere il peso del cambio di passo sugli interessi imposti nei mesi scorso dalla BCE.

In definitiva la strategia di politica monetaria della BCE sta avendo i suoi frutti

Confronto dell’inflazione tra  AREA Euro e US

Abbiamo confrontato i dati dell’inflazione tra Area Euro e US e ne è venuto fuori un grafico molto interessante. Quello che si evidenzia è che viene all’occhio è l’anticipo sia dell’innalzamento dell’inflazione negli USA e sia della diminuzione rispetto all’Area Euro. Verrebbe da pensare che forse sarebbe il caso di “guardare gli States” per capire cosa succederà da noi in Europa.

 

Utilizza l’utility per confrontare i dati dell’inflazione 

Approfondisci l’analisi di questi dati dell’inflazione dal 2020 al 2023

Inflazione marzo 2023 in rapida discesa: +7,6%

A marzo 2023 si registra la quarta discesa consecutiva dell’inflazione

Inflazione marzo 2023
Inflazione marzo 2023

In Italia il dato dell’inflazione scende per la quarta volta consecutiva. A marzo 2023 +7,6% in un anno e una diminuzione mensile uguale a -0,4%. La variazione mensile registrata a marzo con  -0,4% rispetto a febbraio, è la discesa maggiore rispetto al mese precedente mai registrata da ottobre 2020,  a settembre 2020 si arrivò a -0,7%.

 

I dati definitivi tra l’altro non confermano le previsioni che erano state comunicate dall’ISTAT con -0,3% per la variazione mensile e +7,7% per quella annuale.

Ultimi dati Inflazione ITALIA

Periodo Var%
Marzo-2021 Marzo-2022 6,5%
Aprile-2021 Aprile-2022 6%
Maggio-2021 Maggio-2022 6,8%
Giugno-2021 Giugno-2022 8%
Luglio-2021 Luglio-2022 7,9%
Agosto-2021 Agosto-2022 8,4%
Settembre-2021 Settembre-2022 8,9%
Ottobre-2021 Ottobre-2022 11,8%
Novembre-2021 Novembre-2022 11,8%
Dicembre-2021 Dicembre-2022 11,6%
Gennaio-2022 Gennaio-2023 10%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,1%
Marzo-2022 Marzo-2023 7,6%

Chi ha spinto la discesa dell’inflazione a marzo?

Il rientro dell’inflazione, come precisano dall’Istat è  spinto dalla dinamica dei prezzi dei Beni Energetici in netto calo: -8,9% rispetto a febbraio scorso e +5,5% rispetto all’anno precedente. I Beni alimentari ancora su; rispetto a febbraio +0,9% e 12,9% rispetto a marzo dello scorso anno.

Di seguito il prospetto (fonte ISTAT) per tipologia di prodotto con tutte le variazioni percentuali.

INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

 

Dalla tabella emerge nonostante il permanere delle tensioni al rialzo nel comparto dei Beni alimentari non lavorati e dei Servizi, segnali di esaurimento della fase di accelerazione che, nei mesi scorsi, aveva caratterizzato la dinamica dei prezzi di ampi settori del paniere. Dopo la progressione che ha caratterizzato il 2022, l’inflazione di fondo si stabilizza al +6,3%.

Il carrello della spesa?

I prezzi del “carrello della spesa” rallentano su base tendenziale, scendendo a +12,6%.

Indice FOI per le rivalutazioni monetarie a Marzo 2023

L’indice FOI utile per adeguare periodicamente i valori monetari come per esempio  il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato a Marzo 2023 segna un aumento annuo del 7,4% e una diminuzione rispetto a febbraio scorso uguale a -0,4%. Rispetto allo stesso periodo di due anni precedenti +14,2%. 

Per approfondire visita Serie storica indici ISTAT pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

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Panoramica dell’inflazione in Italia

L’inflazione media in Italia

Il comunicato Istat (pdf) per marzo 2023

Confronto inflazione Italia vs USA

 

Mutuo casa: andamento reale della rata dal 2018 al 2023

Com’è variata la rata del mutuo  casa dal 2018 al 2023: un caso reale

Per i possessori di un mutuo casa a tasso variabile il periodo economico che stiamo attraversando non è sicuramente  consigliato per dormire sonni tranquilli.

Gli articoli sul web, i post sui social,  la TV e i media in generale, nella maggior parte  dei casi su questo argomento sono poco chiari. 

Poco chiari nel senso che non ci sono mai numeri oggettivi da valutare. Gli autori oltre che a buttare benzina sul fuoco con articoli allarmanti del tipo: “Tassi alle stelle”,  “Le rate raddoppiano” e così via non propongono casi reali e pratici da valutare ed analizzare.

Con questo articolo mettiamo a disposizione dei lettori un caso vero relativo al pagamento della rata del mutuo e l’analisi del suo trend dal 2018 al 203.  Ecco di seguito la documentazione tecnica del mutuo.

Caratteristiche del mutuo

  • Banca erogatrice: UNICREDIT
  • Data di erogazione: 30 gennaio 2018
  • Capitale erogato: € 114.268,28 
  • Periodicità rate: mensile
  • N. rate: 204
  • Data termine: 31 gennaio 2035
  • Tipo di tasso: Variabile
  • Parametro di indicizzazione: Euribor 365 a tre mesi;  il tasso di interesse sarà pari alla somma algebrica dell’Euribor 365 a tre mesi arrotondato allo 0,05 superiore con uno spread di 1,250 e qualora il tasso fosse negativo il tasso applicato sarà sempre uguale a zero.

Storia e riepilogo del mutuo casa

La I rata del mutuo  fu pagata il 28 febbraio 2018 per un importo di € 612,76 di cui  capitale € 516,35 € e interessi € 96,41.

È necessario precisare che  il 28 febbraio 2018 il tasso Euribor 365 tre mesi era uguale a – 0,327% quindi negativo.

Di seguito la tabella e relativo grafico dove è possibile valutare la differenza tra l’importo della prima rata e l’ultima, pagata a marzo 2023

La differenza percentuale tra la prima e l’ultima rata è stata del 16,74%; l’importo della rata passa in circa 5 anni da € 612,76 iniziale a € 715,35 finale. In definitiva l’aumento della rata è stato di € 102,59 al mese che moltiplicato per 12 mesi (aumento annuo) restituisce un totale di € 1231,08.

Nella tabella di seguito tutti i dettagli.

Data pagamento

rata

Importo rata Tasso applicato
(Euribor 3M + spread 1,25)
Euribor tre mesi(356)
Tasso arrotondato allo 0,05 superiore
Differenza tra
ultima rata e prima rata
(*)Totale
anno 2018 e 2023

* Differenza annua tra pagamento
12 rate primo anno con ultimo anno.

Variazione percentuale

tra ultima rata e prima rata

Variazione percentuale

tra totale 2023
e totale 2018

28/02/2018 € 612,76 1,25% -0,3% € 7.293,57
31/03/2023 €715,35 4,25% 3% € 102,59 €8.550,81 € 1231,08 16,74% 17,1%

* Per il primo anno abbiamo, ipotizzato il pagamento della rata a gennaio 2018 uguale a febbraio 2018;
Per l’anno 2023 abbiamo ipotizzato che la rata di marzo 715,35 fosse costante fino a dicembre 2023

Andamento rata mutuo tra la prima l'ultima nel periodo febbraio 2018-marzo 2023
Andamento rata mutuo tra la prima l’ultima nel periodo febbraio 2018-marzo 2023

Ad ogni punto percentuale di aumento del tasso Euribor quanto è stato l’aumento percentuale della rata?

Questa è una domanda  necessaria per avere contezza del futuro della rata  valutando il valore presente dei tassi di interesse.

Per calcolare l’aumento percentuale reale della rata per ogni punto percentuale di aumento del tasso, possiamo usare la seguente formula:

Aumento percentuale reale della rata = (Rata finale - Rata iniziale) / Rata iniziale / (Tasso finale - Tasso iniziale) * 100

Sostituendo i valori della tabella nella formula otteniamo:

Aumento percentuale reale della rata = (715,35 - 612,76) / 612,76 / (4,25 - 1,25) * 100 = 5,56

Quindi nel caso specifico l’aumento percentuale reale della rata per ogni punto percentuale di aumento del tasso è stato circa il 5.56%.

L’impatto degli aumenti dei tassi sulle rate del mutuo casa dal 2018 al 2023

Si nota dai dati generali elencati in tabella che le rate pagate negli anni fino a maggio 2022 ovviamente hanno mantenuto il trend dei tassi e non sono variate. Un aumento consistente si evidenzia dalla rata del  31 agosto 2022 quando l’importo passa da € 601,74  a € 628,12. Considerato che stiamo parlando di un tasso Euribor a 3 mesi l’aumento del tasso iniziava la sua salita a maggio 2022 quando era quotato -0,045% per “svalicare” lo zero a luglio 2022 con 0,653% che arrotondato diventerà 0,7%. Questo periodo va evidenziato come l’inizio in cui i tassi in generale e quindi anche l’Euribor iniziano la loro repentina salita.

RATA SCADENZA QUOTA CAPITALE QUOTA INTERESSI RATA RESIDUO MESI MANCANTI EURIBOR 3 MESI(365) TASSO ARROTONDATO ALLO 0,05 SUPERIORE EURIBOR + SPREAD
1 28/02/2018 516,35€ 96,41€ 612,76€ 113.751,93€ 203 -0,27 -0,3 1,25
2 31/03/2018 516,75€ 90,05€ 606,80€ 113.235,18€ 202 -0,271 -0,3 1,25
3 30/04/2018 517,16€ 89,64€ 606,80€ 112.718,02€ 201 -0,269 -0,3 1,25
4 31/05/2018 517,57€ 89,24€ 606,81€ 112.200,45€ 200 -0,269 -0,3 1,25
5 30/06/2018 517,98€ 88,83€ 606,81€ 111.682,47€ 199 -0,27 -0,3 1,25
6 31/07/2018 518,39€ 88,42€ 606,81€ 111.164,08€ 198 -0,268 -0,3 1,25
7 31/08/2018 518,80€ 88,00€ 606,80€ 110.645,28€ 197 -0,268 -0,3 1,25
8 30/09/2018 519,21€ 87,59€ 606,80€ 110.126,07€ 196 -0,268 -0,3 1,25
9 31/10/2018 519,62€ 87,18€ 606,80€ 109.606,45€ 195 -0,259 -0,3 1,25
10 30/11/2018 520,04€ 86,77€ 606,81€ 109.086,41€ 194 -0,251 -0,3 1,25
11 31/12/2018 520,45€ 86,36€ 606,81€ 108.565,96€ 193 -0,237 -0,2 1,25
12 31/01/2019 520,86€ 85,95€ 606,81€ 108.045,10€ 192 -0,236 -0,2 1,25
13 28/02/2019 521,27€ 85,54€ 606,81€ 107.523,83€ 191 -0,229 -0,2 1,25
14 31/03/2019 521,69€ 85,12€ 606,81€ 107.002,14€ 190 -0,228 -0,2 1,25
15 30/04/2019 522,10€ 84,71€ 606,81€ 106.480,04€ 189 -0,231 -0,2 1,25
16 31/05/2019 522,51€ 84,30€ 606,81€ 105.957,53€ 188 -0,25 -0,3 1,25
17 30/06/2019 522,93€ 83,88€ 606,81€ 105.434,60€ 187 -0,311 -0,3 1,25
18 31/07/2019 523,34€ 83,47€ 606,81€ 104.911,26€ 186 -0,362 -0,4 1,25
19 31/08/2019 525,82€ 78,68€ 604,50€ 104.385,44€ 185 -0,428 -0,4 1,25
20 30/09/2019 526,22€ 78,29€ 604,51€ 103.859,22€ 184 -0,386 -0,4 1,25
21 31/10/2019 526,61€ 77,89€ 604,50€ 103.332,61€ 183 -0,337 -0,3 1,25
22 30/11/2019 529,05€ 73,19€ 602,24€ 102.803,56€ 182 -0,343 -0,3 1,25
23 31/12/2019 529,43€ 72,82€ 602,25€ 102.274,13€ 181 -0,324 -0,3 1,25
24 31/01/2020 529,80€ 72,44€ 602,24€ 101.744,33€ 180 -0,338 -0,3 1,25
25 29/02/2020 530,18€ 72,07€ 602,25€ 101.214,15€ 179 -0,386 -0,4 1,25
26 31/03/2020 530,55€ 71,69€ 602,24€ 100.683,60€ 178 -0,287 -0,3 1,25
27 30/04/2020 530,93€ 71,32€ 602,25€ 100.152,67€ 177 -0,17 -0,2 1,25
28 31/05/2020 525,36€ 83,46€ 608,82€ 99.627,31€ 176 -0,158 -0,2 1,25
29 30/06/2020 525,80€ 83,02€ 608,82€ 99.101,51€ 175 -0,308 -0,3 1,25
30 31/07/2020 526,24€ 82,58€ 608,82€ 98.575,27€ 174 -0,407 -0,4 1,25
31 31/08/2020 534,49€ 65,72€ 600,21€ 98.040,78€ 173 -0,448 -0,5 1,25
32 30/09/2020 534,85€ 65,36€ 600,21€ 97.505,93€ 172 -0,48 -0,5 1,25
33 31/10/2020 535,20€ 65,00€ 600,20€ 96.970,73€ 171 -0,521 -0,5 1,25
34 30/11/2020 537,49€ 60,61€ 598,10€ 96.433,24€ 170 -0,508 -0,5 1,25
35 31/12/2020 537,83€ 60,27€ 598,10€ 95.895,41€ 169 -0,526 -0,5 1,25
36 31/01/2021 538,17€ 59,93€ 598,10€ 95.357,24€ 168 -0,531 -0,5 1,25
37 28/02/2021 540,41€ 55,63€ 596,04€ 94.816,83€ 167 -0,516 -0,5 1,25
38 31/03/2021 540,72€ 55,31€ 596,03€ 94.276,11€ 166 -0,509 -0,5 1,25
39 30/04/2021 541,04€ 54,99€ 596,03€ 93.735,07€ 165 -0,521 -0,5 1,25
40 31/05/2021 539,48€ 58,58€ 598,06€ 93.195,59€ 164 -0,513 -0,5 1,25
41 30/06/2021 539,82€ 58,25€ 598,07€ 92.655,77€ 163 -0,515 -0,5 1,25
42 31/07/2021 540,15€ 57,91€ 598,06€ 92.115,62€ 162 -0,523 -0,5 1,25
43 31/08/2021 542,34€ 53,73€ 596,07€ 91.573,28€ 161 -0,522 -0,5 1,25
44 30/09/2021 542,65€ 53,42€ 596,07€ 91.030,63€ 160 -0,528 -0,5 1,25
45 31/10/2021 542,97€ 53,10€ 596,07€ 90.487,66€ 159 -0,527 -0,5 1,25
46 30/11/2021 543,29€ 52,78€ 596,07€ 89.944,37€ 158 -0,538 -0,5 1,25
47 31/12/2021 543,60€ 52,47€ 596,07€ 89.400,77€ 157 -0,546 -0,5 1,25
48 31/01/2022 543,92€ 52,15€ 596,07€ 88.856,85€ 156 -0,514 -0,5 1,25
49 28/02/2022 544,24€ 51,83€ 596,07€ 88.312,61€ 155 -0,493 -0,5 1,25
50 31/03/2022 544,56€ 51,52€ 596,08€ 87.768,05€ 154 -0,367 -0,4 1,25
51 30/04/2022 544,87€ 51,20€ 596,07€ 87.223,18€ 153 -0,226 -0,2 1,25
52 31/05/2022 539,95€ 61,78€ 601,73€ 86.683,23€ 152 -0,045 0 1,25
53 30/06/2022 540,34€ 61,40€ 601,74€ 86.142,89€ 151 0,263 0,3 1,55
54 31/07/2022 540,72€ 61,02€ 601,74€ 85.602,17€ 150 0,653 0,7 1,95
55 31/08/2022 517,55€ 110,57€ 628,12€ 85.084,62€ 149 1,203 1,2 2,45
56 30/09/2022 518,22€ 109,90€ 628,12€ 84.566,40€ 148 1,809 1,8 3,05
57 31/10/2022 518,89€ 109,23€ 628,12€ 84.047,51€ 147 2,13 2,1 3,35
58 30/11/2022 475,35€ 206,62€ 681,97€ 83.572,16€ 146 2,414 2,4 3,65
59 31/12/2022 476,52€ 205,45€ 681,97€ 83.095,64€ 145 2,693 2,7 3,95
60 31/01/2023 477,69€ 204,28€ 681,97€ 82.617,95€ 144 2,988 3 4,25
61 28/02/2023 453,72€ 261,62€ 715,34€ 82.164,23€ 143 3,29 3,3 4,55
62 31/03/2023 455,16€ 260,19€ 715,35€ 81.709,07€ 142 3,341 3,3 4,55

Relazione inflazione Area euro con tassi di interesse

Nel grafico sotto abbiamo messo in relazione i dati mensili dal 2018 a marzo 2023 relativi a: inflazione in Area euro, Euribor 3 mesi, importo rata mutuo casa, tasso applicato sulla rata e  tasso BCE . Da notare come il tasso BCE ha iniziato la stretta e quindi la salita con un ritardo rispetto all’inflazione di 18 mesi. L’inflazione inizia la sua risalita da gennaio  2021 e la BCE inizia ad alzare i tassi a luglio 2022 mentre l’Euribor anticipa di un mese la BCE.

Grafico inflazione Area euro, tasso BCE, Euribor, rata e tasso mutuo

Relazione Inflazione Area euro, Euribor 3 mesi, tasso BCE, rata mutuo casa e tasso rata dal 2018 al 2023
Relazione Inflazione Area euro, Euribor 3 mesi, tasso BCE, rata mutuo casa e tasso rata dal 2018 al 2023
NScadenzaRataEuribor 3 mesiEuribor arrotondatoTasso rataInflazioneTasso BCE

1 28-feb-18  612,76 € -0,270% -0,30% 1,25% 1,10% 0,00%
2 31-mar-18  606,80 € -0,271% -0,30% 1,25% 1,40% 0,00%
3 30-apr-18  606,80 € -0,269% -0,30% 1,25% 1,20% 0,00%
4 31-mag-18  606,81 € -0,269% -0,30% 1,25% 2,00% 0,00%
5 30-giu-18  606,81 € -0,270% -0,30% 1,25% 2,00% 0,00%
6 31-lug-18  606,81 € -0,268% -0,30% 1,25% 2,20% 0,00%
7 31-ago-18  606,80 € -0,268% -0,30% 1,25% 2,10% 0,00%
8 30-set-18  606,80 € -0,268% -0,30% 1,25% 2,10% 0,00%
9 31-ott-18  606,80 € -0,259% -0,30% 1,25% 2,30% 0,00%
10 30-nov-18  606,81 € -0,251% -0,30% 1,25% 1,90% 0,00%
11 31-dic-18  606,81 € -0,237% -0,20% 1,25% 1,50% 0,00%
12 31-gen-19  606,81 € -0,236% -0,20% 1,25% 1,40% 0,00%
13 28-feb-19  606,81 € -0,229% -0,20% 1,25% 1,50% 0,00%
14 31-mar-19  606,81 € -0,228% -0,20% 1,25% 1,40% 0,00%
15 30-apr-19  606,81 € -0,231% -0,20% 1,25% 1,70% 0,00%
16 31-mag-19  606,81 € -0,250% -0,30% 1,25% 1,20% 0,00%
17 30-giu-19  606,81 € -0,311% -0,30% 1,25% 1,30% 0,00%
18 31-lug-19  606,81 € -0,362% -0,40% 1,25% 1,00% 0,00%
19 31-ago-19  604,50 € -0,428% -0,40% 1,25% 1,00% 0,00%
20 30-set-19  604,51 € -0,386% -0,40% 1,25% 0,80% 0,00%
21 31-ott-19  604,50 € -0,337% -0,30% 1,25% 0,70% 0,00%
22 30-nov-19  602,24 € -0,343% -0,30% 1,25% 1,00% 0,00%
23 31-dic-19  602,25 € -0,324% -0,30% 1,25% 1,30% 0,00%
24 31-gen-20  602,24 € -0,338% -0,30% 1,25% 1,40% 0,00%
25 29-feb-20  602,25 € -0,386% -0,40% 1,25% 1,20% 0,00%
26 31-mar-20  602,24 € -0,287% -0,30% 1,25% 0,70% 0,00%
27 30-apr-20  602,25 € -0,170% -0,20% 1,25% 0,30% 0,00%
28 31-mag-20  608,82 € -0,158% -0,20% 1,25% 0,10% 0,00%
29 30-giu-20  608,82 € -0,308% -0,30% 1,25% 0,30% 0,00%
30 31-lug-20  608,82 € -0,407% -0,40% 1,25% 0,40% 0,00%
31 31-ago-20  600,21 € -0,448% -0,50% 1,25% -0,20% 0,00%
32 30-set-20  600,21 € -0,480% -0,50% 1,25% -0,30% 0,00%
33 31-ott-20  600,20 € -0,521% -0,50% 1,25% -0,30% 0,00%
34 30-nov-20  598,10 € -0,508% -0,50% 1,25% -0,30% 0,00%
35 31-dic-20  598,10 € -0,526% -0,50% 1,25% -0,30% 0,00%
36 31-gen-21  598,10 € -0,531% -0,50% 1,25% 0,90% 0,00%
37 28-feb-21  596,04 € -0,516% -0,50% 1,25% 0,90% 0,00%
38 31-mar-21  596,03 € -0,509% -0,50% 1,25% 1,30% 0,00%
39 30-apr-21  596,03 € -0,521% -0,50% 1,25% 1,60% 0,00%
40 31-mag-21  598,06 € -0,513% -0,50% 1,25% 2,00% 0,00%
41 30-giu-21  598,07 € -0,515% -0,50% 1,25% 1,90% 0,00%
42 31-lug-21  598,06 € -0,523% -0,50% 1,25% 2,20% 0,00%
43 31-ago-21  596,07 € -0,522% -0,50% 1,25% 3,00% 0,00%
44 30-set-21  596,07 € -0,528% -0,50% 1,25% 3,40% 0,00%
45 31-ott-21  596,07 € -0,527% -0,50% 1,25% 4,10% 0,00%
46 30-nov-21  596,07 € -0,538% -0,50% 1,25% 4,90% 0,00%
47 31-dic-21  596,07 € -0,546% -0,50% 1,25% 5,00% 0,00%
48 31-gen-22  596,07 € -0,514% -0,50% 1,25% 5,10% 0,00%
49 28-feb-22  596,07 € -0,493% -0,50% 1,25% 5,90% 0,00%
50 31-mar-22  596,08 € -0,367% -0,40% 1,25% 7,40% 0,00%
51 30-apr-22  596,07 € -0,226% -0,20% 1,25% 7,40% 0,00%
52 31-mag-22  601,73 € -0,045% 0,00% 1,25% 8,10% 0,00%
53 30-giu-22  601,74 € 0,263% 0,30% 1,55% 8,60% 0,00%
54 31-lug-22  601,74 € 0,653% 0,70% 1,95% 8,90% 0,50%
55 31-ago-22  628,12 € 1,203% 1,20% 2,45% 9,10% 0,50%
56 30-set-22  628,12 € 1,809% 1,80% 3,05% 9,90% 1,25%
57 31-ott-22  628,12 € 2,130% 2,10% 3,35% 10,60% 1,25%
58 30-nov-22  681,97 € 2,414% 2,40% 3,65% 10,10% 2,00%
59 31-dic-22  681,97 € 2,693% 2,70% 3,95% 9,20% 2,50%
60 31-gen-23  681,97 € 2,988% 3,00% 4,25% 8,60% 2,50%
61 28-feb-23  715,34 € 3,290% 3,30% 4,55% 8,50% 3,00%
62 31-mar-23 715,35 € 3,341% 3,30% 4,55% 6,90% 3,50%

Quale futuro per la rata del mutuo?

il mutuo è ovviamente legato al tasso Euribor che a sua volta è influenzato dal tasso BCE. Ma chi influenza il tasso BCE?  Sappiamo bene che è l’inflazione la causa e lo sa bene anche la BCE ed è per questo che, anche se in ritardo la Banca centrale ha spinto i tassi verso l’alto.

I dati evidenziano un chiaro segnale di discesa dell’inflazione che conferma la politica monetaria della BCE. Quindi non nell’immediato ma entro il 2024 assisteremo ad una lenta discesa dei tassi. Quindi occhio all’inflazione!

Potrebbe essere utile consultare la serie storica dei tassi Bce e l’inflazione in Area euro

Fonte dati:

Elaborazioni tabelle e grafici: Rivaluta.it

Come arrotondare un valore allo 0,05 superiore

Spesso nei contratti di mutuo, nel calcolo del tasso di interesse variabile (ad esempio con tasso Euribor), viene specificato nelle clausole che il tasso applicato sarà pari alla somma dell’Euribor (365 giorni, a tre mesi) **arrotondato allo 0,05 superiore**. Questa clausola è più comune di quanto si pensi, e può incidere sensibilmente sull’importo finale delle rate.

Ma cosa significa davvero “arrotondato allo 0,05 superiore”? E come si calcola?

Clausola tassi di interessi e altri costi muto casa
Clausola tassi di interessi e altri costi muto casa

🔍 Cos’è l’arrotondamento allo 0,05 superiore?

Significa che, una volta calcolato il tasso (es. Euribor + spread), se il risultato non è già un multiplo esatto di 0,05, esso verrà **portato al multiplo di 0,05 più vicino per eccesso**.

È una forma di arrotondamento che penalizza il mutuatario, poiché comporta un piccolo incremento del tasso, sistematicamente a favore della banca.

📐 Metodo di calcolo – Formula generale

Matematicamente, si utilizza la seguente formula:

Tasso arrotondato = ceil(N / P) × P

Dove:

  • N è il tasso da arrotondare (es. 3,09)
  • P è il passo di arrotondamento (nel nostro caso 0,05)
  • ceil() è la funzione “ceiling”, cioè arrotondamento per eccesso

🧮 Esempio pratico

Supponiamo che il valore dell’Euribor a tre mesi sia 3,09% (come accaduto il 4 aprile 2023). Applicando il metodo:

  1. 3,09 ÷ 0,05 = 61,8
  2. ceil(61,8) = 62
  3. 62 × 0,05 = 3,10%

👉 Quindi 3,09% viene arrotondato a 3,10%.

📌 Perché moltiplicare per 20?

Moltiplicare per 20 (ovvero 1 / 0,05) è una tecnica utile quando si lavora senza funzioni matematiche avanzate. Trasforma il passo di 0,05 in un’unità intera:

  • 3,09 × 20 = 61,8
  • ceil(61,8) = 62
  • 62 ÷ 20 = 3,10

È lo stesso risultato, ottenuto con una scorciatoia pratica, usabile anche in strumenti come Excel o una calcolatrice semplice.

📊 Arrotondare in Excel

In Excel, puoi utilizzare la funzione:

=ARROTONDA.MULTIPLO(numero; multiplo)

Ad esempio:

=ARROTONDA.MULTIPLO(3,09; 0,05)

Il risultato sarà **3,10**, esattamente come nel nostro esempio.

La funzione ARROTONDA.MULTIPLO arrotonda il numero al multiplo più vicino, ma se vuoi solo l’arrotondamento per eccesso (come nei mutui), puoi usare:

=ARROTONDA.ECCESSO(3,09; 0,05)

🔗 Approfondisci su Microsoft le funzioni di arrotondamento.

📌 Conclusione

L’arrotondamento allo 0,05 superiore, anche se apparentemente innocuo, può portare nel lungo periodo a pagare interessi leggermente più alti. È importante conoscere questa clausola, capirne l’effetto e, se possibile, valutarla attentamente in fase di firma o rinegoziazione del mutuo.

Conoscere come si calcola non solo ti rende più consapevole, ma ti aiuta anche a fare valutazioni più trasparenti e consapevoli del costo reale del tuo mutuo.

Inflazione USA marzo 2023 in calo: +5%

Si attenua l’inflazione negli USA a marzo: +5%

L’inflazione USA al 5% annuo a marzo 2023, in calo rispetto al 6% di febbraio scorso. Il dato mensile +0,3%; il mese scorso fu uguale a 0,6%.

Inflazione Annua e mensile USA da marzo 2020 a  marzo 2023
Inflazione Annua e mensile USA da marzo 2020 a marzo 2023

I nuovi dati sull’inflazione arrivano in un momento economico difficile per la Federal Reserve, il principale combattente dell’inflazione negli US.

La banca centrale ha cercato di riportare sotto controllo gli aumenti dei prezzi per poco più di un anno, alzando i tassi di interesse a quasi il 5% da quasi zero fino a marzo 2022.

La FED  ora sta valutando come funzionano i loro cambiamenti politici e cercano di valutare quanto altro devono fare per garantire che gli aumenti dei prezzi siano completamente sotto controllo.

Ci sarà un ulteriore inasprimento dei tassi? Lo vedremo nelle prossime settimane.

L’inflazione negli USA si sta moderando dopo aver raggiunto il picco a giugno 2022 con 9,1%. Questa è stata la nona discesa consecutiva.

Da sottolineare che a marzo 2020 eravamo a 0,1% !

Entrando nel dettaglio dei dati diffusi oggi dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti si evidenzia un netto calo degli energetici  diminui del 3,5% nel corso del mese. Anche gli altri principali indici delle componenti energetiche sono diminuiti.

L’indice del cibo è rimasto invariato a marzo con l’indice del cibo da asporto in calo dello 0,3%. 

Gli indici che sono aumentati a marzo includono rifugi, assicurazioni autoveicoli, tariffe aeree, mobili e operazioni domestiche e veicoli nuovi. L’indice per le cure mediche e l’indice per auto usate e autocarri sono tra quelli che sono diminuiti nel corso del mese.

Scarica e analizza i dati USA dell’inflazione

Consulta il comunicato ufficiale

Inflazione alta: vantaggi per i debitori

Perché l’inflazione alta avvantaggia i debitori?

L’inflazione è l’aumento generale dei prezzi dei beni e dei servizi in un’ economia. Ciò significa che, nel tempo, lo stesso importo di denaro può acquistare meno beni e servizi rispetto a prima a causa dell’aumento dei prezzi.

L’inflazione avvantaggia i debitori, vale a dire coloro che hanno preso in prestito denaro, perché il valore reale del loro debito diminuisce nel tempo.

Inflazione Italia

Quando una persona o un’azienda prende in prestito denaro, di solito si impegna a restituire una somma di denaro specifica in futuro. Questo importo, tuttavia, vale meno in termini di potere d’acquisto se l’inflazione aumenta nel frattempo. Vediamo perché.

Supponiamo che un’azienda abbia preso in prestito 100.000 euro e che l’inflazione sia del 2% all’anno. Dopo un anno, l’azienda deve ancora restituire 100.000 euro, ma quegli stessi 100.000 euro ora possono acquistare solo il 98% di ciò che potevano acquistare un anno prima a causa dell’aumento dei prezzi. In questo modo, l’azienda ha effettivamente beneficiato di un tasso di interesse negativo del 2%, poiché la somma che deve restituire vale meno in termini di potere d’acquisto rispetto a quando ha preso in prestito i soldi.

Pertanto, quando l’inflazione aumenta, i debitori possono beneficiare della diminuzione del valore reale del loro debito nel tempo, poiché la somma che devono restituire vale meno in termini di potere d’acquisto. Al contrario, i creditori, come i risparmiatori o le banche, subiscono una perdita di potere d’acquisto poiché il valore reale del denaro che hanno prestato diminuisce con l’aumento dell’inflazione. 

I perdenti con inflazione alta: risparmiatori e Banche

Se un risparmiatore ha risparmiato € 10.000 a un tasso di interesse del 2% e l’inflazione come quella Italiana  nel 2022 in Italia uguale all’8,1%  il valore effettivo del suo denaro diminuirà nel tempo. Ciò significa che il potere d’acquisto dei suoi risparmi diminuirà a causa dell’aumento dei prezzi. Guadagnerà il 2% di interesse ma perderà una fetta ampia del di circa 6% a causa dell’aumento dei prezzi.

In sintesi, l’inflazione avvantaggia i debitori perché diminuisce il valore effettivo del loro debito nel tempo, mentre penalizza i creditori perché diminuisce il valore effettivo del loro denaro nel tempo.

Quali strategie applicare in periodi di alta inflazione

Come posso difendere e dove investire i propri  risparmi con una inflazione alta? La Banca D’Italia è una fonte eccellente per un aiuto competente

 

 

Come usare ChatGPT dall’Italia

Accedere a ChatGPT con una VPN Gratis

Avrai ricevuto anche tu collegandoti su ChatGPT questo avviso:

Accesso a ChatGPT disabilitato per gli utenti in Italia

Come usare ChatGPT dall'Italia 1
Accesso a ChatGPT disabilitato per gli utenti in Italia

I responsabili dell’AI, come spiegato nella pagina, precisano che si impegneranno insieme al Garante con l’obiettivo di ripristinare l’accesso a ChatGPT il prima possibile.

Come usare subito ChatGPT dall’Italia?

Ecco quello che devi fare: installare sul tuo browser una VPN gratuita. Non sai come fare? Ti spieghiamo tutto su questo articolo come farlo in due minuti. Precisiamo che la VPN che abbiamo proposto e scelto in questo articolo è stata una scelta casuale ma non per questo è la migliore. Confermiamo comunque di averla testata e di aver ottenuto ottimi risultati.

Come installare una estensione VPN su Chrome?

Ecco i passi da eseguire:

  1. Apri il Chrome Web Store.
  2. Inserisce nel campo a sinistra (Cerca nello store) il nome di questa estensione VPN da installare: zenmate free vpn
  3.  Fai clic sotto su Estensioni e vedrai a destra tutte le estensioni VPN. La prima è ZenMate (vedi immagine sotto)poi Clic sull’immagine destra
    Come usare ChatGPT dall'Italia 2
    Zen Mate Gratis VPN
  4. Clic su Aggiungi e accetta dati o autorizzazioni. Per approvare, fai clic su Aggiungi estensione.
  5. Ora clicca in alto a destra su questo simbolo  Come usare ChatGPT dall'Italia 3 (Estensioni)
  6. Ora vedrai questo simbolo Blocca accanto a ZenMate cliccai sopra e vedrai che cambierà colore, da grigio a celeste.
  7. Ora dovresti vedere la tua Estensione ZenMate in evidenza in alto accanto alle altre se ne hai(come in figura) Come usare ChatGPT dall'Italia 4
  8. Clicca sull’icona a forma di scudo (nell’immagine contornata di verde) disabilita le prime immagini di aiuto e poi clicca al centro dello scudo per accendere la tua VPN. Vedrai un cronometro che inizia conteggiare (è solo il tempo di collegamento) e in basso il paese con cui ti stai collegando (potrebbe essere Germania). Se desideri cambiare paese basta cliccare sul paese attuale e ti verranno proposte altre sedi. Per la versione gratis hai solo altri quattro paesi mentre gli altri sono a pagamento.Paesi gratis VPN ZENMATE
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  10. Torna sulla pagina di ChatGPT clic su Try ChatGPT e …buon lavoro su ChatGPT.

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VPN: cos’è, come funziona e a cosa serve una Virtual Private Network

Stima inflazione annua a marzo 2023: +7,7%

Discesa mensile record per l’inflazione: -0,3%

Alimentari nel carrello

A marzo 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,3% su base mensile e un aumento del 7,7% su base annua, da +9,1% del mese precedente.

 

Era da Settembre 2020 (-0,7%) che non si registrava una diminuzione mensile così forte. Qui i dati

N Periodo  Var.%
mese
Var%
anno
1 Marzo 2023 (STIMA) -0,3% 7,7%
2 Febbraio 2023 0,3% 9,2%
3 Gennaio 2023 0,2% 10,1%
4 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
5 Novembre 2022 0,5% 11,8%
6 Ottobre 2022 3,4% 11,9%
7 Settembre 2022 0,3% 8,9%
8 Settembre 2022 0,3% 8,9%
9 Agosto 2022 0,8% 8,4%
10 Luglio 2022 0,4% 7,9%
11 Giugno 2022 1,2% 8%
12 Maggio 2022 0,9% 6,9%
13 Aprile 2022 0,2% 6,2%

L’Istat precisa nel comunicato diramato in data odierna che – il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, alla decelerazione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +40,8% a +18,9%) e alla flessione più marcata di quelli degli Energetici regolamentati (da -16,4% a -20,4%) e, in misura minore, dalla contrazione dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +15,5% a +15,3%), dei Beni non durevoli (da +7,0% a +6,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,4% a +6,3%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,7% a +9,3%), dei Tabacchi (da +1,8% a +2,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,1% a +6,3%).

Prosegue quindi la fase di rapido rientro dell’inflazione (scesa a +7,7%), guidata dalla dinamica dei prezzi dei Beni Energetici, sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata (entrambe in netto calo su base congiunturale). Continuano, di contro, le tensioni al rialzo dei prezzi nel comparto dei Beni alimentari non lavorati, dei Tabacchi e dei Servizi, che portano a una nuova accelerazione dell’inflazione di fondo (salita a +6,4%), la cui dinamica tuttavia sembra perdere lo slancio che aveva contraddistinto i mesi precedenti. Infine, i prezzi del “carrello della spesa” rimangono stabili su base tendenziale a +12,7%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) segna un +0,8% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e del 8,2% su base annua (in netto rallentamento da +9,8% di gennaio).

Da sottolineare che anche la stima dell’inflazione in Area Euro che ha registrato un netto calo nel mese di marzo 2023 rispetto al dato precedente: +6,9% rispetto al dato di Febbraio scorso del 8,5%

L'inflazione da marzo 2013 a marzo 2023 (stima) nell'Area Euro
L’inflazione da marzo 2013 a marzo 2023 (stima) nell’Area Euro

La serie storica dell’inflazione in Italia

Il sito dell’ISTAT per approfondire sull’ultimo dato di marzo 2023

La potenza normalizzata (NP) nel ciclismo

Cos’è la potenza normalizzata

La potenza normalizzata (NP) nel ciclismo è una misura della potenza media di un’attività di ciclismo che tiene conto della variazione della potenza durante tutto il percorso.

La NP (Normalized Power) è stata introdotta da Andrew Coggan e Hunter Allen nel loro libro “Training and Racing with a Power Meter”.

La potenza normalizzata (NP) nel ciclismo 5

La NP è calcolata utilizzando un algoritmo che tiene conto dell’effetto dell’andamento della potenza sull’affaticamento muscolare durante l’allenamento. In pratica, la NP tiene conto della potenza “effettiva” richiesta durante l’allenamento, piuttosto che della potenza media semplice.

Ad esempio, se un ciclista esegue un’attività con picchi di potenza molto alti seguiti da periodi di riposo, la sua potenza media semplice potrebbe essere relativamente bassa, ma la NP sarebbe più alta perché tiene conto della fatica causata da quei picchi di potenza.

Come si calcola la potenza normalizzata?

Ecco il procedimento per calcolare la NP:

  1. Analizzare i dati dell’allenamento o della gara e calcolare la potenza istantanea in watt per ogni secondo.
  2. Calcolare la media mobile esponenziale (EMA) della potenza istantanea utilizzando una finestra di tempo di 30 secondi.
  3. Elevare i valori EMA ottenuti alla quarta potenza.
  4. Calcolare la media di tutti i valori ottenuti nella fase 3.
  5. Fare la radice quarta del valore ottenuto nella fase 4 per ottenere il valore della Potenza Normalizzata (NP).

In termini matematici, la Potenza Normalizzata è calcolata come:

NP = [ (1/n) * Σi=1n (Pmedia mobile 30s,i)^4 ]^1/4

In sintesi, il calcolo della NP è un modo efficace per valutare la difficoltà di un’attività di ciclismo e la fatica muscolare associata, poiché tiene conto della variazione della potenza durante l’allenamento e delle fluttuazioni di intensità.

Per il calcolo della potenza normalizzata puoi utilizzare il nostro calcolatore.

Come viene utilizzata la potenza normalizzata?

Una classico utilizzo di NP è quello del calcolo del fattore di intensità di un allenamento oppure di una gara.

Il fattore di intensità, chiamandolo con la terminologia del Dr. Andy Coggan è Intensity Factor (IF) che è uguale al rapporto tra la Potenza Normalizzata e la FTP dell’atleta. In pratica:

IF = NP/FTP

Per esempio se il nostro atleta con una FTP di 280 watt in un certo periodo del suo allenamento dovesse aver realizzato una potenza normalizzata di 220 watt avrebbe un valore di intensità uguale a:

IF = 220/280 = 0,78

che significherebbe in percentuale una intensità del 78% della FTP.

Per  una spiegazione ed utilizzo dell’IF consigliamo  questo interessante ed esaustivo post Come valutiamo l’Intensity Factor?

Calcola l’intensità, il TSS e la potenza normalizzata per un allenamento utilizzando il nostro calcolatore online.

EMA, acronimo di “Exponential Moving Average”

Il significato di EMA in statistica

EMA è l’acronimo di “Exponential Moving Average” che in italiano significa media mobile esponenziale.

L’EMA è una tecnica di analisi statistica utilizzata per calcolare una media mobile ponderata dei dati. Essa tiene conto dei dati più recenti in modo più significativo rispetto ai dati più vecchi, assegnando loro un peso maggiore.

Nel contesto del ciclismo, l’EMA viene spesso utilizzata per calcolare la Potenza Normalizzata (NP), che tiene conto della variazione della potenza durante l’allenamento.

L’EMA, nel ciclismo, viene calcolata utilizzando una finestra di tempo predefinita, solitamente di 30 secondi, durante la quale si calcola la media mobile ponderata dei dati di potenza. Il peso assegnato ai dati di potenza più recenti è maggiore rispetto ai dati più vecchi, secondo una formula matematica specifica.

L’utilizzo dell’EMA per calcolare la NP aiuta a tener conto delle fluttuazioni della potenza durante l’allenamento, il che rende la potenza normalizzata un indicatore più preciso della fatica muscolare rispetto alla semplice media della potenza. In generale, l’EMA è una tecnica utile per analizzare dati temporali e può essere utilizzata in molti altri contesti, oltre al ciclismo.

Un esempio di come calcolare l’EMA

In questo esempio stiamo utilizzando una finestra di tempo di 5 periodi su una serie di dati fittizi:

Periodo Dati di Potenza EMA
1 150 150
2 170 158
3 180 166
4 160 163
5 155 160

Nella tabella sopra, abbiamo una serie di dati di potenza relativi a un periodo di allenamento, insieme alla relativa EMA. Per calcolare l’EMA, abbiamo utilizzato una finestra di tempo di 5 periodi.

Il calcolo dell’EMA viene effettuato utilizzando la seguente formula:

EMA = ((Dato Corrente - EMA precedente) x (2 / (n + 1))) + EMA precedente

Dove n rappresenta la finestra di tempo utilizzata, in questo caso 5 periodi. Nella tabella sopra, la formula per il calcolo dell’EMA è stata applicata in modo sequenziale per ogni periodo.

Per esempio, per calcolare l’EMA del secondo periodo, abbiamo utilizzato la formula come segue:

EMA2 = ((170 - 150) x (2 / (5 + 1))) + 150 = 157,33

Quindi, per calcolare l’EMA del terzo periodo, abbiamo utilizzato la stessa formula, ma abbiamo utilizzato l’EMA2 come valore precedente:

EMA3 = ((180 - 157,33) x (2 / (5 + 1))) + 157,33 = 165,55

Per approfondire consigliamo  questo post sull’applicazione della media mobile esponenziale in campo economico

La BCE porta i tassi al 3,5%. Decorrenza 22 marzo 2023

La BCE ha deciso oggi di innalzare di 50 punti base i tre tassi di interesse di riferimento

Gli “espertoni” parlavano di un aumento di 0,25 ma la BCE ha mantenuto la parola in  linea con la sua determinazione ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione nell’Area Euro all’obiettivo del 2% a medio termine. Un valore, quello del 2% che l’Area Euro aveva nel 2021.

Tassi di interesse di riferimento della BCE

Il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 50 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,50%, al 3,75% e al 3,00%, con effetto dal 22 marzo 2023.

La BCE porta i tassi al 3,5%. Decorrenza 22 marzo 2023 6
Tassi BCE dal 22 marzo 2023

La presidente Lagarde precisa che il Consiglio direttivo segue con attenzione le tensioni in atto sui mercati ed è pronto a intervenire ove necessario per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro.

Lagarde rassicura i risparmiatori

Il settore bancario dell’area dell’euro è dotato di buona capacità di tenuta, con solide posizioni di capitale e liquidità. In ogni caso, la BCE dispone di tutti gli strumenti necessari per fornire liquidità a sostegno del sistema finanziario dell’area dell’euro, qualora ve ne sia l’esigenza, e per preservare l’ordinata trasmissione della politica monetaria.

Le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti della BCE sono state ultimate agli inizi di marzo, prima delle recenti tensioni emerse nei mercati finanziari. Tali tensioni comportano pertanto ulteriore incertezza riguardo alle valutazioni dello scenario di base per l’inflazione e la crescita. Prima di questi ultimi sviluppi, gli esperti della BCE avevano già rivisto al ribasso le proiezioni per l’inflazione complessiva nello scenario di base, soprattutto per effetto del minore contributo delle quotazioni energetiche rispetto alle attese precedenti.

Il futuro dell’inflazione in Eurpa?

Gli esperti della BCE indicano ora che l’inflazione si collocherebbe in media al 5,3% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025.

Per stimare l’inflazione in base all’aumento mensile prova Previsione inflazione media annuale e mensile per i prossimi mesi 

Allo stesso tempo, le pressioni di fondo sui prezzi restano intense. L’inflazione al netto dei beni energetici e alimentari ha continuato ad aumentare a febbraio e gli esperti della BCE si attendono una media del 4,6% nel 2023, livello più elevato di quello anticipato nelle proiezioni di dicembre. In seguito dovrebbe ridursi al 2,5% nel 2024 e al 2,2% nel 2025, via via che le spinte al rialzo derivanti dai passati shock dell’offerta e dalla riapertura delle attività economiche verranno meno e che la politica monetaria più restrittiva frenerà in misura crescente la domanda.

Le proiezioni per la crescita nel 2023 sono state corrette al rialzo nello scenario di base, collocandosi in media all’1,0% per effetto sia del calo delle quotazioni energetiche sia della maggiore tenuta dell’economia al difficile contesto internazionale. Gli esperti della BCE si attendono poi che la crescita aumenti ancora all’1,6% sia nel 2024 sia nel 2025, sostenuta dal vigore del mercato del lavoro, dal miglioramento del clima di fiducia e dalla ripresa dei redditi reali. Allo stesso tempo il rafforzamento della crescita nel 2024 e nel 2025 risulta inferiore rispetto alle proiezioni di dicembre, di riflesso alla politica monetaria più restrittiva.

La serie storica dei tassi BCE aggiornata 

Tassi Euribor aggiornati all’ultima rilevazione

Rallenta l’inflazione in Italia a febbraio 2023:+9,1%

Quello di febbraio con 9,1% è il valore più basso registrato da ottobre 2022

Nel mese di febbraio 2023 l’inflazione registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 9,1% su base annua, da +10,0% nel mese precedente.

Inflazione: carrello della spesa in aumento a Febbraio 2023

La stima preliminare era stata uguale a 0,3% quella mensile e 9,2% il dato annuale.

 

La tabella con le ultime tredici rilevazioni dell’inflazione

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Febbraio 2023 0,2% 9,1%
2 Gennaio 2023 0,1% 10%
3 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
4 Novembre 2022 0,5% 11,8%
5 Settembre 2022 8,9% 0,3%
6 Agosto 2022 0,8% 8,4%
7 Luglio 2022 0,4% 7,9%
8 Giugno 2022 1,2% 8%
9 Maggio 2022 0,8% 6,8%
10 Maggio 2022 0,8% 6,8%
11 Aprile 2022 -0,1% 6%
12 Marzo 2022 1% 6,5%
13 Febbraio 2022 0,9% 5,7%

La flessione, precisa l’Istat, è frutto dell’attenuazione delle tensioni sui prezzi dei Beni Energetici, sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata. Tuttavia, ancora al rialzo dei prezzi nel comparto dei Beni alimentari, lavorati e non, dei Tabacchi e dei Servizi, quasi tutti in accelerazione tendenziale.

Come conseguenza di tali andamenti, si accentua la crescita su base annua della componente di fondo (+6,3%) e quella del cosiddetto “carrello della spesa”, che risale a +12,7%, dopo il rallentamento osservato a gennaio.

Anche per l’indice FOI, utile per le rivalutazioni monetarie c’è stata una discesa decisa: +8,9% rispetto al 9,8 di gennaio scorso.

Potrebbe essere utile sullo stesso argomento consultare l’inflazione media in Italia e il Calcolatore dell’inflazione