Codice fiscale – Calcola e genera

Codice fiscale: come si ricava?

Il codice fiscale si ricava in questo modo:

  1. Le prime tre lettere  sono estratte dal cognome (in genere prima, seconda e terza consonante) 
  2. Le seconde tre dal nome (prima, terza e quarta consonante) 
  3. Le ultime due cifre dell’anno di nascita – una lettera per il mese (A = Gennaio, B=Febbraio, C=Marzo, D=Aprile, E=Maggio, H=Giugno, L=Luglio, M=Agosto, P=Settembre, R=Ottobre, S=Novembre, T = Dicembre)
  4. Il giorno di nascita: in caso di sesso femminile bisogna  aggiungere 40 
  5. Codice del Comune (quattro caratteri) 
  6. Carattere di controllo, per verificare la correttezza del CF.

È possibile che due persone abbiano lo stesso codice fiscale?

È possibile che due persone abbiano lo stesso CF ma, in questo caso, l’Agenzia delle Entrate provvede a sostituire alcuni caratteri per risolvere il problema.

Il calcolo del codice fiscale è regolato dal Decreto del Ministero delle Finanze del 12/03/1974 n. 2227

Per il calcolo online del CF visita questo sito mentre per la verifica puoi servirti del sito dell’Agenzia.

Ricorda che il CF è un codice utilizzato ai fini fiscali ed amministrativi per identificare in modo univoco tutti i cittadini italiani.

E’ un codice alfanumerico di 16 caratteri, generato da un semplice algoritmo ed introdotto nel 1973 da un decreto del Presidente della Repubblica (Decreto 605 del 29/09/1973)


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Inflazione 2018. Cosa ci aspetta?

Quale inflazione ci “toccherà” per il 2018?

L’inflazione in Italia per il 2018 sarà in salita o in discesa?

Intanto vediamo cosa succederà per il 2017. Siamo al termine del 2017 e i dati ci dicono che l’anno che sta arrivando al capolinea avrà quasi certamente un’inflazione media tra 1,1 e 1,3 per cento. Vediamo in dettaglio e con i numeri ipotizzati degli aumenti mensili.

Se l’aumento da novembre 2017 a dicembre 2017 sarà uguale allo +0,2 avremo una inflazione annuale pari a 0,7 per cento (indice NIC con tabacchi) e una inflazione media per il 2017 uguale a 1,2%. Il valore definitivo per il 2017 lo trovi qui. Per provare la previsione dell’inflazione  usa la nostra utility.

Il dato definitivo dell’inflazione media in Italia è stato del 1,2%.

I dati reali ci dicono che da Gennaio 2017 a Novembre 2017 il tasso medio annuo è pari a 1,3 mentre da Novembre 2016 a Novembre 2017 il valore è  stato 1,1 per cento.

Inflazione 2018. Il trend dell'inflazione media in Italia
Inflazione in Italia media annua dal 1955 al 2017

Qui la serie storica dell’inflazione media.

C’è da dire che il valore medio per il 2017 che si andrà a consolidare (questo sarà possibile saperlo solo dopo il 15° giorno del mese di Gennaio 2018 quando l’ISTAT diffonderà il valore per dicembre 2017) potrebbe essere il più alto registrato dal 2013 (si veda la tabella sotto).

ANNO Inflazione media Dettaglio anno
2013 1,2% Dettaglio
2014 0,2% Dettaglio
2015 0,0% Dettaglio
2016 0,1% Dettaglio
2017 1.3% (fino a novembre) Dettaglio

Per il 2018 gli economisti cosa si aspettano relativamente all’inflazione?

Intanto abbiamo una comunicazione ufficiale dell’ISTAT del 30 maggio 2017, dove l’Istituto  comunica per gli anni 2013-2016 gli scostamenti tra realizzazione e previsione
dell’inflazione misurata dall’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, nonché la previsione di questo stesso indicatore per gli anni 2017-2020. Per il 2018 viene ben scritto che l’indice IPCA passerà dall’1,1 % del 2017 all’1,3 per cento per il 2018 quindi 0,2 punti in più!

C’è da dire però che le loro previsioni non sono mai state rispettate. questo è ben visibile sulla loro comunicazione.

Il 2018 sarà un anno di “inflazione vivace” visto che i costi di benzina, gasolio auto, elettricità e del metano sono pervasivi e si scaricano sui prezzi finali di quasi tutti i prodotti e i servizi comprati e venduti; si parla poi di rincari del 5% sulle bollette del gas dal mese di gennaio e di 3,5% su quelle della luce. Non si dimentica che molte tariffe sono regolate dal tasso di inflazione programmato attualmente fissato dal Ministero al 1,7 per cento

In generale il costo di tutta l’energia sarà in crescita – Questo è quello che affermano l’Adusbef e Nomisma Energia –  elettricità e metano costeranno 68 euro in più, e l’acqua 45 euro in più.

Il 2017 è stato caratterizzato da una combinazione di solida crescita e bassa inflazione; un contesto ideale in cui l’attività non è né così vivace né così scarsa da causare una netta accelerazione dell’inflazione. Tuttavia, secondo Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders, la situazione dovrebbe cambiare nel 2018.

Inflazione programmata e previsioni di ISTAT, Prometeia e Centro Studi Confindustria 

2017 2018 2019
Inflazione programmata – DEF (d) 1,2% 1,7%
Indice previsionale di inflazione per i contratti nazionali (e) – fonte: Istat 1,1% 1,3% 1,4
Previsioni – fonte Prometeia  1,3% 0,9% 1,3%
Previsioni – fonte Centro Studi Confindustria 1,4% 1,2%

L’inflazione 2018  nell’EURO Zona?

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L’inflazione 2018 aiuterà la rivalutazioni delle pensioni

Per il 2018 l’inflazione  darà una mano ai pensionati? Si è così. Dal prossimo gennaio 2018 le pensioni si rivalutano dell’1,1 per cento. Dopo due anni a inflazione zero dove le pensioni erano ferme,  per il 2018 si vedrà un leggero aumento annuo.
La circolare INPS stabilisce i valori provvisori  per l’IMPORTO DELLE PENSIONI PER L’ANNO 2018
relativamente a Trattamenti minimi, Assegni vitalizi e assegni sociali.
La rivalutazione delle pensioni verrà effettuata sulla base dell’indice di rivalutazione calcolato sui dati Istat definitivi del 2017 e sull’indice di rivalutazione provvisorio per il 2018, con una percentuale di variazione per il calcolo della perequazione sulle pensioni dell’1,1% a partire dal 1° gennaio 2018.

Come si contano i giorni nei calcoli bancari?

Nei calcoli bancari il conto o il calcolo dei giorni tra due periodi può avvenire con l’inclusione del giorno iniziale, con l’esclusione  del giorno iniziale oppure con l’esclusione di quello finale.

Precisiamo che i giorni effettivi nelle formule per l’anno civile sono 365 mentre per quello commerciale sono 360 giorni.

Qui sotto un esempio di conto Scalare interessi con il relativo calcolo degli interessi.
Si noti la differenza dei giorni tra la prima riga (20/11/2015) e la seconda (1/12/2015). La differenza come specificato in tabella è 11 giorni.

Esempio conto scalare interessi 

Valuta Giorni Causale Movimenti Saldo Numeri debitori Numeri creditori
20/11/2015 11 Apertura conto 8000 8000   88000
01/12/2015 4 Prelevamento -5000 3000   12000
05/12/2015 19 Versamento 3500 6500   123500
24/12/2015 7 Versamento 4500 11000   77000
Totale numeri         300500

Una volta calcolati i NUMERI è possibile procedere alla determinazione degli interessi e al riepilogo delle competenze e delle spese.

A questo scopo è necessario considerare che i “numeri” precedentemente calcolati non sono altro che la somma dei diversi capitali a disposizione moltiplicati per il numero dei giorni in cui sono stati a disposizione.
Pertanto

  • C è il capitale 
  • r è il tasso 
  • g è il tempo espresso in giorni
  • 365 giorni in un anno

interessi = C x r/100 x g/ 365

Che possiamo scrivere anche come

interessi = C x r x g/ 36500

Quindi è possibile calcolare gli interessi nel seguente modo: 300500 ∙ 0,25 / 36500

Gli interessi attivi sono pari a: 2,06 euro


Altro esempio con l’esclusione del giorno iniziale

Esempio di calcolo

Data iniziale: 21/3/2017

Data finale: 31/8/2017

Differenza giorni tra Data finale e Data iniziale = 163

Prestito di  EURO  6.000,00 tasso  = 15%

Sotto i calcoli per l’anno civile e  per  l’anno commerciale

Calcolo con anno civile = 6.000 x 15 x 163/36500=401,92

Calcolo con anno commerciale = 6.000 x 15 x 163/36000=397,50

Potrebbe tornare utile Calcolo dei giorni tra due date


Inclusione del giorno iniziale nei calcoli degli interessi

Per un esempio con l’inclusione del giorno iniziale facciamo riferimento ad una tabella (immagine originale sotto) dal sito della Banca D’Italia su Dati sui tassi di interesse per la riserva obbligatoria pubblicata in data 19/12/2017. Si osservi come il conteggio del numero dei giorni sia effettuato con l’inclusione del giorno iniziale.

Nella prima riga la differenza tra la data iniziale 01/11/2017 e quella finale 19/12/2017 riporta 49 giorni. Se avessimo applicato il metodo precedente avremmo ottenuto 48 come differenza giorni. 

Per avere una controprova si usi  aggiungi giorni ad una data nota

Dati sui tassi di interesse per la riserva obbligatoria
Dati sui tassi di interesse per la riserva obbligatoria

Costo produzione fabbricato residenziale a ottobre 2017

Il Costo di costruzione del fabbricato residenziale a ottobre 2017 su base annua aumenta dello 0,7 per cento

L’Istat comunica che ad ottobre 2017, l’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale su base annua aumenta dello 0,7 per cento e su base mensile dello 0,1.

Questo aumento è  da attribuire, come precisano gli esperti dell’ISTAT, all’incremento dei costi dei materiali (+0,9 punti percentuali).

Qui sotto la tabella con gli ultimi dati (variazioni mensili e annuali) per il 2017

Anno 2017  Var. % Mensile  VAr. Annuale
gennaio 0,2 0,5
febbraio -0,2 0,3
marzo  0,2 0,6
aprile  0,2 0,7
maggio  -0,1 0,5
giugno  0,0 0,5
luglio  0,0 0,5
agosto 0,2 0,7
settembre 0,1 0,7
ottobre (provvisorio) 0,1 0,7

Ulteriori informazioni sull’Indice di Costruzione

Calcolo rivalutazione monetaria con gli indici costruzione fabbricato residenziale

La nota dell’ISTAT per ottobre 2017

Interessi legali per il 2018

Saggio interesse legale anno 2018 uguale a 0,3%

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto il 13 dicembre  2017 il nuovo saggio di interesse legale. Il nuovo valore del saggio degli interessi è stato fissato (Art.1 del Decreto) a 0,3 per cento in ragione d’anno, con decorrenza 1 gennaio 2018.

Il precedente valore, quello in vigore dal 1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2017 era pari allo 0,1 per cento; un aumento  pari a 0,2 punti percentuali.

La pubblicazione del nuovo tasso è sulla GU Serie Generale n.292 del 15-12-2017

La tabella aggiornata con la serie storica  dei tassi legali e qui il decreto.

 

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Svelato dal Presidente del Senato Pietro Grasso il logo di Liberi Uguali con PIETRO GRASSO

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Liberi Uguali con PIETRO GRASSO

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Bitcoin: una guida per conoscerlo e imparare ad usarlo

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“l’equo compenso in quanto idoneo a reintrodurre un sistema di tariffe minime, peraltro esteso all’intero settore dei servizi professionali, non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale” e si pone, dunque, “in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione” che hanno riguardato anche “il settore delle professioni regolamentate”.

Adeguamento canone d’affitto e assegno di mantenimento per novembre 2017

L’ISTAT in data 30 novembre 2017 ha comunicato la stima dei dati dell’INFLAZIONE in Italia per il mese di Novembre 2017.
Il dato comunicato ci ha dato una diminuzione su base mensile  per novembre 2017    dello 0,2%  e un aumento dello 0,9% rispetto a novembre 2016 (a ottobre 2017 fu +1,0%).

Per quanto riguarda l’indice (FOI) per l’adeguamento dell’assegno e del canone di affitto prevediamo che l’aumento  annuale potrebbe essere pari a 0,7 per cento su base annua se il dato dovesse seguire la stessa identica stima dell’inflazione.

La tabella dell’indice FOI per il periodo Gennaio 2017 – Ottobre 2017

Periodo Var%
Gennaio-2016 Gennaio-2017 0,9
Febbraio-2016 Febbraio-2017 1,5
Marzo-2016 Marzo-2017 1,4
Aprile-2016 Aprile-2017 1,7
Maggio-2016 Maggio-2017 1,4
Giugno-2016 Giugno-2017 1,1
Luglio-2016 Luglio-2017 1
Agosto-2016 Agosto-2017 1,2
Settembre-2016 Settembre-2017 1,1
Ottobre-2016 Ottobre-2017 0,9

Qui una panoramica sull’indice FOI

L’ISTAT renderà ufficiali i dati in data 14 dicembre 2017

Stima inflazione novembre 2017:diminuisce su base mensile  dello 0,2%  e aumenta dello 0,9% in un anno

La stima dell’ISTAT sui dati dell’inflazione per novembre 2017  dice che diminuisce su base mensile  dello 0,2 per cento  e aumenta dello 0,9% rispetto a novembre 2016 (a ottobre +1,0%).

L’ISTAT nel comunicato ufficiale comunica che

“L’ulteriore lieve frenata dell’inflazione (per il terzo mese consecutivo) si deve per lo più al rallentamento, dal lato dei beni, della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,2% da +3,8% di ottobre) e, dal lato dei servizi, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9% da +1,4%), mitigato dall’accelerazione dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+5,0% da +4,3% del mese precedente)”

Inoltre precisa  che 

La diminuzione su base mensile dell’indice generale è dovuta prevalentemente al calo, influenzato da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-1,0%), solo in parte bilanciato dall’incremento dei prezzi dei Beni energetici non regolamenti (+1,3%), spinti dal rialzo di quelli di carburanti e gasolio.

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1,7% in termini tendenziali (come ad ottobre).

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell’1,1% su base annua (come ad ottobre).

Per l’indice FOI Rivaluta.it ha ipotizzato una variazione annua dello 0,9 per cento.


Il comunicato ufficiale ISTAT della stima sull’inflazione  per novembre 2017

Overview inflazione ITALIA

Prevedi l’inflazione con la nostra utility

Come mai i tassi sui mutui EURIBOR e EURIRS sono così favorevoli?

I tassi EURIBOR e EURIRS , utilizzati per i mutui, sono favorevoli grazie alla strategia monetaria che la BCE sta attuando da circa due anni.

Tassi EURIBOR e EURIRS 

Ma qual è la strategia della BCE attuata?

La BCE acquista  direttamente i titoli di stato emessi dai paesi membri e così facendo tiene bassi i costi per la restituzione di questi debiti, agevolando quindi gli stati e spostando gli investitori, che cercano un rendimento dignitoso verso il mercato finanziario.

Gli acquisti della BCE vengono fatti con denaro “nuovo”, creato appunto per l’occasione. LA BCE stampa quindi denaro fresco.

 Quantitative Easing  ovvero  Alleggerimento Quantitativo

Questa politica è chiamata Quantitative Easing  ovvero  Alleggerimento Quantitativo

In parole povere la BCE non fa altro che aumentare la quantità di liquidità presente nel sistema che, così facendo, riesce a soddisfare la domanda di denaro ad un costo minore.

Tutto questo, unito alla fissazione del tasso base allo 0%, dovrebbe spingere le banche a prestare denaro all’economia invece che tenerlo immobilizzato a rendimento zero o negativo.

Gli effetti di questa politica monetaria della BCE non sarà immediata ed è per questo che la BCE continua a spingere  su questo punto.

Ma ci sarà un punto di svolta?

Se la politica della BCE avrà successo, gli impieghi di liquidità inizieranno a crescere e così faranno anche i tassi, l’economia e l’inflazione.

Come sempre in economia non ci sono certezze a riguardo, tranne una: il mandato alla BCE di Mario Draghi terminerà nel 2019 e la sua politica di tassi bassi, non gradita a tutti i paesi dell’Unione, forse non sarà perpetuata.