L’inflazione in Italia a maggio 2023 si attenua: +7,6%

L’inflazione in Italia a maggio 2023 riprende a scendere

Secondo le stime preliminari, nel mese di maggio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 7,6% su base annua. Tuttavia, questo rappresenta una decelerazione rispetto al tasso di inflazione del mese precedente (+8,2%).

Inflazione a maggio 2023. leggera discesa

Cause della decelerazione dell’inflazione

 

La decelerazione del tasso di inflazione è principalmente dovuta al rallentamento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, degli alimentari lavorati, degli altri beni e dei servizi relativi ai trasporti. Tuttavia, questa diminuzione è stata solo parzialmente compensata dall’aumento dei prezzi degli alimentari non lavorati e dei servizi relativi all’abitazione.

Tasso di inflazione “di fondo”

L’inflazione “di fondo”, che esclude gli energetici e gli alimentari freschi, continua a rallentare, anche se di poco. Ciò indica un aumento dei prezzi al netto di questi elementi. Inoltre, l’inflazione al netto dei soli beni energetici mostra anche un leggero calo rispetto al mese precedente.

Differenziale inflazionistico tra beni e servizi

La crescita dei prezzi dei beni rallenta su base annua, insieme a una leggera diminuzione dei prezzi dei servizi. Questo ha portato a un differenziale inflazionistico tra i due comparti, che si è ridotto rispetto al mese precedente.

Rallentamento dei prezzi dei beni alimentari e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, mostrano un rallentamento rispetto al periodo precedente.

Principali fattori dell’aumento congiunturale dei prezzi

L’aumento dell’indice generale dei prezzi al consumo nel mese di maggio è principalmente attribuibile all’aumento dei prezzi degli alimentari non lavorati, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, degli alimentari lavorati e dei servizi relativi all’abitazione. Tuttavia, ciò è stato in parte compensato dal calo dei prezzi degli energetici non regolamentati.

Inflazione acquisita per il 2023

L’inflazione acquisita per il 2023 si attesta al 5,6% per l’indice generale e al 4,7% per la componente di fondo. Ciò indica l’aumento complessivo dei prezzi nel corso dell’anno.

L’indice Armonizzato

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,3% su base mensile

La Banca Centrale Europea compie 25 anni

Il 1 giugno 2023 sarà il compleanno della BCE: compirà 25 anni

Consiglio Generale BCE
Consiglio Generale BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) è stata istituita con il Trattato di Maastricht (1992) e costituita il 1° giugno 1998 e  ha sede a Francoforte.

Dal 1° gennaio 1999 gli Stati membri dell’UE aderenti all’area dell’euro le hanno trasferito la sovranità monetaria. Insieme alle banche centrali nazionali degli Stati membri dell’UE che hanno introdotto l’euro nella terza fase dell’unione monetaria europea (19 nel 2015 e attualmente l’euro (€) è la valuta ufficiale di 20 dei 27 Stati membri dell’UE che insieme costituiscono l’area dell’euro.) costituisce l’Eurosistema, che è governato dal Consiglio direttivo e dal Comitato esecutivo della BCE.

Insieme alle banche centrali nazionali di tutti gli Stati membri dell’UE (inclusi quelli che mantengono la moneta nazionale), costituisce il più ampio Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC).

Obiettivo primario della politica monetaria condotta dal SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi ovvero mantenere l’inflazione a livelli non superiore al 2%Lo slogan che capeggia nella home page del sito è: Manteniamo i prezzi stabili e il tuo denaro al sicuro

Proponiamo al riguardo un articolo pubblicato sul blog della BCE da parte di Christine Lagarde, Presidente della BCE: 25 years of euro unity By Christine Lagarde, President of the ECB

Potrebbe tornare utile consultare  la serie storica dell’inflazione media nell’area EuroTabella tasso di riferimento BCE

 

 

 

Studio Crossover: definizione, utilità e applicazioni

Cos’è e cosa si intende per studio crossover?

Uno studio crossover è un tipo di disegno di studio utilizzato nella ricerca medica e scientifica.

In uno studio crossover, i partecipanti allo studio ricevono due o più trattamenti o interventi in sequenza, seguendo un ordine specifico. Ogni partecipante funge da proprio controllo, ricevendo tutti i trattamenti in modo da confrontare l’efficacia o la risposta ai diversi trattamenti all’interno del medesimo individuo.

Nello studio crossover, i partecipanti vengono assegnati casualmente a un gruppo di trattamento e a un gruppo di controllo. Il gruppo di trattamento inizia con un trattamento specifico, mentre il gruppo di controllo può ricevere un placebo o un altro trattamento di controllo. Dopo un periodo di tempo prestabilito, i gruppi si scambiano, e il gruppo di trattamento passa al trattamento di controllo mentre il gruppo di controllo riceve il trattamento iniziale.

Schema studio crossover
Schema studio crossover Fonte: https://roche-focus-persona.ch/studi-clinici/

Quando è utile lo studio crossover

Lo studio crossover è particolarmente utile quando l’effetto del trattamento può variare da individuo a individuo o quando è importante confrontare l’efficacia dei trattamenti nello stesso individuo. Poiché ogni partecipante serve come proprio controllo, gli effetti individuali, come la variabilità interindividuale, vengono ridotti al minimo, migliorando la precisione dei risultati.

Quando è utilizzato lo studio crossover

Questo tipo di studio è spesso utilizzato per valutare l’efficacia dei farmaci, ma può essere applicato anche ad altre modalità di trattamento, come terapie fisiche, interventi dietetici, cambiamenti nello stile di vita oppure nello sport per valutare l’efficacia di diversi trattamenti, strategie o interventi sull’atletismo o sulla performance sportiva.

Problematiche legate allo studio crossover

Tuttavia, è importante considerare che gli studi crossover possono comportare sfide logistiche, come il washout (periodo di sospensione tra i trattamenti per eliminare l’effetto del trattamento precedente) e la possibilità di effetti di carryover (effetti residui del trattamento precedente che influenzano il trattamento successivo). Pertanto, il disegno dello studio crossover richiede una pianificazione e un’implementazione attente per garantire la validità e l’affidabilità dei risultati.

Puoi consultare questa risorsa per approfondire sullo studio crossover: Disegni dello studio clinico (https://eupati.eu/)

Nell’Area Euro inflazione ad Aprile 2023 in leggera salita: +7,0%

Dopo la sesta discesa consecutiva partita a novembre 2022, l’inflazione nell’Area Euro ad aprile 2023 interrompe la discesa e si riporta al 7,0% dal 6,9% di marzo scorso.

L’aumento mensile rispetto a marzo 2023 è stato dello 0,7% mentre lo scorso mese era 0,9%. Di seguito la tabella con gli ultimi dati.

Ultimi dati inflazione Area euro

Periodo Var%
Aprile-2021 Aprile-2022 7,4%
Maggio-2021 Maggio-2022 8,1%
Giugno-2021 Giugno-2022 8,6%
Luglio-2021 Luglio-2022 8,9%
Agosto-2021 Agosto-2022 9,1%
Settembre-2021 Settembre-2022 9,9%
Ottobre-2021 Ottobre-2022 10,6%
Novembre-2021 Novembre-2022 10,1%
Dicembre-2021 Dicembre-2022 9,2%
Gennaio-2022 Gennaio-2023 8,6%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 8,5%
Marzo-2022 Marzo-2023 6,9%
Aprile-2022 Aprile-2023 7%

Analizzando i principali componenti dell’inflazione nell’area dell’euro, il settore alimentare, alcol e tabacco ha registrato il tasso annuale più alto ad aprile (13,5%, rispetto al 15,5% di marzo), seguito dai beni industriali non energetici (6,2%, rispetto al 6,6% di marzo), dai servizi (5,2%, rispetto al 5,1% di marzo) e dall’energia (2,4%, rispetto a -0,9% di marzo).

I principali componenti dell’inflazione

Ciascuno dei principali componenti contribuisce in misura variabile all’inflazione complessiva nell’area dell’euro. In termini di ponderazioni per il 2023, considerando il 100% per l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), i servizi sono il componente più importante, rappresentando circa il 43,5% della spesa monetaria finale delle famiglie nell’area dell’euro. Seguono i beni industriali non energetici con circa il 26,3%.

Il settore alimentare, alcol e tabacco e l’energia rappresentano rispettivamente circa il 20,0% e il 10,2%. Insieme, costituiscono meno di un terzo della spesa nell’area dell’euro, ma possono avere un impatto significativo sull’inflazione complessiva poiché i loro prezzi tendono a fluttuare in misura significativamente maggiore rispetto agli altri componenti.

Le ponderazioni dei principali componenti dell’area dell’euro per il 2023 sono presentate nella Figura 3. La Tabella 2 mostra le loro ponderazioni relative per il 2023.

Inflazione annua Area Euro e andamento dei principali componenti da Aprile 2021 a Aprile 2023
FONTE:EUROSTAT Inflazione annua Area Euro e andamento dei principali componenti da Aprile 2021 a Aprile 2023
Peso percentuale dei principali componenti HICP componenti per l'Area Euro anno 2023
Peso percentuale dei principali componenti HICP componenti per l’Area Euro anno 2023

Approfondisci l’analisi di questi dati dell’inflazione dal 2020 al 2023

Estrai e scarica su file CSV la serie storica dell’inflazione (Area euro) tra due periodi

Utilizza Confronto dell’inflazione tra varie basi dati e periodi storici per confrontare l’inflazione nell’Area Euro con quella degli US

Confronto inflazione US con Area Euro da gennaio 2000 ad aprile 2023
Confronto inflazione US con Area Euro da gennaio 2000 ad aprile 2023

Ultimi dati inflazione

Ad aprile 2023 l’inflazione in Italia riparte: +8,2%

Ad aprile 2023 l’inflazione in Italia in aumento dello 0,4% su base mensile e dell’8,2% su base annua

A marzo scorso  in Italia il dato annuo era stato +7,6% mentre la stima preliminare per aprile fu dell’ 8,3%.

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Aprile 2023 0,4% 8,2%
2 Marzo 2023 -0,4% 7,6%
3 Febbraio 2023 0,2% 9,1%
4 Gennaio 2023 0,1% 10%
5 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
6 Novembre 2022 0,5% 11,8%
7 Settembre 2022 8,9% 0,3%
8 Agosto 2022 0,8% 8,4%
9 Luglio 2022 0,4% 7,9%
10 Giugno 2022 1,2% 8%
11 Maggio 2022 0,8% 6,8%
12 Maggio 2022 0,8% 6,8%
13 Aprile 2022 -0,1% 6%

Ad aprile 2023, l’indice dell’inflazione è aumentato principalmente a causa di un nuovo rialzo dei prezzi dei Beni Energetici non regolamentati, i quali hanno seguito un andamento in crescita mensile del 2,3% rispetto al calo del -3,9% registrato ad aprile 2022. Questo evidenzia una forte correlazione tra l’aumento dei prezzi e quello degli energetici, che rappresentano una voce di costo fondamentale per molte attività.Pompa di benzina

Tuttavia, nel settore alimentare, si è registrato un rallentamento della crescita dei prezzi dei prodotti lavorati e non lavorati, contribuendo a moderare l’inflazione di fondo, che si attesta attualmente al +6,2%. Inoltre, si nota una decelerazione sulla tendenza annuale dei prezzi del “carrello della spesa”, scesi al +11,6%.

In sintesi, l’aumento dei prezzi dei Beni Energetici non regolamentati rappresenta la principale causa dell’attuale inflazione, mentre nel settore alimentare si registra un rallentamento della crescita dei prezzi, il che contribuisce a moderare l’indice di inflazione.

INAIL: modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili

Aumenta il tasso di interesse di rateazione dei debiti per premi assicurativi e sanzioni civili

L’INAIL con la circolare n. 16 del 10 maggio 2023 ha comunicato la variazione del tasso di interesse per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori nonché  quello per la determinazione delle sanzioni civili.

Palazzo INAIL
Palazzo INAIL

Considerato che la Banca centrale europea, con la decisione di politica monetaria del 4 maggio 2023  ha fissato al 3,75% il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ORP) a decorrere dal 10 maggio 2023 il tasso di interesse per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori di cui all’articolo 2, comma 11, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, e quello per la determinazione delle sanzioni civili di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 sono i seguenti:

  • 9,75% interesse dovuto per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori;
  • 9,25% misura delle sanzioni civili.

 

Da consultare per approfondire 

Circolare Inail n. 16 del 10 maggio 2023: Pagamento dei premi e accessori. Modifica del tasso di interesse di rateazione e della misura delle sanzioni civili.

 

Calcola gli interessi su un importo con l’aiuto di questa utility gratuita

Inflazione USA: 4,9% ad aprile 2023, la più bassa dal 2021

L’indice dei prezzi al consumo negli US (CPI-U) è aumentato dello 0,4% ad aprile 2023 su base destagionalizzata, dopo l’aumento dello 0,1% a marzo. L’inflazione annua è aumentata del 4,9% rispetto ad aprile dello scorso anno.

 

Il prezzo di beni e servizi negli Stati Uniti è rimasto ostinatamente alto nel mese di aprile, aumentando del 4,9% rispetto a un anno fa. Il tasso annuo di inflazione è diminuito drasticamente da quando ha toccato il massimo degli ultimi 40 anni del 9,1% lo scorso giugno.

L’aumento di aprile ha quasi eguagliato l’aumento del 5% registrato a marzo.

Ultimi dati Inflazione USA

Periodi Inflazione
annua
Inflazione
mensile
Gennaio-2019 Gennaio-2020 2,5% 0,4%
Febbraio-2019 Febbraio-2020 2,3% 0,3%
Marzo-2019 Marzo-2020 1,5% -0,2%
Gennaio-2020 Gennaio-2021 1,4% 0,4%
Febbraio-2020 Febbraio-2021 1,7% 0,5%
Marzo-2020 Marzo-2021 2,6% 0,7%
Aprile-2020 Aprile-2021 4,2% 0,8%
Maggio-2020 Maggio-2021 5,0% 0,8%
Giugno-2020 Giugno-2021 5,4% 0,9%
Luglio-2020 Luglio-2021 5,4% 0,5%
Agosto-2020 Agosto-2021 5,3% 0,2%
Settembre-2020 Settembre-2021 5,4% 0,3%
Ottobre-2020 Ottobre-2021 6,2% 0,8%
Novembre-2020 Novembre-2021 6,8% 0,5%
Dicembre-2020 Dicembre-2021 7,0% 0,3%
Gennaio-2021 Gennaio-2022 7,5% 0,8%
Febbraio-2021 Febbraio-2022 7,9% 0,9%
Marzo-2021 Marzo-2022 8,5% 1,3%
Aprile-2021 Aprile-2022 8,3% 0,6%
Maggio-2021 Maggio-2022 8,6% 1,1%
Giugno-2021 Giugno-2022 9,1% 1,4%
Luglio-2021 Luglio-2022 8,5% -0,0%
Agosto-2021 Agosto-2022 8,3% -0,0%
Settembre-2021 Settembre-2022 8,2% 0,2%
Ottobre-2021 Ottobre-2022 7,7% 0,4%
Novembre-2021 Novembre-2022 7,1% -0,1%
Dicembre-2021 Dicembre-2022 6,5% -0,3%
Gennaio-2022 Gennaio-2023 6,4% 0,8%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 6,0% 0,6%
Marzo-2022 Marzo-2023 5,0% 0,3%
Aprile-2022 Aprile-2023 4,9% 0,5%

Il dato di aprile 2023 è il decimo dato consecutivo in ribasso ma i prezzi continuano a salire a un tasso che è più del doppio del tasso obiettivo della Federal Reserve del 2% annuo.

L’ultimo indice dei prezzi al consumo (CPI) – una misura ampiamente seguita dei costi di beni e servizi nell’economia statunitense – ha mostrato che i prezzi sono aumentati dello 0,4% nel mese, rispetto all’aumento dello 0,1% di marzo.

Il comunicato ufficiale su U.S. BUREAU OF LABOR STATISTICS

Scarica la serie storica dei dati dell’inflazione US tra due periodi

BCE vuole domare l’inflazione: tassi su al 3,75%

Le prospettive di inflazione in Area euro continuano a essere troppo elevate e da troppo tempo quindi su i tassi di interesse.

Alla luce delle perduranti alte pressioni inflazionistiche, il Consiglio direttivo ha deciso in data 4 maggio 2023 di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. La decorrenza sarà il 10 maggio pv.

L’inflazione complessiva ha registrato una riduzione negli ultimi mesi, sebbene le pressioni di fondo sui prezzi restino intense. La stima per Aprile 2023 è al 7% a marzo era 6,9%

Grafico-inflazione-area-euro-gennaio-2022-marzo-2023
Grafico-inflazione-area-euro-gennaio-2022-marzo-2023

Al tempo stesso, i passati incrementi dei tassi di interesse si stanno trasmettendo con vigore alle condizioni monetarie e di finanziamento nell’area dell’euro, mentre il ritardo e l’intensità della trasmissione all’economia reale rimangono incerti.

Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine e siano mantenuti su tali livelli finché necessario. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati per determinare livello e durata adeguati della restrizione.

In parallelo, il Consiglio direttivo continuerà a ridurre il portafoglio del Programma di acquisto di attività (PAA) dell’Eurosistema a un ritmo misurato e prevedibile. Alla luce di tali principi, il Consiglio direttivo prevede di porre fine ai reinvestimenti nell’ambito del PAA a partire da luglio 2023. Il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,75%, al 4,00% e al 3,25%, con effetto dal 10 maggio 2023.

Tassi di interesse di riferimento della BCE

Grafico tassi BCE dal 1958 a maggio 2023
Grafico tassi BCE dal 1958 a maggio 2023

La tabella aggiornata dei tassi BCE

In Area euro l’inflazione in leggero aumento ad aprile 2023

Tasso annuo di inflazione nell’area al 7,0% in aumento rispetto al 6,9% di marzo 2023

L’inflazione annua nell’area dell’euro si stima che dovrebbe essere del 7,0% ad aprile 2023, in aumento rispetto al 6,9% di marzo 2023.In Area euro l'inflazione in leggero aumento ad aprile 2023 1

L’aumento rispetto al mese scorso è stato dello 0,7% in discesa rispetto al valore di marzo che era stato dello 0,9%. 

Tabella dati inflazione Gennaio 2022 – Marzo 2023

N Periodi Inflazione annua Inflazione mensile
1 Gennaio-2021 Gennaio-2022 5,1% 0,3%
2 Febbraio-2021 Febbraio-2022 5,9% 0,9%
3 Marzo-2021 Marzo-2022 7,4% 2,4%
4 Aprile-2021 Aprile-2022 7,4% 0,6%
5 Maggio-2021 Maggio-2022 8,1% 0,8%
6 Giugno-2021 Giugno-2022 8,6% 0,8%
7 Luglio-2021 Luglio-2022 8,9% 0,1%
8 Agosto-2021 Agosto-2022 9,1% 0,6%
9 Settembre-2021 Settembre-2022 9,9% 1,2%
10 Ottobre-2021 Ottobre-2022 10,6% 1,5%
11 Novembre-2021 Novembre-2022 10,1% -0,1%
12 Dicembre-2021 Dicembre-2022 9,2% -0,4%
13 Gennaio-2022 Gennaio-2023 8,6% -0,2%
14 Febbraio-2022 Febbraio-2023 8,5% 0,8%
15 Marzo-2022 Marzo-2023 6,9% 0,9%
16 Aprile-2022 Aprile-2023 7,0% 0,7%

Accelerazione dell’inflazione ad aprile 2023: +8,3%

Stima inflazione Aprile 2023: 8,3% dal 7,6% di marzo scorso

Inflazione media 2022 Italia

L’Istat comunica che ad aprile 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’8,3% su base annua, da +7,6% del mese precedente. Il mese scorso il dato era stato -0,4% e 7,6% come dato mensile e annuo.

L’accelerazione dell’inflazione ad aprile si deve principalmente all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,7%) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,7%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%).

Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,4%) e dal rallentamento di quelli degli Alimentari lavorati (da +15,3% a +14,7%), degli Alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).

Quali sono i Beni energetici regolamentati e non regolamentati?

  • Beni energetici (Energia): includono i beni energetici regolamentati e quelli non regolamentati;
  • Beni energetici regolamentati: includono le tariffe per l’energia elettrica mercato tutelato e il gas di rete per uso domestico;
  • Beni energetici non regolamentati: comprendono i carburanti per gli autoveicoli, i lubrificanti, i combustibili per uso domestico non regolamentati e l’energia elettrica mercato libero;

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L’inflazione media in Italia

L’inflazione in Italia

Tassi di interesse e inflazione Italia dal 1958 al 2023

Confronto giornaliero dei tassi di interesse e dell’inflazione in Italia dal 1958 a marzo 2023

In questo breve post abbiamo messo a confronto i dati giornalieri dell’inflazione e i tassi di interesse della Banca D’Italia (ex TUS) e BCE (Tasso BCE) da gennaio 1959 a marzo 2023.

Cosa intendiamo per dato giornaliero? Per chiarire facciamo un esempio:

l’inflazione dal 01/01/1957  al 1/1/1958 è stata del 2,10%. Questo dato ovviamente è stato uguale fino al periodo 31/1/1957 – 31/1/1958. Quindi per i 31 giorni di gennaio  abbiamo confermato il dato dell’inflazione (2,10%). Stesso identico procedimento discorso per i tassi di interesse.

In questo modo abbiamo ottenuto un  confronto puntuale  che offre una lettura chiara del fenomeno.

Abbiamo messo a disposizione la serie storica, che troverete di seguito, con i dati sia dell’inflazione che dei tassi di interesse.

 

Tassi di Interesse(Tasso ufficiale di sconto e Tasso BCE) e inflazione Italia da gennaio 1958 a marzo 2023
Tassi di Interesse(Tasso ufficiale di sconto e Tasso BCE) e inflazione Italia da gennaio 1958 a marzo 2023

Qual è la differenza tra inflazione e tassi di interesse?

L’inflazione e il tasso d’interesse sono due indicatori chiave che gli economisti e gli investitori osservano attentamente per valutare la salute dell’economia.

L’inflazione si riferisce all’aumento generale dei prezzi dei beni e dei servizi nel tempo, mentre i tassi di interesse sono il costo del denaro per prestiti o investimenti.

La relazione tra l’inflazione e i tassi di interesse è complessa e spesso controversa, poiché può essere influenzata da molteplici fattori, come la politica monetaria, la politica fiscale, l’offerta e la domanda di beni e servizi e la situazione economica globale.

La BCE spiega in maniera chiara ed  esaustiva qual è il suo obiettivo: Il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi e il riesame della strategia

Link utili su inflazione e interessi

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Cos’è Il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale in dettaglio

Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga.

In sostanza, è la somma delle imposte dirette, indirette e previdenziali a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore.

Quando si dice che lo stato italiano sta lavorando sul cuneo fiscale, cosa significa?

Significa che sta cercando di ridurre la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga. In Italia, il peso del cuneo fiscale è del 46,5%, uno dei dati più alti tra i Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) secondo il Taxing Wages. Quindi, per ogni 100 euro pagati dall’azienda per il dipendente 46,50 euro sono impiegati per tasse e contributi.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE?

  1. Aumentare il netto ricevuto dal lavoratore in busta paga
  2. Ridurre il costo del lavoro per il datore di lavoro
Busta paga
Busta paga

In pratica il  cuneo fiscale

Supponiamo che il costo totale sostenuto dal datore di lavoro per un lavoratore sia di 3000€ al mese. Questo include lo stipendio lordo del lavoratore, i contributi previdenziali e le tasse. Supponiamo che il lavoratore riceva in busta paga 2000€ netti al mese. In questo caso, il cuneo fiscale sarebbe di 1000€ al mese (3000€ – 2000€).

Questo ovviamente è solo un esempio per illustrare come si calcola il cuneo fiscale. Le cifre reali possono variare a seconda delle circostanze specifiche.

Per approfondire sul cuneo fiscale

Confronto inflazione e prezzo del gasolio autotrazione

Il prezzo del gasolio dal 1996 al 2023 confrontato con l’inflazione

L’aumento dei prezzi dei carburanti causa l’inflazione?

Confronto prezzo gasolio e inflazione Italia gennaio 1996-marzo 2023
Confronto prezzo gasolio e inflazione Italia gennaio 1996-marzo 2023

Il grafico e i dati del prezzo del gasolio e dell’inflazione in Italia affiancati evidenziano un andamento più o meno simile tra prezzo del gasolio e inflazione. Si nota come l’aumento dell’inflazione si verifichi con un ritardo di circa un mese dall’aumento del gasolio.

Solo nel periodo che va da aprile 2004 a aprile 2006 c’è una divergenza dei dati: il gasolio sale e l’inflazione, al contrario, è in netta discesa.

Dal 2006 al 2023 si evidenzia tra le due serie di dati una forte e decisa correlazione, e ciò fa pensare che il prezzo del gasolio sia molto influente sull’inflazione.

Questa potrebbe sembrare una riflessione ovvia, ma a volte l’ovvietà sfugge.

Al lettore lasciamo le dovute osservazioni.

 

Potrebbe essere utile sullo stesso argomento consultare:

La crisi energetica nel 1973

Sotto il grafico dell’inflazione in Italia dal 1965 al 1975. Si noti il picco raggiunto a novembre 1974 con 25,2%. Nello stesso periodo il Tasso ufficiale di sconto fissato dalla Banca d’Italia era dell’8% e raggiunse il massimo del 19% nel 1981.

Grafico inflazione Italia 1965-1975
Grafico inflazione Italia 1965-1975

Leggi wikipedia.org 

Inflazione Area Euro: a marzo 2023 calo deciso con +6,9%

Inflazione Area euro a marzo 2023 scende al 6,9% , lo scorso mese era stato 8,5%

L’inflazione annua nell’Area euro nel mese di Marzo 2023 è risultata pari a 6,9% confermando la stima e in calo rispetto all’8,5% dello scorso mese di Febbraio.

Sempre a Marzo 2023 l’inflazione mensile rispetto al mese precedente (Febbraio 2023 ) registra una variazione uguale a 0,9%; a Febbraio 2023 era stata del 0,8%.

 


L’inflazione media per l’anno 2023 è uguale a 8%. Lo scorso anno fu del 8,3%

L’inflazione biennale rispetto a Marzo 2021 è risultata uguale a 14,8%, un anno fa a Marzo 2022 il dato era 7,4%.

I tassi annuali più bassi nell’Area euro sono stati rilevati in Lussemburgo (2,9%), Spagna (3,1%) e Paesi Bassi (4,5%). I tassi annuali più elevati sono stati registrati in Ungheria (25,6%), Lettonia (17,2%) e Cechia (16,5%). Paragonato a febbraio, l’inflazione annua è scesa in venticinque Stati membri ed è aumentata in due.

A marzo, il contributo maggiore al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro è venuto da generi alimentari, alcolici e tabacco , seguiti da servizi , beni industriali non energetici (+1,71 pp) ed energia.

Il trend dell’inflazione nell’Area Euro conferma il trend generale in quasi  in tutti i paesi dell’Area, come specificato sopra ma in particolare si inizia a vedere il peso del cambio di passo sugli interessi imposti nei mesi scorso dalla BCE.

In definitiva la strategia di politica monetaria della BCE sta avendo i suoi frutti

Confronto dell’inflazione tra  AREA Euro e US

Abbiamo confrontato i dati dell’inflazione tra Area Euro e US e ne è venuto fuori un grafico molto interessante. Quello che si evidenzia è che viene all’occhio è l’anticipo sia dell’innalzamento dell’inflazione negli USA e sia della diminuzione rispetto all’Area Euro. Verrebbe da pensare che forse sarebbe il caso di “guardare gli States” per capire cosa succederà da noi in Europa.

 

Utilizza l’utility per confrontare i dati dell’inflazione 

Approfondisci l’analisi di questi dati dell’inflazione dal 2020 al 2023

Inflazione marzo 2023 in rapida discesa: +7,6%

A marzo 2023 si registra la quarta discesa consecutiva dell’inflazione

Inflazione marzo 2023
Inflazione marzo 2023

In Italia il dato dell’inflazione scende per la quarta volta consecutiva. A marzo 2023 +7,6% in un anno e una diminuzione mensile uguale a -0,4%. La variazione mensile registrata a marzo con  -0,4% rispetto a febbraio, è la discesa maggiore rispetto al mese precedente mai registrata da ottobre 2020,  a settembre 2020 si arrivò a -0,7%.

 

I dati definitivi tra l’altro non confermano le previsioni che erano state comunicate dall’ISTAT con -0,3% per la variazione mensile e +7,7% per quella annuale.

Ultimi dati Inflazione ITALIA

Periodo Var%
Marzo-2021 Marzo-2022 6,5%
Aprile-2021 Aprile-2022 6%
Maggio-2021 Maggio-2022 6,8%
Giugno-2021 Giugno-2022 8%
Luglio-2021 Luglio-2022 7,9%
Agosto-2021 Agosto-2022 8,4%
Settembre-2021 Settembre-2022 8,9%
Ottobre-2021 Ottobre-2022 11,8%
Novembre-2021 Novembre-2022 11,8%
Dicembre-2021 Dicembre-2022 11,6%
Gennaio-2022 Gennaio-2023 10%
Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,1%
Marzo-2022 Marzo-2023 7,6%

Chi ha spinto la discesa dell’inflazione a marzo?

Il rientro dell’inflazione, come precisano dall’Istat è  spinto dalla dinamica dei prezzi dei Beni Energetici in netto calo: -8,9% rispetto a febbraio scorso e +5,5% rispetto all’anno precedente. I Beni alimentari ancora su; rispetto a febbraio +0,9% e 12,9% rispetto a marzo dello scorso anno.

Di seguito il prospetto (fonte ISTAT) per tipologia di prodotto con tutte le variazioni percentuali.

INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

 

Dalla tabella emerge nonostante il permanere delle tensioni al rialzo nel comparto dei Beni alimentari non lavorati e dei Servizi, segnali di esaurimento della fase di accelerazione che, nei mesi scorsi, aveva caratterizzato la dinamica dei prezzi di ampi settori del paniere. Dopo la progressione che ha caratterizzato il 2022, l’inflazione di fondo si stabilizza al +6,3%.

Il carrello della spesa?

I prezzi del “carrello della spesa” rallentano su base tendenziale, scendendo a +12,6%.

Indice FOI per le rivalutazioni monetarie a Marzo 2023

L’indice FOI utile per adeguare periodicamente i valori monetari come per esempio  il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato a Marzo 2023 segna un aumento annuo del 7,4% e una diminuzione rispetto a febbraio scorso uguale a -0,4%. Rispetto allo stesso periodo di due anni precedenti +14,2%. 

Per approfondire visita Serie storica indici ISTAT pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale

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