Vbscript: cerca ed estrai e-mail da un file testo

Cercare con VBSCRIPT  e-mail in un file testo

VBScript (Visual Basic Scripting Edition) è un linguaggio di scripting basato su Visual Basic utilizzato per automazione e scripting in ambienti Windows.

In questo articolo, esamineremo un esempio di utilizzo di VBScript per estrarre indirizzi email da un file di testo e archiviarli in un nuovo file.

Utilizzo di Regular expressions per la ricerca di e-mail 

Nello script sotto utilizziamo La funzione FindEmailAddresses che utilizza espressioni regolari per individuare gli indirizzi email nel testo.

L’espressione regolare specificata cerca pattern di indirizzi email validi, includendo la parte locale, l’@ e il dominio.

VBScript Code

Option Explicit

Dim inputFile, outputFile
Dim objFSO, objInputFile, objOutputFile
Dim strContent, match, matches

' Specifica il percorso del tuo file di input e output
inputFile = "C:\Users\comodo\alemail.txt"
outputFile = "C:\Users\comodo\indirizzi_email.txt"

' Crea un oggetto File System
Set objFSO = CreateObject("Scripting.FileSystemObject")

' Verifica se il file di input esiste
If objFSO.FileExists(inputFile) Then
    ' Apre il file di input in modalità lettura
    Set objInputFile = objFSO.OpenTextFile(inputFile, 1)
    
    ' Legge il contenuto del file
    strContent = objInputFile.ReadAll
    
    ' Chiude il file di input
    objInputFile.Close
    
    ' Chiama la funzione per cercare gli indirizzi email
    Set matches = FindEmailAddresses(strContent)
    
    ' Apre il file di output in modalità scrittura
    Set objOutputFile = objFSO.CreateTextFile(outputFile, True)
    
    ' Scrive gli indirizzi email nel file di output
    For Each match In matches
        objOutputFile.WriteLine match.Value
    Next
    
    ' Chiude il file di output
    objOutputFile.Close
    
    WScript.Echo "Indirizzi email trovati e salvati con successo."
Else
    WScript.Echo "Il file di input non esiste."
End If

' Funzione per cercare gli indirizzi email
Function FindEmailAddresses(inputText)
    Dim regex, matches
    Set regex = New RegExp
    regex.Global = True
    regex.IgnoreCase = True
    regex.Pattern = "\b[A-Za-z0-9._%+-]+@[A-Za-z0-9.-]+\.[A-Z|a-z]{2,}\b"
    
    Set matches = regex.Execute(inputText)
    Set FindEmailAddresses = matches
End Function

Inflazione Area Euro in netto calo a ottobre 2023: +2,9%

La stima di Eurostat sull’inflazione di ottobre 2023 segnale un 2,9%, in netto calo rispetto al 4,3% dello scorso mese di settembre; 2,9% è il valore più basso da agosto 2021.

Grafico Inflazione Area euro da Settembre 2020 a Ottobre 2023(stima)

 

Considerando le componenti principali dell’inflazione dell’Eurozona,  i prezzi più alti sono quelli legati a cibo, alcol e tabacco
(7,5%, rispetto all’8,8% di settembre), seguito dai servizi (4,6%, rispetto al 4,7% a settembre), beni industriali non energetici (3,5%, contro 4,1% a settembre) ed energia (-11,1%, rispetto al -4,6% di settembre).

La riduzione dell’inflazione da 4,3% a 2,9% può essere attribuita a diversi fattori:

  1. Componenti dell’inflazione: Le variazioni dei prezzi delle diverse componenti dell’inflazione hanno avuto un impatto significativo. I settori come cibo, alcol e tabacco hanno registrato una riduzione dall’8,8% al 7,5%, mentre l’energia è passata da -4,6% a -11,1%. Queste variazioni hanno contribuito al calo generale dell’inflazione.

  2. “Vantaggio matematico”: un “vantaggio matematico” che ha giocato un ruolo nel calo dell’inflazione. Questo concetto è associato a come vengono calcolati gli indici di inflazione in rapporto ai dati precedenti. Nell’anno precedente, l’indice elevato ha influenzato la diminuzione percentuale nel calcolo dell’inflazione attuale, contribuendo al calo osservato.

In sintesi, la riduzione dell’inflazione da 4,3% a 2,9% può essere attribuita principalmente alle variazioni nei diversi settori e a un effetto matematico derivante dai dati precedenti, in particolare un anno con valori più elevati che hanno influenzato la diminuzione percentuale nei calcoli dell’inflazione attuale.

I dati per il calcolo dell’inflazione in Area Euro

Ad ottobre del 2022 si registrò un’inflazione mensile dell’ 1,5%, annuale 10,6% il più alto dal 1997.

L’indice  salì da 120,52 di settembre  a 121,03 di ottobre 2022. Nel 2023 quindi con un indice pari a 124,55 l’inflazione annua calcolata dalla variazione percentuale  tra 124,55 e 121,03 ((124,55*100/121,3)- 100) ha permesso questo dato dell’inflazione così basso.

Utile sull’argomento

Drastico calo dell’inflazione a ottobre 2023: +1,8%

Si passa dal 5,3% di settembre all’ +1,8 per cento

Grafico inflazione Italia ottobre 2023(stima)
Grafico inflazione Italia ottobre 2023(stima)

A ottobre 2023, secondo le stime preliminari dell’ISTAT, l’inflazione scende in picchiata. Si passa dal 5,3% del mese scorso all’ +1,8 per cento.
Questo dato è il valore più basso mai registrato da luglio 2021 (+1,9%). L’Istat precisa nella nota odierna, che la drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto.

Un contributo al ridimensionamento dell’inflazione si deve inoltre alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari, il cui tasso tendenziale scende al +6,5%, esercitando un freno alla crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+6,3%). Infine, più contenuta è la flessione dell’inflazione di fondo, che a ottobre si attesta al +4,2% (dal 4,6% di settembre).

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L’inflazione attuale in Italia 

Calcolatore per l’inflazione

La serie storica delle stime ISTAT.

 

Quali sono i tre tassi della BCE?

La BCE utilizza tre principali tassi di interesse per influenzare l’economia nella zona dell’euro. Tasso di rifinanziamento principale, Tasso di rifinanziamento marginale (overnight) e Tasso di deposito overnight presso la banca centrale

  1. Tasso di rifinanziamento principale: questo è il tasso di interesse principale fissato dalla BCE e rappresenta il costo al quale le banche  possono prendere in prestito denaro dalla BCE. Il tasso di rifinanziamento principale viene utilizzato per influenzare il costo del denaro nell’intera economia della zona euro. Se la BCE aumenta questo tasso, le banche commerciali tenderanno a rendere più costoso il prestito ai loro clienti, il che potrebbe ridurre la spesa e frenare quindi l’inflazione nella zona Euro. Al contrario, se la BCE abbassa questo tasso, le banche commerciali potranno concedere prestiti a un costo inferiore, incoraggiando la spesa e la crescita economica.

  2. Tasso di rifinanziamento marginale (overnight): Questo tasso rappresenta il costo al quale le banche possono ottenere finanziamenti dalla BCE per un periodo molto breve, di solito per una notte. È più alto del tasso di rifinanziamento principale ed è utilizzato per le operazioni di rifinanziamento a breve termine. Le banche possono utilizzare questo tasso per coprire le loro esigenze di finanziamento quotidiano o risolvere eventuali squilibri di liquidità. Un aumento del tasso di rifinanziamento marginale rende più costoso il finanziamento a breve termine per le banche, il che può influire sulla loro capacità di concedere prestiti e sull’andamento complessivo dei tassi di interesse sul mercato interbancario.

  3. Tasso di deposito overnight presso la banca centrale: Questo tasso rappresenta il tasso di interesse che le banche commerciali ricevono quando depositano denaro presso la BCE per la notte. Questo tasso è di solito inferiore al tasso di rifinanziamento principale. La BCE può utilizzare il tasso di deposito overnight per incentivare o disincentivare le banche a mantenere denaro presso di essa. Un tasso di deposito più basso incoraggerebbe le banche a cercare rendimenti migliori altrove, ad esempio concedendo prestiti ai consumatori o alle imprese, mentre un tasso di deposito più alto potrebbe spingere le banche a trattenere più denaro presso la BCE, riducendo la quantità di denaro disponibile per prestiti.

In sintesi, la BCE utilizza questi tre tassi di interesse per regolare il flusso di denaro nell’economia e controllare l’inflazione. Questo è l’obiettivo principale della Banca Centrale Europea :  mantenere stabili i prezzi, come ben specificato sulla pagina web del sito ufficiale della BCE.

Tabella Tassi di rifinanziamento marginale (overnight) e Tassi di deposito overnight presso la banca centrale

Data inizio validità Tasso di rifinanziamento marginale (overnight) Tasso di deposito overnight presso la banca centrale
20/09/2023 4,75 4,00
02/08/2023 4,50 3,75
21/06/2023 4,25 3,50
10/05/2023 4,00 3,25
22/03/2023 3,75 3,00
08/02/2023 3,25 2,50
21/12/2022 2,75 2,00
02/11/2022 2,25 1,50
14/09/2022 1,50 0,75
27/07/2022 0,75 0,00
18/09/2019 0,25 -0,50
16/03/2016 0,25 -0,40
09/12/2015 0,30 -0,30
10/09/2014 0,30 -0,20
11/06/2014 0,40 -0,10
13/11/2013 0,75 0,00
08/05/2013 1,00 0,00
11/07/2012 1,50 0,00
14/12/2011 1,75 0,25
09/11/2011 2,00 0,50
13/07/2011 2,25 0,75
13/04/2011 2,00 0,50
13/05/2009 1,75 0,25
08/04/2009 2,25 0,25
11/03/2009 2,50 0,50
21/01/2009 3,00 1,00
10/12/2008 3,00 2,00
12/11/2008 3,75 2,75
09/10/2008 4,25 3,25
08/10/2008 4,75 2,75
09/07/2008 5,25 3,25
13/06/2007 5,00 3,00
14/03/2007 4,75 2,75
13/12/2006 4,50 2,50
11/10/2006 4,25 2,25
09/08/2006 4,00 2,00
15/06/2006 3,75 1,75
08/03/2006 3,50 1,50
06/12/2005 3,25 1,25
06/06/2003 3,00 1,00
07/03/2003 3,50 1,50
06/12/2002 3,75 1,75
09/11/2001 4,25 2,25
18/09/2001 4,75 2,75
31/08/2001 5,25 3,25
11/05/2001 5,50 3,50
06/10/2000 5,75 3,75
01/09/2000 5,50 3,50
09/06/2000 5,25 3,25
28/04/2000 4,75 2,75
17/03/2000 4,50 2,50
04/02/2000 4,25 2,25
05/11/1999 4,00 2,00
09/04/1999 3,50 1,50
22/01/1999 4,50 2,00
04/01/1999 3,25 2,75
01/01/1999 4,50 2,00

Potrebbe essere utile consultare la Tabella dei tassi BCE e l’inflazione nell’Area dell’Euro

La politica monetaria della BCE

BCE: tassi fermi. L’inflazione è quasi domata

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimentoBCE: tassi fermi. L'inflazione è quasi domata 1

Oggi 26 ottobre 2023 la BCE nel comunicato stampa odierno ha comunicato che ha registrato un netto calo a settembre, ascrivibile anche ai forti effetti della salita dei tassi. I passati aumenti dei tassi di interesse decisi dal Consiglio direttivo seguitano a trasmettersi con vigore alle condizioni di finanziamento, frenando in misura crescente la domanda e contribuendo pertanto alla riduzione dell’inflazione.

Inflazione annua e mensile Euro Area

Il Consiglio direttivo – continua ancora il comunicato BCE –  è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’?inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine. In base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della BCE si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario.

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati della restrizione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria.

Tassi di interesse di riferimento della BCE

I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%.

Consulta la tabella dei TASSI BCE

Ultimo dato Inflazione Area Euro

Quali sono i tre tassi della BCE?

In Italia rallenta l’inflazione a settembre 2023: +5,3%

A settembre 2023, in Italia  l’inflazione registra un ulteriore rallentamento, attestandosi al +5,3% con un aumento mensile dello 0,2%, ad agosto scorso era 5,2%.

Ultimi 12 mesi dell’inflazione in Italia

N Periodo Var.% mese Var% anno
1 Settembre 2023 0,2% 5,3%
2 Agosto 2023 0,3% 5,4%
3 Luglio 2023 0% 5,9%
4 Giugno 2023 0% 6,4%
5 Maggio 2023 0,3% 7,6%
6 Aprile 2023 0,4% 8,2%
7 Marzo 2023 -0,4% 7,6%
8 Febbraio 2023 0,2% 9,1%
9 Gennaio 2023 0,1% 10%
10 Dicembre 2022 0,3% 11,6%
11 Novembre 2022 0,5% 11,8%
12 Settembre 2022 8,9% 0,3%

La discesa del tasso di inflazione è aiutata dall’andamento dei prezzi dei beni alimentari, la cui crescita in ragione d’anno si riduce sensibilmente, pur restando su valori alti (+8,4%)./p>

In Italia rallenta l'inflazione a settembre 2023: +5,3% 2
Prezzi al consumo in Italia da Gennaio 2018 a Settembre 2023

Per contro, un freno al rientro dell’inflazione – specifica L’ISTAT –  si deve al riaccendersi di tensioni sui prezzi dei Beni energetici.

Si attenua, infine, la crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa”, che a settembre si attesta al +8,1%.

L’inflazione media in Italia per l’anno in corso subisce una netta diminuzione si passa dal 7,5% di Agosto al 7,3% attuale.  Ad gennaio 2023 la media era al 10%.

N Periodi Inflazione Media
Valore parziale
1 Gennaio-2022 Gennaio-2023 10%
2 Febbraio-2022 Febbraio-2023 9,6%
3 Marzo-2022 Marzo-2023 8,9%
4 Aprile-2022 Aprile-2023 8,7%
5 Maggio-2022 Maggio-2023 8,5%
6 Giugno-2022 Giugno-2023 8,1%
7 Luglio-2022 Luglio-2023 7,8%
8 Agosto-2022 Agosto-2023 7,5%
9 Settembre-2022 Settembre-2023 7,3%
Variazione Media ——

Previsione inflazione per ottobre 2023

Siamo certi che se ad ottobre 2023 si dovesse registrare un aumento mensile rispetto a settembre dello 0,2%  l’inflazione annua sarà udite udite uguale a 2,0%. 

Come calcolare manualmente l’inflazione (ipotesi)

Indice ottobre 2022 = 118,1
Indice settembre 2023 = 120,3

Ipotizzando che l’aumento tra settembre 2023 e ottobre 2023 fosse uguale a 0,2% il nuovo indice per ottobre sarà 120,5.  In definitiva l’inflazione per ottobre 2023 sarà

(120,5/118,1)*100 -100 = 2,0321%=2,0%

Di seguito vi proponiamo alcune ipotesi per conoscere l’inflazione a ottobre 2023.

Ipotesi aumento
Mensile
Ipotesi Inflazione annua
Ottobre 2023
0,1% 1,9
0,2% 2,0%
0,3% 2,2%
0,4% 2,3

Prova la nostra utility per prevedere empiricamente il valore dell’inflazione per i prossimi mesi. 

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Inflazione US a settembre 2023: +3,7%

Il Bureau of Labor Statistics ha comunicato il dato definitivo dell’inflazione per settembre 2023 al 3,7% annuo, con un aumento mensile uguale 0,2% dallo 0,4% di agosto scorso.

Grafico Usa inflazione settembre-2023
Grafico Usa inflazione settembre-2023

Inflazione: variazione annua e mensile da Gennaio 2020 a settembre 2023

N Periodi Inflazione
annua
Inflazione
mensile
1 Gennaio-2019 Gennaio-2020 2,5% 0,4%
2 Febbraio-2019 Febbraio-2020 2,3% 0,3%
3 Marzo-2019 Marzo-2020 1,5% -0,2%
4 Aprile-2019 Aprile-2020 0,3% -0,7%
5 Maggio-2019 Maggio-2020 0,1% 0,0%
6 Giugno-2019 Giugno-2020 0,6% 0,5%
7 Luglio-2019 Luglio-2020 1,0% 0,5%
8 Agosto-2019 Agosto-2020 1,3% 0,3%
9 Settembre-2019 Settembre-2020 1,4% 0,1%
10 Ottobre-2019 Ottobre-2020 1,2% 0,0%
11 Novembre-2019 Novembre-2020 1,2% -0,1%
12 Dicembre-2019 Dicembre-2020 1,4% 0,1%
13 Gennaio-2020 Gennaio-2021 1,4% 0,4%
14 Febbraio-2020 Febbraio-2021 1,7% 0,5%
15 Marzo-2020 Marzo-2021 2,6% 0,7%
16 Aprile-2020 Aprile-2021 4,2% 0,8%
17 Maggio-2020 Maggio-2021 5,0% 0,8%
18 Giugno-2020 Giugno-2021 5,4% 0,9%
19 Luglio-2020 Luglio-2021 5,4% 0,5%
20 Agosto-2020 Agosto-2021 5,3% 0,2%
21 Settembre-2020 Settembre-2021 5,4% 0,3%
22 Ottobre-2020 Ottobre-2021 6,2% 0,8%
23 Novembre-2020 Novembre-2021 6,8% 0,5%
24 Dicembre-2020 Dicembre-2021 7,0% 0,3%
25 Gennaio-2021 Gennaio-2022 7,5% 0,8%
26 Febbraio-2021 Febbraio-2022 7,9% 0,9%
27 Marzo-2021 Marzo-2022 8,5% 1,3%
28 Aprile-2021 Aprile-2022 8,3% 0,6%
29 Maggio-2021 Maggio-2022 8,6% 1,1%
30 Giugno-2021 Giugno-2022 9,1% 1,4%
31 Luglio-2021 Luglio-2022 8,5% -0,0%
32 Agosto-2021 Agosto-2022 8,3% -0,0%
33 Settembre-2021 Settembre-2022 8,2% 0,2%
34 Ottobre-2021 Ottobre-2022 7,7% 0,4%
35 Novembre-2021 Novembre-2022 7,1% -0,1%
36 Dicembre-2021 Dicembre-2022 6,5% -0,3%
37 Gennaio-2022 Gennaio-2023 6,4% 0,8%
38 Febbraio-2022 Febbraio-2023 6,0% 0,6%
39 Marzo-2022 Marzo-2023 5,0% 0,3%
40 Aprile-2022 Aprile-2023 4,9% 0,5%
41 Maggio-2022 Maggio-2023 4,0% 0,3%
42 Giugno-2022 Giugno-2023 3,0% 0,3%
43 Luglio-2022 Luglio-2023 3,2% 0,2%
44 Agosto-2022 Agosto-2023 3,7% 0,4%
45 Settembre-2022 Settembre-2023 3,7% 0,2%

Nel frattempo, l’inflazione core – una misura dell’aumento dei costi che esclude i prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari a causa della loro volatilità – è aumentata del 4,1% rispetto a settembre dello scorso anno, in linea con le aspettative.

Cosa è aumentato?

Il  costo degli alloggi è aumentato del 7,2% rispetto a un anno fa. Questa è stata la ragione principale dell’aumento e riflette la continua crescita dei prezzi delle case, che secondo alcune fonti sono ai massimi storici.

Cosa è diminuito?

I prezzi delle auto e dei camion usati continuano la discesa  rispetto all’anno precedente. 

I prezzi dell’energia sono scesi dello 0,5% e anche i prezzi del gas naturale e del petrolio sono diminuiti.

I prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 3,7%, in linea con l’inflazione complessiva, con il cibo da asporto  e quello consumato “fuori casa” in aumento del 6%.

Cosa aspettarsi per il futuro dell’inflazione negli USA?

In definitiva ci sono segnali di un rallentamento dell’inflazione, ma non sta scendendo molto velocemente e l’inflazione è ancora ben al di sopra dell’obiettivo dichiarato della Fed del 2% annuo.

Attualmente la media annua è del 4,4% lo scorso anno a settembre 2022 era dell’8,3%

Estrai e scarica su file CSV la serie storica dell’inflazione ( USA CPI-U ) tra due periodi

La fonte ufficiale dei dati US sull’inflazione

Perchè Israele e Palestina sono in conflitto?

Il conflitto tra Israele e la Palestina è un complesso e lungo conflitto che ha radici storiche, politiche, religiose e territoriali.

Una panoramica generale delle principali ragioni del conflitto

    1. Disputa territoriale: Il cuore del conflitto è la disputa territoriale tra israeliani e palestinesi sulla terra che entrambi considerano la loro patria. Gli israeliani affermano di avere diritto a uno stato sulla base di antiche connessioni storiche e religiose con la terra, mentre i palestinesi rivendicano la stessa terra come la loro patria storica, sostenendo di essere stati lì per generazioni.
    2. Dichiarazione Balfour: Nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, il Regno Unito emise la Dichiarazione Balfour, nella quale si impegnava a sostenere la creazione di uno “stato ebraico” in Palestina. Questo ha innescato tensioni tra la comunità ebraica e quella palestinese.
    3. Conflitto arabo-israeliano: Dopo la fondazione dello stato di Israele nel 1948, i paesi circostanti arabi attaccarono Israele, dando inizio al primo conflitto arabo-israeliano. Israele riuscì a sopravvivere e a espandersi territorialmente, ma il conflitto non fu mai risolto.
    4. Occupazione israeliana: Nel 1967, durante la Guerra dei sei giorni, Israele occupò la Cisgiordania, la Striscia di Gaza, Gerusalemme Est e le alture del Golan. Questa occupazione è una delle principali fonti di tensione tra Israele e i palestinesi, dato che molte comunità palestinesi vivono sotto il controllo israeliano.
    5. Rivendicazioni di diritti nazionali e umani: I palestinesi chiedono l’indipendenza e l’autodeterminazione come stato. Allo stesso tempo, si scontrano con la costruzione di insediamenti israeliani in territori palestinesi occupati, restrizioni alla libertà di movimento e altre questioni legate ai diritti umani.
    6. Jerusalem: Gerusalemme è una città sacra per ebrei, cristiani e musulmani ed è una delle questioni più controverse nel conflitto. Entrambi gli israeliani e i palestinesi rivendicano Gerusalemme come capitale, il che rende difficile una soluzione accettabile per entrambe le parti.

 

I fattori chiave elencati sono solo alcuni di quelli  che contribuiscono al conflitto complesso tra Israele e la Palestina.

Quali sono le soluzioni proposte per terminare il conflitto?

Le soluzioni proposte per risolvere il conflitto variano, ma spesso coinvolgono negoziati diretti, la creazione di due stati indipendenti, o una soluzione che garantisca i diritti di entrambe le comunità.

Tuttavia, il conflitto persiste, con periodi di violenza e tensione che si alternano con tentativi di pace e dialogo.

L’ultimo attacco sferrato su Israele da Hamas è stato quello del 7 ottobre 2023

Molto utile sullo stesso argomento consigliamo la lettura su Geopop.it

La storia di Israele

Storia della Palestina

Gestire la formattazione della valuta tra WORD ed EXCEL

Come mantenere la formattazione dei numeri importati in Word da Excel utilizzando stampa unione?Stampa Unione  tra Word ed Excel

Ti trovi nella situazione di dover creare una serie di documenti in Microsoft Word utilizzando la funzione di stampa unione e ottenendo i dati da un foglio di calcolo Excel.

Tutto sembra funzionare correttamente quando si tratta di catturare i nomi e le descrizioni, ma per quanto riguarda i numeri, Word sembra ignorare il formato con i separatori delle migliaia oppure della valuta.

Formattazione dei numeri importati in Word da Excel

  1. Apri il documento Word che è collegato al file Excel
  2. Dopo l’apertura Word ti chiederà se desideri procedere all’inserimento dei dati del database(Excel) nel documento, scegli si
  3. Premi la combinazione di tasti Alt + F9. Word mostrerà il contenuto dei Codici di campo.
    Potresti vedere qualcosa di simile a questo{ MERGEFIELD importo }. Questo significa che Word inserirà tra le parentesi graffe il contenuto di importo (preso da Excel)
    Ora la nostra necessità è quella di formattare il campo importo nel formato valuta usando il carattere € all’inizio del numero.
  4. Digitiamo dopo importo questa stringa \# "€ #.##0,00"  in definitiva otterremo 
    { MERGEFIELD importo \# "€ #.##0,00" }

    Se il valore prima della formattazione fosse stato 2567, quello che verrà mostrato da Word nel momento in cui verrà premuto nuovamente Alt + F9 sarà  € 2.567,00

Sullo stesso argomento potrebbe essere utile consultare 

Ultimi dati Inflazione Italia

Tabella Inflazione Italia

NPeriodoVar%
1Gennaio 20240,8%
2Dicembre 20230,6%
3Novembre 20230,7%
4Ottobre 20231,7%
5Settembre 20235,3%
6Agosto 20235,4%
7Luglio 20235,9%
8Giugno 20236,4%
9Maggio 20237,6%
10Aprile 20238,2%
11Marzo 20237,6%
12Febbraio 20239,1%
13Gennaio 202310%
14Dicembre 202211,6%
15Novembre 202211,8%
16Ottobre 202211,8%
17Settembre 20228,9%
18Agosto 20228,4%
19Luglio 20227,9%
20Giugno 20228%
21Maggio 20226,8%
22Aprile 20226%
23Marzo 20226,5%
24Febbraio 20225,7%
0,8|0,3|Gennaio 2023|Gennaio 2024|Dicembre 2023|Gennaio 2024|0,3|0,8|0,8|Gennaio|1/01/2023|1/01/2024
Var è: 0,3
Il prossimo valore dell'inflazione se l'aumento mensile sarà uguale a quello del mese scorso uguale a 0,3% sarà 1%
Array ( [0] => 0,8 [1] => 0,3 [2] => Gennaio 2023 [3] => Gennaio 2024 [4] => Dicembre 2023 [5] => Gennaio 2024 [6] => 0,3 [7] => 0,8 [8] => 0,8 [9] => Gennaio [10] => 1/01/2023 [11] => 1/01/2024 )

Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per dipendenti pubblici

Cos’è il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per dipendenti pubblici?

È una somma di denaro corrisposta al lavoratore nel momento in cui termina il rapporto di lavoro.

L’importo è determinato dall’accantonamento, per ogni anno di servizio o frazione di anno, di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni.

In caso di frazione di anno, la quota è ridotta in maniera proporzionale e si calcola come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni. Dal 1° maggio 2014, la retribuzione annua lorda considerata come base del calcolo non può eccedere la soglia di 240mila euro.

A chi è rivolto?

Hanno diritto al TFR i dipendenti pubblici assunti con:

  • contratto a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000, eccetto le categorie cosiddette ‘non contrattualizzate;
  • contratto a tempo determinato in corso o successivo al 30 maggio 2000 e della durata minima di 15 giorni continuativi nel mese;
  • contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 e che aderisce a un fondo di previdenza complementare (il passaggio al TFR è automatico).

Se il rapporto di lavoro a tempo determinato decorre da una data precedente al 2 giugno 1999 fino al 30 maggio 2000 (data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 dicembre 1999), si attua in ogni caso l’iscrizione a un Trattamento di Fine Servizio (TFS), che comprende l’indennità di buonuscita e il premio di servizio, poiché pari o superiore all’anno continuativo.

Il valore del trattamento di fine servizio maturato fino a quel momento costituisce il montante a cui si aggiungono le quote di TFR maturate nel periodo compreso tra il 31 maggio 2000 e il termine del rapporto di lavoro.

Potrebbe essere utile consultare l’indice FOI senza tabacchi

Una utile guida (PDF) sul TRATTAMENTO DI FINE SERVIZIO (TFS) disponibile sul sito fpcgil.it

Inflazione Area euro settembre 2023: +4,3%.

Nell’Area Euro il livello più basso dall’ottobre 2021

La stima preliminare di Eurostat sull’inflazione diramata il 29 settembre scorso da il tasso  nell’Eurozona  al 4,3% per settembre 2023 su base annua.

Il valore di  settembre 2023, è  il livello più basso dall’ottobre 2021. Di seguito i valori dell’inflazione in Area euro da Settembre 2021 ad oggi.

Evidentemente la rigorosa politica monetaria della BCE sta dando i suoi frutti.

Inflazione Area euro settembre 2023: +4,3%. 3
Stima Inflazione Area euro settembre 2023: +4,3%.
N Periodi Inflazione
annua
Inflazione
mensile
1 Settembre-2020 Settembre-2021 3,4% 0,5%
2 Ottobre-2020 Ottobre-2021 4,1% 0,8%
3 Novembre-2020 Novembre-2021 4,9% 0,4%
4 Dicembre-2020 Dicembre-2021 5,0% 0,4%
5 Gennaio-2021 Gennaio-2022 5,1% 0,3%
6 Febbraio-2021 Febbraio-2022 5,9% 0,9%
7 Marzo-2021 Marzo-2022 7,4% 2,4%
8 Aprile-2021 Aprile-2022 7,4% 0,6%
9 Maggio-2021 Maggio-2022 8,1% 0,8%
10 Giugno-2021 Giugno-2022 8,6% 0,8%
11 Luglio-2021 Luglio-2022 8,9% 0,1%
12 Agosto-2021 Agosto-2022 9,1% 0,6%
13 Settembre-2021 Settembre-2022 9,9% 1,2%
14 Ottobre-2021 Ottobre-2022 10,6% 1,5%
15 Novembre-2021 Novembre-2022 10,1% -0,1%
16 Dicembre-2021 Dicembre-2022 9,2% -0,4%
17 Gennaio-2022 Gennaio-2023 8,6% -0,2%
18 Febbraio-2022 Febbraio-2023 8,5% 0,8%
19 Marzo-2022 Marzo-2023 6,9% 0,9%
20 Aprile-2022 Aprile-2023 7,0% 0,6%
21 Maggio-2022 Maggio-2023 6,1% 0,0%
22 Giugno-2022 Giugno-2023 5,5% 0,3%
23 Luglio-2022 Luglio-2023 5,3% -0,1%
24 Agosto-2022 Agosto-2023 5,2% 0,5%
25 Settembre-2022 Settembre 2023 4,3 0,3%

I prezzi sono aumentati a un ritmo più lento per i servizi (4,7% contro 5,5% in agosto), i beni industriali non energetici (4,2% contro 4,7%) e i prodotti alimentari, alcolici e tabacco (8,8% contro 9,7%). Nel frattempo, la deflazione dei costi energetici si è aggravata (-4,7% contro -3,3%). Anche il tasso di inflazione core, una misura fondamentale di fondo che filtra la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici, è sceso al 4,5% a settembre, segnando il suo punto più basso dall’agosto 2022.

Guardando gli altri paesi dell’Eurozona, i tassi dell’inflazione  sono diminuiti in Germania (4,3% contro 6,4%), Francia (5,6% contro 5,7%) e Paesi Bassi (-0,3% contro 3,4%), mentre in Italia sale al 5,7 dal 5,5 di agosto e in Spagna  al 3,2% dal 2,4%.

Fonte dati Eurostat

Utilità

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La serie storica dei dati dell’inflazione in Area Euro

Carrello della Spesa e inflazione: una guida completa

Spesso, durante le discussioni sull’inflazione, si sente menzionare la frase: “Il ‘carrello della spesa‘ ha registrato un aumento dell’x per cento rispetto all’anno precedente.” Ma cosa comprende esattamente questo “carrello della spesa”? Quali sono i prodotti all’interno di questo gruppo che vengono monitorati dall’Istat? In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutte le informazioni essenziali al riguardo.

Inflazione: carrello della spesa

Cosa comprende il cosiddetto “carrello della spesa” ?

Tecnicamente l’Istat definisce il carrello della spesa come:
Beni alimentari, per la cura della casa e della persona : includono, oltre ai beni alimentari, i beni per la pulizia e la manutenzione ordinaria della casa e i beni per l’igiene personale e prodotti di bellezza.

Quali sono i prodotti compresi nel gruppo “Carrello della Spesa”?

Di  seguito una tabella esaustiva con tutti i prodotti che appartengono al Carrello della Spesa e precisamente al gruppo brevemente descritto come Beni alimentari, per la cura della casa e della persona.

I prodotti del gruppo Carrello della Spesa sono suddivisi per:

  1. Tipologia di prodotti
    1. Alimentari lavorati
    2. Beni non durevoli
    3. Alimentari non lavorati
  2. Regime
    1. Beni non regolamentati 
  3. Frequenza di Acquisto
    1. Alta frequenza d’acquisto
    2. Media frequenza d’acquisto
Prodotti TIPOLOGIA DI PRODOTTO REGIME FREQUENZA D’ACQUISTO
Riso Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Farina e altri cereali Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pane fresco Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pane confezionato Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Prodotti di pasticceria freschi Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Prodotti di pasticceria confezionati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Prodotti di panetteria confezionati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pizza e quiche Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pasta secca Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pasta fresca Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Preparati di pasta Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cereali per colazione Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri prodotti a base di cereali Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carne di bovino adulto Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carne di vitello Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carne suina Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carne ovina e caprina Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pollame Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altre carni Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Interiora o frattaglie Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Salumi al banco Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Salumi in confezione Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Preparati con carne macinata Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri prodotti conservati o trasformati e preparati a base di carne Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesci freschi di mare di pescata Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesci freschi di mare di allevamento Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesci freschi di acqua dolce Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesci surgelati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Molluschi freschi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Crostacei freschi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Frutti di mare surgelati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesci e frutti di mare secchi, affumicati o salati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri pesci e frutti di mare conservati o lavorati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Latte intero Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Latte scremato Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Latte conservato Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Yogurt Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Formaggi stagionati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Formaggi freschi e latticini Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Formaggi fusi Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri prodotti a base di latte o similari Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Uova Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Burro Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Margarina e altri grassi vegetali Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Olio di oliva Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri oli alimentari Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Arance Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Mandarini Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Clementine Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Limoni Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pompelmi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Banane Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Mele Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pere Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesche Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pesche noci o nettarine Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Albicocche Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Ciliegie Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Susine Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Uva Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Fragole Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Frutti di bosco Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cocomeri – angurie Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Poponi – meloni Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Frutta esotica Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Kiwi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Frutta secca, essiccata e noci Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Conserve di frutta e prodotti a base di frutta Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Insalata Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cicoria Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Spinaci Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Bietole verdi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Broccoletti Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Sedani Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cavoli verza Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cavolfiori Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cavoli broccoli Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cavoli cappucci Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pomodori da insalata Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pomodori da sugo Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cetrioli Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Melanzane Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Zucchine Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Piselli Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Peperoni Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Fagiolini Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Zucche Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Finocchi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carote Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cipolle Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Agli Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Funghi freschi coltivati Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Asparagi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Carciofi Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Zenzero Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Scalogni Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vegetali surgelati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vegetali secchi Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vegetali in confezione Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Pomodori trasformati o conservati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri vegetali in confezione Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Preparati vegetariani e/o vegani Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Patate Alimentari non lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Patate surgelate Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Patatine fritte Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Zucchero Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Confetture, marmellate e miele Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cioccolato Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Confetteria Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Gelati Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Sostituti artificiali dello zucchero Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Salse e condimenti Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Sale, spezie ed erbe aromatiche Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Alimenti per bambini Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Piatti pronti Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Lieviti e preparati alimentari Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Integratori alimentari Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Caffè Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Cacao e cioccolato in polvere Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Acque minerali Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Bevande gassate Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altre bevande analcoliche Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Succhi di frutta e verdura Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Liquori Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Superalcolici Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Aperitivi alcolici Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vini da tavola Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vini di qualità Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vini spumante Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Vini liquorosi Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Birre lager Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Birre a basso contenuto di alcol e non alcoliche Alimentari lavorati Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Detergenti per il bucato (a mano e in lavatrice) Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Detergenti per stoviglie (a mano e in lavastoviglie) Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Detergenti per la pulizia della casa Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Trattamento per il bucato (a mano e in lavatrice) Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Altri articoli non durevoli per la casa Beni non durevoli Beni non regolamentati Alta frequenza d’acquisto
Apparecchi non elettrici Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti per capelli e cuoio capelluto Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti per l’igiene del corpo Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti per l’igiene della bocca Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti per il viso Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti per il corpo Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti igienico sanitari Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti cosmetici Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto
Prodotti di profumeria alcolica Beni non durevoli Beni non regolamentati Media frequenza d’acquisto

Di seguito forniamo alcuni link utili per approfondire sulla fonte ufficiale che è L’Istat

  1. CLASSIFICAZIONE NIC TIPOLOGIE DI PRODOTTO 2023
  2. Tabella ponderazione dei prodotti

Potrebbe essere utile consultare l’ultimo dato dell’inflazionela serie storica dell’inflazione media in Italia

Come calcolare l’aumento dei prezzi dei soli prodotti alimentari tra due date in Italia?

Inflazione ISTAT - naviga prezzi e variazioni prodotti alimentari

La fonte ufficiale dei dati è l’ISTAT, ecco il link dove poter effettuare tutte le richieste e scaricare anche su file i dati per tipologia di prodotto.

Tra i temi, nella parte sinistra della pagina, selezionare Prezzi successivamente cliccare su + e selezionare Prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) poi decidere la scelta successiva secondo le proprie necessità.

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Cosa si intende per componenti di fondo dell’inflazione?

Inflazione settembre 2023: lieve decelerazione con 5,3%

A settembre, la stima ISTAT dell’inflazione registra un ulteriore, sebbene lieve, rallentamento, scendendo al +5,3%. L’aumento mensile rispetto ad agosto scorso è stato dello 0,2 per cento.

Per trovare un valore minore di 5,3%, bisogna andare indietro fino a Gennaio 2022 quando il valore annuo fu  4,8%.

Periodo Var.% mese Var% anno
Settembre 2023(stima) 0,2% 5,3%
Agosto 2023 0,3% 5,4%
Luglio 2023 0% 5,9%
Giugno 2023 0% 6,4%
Maggio 2023 0,3% 7,6%
Aprile 2023 0,4% 8,2%
Marzo 2023 -0,4% 7,6%
Febbraio 2023 0,2% 9,1%
Gennaio 2023 0,1% 10%
Dicembre 2022 0,3% 11,6%
Novembre 2022 0,5% 11,8%
Settembre 2022 8,9% 0,3%
Agosto 2022 0,8% 8,4%
Luglio 2022 0,4% 7,9%
Giugno 2022 1,2% 8%
Maggio 2022 0,8% 6,8%
Maggio 2022 0,8% 6,8%
Aprile 2022 -0,1% 6%
Marzo 2022 1% 6,5%
Febbraio 2022 0,9% 5,7%
Gennaio 2022 1,6% 4,8%
Dicembre 2021 0,4% 3,9%
Novembre 2021 0,6% 3,7%
Ottobre 2021 0,7% 3%
Settembre 2021 -0,2% 2,5%

La nuova discesa del tasso di inflazione risente dell’andamento dei prezzi dei beni alimentari, la cui crescita annua si riduce sensibilmente, pur restando su valori relativamente marcati (+8,6%).

I beni energetici ancora tengono in pugno l’inflazione

Per contro, un freno al rientro dell’inflazione si deve al riaccendersi di tensioni sui prezzi dei beni energetici, in particolare nel settore non regolamentato, che riporta la dinamica tendenziale del comparto su valori positivi, ma anche all’accelerazione dei prezzi dei servizi di trasporto.

Buone notizie dal carrello della spesaAlimentari nel carrello

Si attenua, infine, la crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa”, che a settembre si attesta al +8,3%.

 


L’ultimo indice ISTAT dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC con tabacchi), uguale a 0,3% su base mensile e del 5,4% su base annua.

La raccolta degli indici ISTAT FOI,NIC e IPCA pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale


L’ultimo indice nazionale dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie (FOI) del mese di Agosto 2023, al netto dei tabacchi, utile per aggiornare canone, assegni familiari e assegno di mantenimento al coniuge, è uguale a 0,3% come variazione rispetto al mese precedente e 5,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Quale sarà la variazione per settembre 2023 dell’indice FOI?

Se l’indice FOI senza tabacchi, dovesse subire lo stesso aumento mensile dell’indice NIC con tabacchi uguale a +0,2%, il dato per settembre sarà 5,1%.

Inflazione Area Euro ad agosto 2023 scende al 5,2%

L’inflazione area euro fa ben sperare con 5,2% annuo

 

Ad Agosto l’inflazione in Area Euro più giù della stima 5,2% contro la stima di 5,3%. Un valore minore di 5,2% lo troviamo a  Gennaio 2022 quando l’inflazione registrò un 5,1%.

Altro dato positivo l’inflazione media annua che scende al 6,6%. Nel 2022 la media in Area Euro fu dell’8,3% e nel 2021 uguale al 2,6 per cento.

N Periodi Inflazione
annua
Inflazione
mensile
Inflazione Media
Valore parziale
1 Agosto-2022 Agosto-2023 5,2% 0,5% 5,2%
2 Luglio-2022 Luglio-2023 5,3% -0,1% 5,3%
3 Giugno-2022 Giugno-2023 5,5% 0,3% 5,4%
4 Maggio-2022 Maggio-2023 6,1% 0,0% 5,5%
5 Aprile-2022 Aprile-2023 7,0% 0,6% 5,8%
6 Marzo-2022 Marzo-2023 6,9% 0,9% 6%
7 Febbraio-2022 Febbraio-2023 8,5% 0,8% 6,3%
8 Gennaio-2022 Gennaio-2023 8,6% -0,2% 6,6%
9 Dicembre-2021 Dicembre-2022 9,2% -0,4% 6,9%
10 Novembre-2021 Novembre-2022 10,1% -0,1% 7,2%
11 Ottobre-2021 Ottobre-2022 10,6% 1,5% 7,5%
12 Settembre-2021 Settembre-2022 9,9% 1,2% 7,7%
13 Agosto-2021 Agosto-2022 9,1% 0,6% 7,8%
14 Luglio-2021 Luglio-2022 8,9% 0,1% 7,9%
15 Giugno-2021 Giugno-2022 8,6% 0,8% 7,9%
16 Maggio-2021 Maggio-2022 8,1% 0,8% 7,9%
17 Aprile-2021 Aprile-2022 7,4% 0,6% 7,9%
18 Marzo-2021 Marzo-2022 7,4% 2,4% 7,9%
19 Febbraio-2021 Febbraio-2022 5,9% 0,9% 7,8%
20 Gennaio-2021 Gennaio-2022 5,1% 0,3% 7,7%

Preoccupa il +0,5% di aumento rispetto a Luglio scorso. Sicuramente nei mesi che verranno si farà sentire l’aumento dei tassi di interessi imposto dalla BCE. Vedremo quasi sicuramente un’inflazione scendere. L’obiettivo dell’aumento dei tassi dovrà diminuire i consumi (la domanda) e secondo gli economisti lato BCE ci sarà una ovvia diminuzione dei prezzi(lato offerta). 

L’altra parte ovvero i contrari alla politica monetaria BCE sostiene che l’inflazione in Area Euro è causata dai costi generati dagli alti costi energetici.

Quale potrebbe essere il valore dell’inflazione per settembre 2023? Se l’aumento mensile dovesse essere confermato al +0,5% a settembre 2023 l’inflazione andrebbe a toccare +4,6% annuo.

Per calcolare le previsioni empiriche dell’inflazione basandoti su dati passati puoi utilizzare la nostra utility Previsione inflazione media annuale e mensile per i prossimi mesi.

Potrebbe essere utile consultare la serie storica dell’inflazione media in Area euro e l’analisi utilissima tra Inflazione Area Euro e tassi Euribor