Inflazione impazzita a febbraio 2022 in Italia con +5,7% rispetto allo scorso anno e un +0,9% rispetto a gennaio scorso. Era dal dicembre 1995 che non si registrava un valore così alto.
Per quanto riguarda l’aumento relativo all’indice FOI senza tabacchi, che viene utilizzato per aggiornare affitti e assegni familiari si prevede che seguirà certamente lo stesso aumento dell’inflazione.
Da questa pagina si potrà constatare visivamente come il trend dei due indici prosegue con la stessa intensità.
Per conoscere immediatamente quanto sarà l’aumento del 5,7% di un importo relativo ad un assegno o affitto puoi utilizzare questa utilità
L’ultimo dato della stima Istat sull’inflazione per Febbraio 2022
Inflazione impazzita a febbraio 2022 in Italia con +5,7% rispetto allo scorso anno e un +0,9% rispetto a gennaio scorso.
L’ultimo dato ufficiale dell’inflazione era quello di gennaio 2022 con 4,8%.
Se la stima verrà confermata con il dato definitivo, quello di febbraio 2022 sarà il valore più alto mai registrato dal periodo Dicembre-1994 Dicembre-1995 quando l’inflazione fu uguale a 5,6%.
Un valore maggiore di 5,7% lo troviamo dal periodo Gen-1991 Gen-1992 e il suo valore fu 5,9%. Dall’anno 1992 sono trascorsi 30 anni.
Il Grafico sotto mostra l’andamento dell’inflazione in Italia dal 1991 ad oggi.
L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +38,6% di gennaio a +45,9%), in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +22,9% a +31,3%), e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2,2% a +3,2%) sia non lavorati (da +5,3% a +6,9%); i prezzi dei Beni energetici regolamentati, anche nel mese di febbraio, risultano quasi raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2021 (+94,4%; era +94,6% a gennaio).
I beni energetici impennano l’inflazione
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +1,5% a +1,7% e quella al netto dei soli beni energetici da +1,8% a +2,1%.
Anche la stima dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 6,2% su base annua (da +5,1% di gennaio).
Il dato definitivo dell’ISTAT conferma la stima preliminare con +4,8% in un anno e +1,6% rispetto a dicembre 2021. A dicembre scorso il dato definitivo era stato del 3,9%.
Quello di gennaio 2022 è il valore più alto da Maggio 1996 (tabella sotto) quando l’inflazione fece registrare un valore di 4,5%.
Periodi
Inflazione annua
Inflazione mensile
Gennaio-1995 Gennaio-1996
5,6%
0,5%
Febbraio-1995 Febbraio-1996
5,2%
0,4%
Marzo-1995 Marzo-1996
4,8%
0,4%
Aprile-1995 Aprile-1996
4,8%
0,4%
Maggio-1995 Maggio-1996
4,5%
0,4%
Qual è la causa dell’aumento dei prezzi a gennaio 2022?
L’ulteriore e marcata accelerazione dell’inflazione su base annua è causata dai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare a quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +94,6%), e in misura minore ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +22,0% a +22,9%), dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +5,3%) e a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,6%); da segnalare, invece, il rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,5%).
Se non si considerano i beni energetici e gli alimentari freschi l’inflazione (di fondo) rimane stabile a +1,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera da +1,6% a +1,8%.
Accelerano sia i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,4% di dicembre a +3,2%) sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,0% a +4,3%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione congiunturale nulla e un aumento del 5,1% su base annua (da +4,2% di dicembre); la stima preliminare era +5,3%. La variazione su base mensile nulla, a differenza di quella del NIC, si deve all’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui il NIC non tiene conto, che determinano una flessione dei prezzi di questo comparto merceologico pari a -21,5%.
L’inflazione negli USA a Gennaio 2022 ai massimi storici:7,5%
Partendo dall’ultimo dato in archivio (vedi tabella) un valore annuale maggiore di 7,5% è stato registrato 40 anni fa nel periodo Febraio-1981 Febbbraio-1982 e il suo valore fu 7,6%.
Partendo a ritroso il primo valore uguale a 7,5% lo troviamo nel periodo Gennaio-2021 Gennaio-2022
Lo scorso periodo Dic-2020 Dic-2021 il dato annuale fu uguale a 7,0%.
In Italia e in Europa (Area Euro) dopo anni di inflazione quasi o sotto lo zero, negli ultimi mesi il valore dell’inflazione ha toccato con 3,9% e 4,9% (la stima Istat ad oggi per Gennaio 2022) il massimo. Per l’Italia è il massimo degli ultimi 25 anni.
Quali sono le cause di questo aumento dell’inflazione?
Sono tre le cause principali:
la rapida riapertura delle attività economiche dopo il lockdown causato dalla pandemia
l’impatto di quello che gli esperti di statistica chiamano “effetto base”
I cittadini hanno ripreso quasi completamente la loro attività sociale.
Si torna a viaggiare e ad andare al ristorante per esempio. C’è più libertà e quindi il denaro “accumulato” nel periodo pandemico sta ora aumentando la sua vivacità
Per le imprese quindi è più semplice incrementare i prezzi verso i loro clienti.
Però come osservato da molti economisti i clienti prima o poi freneranno questo desiderio di spesa e cominceranno a tirare il freno.
Un altro aspetto da valutare è quello legato al cambiamento del nostro modo di vivere.
Ora i dispositivi elettronici e i materiale per la manutenzione dell’abitazione hanno visto aumentare la richiesta.
Componenti importanti come i semiconduttori sono improvvisamente difficili da reperire. Quando le imprese non riescono a tenere il passo con il ritmo a cui i consumatori desiderano acquistare, i prezzi aumentano.
In economia questo fenomeno è noto come “legge della domanda e dell’offerta”.
Il rincaro dell’energia fa salire l’inflazione
Petrolio, gas ed elettricità sono aumentati in ogni parte del mondo.
Quali sono i fattori dell’aumento dei prezzi?
Numerosi fattori incidono sui prezzi dell’energia. Per esempio nel Regno Unito le pale eoliche non hanno potuto funzionare a causa della minore intensità dei venti, mentre in Brasile le centrali idroelettriche hanno risentito della siccità, mentre l’inverno freddo dello scorso anno ha depauperato le nostre riserve di gas e petrolio.
Insieme all’aumento della domanda, ciò ha determinato un rapido incremento dei prezzi. Poiché i costi per le imprese e i cittadini sono in ampia misura connessi ai beni energetici, il prezzo del petrolio, del gas e dell’elettricità ha un forte peso sull’inflazione complessiva. Il recente rialzo dell’inflazione è infatti riconducibile per metà all’incremento dei prezzi nell’energia.
Potrà scendere l’inflazione?
La BCE si aspetta che l’inflazione si ridurrà nel corso del 2022.
L’offerta si rimetterà gradualmente al passo con la domanda, i mercati anticipano che le quotazioni dei beni energetici diminuiranno il prossimo anno e gli effetti base non incideranno più sulla comparazione dei prezzi sui 12 mesi utilizzata per il calcolo dell’inflazione.
La missione della BCE è mantenere stabili i prezzi; in altre parole, la BCE si prefigge un obiettivo di inflazione intorno al 2% a medio termine. Ciò va a beneficio dei cittadini in tutta l’area dell’euro. La stabilità dei prezzi aiuta a far crescere l’economia: i posti di lavoro sono al sicuro e i soldi che hai in tasca oggi avranno praticamente lo stesso valore anche domani.
Qui di seguito la Tabella con i valori dell’inflazione in Italia Area Euro e USA
Inflazione Internazionale AREA EURO-USA-ITALIA-IPCA-EUAREA Dicembre-2019 Dicembre-2021
PERIODO
Inflazione ITALIA
Inflazione USA
Inflazione European Union
Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione (Italia)
La stima dell’inflazione per Gennaio 2022 comunicata dall’Istat è uguale a 1,6% come variazione mensile e 4,8% come variazione annuale.
Partendo dall’ultimo dato in archivio un valore annuale maggiore di 4,8% è stato registrato nel periodo Feb-1995 Feb-1996 e il suo valore fu 5,2%. Dall’anno 1996 sono trascorsi 25 anni
Partendo a ritroso il primo valore uguale a 4,8% lo troviamo (vedi grafico sotto) nel periodo Apr-1995 Apr-1996
La stima dell’inflazione per il periodo precedente (Dicembre 2021) fu 0,4% come variazione mensile e 3,9% come variazione annuale.
Tabella ultime stime Istat e valori ufficiali dell’inflazione
Nella tabella seguente sono riportate nelle prime due colonne i valori delle stime Istat del dato dell’inflazione per il periodo indicato e nelle successive i valori definitivi per lo stesso periodo
Periodo
Var% Stima Inf. mese
Var% Stima Inf. anno
Inflazione mese
Inflazione anno
Gennaio 2022
1,6%
4,8%
ND
ND
Dicembre 2021
0,4%
3,9%
0,4%
3,9%
Novembre 2021
0,7%
3,8%
0,6%
3,7%
Ottobre 2021
0,6%
2,9%
0,7%
3%
Settembre 2021
-0,1%
2,6%
-0,2%
2,5%
Settembre 2021
-0,1%
2,6%
-0,2%
2,5%
Agosto 2021
0,5%
2,1%
0,4%
2%
Luglio 2021
0,3%
1,8%
0,5%
1,9%
Giugno 2021
0,1%
1,3%
0,1%
1,3%
Maggio 2021
0%
1,3%
0%
1,3%
Aprile 2021
0,4%
1,1%
0,4%
1,1%
Marzo 2021
0,3%
0,8%
0,3%
0,8%
Marzo 2021
0,3%
0,8%
0,3%
0,8%
Febbraio 2021
0,1%
0,6%
0,1%
0,6%
Gennaio 2021
0,5%
0,2%
0,7%
0,4%
Dicembre 2020
0,3%
-0,1%
0,2%
-0,2%
Novembre 2020
-0,1%
-0,2%
-0,1%
-0,2%
Ottobre 2020
0,2%
-0,3%
0,2%
-0,3%
Settembre 2020
-0,6%
-0,5%
-0,7%
-0,6%
Agosto 2020
0,3%
-0,5%
0,3%
-0,5%
Luglio 2020
-0,1%
-0,3%
-0,2%
-0,4%
Giugno 2020
0,1%
-0,2%
0,1%
-0,2%
Maggio 2020
-0,1%
-0,1%
-0,2%
-0,2%
Aprile 2020
0,1%
0%
0,1%
0%
L’ulteriore e marcata accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare a quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +93,5%), e in misura minore ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +22,0% a +23,1%), dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2,0% a +2,4%) sia non lavorati (da +3,6% a +5,4%) e a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,5%); da segnalare, invece, il rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,4%).
Quanti sono i prodotti nel paniere dei prezzi al consumo 2022?
Nel paniere del 2022 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) ci sono 1772 prodotti elementari (41 in più del 2021) e sono raggruppati in 1031 prodotti e a loro volta raccolti in 422 aggregati.
Struttura della classificazione adottata per gli indici NIC e FOI. Anno 2022
Quali sono i prodotti che entrano nel paniere dei prezzi al consumo 2022?
Sedia da PC,
Friggitrice ad aria,
Saturimetro (o pulsossimetro),
Psicoterapia individuale,
Test sierologico, molecolare e rapido per Covid-19,
Poke take away e Streaming di contenuti musicali
Per il calcolo dell’indice armonizzato a livello europeo (IPCA) il nuovo paniere ha 1792 prodotti elementari (1751 nel 2021), raggruppati in 1050 prodotti e 426 aggregati.
Altri prodotti che entrano tra quelli consolidati nel paniere 2022
Entra il Pane di altre farine (nell’ambito del Pane fresco), il Gas di città e gas naturale mercato libero e gli Occhiali da lettura senza prescrizione (nell’ambito degli Occhiali e lenti a contatto correttivi).
Quali sono i prodotti che escono dal paniere 2022?
I prodotti che escono dal paniere sono: Compact disk e Hoverboard.
Quanti sono i Comuni che partecipano alla rilevazione dei prezzi?
Nel 2022 come nel 2021, sono 80 i Comuni che contribuiscono alla stima dell’inflazione per il paniere completo (come nel 2021).
La copertura territoriale dell’indagine è pari all’83,3% in termini di popolazione residente nelle province dei comuni che partecipano alla rilevazione completa e sale al 90,3% per alcune tariffe e servizi locali, per i quali altri 12 comuni effettuano la rilevazione dei prezzi.
L’inflazione per il periodo Dicembre 2021 è uguale a 0,4% come variazione mensile e 3,9% come variazione annuale.
La stima dell’inflazione per Dicembre 2021 era stata 0,4% e 3,9% come variazione mensile e annuale.
In media, nel 2021 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +1,9% (-0,2% nell’anno precedente). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +0,8% (+0,5% nel 2020) e al netto dei soli energetici a +0,7% (come nell’anno precedente).
L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), a quelli dei beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%); i prezzi dei beni energetici continuano a crescere in misura molto sostenuta, pur rallentando (da +30,7% a +29,1%), a causa di quelli della componente non regolamentata (da +24,3% a +22,0%), mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata rimane pressoché stabile (da +41,8% a +41,9%).
La stima dell’inflazione per Dicembre 2021 comunicata dall’Istat il è uguale a 0,4% come variazione mensile e 3,9% come variazione annuale.
La stima dell’inflazione per il periodo precedente (Novembre 2021) fu 0,7% come variazione mensile e 3,8% come variazione annuale.
Gli ultimi dati ufficiali dell’inflazione sono quelli di novembre 2021 con un valore annuo di 3,7% e 0,6% per la variazione mensile.
Tabella ultime stime Istat e valori ufficiali dell’inflazione
Nella tabella seguente sono riportate nelle prime due colonne i valori delle stime Istat del dato dell’inflazione per il periodo indicato e nelle successive i valori definitivi per lo stesso periodo
Periodo
Var%
Stima Inf. mese
Var%
Stima Inf. anno
Inflazione mese
Inflazione anno
Gennaio 2021
0,5%
0,2%
0,7%
0,4%
Febbraio 2021
0,1%
0,6%
0,1%
0,6%
Marzo 2021
0,3%
0,8%
0,3%
0,8%
Marzo 2021
0,3%
0,8%
0,3%
0,8%
Aprile 2021
0,4%
1,1%
0,4%
1,1%
Maggio 2021
0%
1,3%
0%
1,3%
Giugno 2021
0,1%
1,3%
0,1%
1,3%
Luglio 2021
0,3%
1,8%
0,5%
1,9%
Agosto 2021
0,5%
2,1%
0,4%
2%
Settembre 2021
-0,1%
2,6%
-0,2%
2,5%
Settembre 2021
-0,1%
2,6%
-0,2%
2,5%
Ottobre 2021
0,6%
2,9%
0,7%
3%
Novembre 2021
0,7%
3,8%
0,6%
3,7%
Dicembre 2021
0,4%
3,9%
ND
ND
In media, nel 2021 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +1,9% tenendo conto delle stime del mese di dicembre 2021. Nella tabella sotto il dettaglio con la stima.
Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’inflazione di fondo), i prezzi al consumo crescono dello 0,8% (+0,5% nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (come nel 2020). L’ulteriore accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), ai prezzi dei beni durevoli (da +0,4% a +0,8%) e a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9% a +2,3%); i prezzi dei beni energetici, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, rallentano (da +30,7% a +29,1%), a causa di quelli della componente non regolamentata (da +24,3% a +22,0%), mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata rimane pressoché stabile (da +41,8% a +41,9%).
Doomscrolling è la pratica di controllare in maniera ossessiva articoli sui social in momenti di crisi, aspettandosi cattive notizie in modo tale che la sensazione di terrore da questa aspettativa negativa alimenterà una coazione a continuare a cercare aggiornamenti in un ciclo che si autoalimenta.
Il termine era già in uso almeno dal 2018, è nel gennaio 2021 che ha avuto il suo picco a livello mondiale su Google.
Doomscrolling è stata la parola più cercata nel 2021 su Google.
Come si noterà dal grafico (fonte Google Trend) la parola doomscrolling inizia e aumenta la sua crescita dall’aprile 2020. Esattamente il 31 dicembre 2019, la Cina comunicava la diffusione di un “cluster” polmoniti atipiche di origine virale. Era l’inizio della pandemia da COVID.
Quali sono le preoccupazione legate al doomscrolling?
Gli esperti avvertono che il doomscrolling può essere dannoso per la salute mentale. Allora come possiamo difenderci?
Il primo passo per smettere, come in tutte le dipendenze, è riconoscere l’esistenza del problema: avendo la consapevolezza di star cercando ossessivamente cattive notizie online, si può decidere di fermarsi e dedicarsi ad altro. «Bisogna imporsi dei limiti», spiega Ling, «darsi il permesso di scorrere le notizie mezz’ora al mattino, qualche minuto al pomeriggio, ma non di più». E quando si ha la tentazione di prendere in mano il telefono, provare a sostituirla con qualcos’altro: «Leggere, cucinare, allenarsi: sono tutte alternative più sane al doomscrolling».
Come calcolare la differenza percentuale in Excel con numeri negativi?
Esempio
Il tasso Euribor a 3Mesi nella valutazione del 27 dicembre 2021 è stata uguale a -0,589 mentre il 24 dicembre 2021 la quotazione era stata del -0,579.
Qual è la differenza percentuale tra la quotazione del 24 dicembre e la quotazione del 27 dicembre?
Per il calcolo della variazione tra due numeri negativi dobbiamo utilizzare la funzione ASS di Excel.
Si noti nell’immagine sotto nella colonna D la formula =(B2-A2)/ASS(A2) che calcola la variazione in percentuale tra l’Euribor del 24 Dicembre con la quotazione del 27 Dicembre.
Non è altro che il rapporto tra il Delta ovvero la variazione assoluta tra il giorno 27 e il 24, diviso il valore assoluto (tramite la funzione ASS) del 24 dicembre.
In definitiva la quotazione dell’Euribor è scesa in valore assoluto di -0,01 punti e in percentuale il valore del 24 è diminuito del -1,727% rispetto alla quotazione del 27 dicembre.
Calcolo variazione percentuale con EXCEL tra numeri negativi
Euribor 3Mesi 24 dicembre
Euribor 3Mesi 27 dicembre
Variazione in valore assoluto
Quanto varia in %
-0,579
-0,589
-0,0100
-1,727%
Qui sotto un foglio Excel che puoi scaricare con esempi svolti con variazioni percentuali tra numeri negativi.
La percentuale del tasso legale viene rivista “sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno”.
Il decreto del MEF del 13.12.2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 15.12.2021 ha stabilito il nuovo tasso legale.
Qual è la differenza degli interessi legali tra il 2021 e 2022?
Di seguito un esempio sulla differenza nel calcolo degli interessi su vari debiti tra il saggio degli interessi legali del 2021 con quello aggiornato del 2022.
Si parte con un debito di 10000,00 euro fino a 28000,00 euro e viene effettuato il calcolo degli interessi annui tenendo conto del tasso del 2021 uguale a 0,01% e del 2022 uguale 1,25%.
Questa è la formula applicata per il calcolo degli interessi.
Il confronto è con il calcolo degli interessi legali tra il 2021 e il 2022 sul debito (colonna Importo).
Per esempio nel caso del calcolo degli interessi su un importo di 28000,00 euro si passa da una somma di interessi annui pari a 2,8 euro a 352,8 euro ovvero da 0,23 euro a 29,4 euro di interessi mensili tra il tasso 2021 e 2022.
Prima di addentrarci nello specifico dobbiamo vedere come è composto il nostro corpo.
Composizione corpo umano
Il corpo umano è composto da quattro macro gruppi: ossa, grasso, acqua e muscoli.
Tutti questi fattori possono essere misurati ma come si effettua la misurazione?
In commercio ci sono monitor di composizione corporea che forniscono risultati di composizione corporea rapidi e accurati utilizzando la più recente tecnologia avanzata di analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA).
Queste bilance per l’analisi corporea danno un vero indicatore della salute interiore e, se monitorate nel tempo, possono mostrare l’impatto di qualsiasi regime di fitness o programma di perdita di peso.
Il primo dato “aggregato” che possiamo ottenere è il nostro peso corporeo ovvero la somma del peso di ossa, grasso, acqua e muscoli.
Questo peso è facilmente ottenibile pesandoci su una classica bilancia pesa persone.
La massa grassa corporea
La massa grassa corporea è il peso effettivo del grasso nel nostro corpo.
La percentuale di massa grassa
La percentuale di massa grassa o grasso corporeo è la percentuale di grasso sul peso corporeo totale.
Lo sapevi che…
Esistono diversi indicatori del grasso corporeo, tra cui l’indice di massa corporea, la quantità di grasso sottocutaneo, la percentuale di grasso corporeo, la massa grassa, la distribuzione regionale del grasso e il modello di grasso sottocutaneo.
Un basso effetto genetico additivo inferiore al 10% della variazione fenotipica umana si trova nell’indice di massa corporea e nella quantità di grasso sottocutaneo, mentre la percentuale di grasso corporeo, massa grassa, distribuzione del grasso e struttura del grasso sono caratterizzati da stime di ereditarietà di circa il 25%.
D’altro canto, uno studio recente dimostra che esiste un importante effetto di interazione genotipo-ambiente nella variazione del grasso corporeo umano indotta dalla sovralimentazione.
Fonte:Heredity and body fat
A novembre 2021 l’inflazione negli US registra il valore record del 6,8 per cento
Quello di novembre 2021 è il valore più alto mai registrato da Giugno 1982 quando il valore dell’inflazione fu del 7,1%.; da allora sono trascorsi 39 anni.
La variazione mensile rispetto a ottobre 2021 è stata dello 0,8 leggermente inferiore del dato mensile di ottobre rispetto a settembre che fu dello 0,9%.
Si può vedere dal grafico (Fonte https://www.bls.gov/) che l’aumento maggiore l’hanno fatto registrare i prodotti energetici che hanno raggiunto un aumento incredibile del 33,3 per cento.
In particolare all’interno di questo gruppo ENERGY
Le materi prime energetiche con 57,5%
Carburante 59,3
Benzina(tutti i tipi) 58,1%
Tabella dati inflazione US da Gennaio 2021 – Novembre 2021
N
Periodi
Inflazione
annua
Inflazione
mensile
1
Gennaio-2020 Gennaio-2021
1,4%
0,4%
2
Febbraio-2020 Febbraio-2021
1,7%
0,5%
3
Marzo-2020 Marzo-2021
2,6%
0,7%
4
Aprile-2020 Aprile-2021
4,2%
0,8%
5
Maggio-2020 Maggio-2021
5,0%
0,8%
6
Giugno-2020 Giugno-2021
5,4%
0,9%
7
Luglio-2020 Luglio-2021
5,4%
0,5%
8
Agosto-2020 Agosto-2021
5,3%
0,2%
9
Settembre-2020 Settembre-2021
5,4%
0,3%
10
Ottobre-2020 Ottobre-2021
6,2%
0,8%
11
Novembre-2020 Novembre-2021
6,8%
0,5%
Nel grafico l’andamento dell’inflazione da Gennaio 1982 a Novembre 2021.
Il grafico qui sotto evidenzia l’impennata dell’inflazione negli Stati Uniti negli ultimi 19 mesi, da maggio 2020 quando si toccò il minimo con 0,1% ad oggi con 6,8 per cento.
.
Puoi effettuare l’estrazione dei dati dell’inflazione US da questa utility