Un quarto della spesa delle famiglie italiane è per la carne

3 febbraio 2008

Quasi un quarto del budget familiare per l'alimentazione è destinato alla carne, rincarata fino al 400%.

E' quanto sottolinea la Coldiretti in una nota.

 L'inflazione, spiega Coldiretti, sale per effetto della moltiplicazione dei prezzi dalla produzione al consumo che è divenuta insostenibile in settori come la carne dove dalla stalla alla tavola si verificano aumenti dalle oltre cinque volte per il coniglio fino a venti volte per il maiale e il prosciutto. La Coldiretti ha manifestato portando gli animali dalle fattorie al centro di Torino per sottolineare che con il caro prezzi le famiglie italiane sono costrette a destinare alla carne quasi un quarto del budget familiare per l'alimentazione, mentre nelle stalle è crisi dai conigli ai maiali che vengono pagati agli allevatori il 10 per cento in meno rispetto allo scorso anno.

E' "significativo", prosegue la Coldiretti, che il primo intervento del garante per la sorveglianza sui prezzi, "Mister prezzi", avvenga nel settore delle carni dove è diventata insostenibile la forbice tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo che "mette a rischio la produzione Made in Italy di carne e salumi e il loro consumo da parte delle famiglie italiane. La carne - continua la Coldiretti - rappresenta oggi la prima voce di spesa alimentare degli italiani alla quale vengono destinati 106 euro dei 467 spesi in media ogni mese dalle famiglie per l'alimentazione. Ma mentre aumenta la spesa, si riduce in media del 3 per cento la quantità di carne presente sulle tavole e sono a rischio di chiusura le stalle italiane, con una crisi che va dal campo alla tavola".

Nella forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c'è, secondo la Coldiretti, un sufficiente margine per garantire una adeguata remunerazione agli allevatori e non aggravare i bilanci delle famiglie. "E' necessario lavorare per rendere piu' trasparente e diretto il percorso del prodotto con l'etichetta di provenienza, ma occorre anche intervenire - continua la Coldiretti - sulle filiere inefficienti che perdono valore senza ritardare le necessarie ristrutturazioni. Per questo la Coldiretti con la manifestazione ha avviato la raccolta di firme per la petizione popolare a sostegno dell'indicazione obbligatoria dell'origine sull'etichette delle carni di maiale e di coniglio per evitare che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati e per combattere i rincari ingiustificati e le speculazioni.


 Letture utili

 I consumi delle famiglie dal sito dell'ISTAT

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