Sviluppo delle tabelle dei coefficienti di rivalutazione del TFR

TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Agosto 2026

L'ultima percentuale di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è pari a 3,710988% per il periodo Dicembre 2025 - Agosto 2026.
Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2025, vanno quindi rivalutate di 3,710988%.

Il calcolo della rivalutazione è stabilito dall'art. 2120 del Codice Civile

Vuoi sapere come si calcola il coefficiente per rivalutare il TFR? Ti spieghiamo tutto su questa pagina

Novità 2026: il TFR è anche una scelta previdenziale

Per i lavoratori del settore privato alla prima assunzione dal 1° luglio 2026, la normativa prevede l'adesione automatica alla previdenza complementare se non viene comunicata una scelta entro 60 giorni. Il lavoratore può confermare l'adesione, scegliere un'altra forma pensionistica oppure mantenere il TFR nel regime ordinario.

Il decreto interministeriale del 4 settembre 2026 ha istituito il nuovo modulo TFR3. Prima di decidere è opportuno confrontare rivalutazione del TFR, contributo del datore, costi, fiscalità e orizzonte temporale. Usa il simulatore TFR vs fondo pensione.

Che cosa significa TFR, a cosa serve e quando si riceve

TFR significa Trattamento di Fine Rapporto. È una parte della retribuzione del lavoratore dipendente il cui pagamento viene rinviato: matura durante il rapporto di lavoro e costituisce una riserva economica disponibile quando quel rapporto termina.

A che cosa servono questi soldi?

Servono soprattutto a fornire una somma al lavoratore nel passaggio tra un impiego e l'altro o alla conclusione della vita lavorativa. Possono quindi aiutare a sostenere un periodo senza stipendio, affrontare spese importanti o integrare le risorse disponibili al pensionamento. Se il TFR viene conferito a un fondo pensione, assume invece una funzione previdenziale: contribuisce a costruire una pensione complementare.

Quando posso prendere il TFR ordinario?

Il TFR ordinario viene liquidato alla cessazione del rapporto di lavoro: pensionamento, dimissioni, licenziamento o scadenza di un contratto. Non è quindi necessario attendere la pensione. In genere ricevi l'intero TFR maturato presso quel rapporto, al netto delle imposte e di eventuali anticipazioni già ottenute.

Durante il rapporto, dopo almeno otto anni presso lo stesso datore, la legge consente in determinate condizioni di chiedere un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato. Contratti collettivi e accordi possono prevedere condizioni ulteriori o più favorevoli.

Se vado in pensione ricevo tutto il “salvadanaio”?

Sì, se il TFR è rimasto nel regime ordinario, alla cessazione del rapporto viene liquidato il montante maturato; ma l'importo accreditato non coincide con il lordo mostrato nel prospetto. Il datore di lavoro o l'INPS applicano la tassazione separata. L'Agenzia delle Entrate può poi ricalcolare l'imposta usando l'aliquota media dei cinque anni precedenti, chiedendo una differenza oppure riconoscendo un rimborso.

Esempio semplice: se il prospetto indica un TFR lordo di 30.000 euro, non riceverai automaticamente 30.000 euro netti. La somma effettiva dipenderà dalla tassazione separata personale, dalle imposte già applicate alle rivalutazioni e da eventuali anticipazioni. Per questo non è corretto applicare a tutti una percentuale netta fissa.

Crea e scarica le tabelle di rivalutazione del TFR

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Guarda una tabella Excel di esempio.

Come funziona il TFR: esempio pratico con una retribuzione di 30.000 euro

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma maturata dal dipendente e normalmente liquidata alla cessazione del rapporto di lavoro. Vediamo come si forma e si rivaluta usando una retribuzione annua utile ai fini TFR di 30.000 euro. La retribuzione utile può non coincidere perfettamente con la RAL: dipende dalle voci continuative e dal contratto collettivo applicato.

1. Calcolo dell'accantonamento annuale

L'art. 2120 del Codice Civile stabilisce che la quota lorda si ottiene dividendo la retribuzione annua utile per 13,5, cioè applicando circa il 7,41%. Nei casi previsti dalla legge si sottrae poi il contributo dello 0,50%: per questo l'accantonamento netto viene spesso indicato, in via generale, come circa il 6,91%.

  • Retribuzione annua utile: 30.000 euro
  • Quota lorda: 30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 euro
  • Contributo dello 0,50%, se applicabile: 30.000 × 0,50% = 150 euro
  • Accantonamento netto indicativo: 2.222,22 − 150 = 2.072,22 euro
Stima rapida: 30.000 × 6,91% dà 2.073 euro. Il calcolo analitico produce 2.072,22 euro perché 1 ÷ 13,5 corrisponde al 7,4074%, dal quale viene sottratto lo 0,50% nei casi previsti.

2. Rivalutazione del TFR già accantonato

Il TFR maturato fino al 31 dicembre dell'anno precedente viene rivalutato con due componenti:

  • Quota fissa: l'1,5% annuo stabilito dalla legge (art. 2120 c.c.).
  • Quota variabile: il 75% della variazione dell'indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, senza tabacchi) tra dicembre dell'anno in corso e dicembre dell'anno precedente.

Esempio: con 10.000 euro già accantonati e una variazione FOI del 2%, il coefficiente annuo lordo è del 3%:

  • Quota fissa: 1,5% di 10.000 = 150 euro
  • Quota variabile: 75% × 2% = 1,5%; su 10.000 = 150 euro
  • Rivalutazione lorda: 150 + 150 = 300 euro
  • Imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione: 300 × 17% = 51 euro
  • Rivalutazione netta: 300 − 51 = 249 euro
  • Montante dopo la rivalutazione netta: 10.000 + 249 = 10.249 euro
Importante: il coefficiente pubblicato nelle tabelle è lordo. Per stimare l'incremento effettivamente attribuito alla posizione occorre considerare l'imposta sostitutiva del 17% sulla sola rivalutazione, non sull'intero TFR.

3. Totale dopo rivalutazione e nuovo accantonamento

La quota maturata nell'anno corrente si aggiunge al montante, ma non viene rivalutata nello stesso anno:

  • TFR precedente dopo la rivalutazione netta: 10.249 euro
  • Nuovo accantonamento netto indicativo: 2.072,22 euro
  • Totale indicativo a fine anno: 12.321,22 euro

Il TFR è quindi un accantonamento progressivo: ogni anno si aggiunge una nuova quota e il capitale maturato fino all'anno precedente viene rivalutato. La formula attenua gli effetti dell'inflazione, ma non garantisce necessariamente il pieno recupero del potere d'acquisto.

Da sapere sul TFR

  • La quota fissa del 1,5% è stabilita per legge e si applica ogni anno.
  • La quota variabile dipende dall'andamento dell'inflazione misurata dall'ISTAT con l'indice FOI (senza tabacchi).
  • La rivalutazione maturata è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%; la quota capitale accantonata non subisce questa imposta annuale.
  • In caso di deflazione (indice negativo), il TFR non può diminuire grazie a una clausola di salvaguardia prevista dall'art. 2120 c.c.
  • Se il TFR viene liquidato in corso d'anno, si usa l'indice FOI dell'ultimo mese disponibile prima della data di pagamento.
  • Nelle aziende private con almeno 50 addetti, il TFR mantenuto nel regime ordinario confluisce normalmente nel Fondo di Tesoreria INPS.

Consulta: Tabella ISTAT FOI (senza tabacchi)

Altri riferimenti:
👉 Definizione ufficiale del TFR
👉 Nuovo modulo TFR3 e scelte dal 2026