L’inflazione nell’Area Euro potrebbe attestarsi intorno al 3,0% ad agosto 2026, con una variazione mensile stimata pari a +0,2%.
È questa la previsione centrale elaborata da rivaluta.it sulla base della serie storica delle variazioni mensili, dell’andamento registrato nei primi sette mesi dell’anno e delle attuali tensioni sui mercati energetici.
La stima non rappresenta il dato ufficiale Eurostat, che sarà pubblicato successivamente, ma uno scenario costruito utilizzando i dati disponibili fino a luglio 2026.
L’incertezza rimane elevata soprattutto per effetto della crisi dei carburanti, delle difficoltà del settore della raffinazione e del nuovo aumento del prezzo del gas europeo.
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Qual è la previsione dell’inflazione nell’Area Euro ad agosto 2026?

La nostra previsione centrale per agosto 2026 è la seguente:
| Indicatore | Previsione agosto 2026 |
|---|---|
| Variazione mensile | +0,2% |
| Inflazione annua | circa +3,0% |
| Indice stimato | circa 133,20 |
Lo scenario presenta tuttavia un rischio orientato verso l’alto. Un’ulteriore accelerazione dei prezzi dei carburanti nella parte finale del mese potrebbe portare la variazione mensile verso il +0,3% e quella annua intorno al +3,1%.
Da quale dato parte la previsione?
A luglio 2026 l’inflazione nell’Area Euro ha raggiunto il 3,0% su base annua, con una variazione del +0,2% rispetto a giugno.
L’indice generale è passato da 132,64 di giugno a 132,93 di luglio. Nei primi sette mesi del 2026 l’inflazione annua ha mostrato il seguente andamento:
| Mese | Inflazione annua | Variazione mensile |
|---|---|---|
| Gennaio 2026 | 1,7% | -0,6% |
| Febbraio 2026 | 1,9% | +0,7% |
| Marzo 2026 | 2,6% | +1,3% |
| Aprile 2026 | 3,0% | +1,0% |
| Maggio 2026 | 3,2% | +0,1% |
| Giugno 2026 | 2,7% | -0,1% |
| Luglio 2026 | 3,0% | +0,2% |
La media parziale dell’inflazione nell’Area Euro nel 2026 è pari al 2,6%, contro il 2,1% del 2025 e il 2,4% del 2024.
Su Rivaluta.it è inoltre possibile estrarre la serie storica dell’inflazione nell’Area Euro tra due periodi, con variazioni annuali, mensili, media parziale e valori degli indici utilizzati.
Che cosa suggeriscono i precedenti mesi di agosto?
Dal 2010 al 2025 la variazione mensile dei prezzi nell’Area Euro ad agosto è stata generalmente contenuta, ma quasi sempre positiva.
I valori osservati sono stati i seguenti:
| Anno | Variazione mensile di agosto |
|---|---|
| 2010 | +0,2% |
| 2011 | +0,2% |
| 2012 | +0,4% |
| 2013 | +0,1% |
| 2014 | +0,1% |
| 2015 | 0,0% |
| 2016 | +0,1% |
| 2017 | +0,3% |
| 2018 | +0,2% |
| 2019 | +0,1% |
| 2020 | -0,4% |
| 2021 | +0,4% |
| 2022 | +0,6% |
| 2023 | +0,5% |
| 2024 | +0,1% |
| 2025 | +0,1% |
La media delle variazioni mensili di agosto nel periodo considerato è pari a circa +0,19%, mentre la mediana è pari a +0,15%.
Il valore più frequente è +0,1%, registrato in sei anni su sedici. Una previsione basata esclusivamente sulla stagionalità avrebbe quindi indicato un aumento compreso tra lo 0,1% e lo 0,2%.
Le condizioni energetiche dell’estate 2026 inducono però a collocare la previsione nella parte superiore di questo intervallo.
Perché i prezzi della benzina possono aumentare l’inflazione di agosto?
I carburanti hanno un effetto diretto sull’indice dei prezzi al consumo. Quando benzina e gasolio aumentano, la componente energetica dell’inflazione registra rapidamente il rincaro.
Esiste poi un effetto indiretto, più lento, determinato dall’aumento dei costi di trasporto, produzione e distribuzione. Questo secondo effetto può trasferirsi progressivamente sui prezzi degli alimentari, dei beni industriali e di numerosi servizi.
La crisi del 2026 non riguarda soltanto il prezzo del petrolio greggio. Le maggiori tensioni si stanno concentrando anche sulla disponibilità e sul costo dei prodotti raffinati.
Tra i principali fattori di rischio figurano:
- il conflitto con l’Iran e le forti limitazioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz;
- i danni subiti da numerosi impianti di raffinazione nell’area del Golfo;
- la riduzione della capacità di raffinazione in Medio Oriente;
- gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe;
- la contrazione della produzione e delle esportazioni russe di gasolio;
- il progressivo esaurimento delle scorte accumulate prima della crisi.
Secondo un’analisi pubblicata da Reuters il 20 agosto 2026, il prezzo del diesel europeo è aumentato di oltre il 70% dall’inizio del conflitto, mentre il Brent si mantiene su livelli sensibilmente superiori a quelli precedenti la crisi.
Questa differenza è importante: anche se il petrolio greggio dovesse stabilizzarsi, i prezzi alla pompa potrebbero rimanere elevati a causa della carenza di capacità di raffinazione e della ridotta disponibilità di prodotti finiti.
Perché il prezzo elevato della benzina non determina automaticamente una forte variazione mensile?
Per calcolare l’inflazione mensile non è sufficiente osservare che la benzina è molto cara. È necessario verificare di quanto il prezzo medio di agosto sia aumentato rispetto al prezzo medio di luglio.
Se i rincari si sono verificati prevalentemente nei mesi precedenti e ad agosto i prezzi rimangono elevati ma relativamente stabili, l’effetto sulla variazione mensile può essere limitato.
Il livello raggiunto dai carburanti continuerà invece a incidere sul confronto annuale, soprattutto se ad agosto 2025 i prezzi erano sensibilmente inferiori.
Per questo motivo lo scenario centrale resta pari a +0,2% mensile, nonostante l’eccezionale livello raggiunto dai prezzi energetici.
La Commissione europea pubblica ogni settimana i prezzi dei prodotti petroliferi nei Paesi dell’Unione europea. I dati delle ultime settimane del mese saranno decisivi per verificare se la previsione debba essere corretta verso l’alto.
Quale effetto potrebbe avere il rincaro del gas?
Alle tensioni sui carburanti si aggiunge il forte aumento del prezzo del gas europeo. Il prezzo del gas sul mercato TTF ha superato ad agosto i 65 euro per megawattora, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi mesi.
Il trasferimento dei prezzi all’ingrosso sulle bollette di famiglie e imprese non è però immediato. Contratti a prezzo fisso, sistemi di regolazione e acquisti effettuati in anticipo possono ritardare l’impatto sull’indice dei prezzi al consumo.
Il rincaro del gas rappresenta quindi un rischio rilevante soprattutto per l’inflazione dell’autunno e dell’inverno 2026. Se le quotazioni rimanessero elevate, l’effetto potrebbe emergere progressivamente nei prezzi di gas, elettricità, beni e servizi.
Come si calcola l’inflazione annua prevista del 3,0%?
L’indice generale dell’Area Euro è risultato pari a 132,93 a luglio 2026.
Ipotizzando una variazione mensile dello 0,2%, l’indice di agosto diventerebbe:
132,93 × 1,002 = 133,20
L’indice di agosto 2025 era pari a 129,31. La variazione annuale stimata si ottiene quindi nel modo seguente:
((133,20 ÷ 129,31) – 1) × 100 = circa 3,0%
La previsione del 3,0% annuo non implica necessariamente un’accelerazione rispetto a luglio: l’inflazione potrebbe restare stabile al 3,0%, mentre il livello generale dei prezzi aumenterebbe dello 0,2% rispetto al mese precedente.
Quali sono gli scenari possibili per agosto 2026?
| Scenario | Variazione mensile | Indice stimato | Inflazione annua stimata |
|---|---|---|---|
| Rincari energetici attenuati | +0,1% | 133,06 | circa 2,9% |
| Scenario centrale | +0,2% | 133,20 | circa 3,0% |
| Nuova accelerazione dei carburanti | +0,3% | 133,33 | circa 3,1% |
| Shock marcato a fine mese | +0,4% | 133,46 | circa 3,2% |
Lo scenario più probabile resta quello di una variazione mensile pari al +0,2%. Il principale rischio è rappresentato da una nuova impennata dei carburanti nelle ultime settimane di agosto, che potrebbe spingere il risultato verso il +0,3%.
Che cosa bisognerà controllare prima della pubblicazione del dato ufficiale?
Per aggiornare la previsione sarà necessario seguire soprattutto:
- i prezzi settimanali di benzina e gasolio nell’Unione europea;
- l’andamento del petrolio Brent;
- le quotazioni europee dei prodotti raffinati;
- il prezzo del gas TTF;
- eventuali interventi governativi su accise, imposte e prezzi energetici;
- le stime preliminari dell’inflazione pubblicate dai principali Paesi dell’Area Euro.
In particolare, i dati preliminari di Germania, Francia, Italia e Spagna potranno offrire indicazioni determinanti sull’andamento complessivo dell’Area Euro.
Qual è dunque la previsione finale per agosto 2026?
Tenendo conto della serie storica, del dato di luglio e delle tensioni energetiche in corso, la previsione centrale è di una crescita dei prezzi dello 0,2% rispetto a luglio e di un’inflazione pari a circa il 3,0% rispetto ad agosto 2025.
La previsione puramente stagionale avrebbe suggerito un valore mensile vicino allo 0,1%. L’eccezionale situazione dei carburanti giustifica però una correzione verso l’alto.
Previsione Rivaluta.it per agosto 2026: variazione mensile +0,2%, variazione annua circa +3,0%.
La stima sarà aggiornata qualora le ultime rilevazioni dei prezzi energetici o le anticipazioni nazionali dovessero indicare un’accelerazione più marcata.
Fonti e strumenti di approfondimento
- Rivaluta.it – Estrazione della serie storica dell’inflazione nell’Area Euro
- Rivaluta.it – Inflazione media annua nell’Area Euro
- Rivaluta.it – Inflation Forecast
- Commissione europea – Weekly Oil Bulletin
- Reuters – Analisi della crisi energetica e del mercato dei carburanti
Avvertenza: i valori relativi ad agosto 2026 rappresentano una previsione statistica elaborata sulla base delle informazioni disponibili e non costituiscono dati ufficiali Eurostat.