Tfr: un’invenzione (quasi) perfetta

Conviene davvero trasferire il TFR nei fondi pensione? Una guida con esempi pratici, numeri aggiornati e confronto diretto.

Introduzione

Dal 2007 i lavoratori italiani del settore privato possono scegliere se lasciare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) in azienda oppure conferirlo a un fondo pensione complementare. La scelta non è banale: dipende dal rendimento, dai vantaggi fiscali, dal rischio e dal tempo che manca alla pensione.

Come funziona il TFR

Ogni anno il TFR si rivaluta con una formula stabilita dal Codice Civile:

Esempio: se l’inflazione è al 3%, il TFR rivaluta al 3,75%.

Su questa rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva del 17%, ma solo sulla parte rivalutata (non sul capitale).

Esempio pratico:
Capitale TFR: 10.000 €
Rivalutazione annua (inflazione 3%): 375 €
Tassa sostitutiva (17%): 63,75 €
Rivalutazione netta: 311,25 €
Montante a fine anno: 10.311,25 €

Vantaggi del TFR

  • Regole certe e semplici
  • Rischio basso (solo inflazione alta può erodere il potere d’acquisto)
  • Nessun costo di gestione
  • Fondo di garanzia INPS in caso di insolvenza del datore

Limiti del TFR

  • Rendimento reale modesto nel lungo periodo
  • Protegge solo al 75% dall’inflazione
  • Tassazione del 17% sulla rivalutazione
  • Liquidità limitata (anticipi solo per casa o salute)

Fondi pensione: vantaggi e rischi

Trasferendo il TFR nei fondi pensione, le somme vengono investite sui mercati finanziari.

Vantaggi principali

  • Deduzione fiscale fino a 5.164,57 € l’anno sui contributi volontari
  • Contributo del datore nei fondi di categoria
  • Tassazione finale agevolata: 15% fino al 9% dopo 35 anni
Esempio fiscale:
Versi 2.000 € volontari, scaglione IRPEF 35% → risparmio 700 € di tasse.
Costo netto reale: 1.300 €, ma nel fondo ci finiscono 2.000 €.

Rischi e limiti

  • Rischio di mercato (azioni, obbligazioni)
  • Costi di gestione (0,2% - 1,5% annui)
  • Vincolo fino alla pensione (anticipazioni parziali possibili)

Confronto diretto TFR vs Fondi Pensione (2007-2017)

Aspetto TFR in azienda Fondo pensione
Rendimento annuo medio 2,3-3,5% netto 3-5% netto (linee bilanciate)
Tassazione 17% solo sulla rivalutazione 15% → 9% sulle prestazioni
Vantaggi fiscali Nessuno Deduzione fino a 5.164 €/anno
Liquidità Anticipazioni limitate Più ampia, ma capitale vincolato
Rischio Solo inflazione >4% Rischio di mercato, volatilità
Costi Zero 0,2-1,5% annui

Esempio pratico (10 anni, capitale iniziale 10.000 €)

  • TFR lasciato in azienda: montante ≈ 13.400 €
  • Fondo pensione bilanciato: montante ≈ 15.500 €
  • + risparmio fiscale IRPEF su contributi volontari (1.000 €/anno in fascia 35%): ≈ 3.500 €

Montante equivalente fondo pensione ≈ 19.000 €

Conclusione

Il TFR in azienda è sicuro, semplice e con rendimento certo: conviene soprattutto a chi è vicino alla pensione o non vuole rischiare.

I fondi pensione offrono potenzialmente più rendimento e forti vantaggi fiscali, ma richiedono tempo, propensione al rischio e attenzione ai costi.

👉 In generale, per chi è giovane e in aliquote IRPEF medio-alte, i fondi pensione tendono a battere il TFR nel lungo periodo. Per chi è vicino alla pensione o in aliquote basse, può essere più prudente restare nel TFR.