«Casa, il mercato frena ma niente preoccupazioni»
giovedì 29 novembre 2007
I mutui e gli immobili nelle ultime settimane hanno tenuto con il fiato sospeso il mondo finanziario perché molti hanno temuto, dopo la crisi d’Oltreatlantico, una gelata anche in Italia. Una risposta chiara è venuta ieri dal Centro studi di Nomisma, che ha presentato il suo periodico rapporto sul mercato immobiliare. Da questo emerge che la situazione è, sì, riflessiva, ma che non induce ad alcun allarmismo. Significative le parole del presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini: «Il mercato nazionale non corre pericolo in quanto il tasso di insolvenza delle famiglie è su livelli stabili e gli istituti di credito hanno sempre adottato un atteggiamento prudente nell’erogazione dei mutui».
Le consistenze dei mutui in essere per il settore immobiliare (pari a 405,6 miliardi a giugno 2007) - sottolinea l’Osservatorio di Nomisma - sono infatti aumentate rispetto all’anno precedente dell’11,4%, ma con una percentuale «nettamente inferiore» rispetto agli ultimi tre anni (un calo attorno al 7%). Sarebbe dunque l’avvio di un trend, definito riflessivo, ancora più chiaro alla luce dei dati sulle nuove erogazioni. «A giugno 2007 - si legge nello studio - il capitale preso a prestito a sostegno dell’acquisto di immobili è cresciuto solamente dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2006».
Tre i dati di rilievo: i prezzi sono sostanzialmente stabili, anzi in leggero aumento; i tempi delle compravendite si sono allungati; e il loro numero è calato significativamente, con punte del 10% nelle grandi città, un livello di contrazione che non si registrava da nove anni. Più precisamente: il 2007 si sta per chiudere con un incremento dei prezzi su base semestrale del 2% (del 5,1% su base annuale), il valore più basso dal 1998, e con un calo delle compravendite del 3,3%. In linea con un trend al ribasso iniziato nel 2004. I tempi medi di vendita sono saliti a circa 5-6 mesi e lo sconto praticato in sede di trattativa, nel residenziale, si attesta all’11,6%.
Indicatori che fanno prevedere, secondo l’Osservatorio Nomisma, un 2008 di «ulteriore contrazione dell’attività transattiva» e di crescita contenuta dei prezzi, senza però escludere flessioni nelle grandi aree urbane. Si prevede anzi che il numero delle transazioni l’anno prossimo scenderà «sotto la soglia delle 800mila unità».
È il prezzo da pagare all’aumento del costo dei mutui e al freno psicologico che si è creato nelle famiglie nei confronti dell’indebitamento.
Per la prima volta Nomisma ha analizzato anche il mercato della locazione che interessa circa il 19% delle famiglie (4,3 milioni). Negli ultimi trent’anni, la percentuale di italiani che vive in una casa in affitto è passata da oltre il 40% al 18,8%. Ciò significa che circa il 72% delle famiglie è proprietaria dell’abitazione in cui vive. «Risulta però che ci sia una domanda da parte dei ceti meno abbienti - ha spiegato Tamburini - di un milione di abitazioni a canone sociale che, ad oggi, mancano sul mercato». Dall’indagine emerge inoltre «uno scollamento tra il canone mensile sostenibile dalle famiglie italiane e i canoni effettivi di mercato».
Leggi il precedente rapporto biennio 2005-2006
Il rapporto Nomisma sul Mercato Immobiliare 2007 Nomisma
Il mattone frena: si compra meno La Stampa
Casa: frena il caro mattone, in calo compravendite ANSA
Si fermano anche a Bologna i prezzi delle case EmiliaNet
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* L'inflazione nell'Euro area è misurata dall'indice MUICP ('Monetary Union Index of Consumer Prices’ come definito in Council Regulation (EC) No 2494/95 of 23 October 1995) il quale è l'aggregato ufficiale dell'Euro AREA.
Euro area inizialmente includeva Belgio, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Lusssemburgo, Olanda, Austria, Portogallo e Finlandia.
La Grecia fu inclusa dal 1 gennaio 2001, Slovenia da genaio 2007, Cypro e Malta da 1 gennaio 2008 e Slovakia da 1 Gennaio 2009 e Estonia da1l Gennaio 2011
Inflazione MUICP (13) 13 paesi (entra la Slovenia)
Inflazione MUICP (15) 15 paesi (rispetto al precedente entrano Cypro e Malta)
Inflazione MUICP (16) 16 paesi (rispetto al precedente entra la Slovakia)
Inflazione MUICP (17) 17 paesi (rispetto al precedente entra l'Estonia)
English version
* Euro area inflation is measured by the MUICP (’Monetary Union Index of Consumer Prices’ as defined in Council Regulation (EC) No 2494/95 of 23 October 1995) which is the official euro area aggregate.
The euro area initially included Belgium, Germany, Ireland, Spain, France, Italy, Luxembourg, the Netherlands, Austria, Portugal and Finland.
Greece was included from 1 January 2001, Slovenia from 1 January 2007, Cyprus and Malta from 1 January 2008.Slovakia from 1 January 2009 and Estonia from 1 January 2011. Estonia will be included in the calculation of euro area inflation for January 2011. New Member States are integrated into the MUICP using a chain index formula.
** EU inflation is measured by the EICP (’European Index of Consumer Prices’ as defined in Council Regulation (EC) No 2494/95 of 23 October 1995) which is the official EU aggregate. The EU included 15 Member States until 30 April 2004, 25 Member States from 1 May 2004 until 31 December 2006 and 27 Member States from 1 January 2007. New Member States are integrated into the EICP using a chain index formula.