3 dicembre 2008
Pubblichiamo uno stralcio dell'intervento
Intervento del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia - Giovanni Carosio
Roma, 3 dicembre 2008
Nel complesso dibattito sulle regole, innescato dalla crisi finanziaria, sugli effetti che esse hanno avuto, sulla necessità di rivederle, una parte importante hanno avuto le regole contabili e in particolare il principio del Fair Value.
Due diversi ordini di problemi sono emersi, l’uno connesso con la difficoltà di stimare un fair value attendibile, l’altro con le implicazioni di valori in rapida caduta per i bilanci bancari.
Le difficoltà di misurazione si sono improvvisamente manifestate con il crollo della domanda e quindi dei prezzi di alcuni tipi di titoli, con il rarefarsi delle transazioni che potessero fungere da riferimento per il fair value, con la difficoltà di collegare il valore di strumenti finanziari strutturati ed estremamente complessi con quello dei titoli sottostanti.
D’altra parte, la rapida emersione di perdite estremamente ampie su tali strumenti ha messo in evidenza gli effetti pro-ciclici che si determinano attraverso i bilanci degli intermediari finanziari. La estrema sensibilità delle valutazioni di bilancio basate sul FV alle mutevoli condizioni del mercato, se da un lato ha il pregio di fotografare esattamente la situazione del momento, dall’altro contribuisce a rendere più incerte le aspettative dei market participants e ad innescare spirali di comportamento negative (prezzi decrescenti-perdite di bilancio-vendite sul mercato-ulteriore spinta verso il basso dei prezzi).
Nel settore bancario la forte caduta dei prezzi degli strumenti finanziari e la registrazione di significative svalutazioni ha determinato una sensibile contrazione dei patrimoni bancari e una conseguente pressione sui coefficienti di vigilanza. Oggi la preoccupazione riguarda non tanto la stabilità degli intermediari, quanto la possibile contrazione dell’offerta di credito.
Già nel settembre del 2007 il Financial Stability Forum ha chiesto agli organismi internazionali per le regole contabili (IASB e FASB) di ridurre l’incertezza sui criteri di valorizzazione e di rivedere, se necessario, le regole. Gli standard setter internazionali hanno risposto operando lungo tre direttrici:
dando alcune indicazioni relative all’applicazione del principio del FV nel caso di strumenti negoziati su mercati illiquidi. In particolare le indicazioni fornite (1) tendono a chiarire che – nelle fasi in cui i mercati sono stressati e i valori osservati poco affidabili – è consentito operare valutazioni che contengono un maggiore elemento di giudizio (“more judgemental”), purché nell’ambito di predeterminate e trasparenti politiche contabili;
individuando modi per migliorare la trasparenza delle informative pubbliche nella parte che riguarda l’illustrazione delle metodologie di stima del FV nonché la “qualità” dei fair values riportati in bilancio (2);
infine favorendo il trasferimento degli strumenti finanziari dai portafogli valutati al FV (trading, available-for-sale) verso quelli valutati al costo ammortizzato (loans&receivable, held-to-maturity) (3); la revisione dei criteri sui trasferimenti ha riconosciuto il venir meno,
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