Giornata Mondiale del Risparmio del 2011 - Intervento del Governatore della Banca d’Italia

Mario Draghi sulla crisi

Roma, 26 ottobre 2011

La crisi

Nell’area dell’euro l’attività produttiva si espande a ritmi molto moderati,
compressa dal rallentamento della domanda globale, dalla caduta della fiducia delle
imprese e delle famiglie e dagli effetti sfavorevoli sulle condizioni finanziarie determinati
dalle tensioni su alcuni mercati del debito sovrano. I rischi di un indebolimento ulteriore
delle prospettive di crescita sono significativi, in un contesto di forte incertezza.
L’aggravarsi della crisi ha una dimensione mondiale ed europea, ma la particolare
vulnerabilità dell’Italia ha radici nazionali: l’alto livello del debito pubblico, i dubbi sulle
prospettive di crescita della nostra economia, le incertezze e i ritardi con cui si provvede
alla correzione degli squilibri e alle misure di rilancio della crescita. Il rendimento lordo
dei BTP decennali, dopo essersi ridotto in agosto, è tornato su livelli molto elevati (ieri
superava il 5,9 per cento).
Dopo sei mesi di sostanziale ristagno, nel secondo trimestre di quest’anno il
prodotto in Italia è tornato a crescere, ma a un ritmo molto modesto. Le vendite
all’estero, che pur continuano a sostenere l’attività economica, risentono del minor
vigore della domanda mondiale. Nei sondaggi le imprese segnalano un indebolimento
delle prospettive a breve termine e un deterioramento dei giudizi sulle condizioni per
investire. Sulla domanda interna pesano la debolezza del reddito disponibile delle
famiglie, la lenta ripresa dell’occupazione, la stessa incertezza sulle prospettive
dell’economia. I principali previsori hanno rivisto al ribasso le aspettative di crescita per il
prossimo anno; secondo il Fondo monetario internazionale sono appena positive.
L’Eurosistema è determinato, con le sue misure non convenzionali, a evitare che i
malfunzionamenti sui mercati monetari e finanziari ostacolino la trasmissione monetaria.
Con l’ampia erogazione di fondi e le modalità di aggiudicazione nelle operazioni di
rifinanziamento continuiamo ad assicurare che le banche non siano vincolate dal lato
della liquidità. Abbiamo annunciato un programma di acquisti di covered bonds. Tutte
le misure non convenzionali adottate in risposta alle tensioni finanziarie sono, per loro
natura, temporanee. Resta essenziale assicurare la stabilità dei prezzi, ancorando le
aspettative inflazionistiche nell’area dell’euro in linea con l’obiettivo di mantenere
l’inflazione al di sotto ma prossima al 2 per cento nel medio termine.
Gli interventi impediscono l’aggravarsi degli squilibri; non sono in grado da soli di
risolverne le cause di fondo. A livello europeo, è urgente darsi una governance in cui
disciplina di bilancio e solidarietà trovino reciproco supporto; è necessaria inoltre
l’immediata attuazione degli strumenti di sostegno finanziario per la gestione della crisi.
Ma senza una risposta risolutiva e duratura che venga da adeguate politiche nazionali,
che promuovendo la crescita rimuovano gli squilibri delle finanze pubbliche, il primo
obiettivo non è raggiungibile, il secondo è un palliativo.
L’opera iniziata con il primo rapporto del Financial Stability Board nell’aprile del
2008 è andata avanti proficuamente. Molto è stato fatto sia sul piano dell’attuazione, sia
del disegno della nuova regolamentazione. Occorre ora continuare con il recepimento
delle nuove regole nei vari ordinamenti. Il coordinamento internazionale è stato un
fattore chiave per imprimere slancio all’azione di riforma della finanza internazionale;
resta cruciale per la sua attuazione. Il contributo dei leader del G20 è stato fondamentale.
A coronamento di questo processo, il FSB presenterà al prossimo summit di
novembre del G20 a Cannes precise raccomandazioni sulle istituzioni finanziarie
sistemicamente rilevanti, sui limiti imposti al “sistema bancario ombra”, sulla riduzione
del rischio sistemico relativo all’operatività in derivati over-the-counter.

Continua la lettura dell documento originale sul sito della Banca D'Italia