Nella prima metà del 2014, la domanda di finanziamenti proveniente dalle imprese è rimasta complessivamente debole.
Ai lievi segnali di espansione nel Nord Est si è contrapposta l’ulteriore flessione nel Centro; la domanda ha ristagnato nelle altre aree del Paese.
Sulla domanda hanno continuato a gravare il calo delle richieste destinate agli investimenti.
La domanda ha continuato a contrarsi nel comparto delle costruzioni, è tornata a crescere per le imprese manifatturiere del Nord.
Si è pressoché arrestato il processo di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, specie nei confronti delle imprese manifatturiere. Le politiche di impiego seguite dalle banche medio-grandi si sono stabilizzate in tutte le aree del Paese. Quelle applicate dalle banche
più piccole sono risultate più caute al Centro Sud, più distese al Nord.

La domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni è tornata a crescere in tutte le aree del Paese, dopo quasi un triennio in cui si era ridotta. Il recupero, che si era già avviato alla fine dell’anno scorso nel Nord Est, ha coinvolto, nella prima metà del 2014, anche le altre aree del Paese.
Le condizioni di offerta alle famiglie hanno registrato un allentamento in tutte le ripartizioni territoriali, più evidente nel Nord Est e al Centro.
La domanda di depositi da parte delle famiglie è cresciuta meno intensamente rispetto al passato; è proseguita la flessione delle richieste di obbligazioni bancarie.
Tra gli altri strumenti di investimento finanziario, le famiglie si sono orientate a favore delle quote di fondi comuni (OICR), a scapito di obbligazioni societarie e titoli di Stato.
Fonte: Banca D'Italia