Banca D'Italia: dati relativi al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche per il 2013
Il Debito delle pubbliche amministrazioni al 31 dicembre 2013 è pari a 2067,5 miliardi
Al 31 dicembre del 2013 il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 2.067,5 miliardi. A fine 2012 il debito era pari a 1.989,5 miliardi (127,0 per cento del PIL).
L’aumento del debito registrato nel corso del 2013 (78,0 miliardi) ha riflesso il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (75,2 miliardi) e l’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (3,3 miliardi, a 37,7); gli scarti/premi di emissione hanno contribuito a contenere il debito per 0,5 miliardi.
Sul fabbisogno hanno influito:
- gli effetti del provvedimento riguardante il pagamento dei debiti commerciali scaduti delle Amministrazioni pubbliche (21,6 miliardi secondo l’ultima rilevazione del Ministero dell’Economia e delle finanze)
- il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro (13,0 miliardi). In senso opposto hanno operato gli incassi da dismissioni mobiliari (1,9 miliardi).
Nel complesso del quadriennio 2010-13 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 55,6 miliardi:
- sono stati concessi prestiti bilaterali alla Grecia per 10,0 miliardi nell’ambito del primo programma di aiuti;
- il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (ESM) è stato pari a 11,5 miliardi (5,7 nel 2013);
- la quota di pertinenza dell’Italia degli aiuti erogati dallo European Financial Stability Facility (EFSF) è stata pari a 34,1 miliardi (7,2 nel 2013). Di questi ultimi, 25,6 miliardi sono stati concessi alla Grecia nell’ambito del secondo programma, 5,0 al Portogallo e 3,5 all’Irlanda.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori:
- il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 85,7 miliardi, a 1.959,7,
- quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 7,7 miliardi, a 107,6;
- il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.