10 giugno 2011
L'ISTAT ha diffuso il dato del PIL nel primo trimestre del 2011.
Il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% nei confronti del primo trimestre del 2010.
La stima preliminare diffusa il 13 maggio scorso aveva rilevato le stesse variazioni congiunturali e tendenziali.
Il primo trimestre del 2011 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative del primo trimestre 2010.
La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%.
Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in aumento. Le importazioni sono cresciute dello 0,7% e le esportazioni dell’1,4%.
Il contributo alla crescita del Pil della domanda nazionale al netto delle scorte è stato di 0,2 punti percentuali (0,1 i consumi delle famiglie, 0,1 le spese della PA e 0,0 gli investimenti). La variazione delle scorte ha sottratto alla crescita del Pil 0,3 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,2 punti percentuali.
Si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto dell’agricoltura (+2,3%), dell’industria (+0,1%) e dei servizi (+0.1%)
1. Il Pil e le componenti della domanda
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono cresciute dello 0,7%, cosicché il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) è cresciuto dello 0,3%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dell’1,4%, gli investimenti fissi lordi dello 0,1% e i consumi finali nazionali dello 0,3%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,2%, quella della Pubblica Amministrazione (PA) e quella delle Istituzioni Sociali Private (ISP) dello 0,5%.
La crescita degli investimenti è stata determinata da un aumento dello 0.4% degli investimenti in costruzioni, e uno dello 0,2% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti. Gli acquisti di mezzi di trasporto hanno subito una contrazione dell’1,8%.
Gli investimenti fissi lordi hanno segnato, nel complesso, una crescita dell’1,5% con un aumento del 4,1% per gli investimenti di macchinari e altri prodotti e riduzioni dello 0,1% per gli investimenti in costruzioni e dello 0,5% per i mezzi di trasporto.
2. L’andamento del Pil negli altri paesi
Nel primo trimestre del 2011, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,5% in Germania, dell’1,0% in Francia e dello 0,5% nel Regno Unito e negli Stati Uniti. In Giappone il Pil ha registrato un calo congiunturale dello 0,9%. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 4,8% in Germania, del 2,3% negli Stati Uniti, del 2,2% in Francia e dell’1,8% nel Regno Unito. In Giappone si è registrato un calo dello 0,7%. Il Pil dei paesi dell’area Euro è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% nel confronto con il primo trimestre del 2010.
3. Il valore aggiunto per settore
Nel primo trimestre si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per l’agricoltura (più 2,3%), per le costruzioni (più 0,6%), per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (più 0,3%) e per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (più 0,3%).
4. I prezzi impliciti
Rispetto al quarto trimestre del 2010, il deflatore del PIL è aumentato dello 0,6%. Il deflatore della spesa delle famiglie residenti e quello degli investimenti sono cresciuti entrambi dello 0,8%. Il deflatore delle esportazioni ha mostrato un incremento del 2,7%, quello delle importazioni del 4,5%.
In termini tendenziali, il deflatore del PIL è aumentato dell’1,7%, quello della spesa delle famiglie residenti del 2,2%.
Rispetto al quarto trimestre del 2010, il deflatore del valore aggiunto dell’agricoltura è aumentato del 2,7%, il deflatore del valore aggiunto industriale dello 0,5% e quello dei servizi dello 0,4%.
5. Revisioni
Il dato precedente IV trimestre 2010 relativo al PIL
Sul sito http://con.istat.it sono disponibili le serie storiche complete dei conti trimestrali
Eurostat raccoglie i dati, i prodotti e i Regolamenti comunitari dei “Quarterly National Accounts” all’indirizzo http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/national_accounts/introduction
I conti economici trimestrali adottano principi, definizioni e struttura della contabilità annuale, con alcune particolarità proprie dell'intervallo trimestrale cui è riferita l'analisi.
In Italia, come in quasi tutti i paesi che elaborano conti nazionali trimestrali, la ridotta disponibilità di osservazioni dirette a cadenza infrannuale rispetto a quelle utilizzate per la valutazione degli aggregati annuali impone l'uso di metodi di stima basati su indicatori, tratti da fonti Istat e, in misura minore, da altre fonti amministrative. Tali metodi consistono nel ripartire per trimestre i dati della contabilità annuale, in relazione all’andamento degli indicatori di riferimento trimestrali (grezzi, corretti per tenere conto del diverso numero di giorni lavorativi e destagionalizzati), nel rispetto del vincolo di coerenza annuale (dato annuale corretto per il numero di giorni lavorativi e dato annuale non corretto). La tecnica attualmente utilizzata dall'Istituto stima gli ignoti valori trimestrali sulla base della stessa relazione econometrica individuata relativamente ai dati annuali di contabilità nazionale e ai valori annuali di opportuni indicatori di riferimento. Il metodo viene utilizzato per la determinazione dei dati trimestrali, sia allorché è noto il valore annuale, sia quando l'informazione annuale non è ancora disponibile. Esso è applicato separatamente per ciascun aggregato significativo.
La procedura di correzione degli aggregati per gli effetti di calendario è basata sul metodo della regressione e tiene conto del diverso numero dei giorni lavorativi, delle festività pasquali e dell’anno bisestile. Per la destagionalizzazione e la correzione per gli effetti di calendario è utilizzata la procedura Tramo-Seats (per una sintetica presentazione di questo metodo si veda Istat (1999), “La nuova strategia di destagionalizzazione degli indicatori congiunturali”, Note rapide, Anno 4, n.3). Approfondimenti sulle metodologie di calcolo nei conti trimestrali sono riportate nei contributi presentati al seminario “La revisione generale dei conti nazionali del 2005”, disponibili all’indirizzo http://www.istat.it/istat/eventi/2006/continazionali/.
Le serie dei conti economici trimestrali sono elaborate e diffuse dall'Istituto in forma grezza, corrette per gli effetti di calendario e destagionalizzate in milioni di euro, ai prezzi dell’anno precedente ed a valori concatenati con anno di riferimento 2000. Le serie storiche dei conti economici trimestrali sono disponibili a partire dal primo trimestre del 1980. I deflatori impliciti utilizzati per le stime in base mobile sono di tipo Paasche.
Dal primo trimestre 2009, le stime dei conti trimestrali utilizzano gli indicatori congiunturali mensili diffusi dall’Istat in nuova classificazione Ateco 2007 in base 2005 (produzione industriale, prezzi alle produzione dei prodotti industriali, fatturato dell'industria). Poiché la transizione della contabilità nazionale alla nuova classificazione Ateco 2007 avverrà a partire da settembre 2011 secondo gli accordi definiti in ambito comunitario, i nuovi indici congiunturali sono riclassificati nella vecchia nomenclatura Ateco 2002.