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Da 3 agosto 2010 sarà possibile affiancare alla stipula in forma cartacea anche quella on line21 luglio 2010 In soffitta l'immagine del vecchio "notaro", sommerso da scartoffie, che legge con voce stentorea l'atto che sentenzia il passaggio, a vario titolo, di beni mobili e immobili tra le parti. Dal prossimo 3 agosto il notaio diventa "informatico". Il via a questa operazione di "new look" di quella che è sempre stata considerata una professione fatta di carta e penna, lo dà il decreto legislativo n. 110 del 2 luglio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 luglio. La norma attuale si inserisce nell'ambito di quanto prescritto dal "Codice dell'amministrazione digitale" (Dlgs n. 82/2005) che sta contribuendo a svecchiare anche quei settori, sia pubblici che privati, che hanno resistito nei tempi. Come cambia l'atto pubblico?Innanzitutto il notaio dovrà obbligatoriamente munirsi di firma digitale, che diventa lo strumento unico per l'esercizio delle sue funzioni. Si tratta di un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su chiavi crittografate che, al momento, risulta essere il sistema più sicuro in campo informatico. Il Consiglio nazionale del notariato rilascerà ad ogni iscritto un certificato qualificato di firma che attesta anche la sua iscrizione nel ruolo. Al momento della lettura dell'atto ci saranno le vere novità. Innanzitutto il notaio potrà leggere direttamente sul pc il rogito che si appresta a firmare con le parti, potrà ricevere la sottoscrizione elettronica di queste ultime sia sotto forma di firma digitale che con firma elettronica non qualificata.
Sarà il notaio stesso, sottoscrivendo l'atto, alla presenza delle parti, con la smart card contenente la sua firma digitale a validare le firme dei contraenti. Home page Norme e tributi
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