NATALITA’ E MORTALITA’ DELLE IMPRESE ITALIANE

Le imprese in Italia nel periodo Gennaio-Maggio 2010

La primavera delle imprese mitiga i venti di crisi
Ribaltata la dinamica rispetto al 2009: +0,28 il bilancio all’anagrafe nei primi 5 mesi del 2010

Roma, 14 giugno 2010

Riprende ad espandersi la business community italiana. Nei primi 5 mesi del 2010 l’anagrafe delle imprese tenuta dalle Camere di commercio ha registrato un bilancio positivo per 17.235 unità tra nascite e cessazioni, come risultato del saldo tra le 200.652 imprese neonate e le 183.417 che nel periodo hanno cessato l’attività. Un dato che segna un’inversione di tendenza marcata rispetto al periodo gennaio-maggio dello scorso anno, periodo caratterizzato dall’esplosione della crisi internazionale: nei primi cinque mesi del 2009, infatti, si registrarono circa 14.000 aperture in meno e oltre 14mila chiusure in più rispetto al 2010.
Recupero delle dinamicità delle iscrizioni e forte diminuzione delle chiusure hanno determinato tra gennaio e maggio di quest’anno un tasso di crescita dello stock delle imprese pari al 0,28% (contro il –0,18% fatto registrare nello stesso intervallo di tempo del 2009), portando il numero delle imprese presenti nei registri camerali, a fine maggio, al valore di 6.087.288 unità.

E’ questo il quadro di sintesi che emerge dai dati mensili sulla nati-mortalità delle imprese italiane fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione statistica condotta per Unioncamere da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane.

“A dispetto di una crisi senza eguali, come quella di questi ultimi due anni, gli italiani continuano ostinatamente a cercare nel mercato la via per affermarsi e riscattarsi.” Così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, a commento dei dati dei primi cinque mesi dell’anno. “Tra i segnali di ripresa che si affacciano in questi mesi, quello che più di ogni altro fa ben sperare - soprattutto in vista di un rapido recupero di posti di lavoro - è la straordinaria vitalità del tessuto imprenditoriale. La condizione perché questo rimbalzo possa durare è una sola: mettere l’impresa e il lavoro al centro delle politiche del Paese. Per le imprese, questo significa riconoscerne il ruolo sociale e liberarle da quelle norme inutili che ne frenano la vitalità. Anche per questa via, sarà possibile fare in modo che i vantaggi possano riversarsi più facilmente sul lavoro in termini di salari e occupazione.”

Tab. 1 – Nati-mortalità delle imprese nel periodo gennaio-maggio 2010 e 2009
Valori assoluti e tassi di variazione percentuale rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente

TOTALE IMPRESE

ANNO

Iscrizioni

Cessazioni

Saldi

Tasso di
iscrizione

Tasso di
cessazione(*)

Tasso di crescita gen-mag 2010

gen-mag 2009

186.550

197.539

-10.989

3,06%

3,24%

-0,18%

gen-mag 2010

200.652

183.417

17.235

3,30%

3,01%

0,28%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

LE DINAMICHE TERRITORIALI

Nel complesso, l’area geografica che più delle altre ha contribuito al saldo del periodo è stata il Nord-Ovest, con 6.832 imprese in più. In termini relativi, è stato invece il Centro (+0,53%) a far segnare la crescita più dinamica. Puglia, Liguria, Friuli e Molise le regioni che, tra gennaio e maggio, hanno chiuso i conti dell’anagrafe produttiva con il segno rosso facendo registrare rispettivamente un saldo di 180, 164, 97 e 37 unità in meno. In valore assoluto, i bilanci migliori sono stati quelli della Lombardia (5.655 imprese in più), del Lazio (+4.268) e della Toscana (+1.471). Oltre “quota 1000” si attestano anche il Piemonte (+1.331). In termini relativi, la regione più dinamica è il Lazio (+0,72%), seguita da Lombardia (+0,59%) e Umbria (+0,48%).
In generale, tutte le 20 regioni italiane hanno fatto registrare un tasso di crescita migliore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Tab. 3 – Nati-mortalità delle imprese per regioni nel periodo gennaio-maggio 2010 e 2009
Valori assoluti e tassi di variazione percentuale rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente


Aree geografiche

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo

Stock al 31.05.2010

Tasso di crescita gen-mag 2010

Tasso di crescita gen-mag 2009

PIEMONTE

17.012

15.681

1.331

469.364

0,28%

-0,23%

VALLE D'AOSTA

457

447

10

14.057

0,07%

-0,13%

LOMBARDIA

32.648

26.993

5.655

958.098

0,59%

0,08%

TRENTINO A. A.

3.090

2.778

312

109.584

0,28%

-0,17%

VENETO

16.193

15.794

399

505.727

0,08%

-0,49%

FRIULI V. G.

3.527

3.624

-97

109.583

-0,09%

-0,68%

LIGURIA

5.513

5.677

-164

166.275

-0,10%

-0,40%

EMILIA ROMAGNA

16.329

15.786

543

473.974

0,11%

-0,58%

TOSCANA

15.084

13.613

1.471

415.013

0,35%

-0,08%

UMBRIA

3.105

2.643

462

95.584

0,48%

-0,01%

MARCHE

5.805

5.285

520

176.069

0,29%

-0,46%

LAZIO

20.174

15.906

4.268

593.815

0,72%

0,39%

ABRUZZO

5.315

4.853

462

149.658

0,31%

-0,18%

MOLISE

1.037

1.074

-37

35.674

-0,10%

-0,60%

CAMPANIA

16.967

16.042

925

549.515

0,17%

0,00%

PUGLIA

11.876

12.056

-180

383.847

-0,05%

-0,84%

BASILICATA

1.912

1.734

178

62.432

0,29%

-0,49%

CALABRIA

5.415

4.862

553

179.107

0,31%

0,15%

SICILIA

13.856

13.556

300

470.860

0,06%

-0,17%

SARDEGNA

5.337

5.013

324

169.052

0,19%

-0,22%

 

 

 

 

 

 

 

NORD-OVEST

55.630

48.798

6.832

1.607.794

0,43%

-0,06%

NORD-EST

39.139

37.982

1.157

1.198.868

0,10%

-0,51%

CENTRO

44.168

37.447

6.721

1.280.481

0,53%

0,09%

SUD E ISOLE

61.715

59.190

2.525

2.000.145

0,13%

-0,25%

 

 

 

 

 

 

 

ITALIA

200.652

183.417

17.235

6.087.288

0,28%

-0,18%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

LE DINAMICHE SETTORIALI

Le ultime considerazioni introducono all’esame dei dati demografici delle imprese italiane disaggregati per settore produttivo. La Tabella 4 mette in luce il particolare peso che l’agricoltura gioca nella complessiva dinamica demografica delle imprese italiane: il suo saldo negativo è pari infatti a -10.583 unità. E’ il caso di precisare che per l’agricoltura si è in presenza di un trend di lungo periodo che vede la continua diminuzione del numero delle aziende agricole.

In secondo luogo, conferma il ridimensionamento - in termini demografici - del settore manifatturiero che con un tasso di crescita nei primi 5 mesi del 2010 pari a –0,68% replica il risultato realizzato nello stesso periodo del 2009 (-0,72%).

Notevole, e in qualche modo inatteso, è invece il bilancio del settore Alberghi e ristoranti: con un saldo di 4.326 unità è il settore che in termini assoluti ha realizzato il risultato migliore e, in termini relativi, ha superato anche il buon risultato del 2009 (+1,16% contro +0,94%).

A seguire, i risultati migliori vengono dalle Attività professionali (+2.772) e dalle Attività immobiliari (+2.767). Degno di nota l’andamento complessivo del Commercio che, con un saldo positivo che arriva a 1.274 unità e una crescita dello 0,08%, dimostra complessivamente una discreta tenuta pur nelle difficoltà causate dalla riduzione della domanda dei consumatori.

Tab. 4 - Nati-mortalità delle imprese per settori nel periodo gennaio-maggio 2010 e 2009
Stock, saldi e tassi di variazione degli stock rispetto al 31.12.2009 e 2008

SETTORI DI ATTIVITA'

Stock al
31.05.2010

Saldo stock
gen-mag 2010

Tasso di var. % dello stock
gen-mag 2010

Tasso di var. % dello stock gen-mag 2009

 

 

 

 

 

Agricoltura, silvicoltura pesca                            

865.571

-10.583

-1,21%

-1,18%

Estrazione di minerali da cave e miniere                   

5.078

-55

-1,06%

-1,12%

Attività manifatturiere                                    

629.270

-4.289

-0,68%

-0,72%

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore

4.302

334

8,40%

4,10%

Fornitura di acqua; reti fognarie

10.534

15

0,14%

-0,30%

Costruzioni                                                

901.159

-820

-0,09%

-0,33%

Commercio

1.546.472

1.274

0,08%

-0,33%

Trasporto e magazzinaggio                                  

181.895

-1.060

-0,58%

-0,88%

Attività dei servizi alloggio e ristorazione               

376.770

4.326

1,16%

0,94%

Servizi di informazione e comunicazione                    

122.250

1.236

1,02%

0,65%

Attività finanziarie e assicurative                        

116.378

112

0,10%

0,03%

Attività immobiliari                                      

276.998

2.767

1,01%

0,92%

Attività professionali, scientifiche e tecniche            

185.345

2.772

1,51%

0,90%

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese

149.737

2.392

1,62%

1,57%

Amministrazione pubblica e difesa; ass. sociale

172

-2

-1,14%

-2,65%

Istruzione                                                 

24.256

258

1,07%

1,19%

Sanità e assistenza sociale                               

31.663

460

1,47%

1,46%

Attività artistiche, sportive, di intrattenimento

63.180

733

1,17%

0,92%

Altre attività di servizi                                  

226.891

1.314

0,58%

-0,18%

Attività di famiglie e convivenze

13

-1

-7,14%

-6,67%

Organizzazioni ed organismi extraterritoriali              

9

0

0,00%

0,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

 

LE FORME GIURIDICHE delle imprese

Il contributo più rilevante al saldo del periodo è venuto dalle imprese costituite in forma di società di capitali: oltre 42mila nuove unità che, a fronte delle poco più di 19mila che hanno cessato l’attività, hanno determinato un saldo di 23.142 imprese in più rispetto alla fine del 2009, per un tasso di crescita quasi 7 volte superiore di quello medio (1,83 contro 0,28%). Positivo anche il saldo delle cosiddette “altre forme” (consorzi e cooperative) e delle società di persone: queste ultime con un tasso di crescita pari a +0,23% presentano un dato in controtendenza rispetto allo stesso periodo del 2009 (-0,23%).
Le Ditte individuali sono invece l’unica forma giuridica con un saldo negativo (-10.711 unità); pur fornendo nel corso del periodo un contributo alle iscrizioni nettamente più elevato rispetto alle altre tre forme giuridiche (63,1%), il loro contributo alle cessazioni complessive è stato ancora più elevato, visto che ne ha determinato i tre quarti (per la precisione il 74,9%). Segno di un turnover elevato che, nel tempo, tende ad erodere lentamente lo stock di queste imprese.

Tab. 2 – Nati-mortalità delle imprese per forme giuridiche nel periodo gennaio-maggio 2010 e 2009
Valori assoluti e tassi di variazione percentuale rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente

Forme giuridiche

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo
gen-mag 2010

Stock al 31.05.2010

Tasso di crescita
gen-mag 2010

Tasso di crescita    gen-mag 2009

 

 

 

 

 

 

 

Società di capitali

42.183

19.041

23.142

1.329.339

1,83%

1,38%

Società di persone

26.020

23.302

2.718

1.183.298

0,23%

-0,23%

Ditte individuali

126.670

137.381

-10.711

3.365.350

-0,31%

-0,80%

Altre forme

5.779

3.693

2.086

209.301

1,02%

0,78%

TOTALE

200.652

183.417

17.235

6.087.288

0,28%

-0,18%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

LINK utile

NATALITA’ E MORTALITA’ DELLE IMPRESE ITALIANE REGISTRATE PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO - I° TRIMESTRE 2009