Le imprese resistono alla crisi: chiusure stabili, ma frenano le aperture 30mila aziende in meno nel primo trimestre dell’anno (-0,5%)Lieve aumento dei fallimenti che però restano ‘ancorati’ all’1 per 1000 all’annoRoma, 17 aprile 2009 Per effetto del saldo negativo, lo stock delle imprese a fine marzo si è pertanto attestato sul valore di 6.065.232 unità. Riducono i margini, limano i costi, rallentano le attività ma non si arrendono e resistono in condizioni difficilissime nell’attesa di un mutamento del clima di fiducia. L’andamento dei fallimenti – ha aggiunto Mondello - segnala però due cose: l’impatto della crisi è ancora contenuto, ma la progressione degli utlimi mesi indica che sta crescendo la pressione sui bilanci delle aziende. E’ un segnale importante che deve indurci a tenere alta la guardia soprattutto in questo momento in cui sembrano affacciarsi i primi, timidi segnali di alleggerimento delle difficoltà, almeno in alcuni settori. Se da un lato osserviamo con soddisfazione il trend positivo delle imprese che nascono in forma di società – segno che il sistema imprenditoriale prosegue nel suo processo di ammodernamento e irrobustimento – dall’altro le difficoltà a carico delle imprese più piccole e dell’artigianato si fanno più acute e richiamano alla massima attenzione sul fronte del credito. E’ questo, infatti, l’unico antidoto che al momento può mantenere in vita tante aziende e permettere loro di tenere le posizioni conservando capacità produttiva e occupazione su livelli adeguati, per ripartire non appena le condizioni lo permetteranno. Su questo fronte le Camere di Commercio continueranno ad impegnarsi, come hanno fatto sul finire dello scorso anno, rafforzando i sistemi di garanzia per il credito alle imprese in difficoltà”. Stampa| | Home page Notizie economiche
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