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Le principali novità del paniere 2009 per il calcolo dell’inflazione

5 febbraio 2009

Nel 2009 il paniere per il calcolo dell’inflazione è composto da 530 posizioni rappresentative 3 in meno del 2008 (erano 533 nel 2008), che costituiscono il campione di prodotti o di gruppi di prodotti per i quali vengono diffusi mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo.

Poiché molte posizioni comprendono più prodotti, sono in tutto 1.143 i beni e servizi inclusi nel paniere (erano 1.099 nel 2008).
Per quanto riguarda le posizioni rappresentative, non si registrano uscite di posizioni già esistenti; gli aggiornamenti riguardano dunque l’ingresso di nuove
posizioni e la modifica di alcune già comprese nel paniere.

Chi entra nel nuovo paniere?

Entrano nel paniere 2009 le posizioni rappresentative “Pasta base per pizze, rustici e dolci”, “Mais in confezione”, “Chiave USB”, “Film in DVD”.

Inoltre, sono stati inseriti nuovi prodotti all’interno di posizioni già esistenti: ad esempio, la posizione relativa ai Servizi di telefonia fissa comprende ora anche le
“Tariffe inerenti tecnologie di tipo DSL”; in quella relativa a Personal computer - unità centrale è stato introdotto il nuovo prodotto “Netbook”.

Chi aumenta di "Peso"?

Nella struttura di ponderazione degli indici, considerando l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), cinque capitoli registrano un
incremento del loro peso relativo rispetto all’anno precedente: “Abbigliamento e calzature”, “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, “Mobili, articoli e
servizi per la casa”, “Comunicazioni” e “Servizi ricettivi e di ristorazione”.

In termini assoluti, la diminuzione più rilevante riguarda il capitolo “Trasporti”.
I comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo dell’indice nazionale restano 84. La copertura in termini di popolazione provinciale è dell’86,6%.
I punti vendita coinvolti nella rilevazione sono circa 41.000, ai quali si aggiungono circa 8.300 abitazioni per la parte che riguarda gli affitti.

Nel complesso, sono circa 413.000 le quotazioni di prezzo raccolte sul territorio e inviate ogni mese all’Istat dagli Uffici comunali di statistica.

Ogni quanto si effettua la rilevazione del prezzo?

La cadenza temporale con la quale viene effettuata la rilevazione dei prezzi al consumo è differenziata in considerazione della diversa natura dei beni e servizi che compongono il paniere. Nel 2009 sono 452 le posizioni rappresentative i cui prezzi vengono rilevati mensilmente, 56 quelle monitorate trimestralmente e 22 quelle rilevate ogni due mesi.
In questo ambito, prosegue il processo di innalzamento della frequenza di rilevazione del prezzo dei prodotti:
a partire dall’anno in corso 5 posizioni, a cadenza di rilevazione trimestrale fino al 2008, vengono ora rilevate ogni mese.
In termini di quota relativa, calcolata in riferimento al peso che ciascun prodotto assume all’interno dell’indice NIC, ed escludendo gli Affitti, diminuisce il peso dei prodotti a rilevazione trimestrale, passando dal 6,3% del 2008 al 5,5% del 2009.

Questo processo di riduzione del numero di prodotti rilevati trimestralmente, avviato nel 2008, consente di migliorare ulteriormente la tempestività degli indici prodotti per la misurazione dell’inflazione.

La nuova struttura di ponderazione
Nella tabella 1 sono riportate le strutture dei pesi per capitolo di spesa che saranno utilizzate per il calcolo dei tre indici dei prezzi al consumo (NIC, IPCA e FOI) nel corso del 2009;

nella tabella viene presentato il confronto per capitolo di spesa dell’indice NIC tra l’anno 2009 e l’anno 2008; nella tabella successiva , sempre con
riferimento al NIC, si confrontano le strutture dei pesi del 2009 e del 2008, relativamente ad ulteriori tipologie di consumo.
L’esame della tabella 1 consente di valutare sia la struttura di ponderazione per capitolo di spesa relativa a ciascun indice, sia le differenze che si registrano tra la struttura di ponderazione dei tre indici; queste ultime appaiono significative soprattutto se si considera l’indice armonizzato europeo (IPCA) da un lato, e gli indici nazionali NIC e FOI dall’altro.

Le differenze

Ordinando i capitoli secondo il loro peso relativo, i tre indici mostrano differenze relativamente contenute.
Per tutti e tre, il capitolo che pesa maggiormente nella struttura di ponderazione è quello relativo ai Prodotti alimentari e bevande analcoliche, con incidenze pari al 16,8% nel NIC, al 17,7% nell’IPCA ed al 16,7% nel FOI.

Nel caso dell’indice NIC, i capitoli che presentano il peso relativo maggiore sono, nell’ordine: Prodotti alimentari e bevande analcoliche (16,8%), Trasporti (14,9%), Servizi ricettivi e di ristorazione (11,1%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (9,8%)

Le differenze riscontrabili nelle strutture di ponderazione di NIC, FOI e IPCA sono riconducibili in gran parte alla differenza di definizione dell’aggregato economico di riferimento dei tre indici.

Ciò ha implicazioni particolarmente rilevanti per quanto riguarda la determinazione del peso del capitolo dei servizi sanitari, ed in particolare di quello dei prodotti medicinali.

Nel NIC e nel FOI sono, infatti, incluse le spese sostenute dalla Pubblica amministrazione per i consumi di medicinali da parte delle famiglie, che risultano invece escluse dal calcolo dell’IPCA. Di conseguenza, il peso del capitolo dei servizi sanitari e spese per la salute nel paniere dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (3,6%) risulta significativamente più basso di quello calcolato per gli indici nazionali.

Variazioni intercorse tra il 2008 e il 2009 nella struttura di ponderazione dell’indice

NIC (tabella 2), sono cinque i capitoli che registrato un incremento del loro peso relativo: Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Mobili, articoli e servizi per la casa, Comunicazioni e Servizi ricettivi e di ristorazione.

In termini assoluti, la maggiore crescita è quella del capitolo Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4432 punti percentuali); il ridimensionamento più significativo riguarda invece il capitolo dei Trasporti (-0,3268 punti percentuali).
Considerando la struttura di ponderazione per tipologia di consumo (tabella 3), nel 2009 i pesi relativi alle due principali componenti subiscono lievi variazioni: i beni scendono dal 58,7% al 58,0% mentre i servizi aumentano dal 41,3% al 42,0%.

Nelle diverse componenti dell’aggregato dei beni emerge soprattutto la diminuzione del peso dei prodotti energetici, che passa dal 7,8% al 7,4% per effetto del calo degli Altri energetici (dal 4,9% al 4,1%). Anche i beni alimentari registrano una diminuzione, anche se più contenuta (da 17,7% a 17,6%) e attribuibile quasi esclusivamente agli alimentari non lavorati. Complessivamente, aumenta lievemente (+0,6 punti percentuali) il peso della componente di fondo dell’indice NIC, ottenuta escludendo le componenti più volatili in termini di dinamica dei prezzi (alimentari freschi e prodotti energetici).

Come di consueto, sono stati aggiornati i coefficienti regionali di ponderazione, riportati nella tabella 4.

 

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