CALCOLO DEGLI INTERESSI DI MORA SUI TARDIVI PAGAMENTI

INTRODUZIONE

Il Decreto Legislativo, 9 ottobre 2002 n. 231, in vigore dal 7 novembre 2002, ordina che nell’ambito di una transazione commerciale chi subisce ingiustificatamente un ritardo nel pagamento di un importo ha diritto al pagamento degli interessi di mora.
Quindi, dall’entrata in vigore del decreto in esame gli interessi di mora si applicano automaticamente alle obbligazioni di pagamento adempiute in ritardo per i contratti conclusi a far data dall’8 agosto 2002 tra:
  • Imprese e imprese;
  • Imprese e professionisti;
  • Imprese/professionisti e pubblica amministrazione.
Rimangono esclusi dall’ambito di applicazione della normativa i rapporti tre imprese/professionisti e clienti privati.
La normativa sugli interessi moratori non trova applicazione nelle seguenti altre ipotesi:
  • Per i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore;
  • Per richieste di interessi inferiori a €. 5,00;
  • Per i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tal titolo dall’assicuratore.
 

DECORRENZA E MISURA DEGLI INTERESSI

Per effetto delle nuove regole, gli interessi di mora decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento, senza che sia necessaria la costituzione in mora del debitore, salvo che il debitore sia in grado di dimostrare che l’inadempimento sia stato determinato da cause a lui non imputabili.
Se il termine per il pagamento non è previsto dal contratto, gli interessi decorrono:
  • dopo 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente;
  • dopo 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non e' certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;
  • dopo 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e' anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
  • dopo 30 giorni dalla data dell'accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell'accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.
Per i prodotti alimentari deteriorabili gli interessi di mora maturano decorsi 60 giorni dalla consegna o dal ritiro dei beni (non assume rilevanza la data di ricevimento della fattura).
 
Il tasso di interesse da applicare (art.5 comma 1 del D.Lgs 231/2002) è pari al tasso praticato dalla Banca Centrale Europea alle sue principali operazione di rifinanziamento maggiorato del 9% per le cessioni di prodotti alimentari deteriorabili e del 7% per tutte le altre transazioni.
Il termine di pagamento e la misura degli interessi possono essere derogati dalla parti solo con patto scritto.
La libertà delle parti è comunque limitata: le clausole contrattuali sono nulle se risultano inique a danno del creditore.
L’Assonime, nella circolare 27 marzo 2003 n. 15, ha chiarito infatti che sono da considerare nulli tutti quegli accordi volti a negare preventivamente il diritto alla corresponsione degli interessi moratori.
Qui puoi calcolare gli interessi moratori
Qui trovi la tabella aggiornata degli interessi moratori

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