Un nuovo modello contrattuale comune, valido sia per il settore privato che per quello pubblico basato sull'indice IPCA

Roma 22 gennaio 2009

Un nuovo modello contrattuale comune, valido sia per il settore privato che per quello pubblico; con durata triennale tanto per la parte economica quanto per quella normativa, assetto su due livelli e calcolo dell'incremento salariale in base ad un indice di inflazione previsionale, "in sostituzione del tasso di inflazione programmata".

Gli aumenti contrattuali saranno legati non più tasso di inflazione programmata ma ad un indice previsionale calcolato sulla base dell'indice armonizzato europeo (IPCA), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, calcolato da un soggetto terzo.

Il nuovo indicatore previsionale triennale: cos’è e come viene calcolato

A garanzia di neutralità, un ente terzo calcolerà il nuovo indice previsionale armonizzato europeo dei prezzi al consumo sulla base dell’indicatore IPCA, che viene elaborato e pubblicato dall’Istat e da questa inviato mensilmente all’Eurostat. L’IPCA viene calcolato sulla quota dei consumi di beni e servizi con prezzi comparabili nei diversi paesi dell’Unione Europea. Si fa ricorso all’IPCA per misurare la dinamica dei prezzi in questi paesi. Le tipologie di spesa per consumo considerate per il calcolo dell’IPCA sono in gran parte quelle utilizzate per il calcolo del NIC, l’indice nazionale dei prezzi al consumo.

Non sono inclusi o sono trattati con una diversa metodologia alcuni prodotti (ad es. servizi relativi alle assicurazioni vita e servizi socio sanitari lotto e lotterie, concorsi pronostici). Conseguentemente, anche il sistema di ponderazione dell’IPCA differisce leggermente da quello usato per il calcolo del NIC.

L’indice preso in esame nelle Linee Guida si differenzia dall’IPCA perché a quest’ultimo viene sottratta la componente relativa ai beni energetici importati, allo scopo di evitare che una parte dell’inflazione importata si scarichi sulle retribuzioni.

La tabella mostra l’IPCA al netto dell’energia, che presenta valori sempre superiori all’inflazione programmata dal Governo (TIP). Il nuovo indice previsionale (l’IPCA al netto dell’energia) è più alto del 2,1%, nel triennio 2009 – 2011, del tasso di inflazione programmata dal Governo cumulato nello stesso periodo.

Confronto fra TIP e nuovo indicatore IPCA meno energia

Differenza

2009 - 2011  4,6% 6,7% + 2,1%

Qui trovi la tabella Eurostat con tutte le indicazioni

Il +2,1% corrisponde ad un aumento contrattuale di €400/anno c.a nel triennio rispetto agli aumenti previsti con l’inflazione programmata, cui vanno aggiunti quelli derivanti dal recupero certo degli scostamenti rispetto all’inflazione effettiva.

Si devono anche aggiungere gli effetti della detassazione e decontribuzione degli istituti di cui alla contrattazione di secondo livello, pari ad una media di €300/anno, in alternativa ai quali, per chi non ha contrattazione di secondo livello, ovvero non ha aumenti nel quadriennio, deve sommarsi l’aumento derivante dall’elemento retributivo di garanzia (€200-300/anno).

L’Accordo indica anche la necessità di identificare, con specifiche intese, i criteri per la determinazione del “valore punto”, utile per stabilire gli aumenti salariali.

Ad esempio, nel testo condiviso a suo tempo con Confindustria e che andrà sottoscritto definendone le modalità applicative, così come dovrà avvenire per gli altri settori, si fa riferimento, per la base di computo, ai minimi tabellari, all’anzianità media di settore ed alle altre eventuali indennità in cifra fissa stabilite dallo stesso contratto collettivo nazionale di categoria.

Anche a fronte di un valore punto basato solo sulle voci definite a livello nazionale, se rapportato al nuovo indice di calcolo dell’inflazione, si avrebbe comunque un aumento retributivo medio superiore.

Infatti, facendo una simulazione per il 2009, avendo a riferimento il valore punto stabilito dagli attuali CCNL e l’indice di inflazione programmata previsto per tale anno, pari a 1,5%, gli aumenti retributivi sarebbero sensibilmente inferiori.

Ad esempio per il settore metalmeccanico ammonterebbero a 28,23 euro, mentre con il nuovo indice IPCA, rapportato ad una base di calcolo determinata, al netto delle modalità di applicazione riguardanti il CCNL, sugli elementi indicati dal documento gli aumenti sarebbero di 44,24 euro.

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